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Sab24082019

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Ucraina: arrivano gli aiuti Ue

L'Unione europea ha stanziato 260 milioni di supporto macroeconomico e finanziario per l'Ucraina. Scopo dell'azione è sostanzialmente quello di dare un sostegno concreto al Paese, incoraggiando, in questo modo, processi di riforma, che incoraggino il buon governo, diano una spinta alla crescita economica e all'armonizzazione legislativa con l'Ue. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1640_en.htm

Una guida ai temi di maggiore attualità relativi al bilancio Ue

L'autunno e l'inizio dell'inverno sono la stagione calda per quanto riguarda il bilancio dell'Unione europea. Molte delle questioni dell'anno in corso vengono discusse nell'ottica della programmazione finanziaria dell'anno successivo. Non sempre, tuttavia, tali argomenti sono di facile comprensione. Sul sito della Commissione è disponibile una guida semplice e veloce che potrà chiarire i dubbi di tutti coloro che sono interessati. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-14-1487_en.htm

Ricerca e sviluppo: quanto investono gli Stati europei?

Uno degli obiettivi centrali della strategia dell'Unione europea per il 2020 è quello di garantire un forte sostegno al settore della ricerca e dello sviluppo (R&S). Questo, mediante la previsione di uno standard da raggiungere a livello europeo, in base al quale il 3% del PIL dei paesi Ue dovrà essere destinato a R&S. Ma quanto investono effettivamente gli Stati europei in quest'ambito? Alla domanda risponde un'indagine dell'Eurostat, l'istituto europeo di statistica.

Nel 2013, la spesa complessiva per R&S è stata di 275 miliardi di euro, pari a circa il 2,02% del PIL. Un rilevante passo avanti se si considera che nel 2004 si era solo all'1,76%, ma ancora poco in base al target stabilito per il 2020. Ancora poco rispetto anche alle altre potenze economiche mondiali, come Sud Corea (4,04%), Giappone (3,38%) e Stati Uniti (2,81%). Di più, però, rispetto sia alla Cina (1,98%) che alla Russia (1,11%). L'ambito di maggior interesse per gli investimenti resta quello delle imprese, con quasi il 64% delle risorse totali; al secondo posto l'istruzione superiore, con il 23%.

Gli Stati più virtuosi sono, in linea generale, quelli del Nord Europa: svettano Norvegia e Svezia (oltre il 3.3%). Indietro restano altri paesi, tra cui l'Italia, che presentano percentuali di poco superiori all'1%.

Il settore in cui si investe di più è quello industriale, che risulta al primo posto in tutti gli Stati membri, eccetto Grecia, Cipro, Lettonia, Lituania, che dedicano maggiori risorse nell'ambito dell'istruzione superiore, e Romania, dove quasi la metà della spesa è nella governance. I dati più significativi sono quelli osservati in Slovenia (77%), Irlanda (72%), Belgio, Ungheria, Austria e Finlandia (tutte 69%), Germania e Svezia (entrambe al 68%).

L'Italia si situa sotto la media dei 28 Stati membri, con un investimento in ricerca e sviluppo pari all'1,25% del PIL totale, che rappresenta la cifra di circa 20 milioni di euro, di quattro volte inferiore rispetto agli 80 milioni circa investiti dalla Germania. I finanziamenti italiani sono così ripartiti: il 54% per le imprese, il 15% nel settore della governance, il 28% per l'istruzione superiore e il 3% per il non-profit. L'Italia quindi deve fare di più per raggiungere l'obiettivo che si era prefissa di investire l'1,53% del proprio PIL nella ricerca e sviluppo entro il 2020.

Plauso della Commissione Ue per i risultati del G20 di Brisbane

La Commissione europea accoglie positivamente i risultati del summit G20 tenutosi a Brisbane, in Australia, gli scorsi 15 e 16 novembre.

Le potenze mondiali riunitesi a Brisbane hanno adottato un Piano di Azione per la Crescita e l'Occupazione, ponendo l'accento sull'importanza degli investimenti, e hanno riconfermato l'impegno congiunto nella promozione di sistemi di tassazione più equi e di una regolamentazione dei mercati finanziari più efficace. Tra i temi trattati, massima importanza ad un'azione globale per il clima e per il libero scambio. Ulteriori progressi sono stati fatti poi nell'ambito della lotta alla corruzione, delle fonti energetiche e della sostenibilità, e per quanto concerne i progetti di riforma delle istituzioni economiche internazionali.

Hanno partecipato per conto dell'Unione europea il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, che hanno incontrato il Presidente Obama e i leader europei di Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna. Nei meeting bilaterali si è evidenziata l'importanza di concludere accordi commerciali e finanziari tra gli Stati. La via da seguire per l'economia globale, secondo l'esecutivo Ue, è quella della crescita sostenibile.

In una congiuntura economica difficile come quella attuale, entrambi i presidenti europei hanno sottolineato la necessità di trovare un accordo in merito a strategie coerenti che consentano ai Paesi facenti parte del G20 di inserirsi collettivamente nella strategia globale per la crescita. La spinta dell'Ue per l'adozione del Piano d'azione, a cui darà il proprio contributo, attraverso un pacchetto di misure in linea con quanto disposto nel corso del semestre europeo: la realizzazione di una effettiva unione bancaria, il miglioramento dell'accesso agli investimenti finanziari, la progressiva integrazione del mercato unico, favorire la mobilità del lavoro e contrastare la disoccupazione, in particolar modo quella giovanile.

Passeggeri diversamente abili: l’Ue si mobilita

Migliorare gli spostamenti e l’accesso al trasporto pubblico per persone diversamente abili o con mobilità ridotta. Questo lo scopo di un regolamento adottato dalla Commissione europea il 18 novembre scorso, che prevede nuovi requisiti tecnici obbligatori per i mezzi di trasporto ferroviari.

Questi nuovi requisiti tecnici, in pratica standard tecnici e operativi, saranno applicati in tutti gli Stati membri per armonizzare il settore dei trasporti pubblici, anche in termini di sicurezza e comfort del viaggiatore. In generale, l'attuazione dei requisiti tecnici avrà altri benefici, come, ad esempio, facilitare le connessioni ferroviarie europee, semplificare la legislazione nel settore e snellirne l’amministrazione.

Focalizzandoci sul fronte sicurezza del trasporto per particolari categorie di passeggeri, lo standard è calcolato combinando un mix di fattori quali sicurezza, affidabilità, disponibilità, condizioni igienico-sanitarie, protezione ambientale e compatibilità tecnica. Le nuove regole, che saranno in vigore a partire dal 25 gennaio 2015, saranno indirizzate a potenziare i comfort dei viaggiatori diversamente abili o con difficoltà negli spostamenti. Ciò avverrà in due modi: innanzitutto, adottando misure per la rimozione delle barriere architettoniche. Ad esempio, tutte le stazioni dovranno dotarsi di rampe di aiuto alla salita che siano meno pendenti e più accessibili. In secondo luogo, sarà migliorata la qualità del loro viaggio tramite l’obbligo, nelle stazioni, di disporre di indicatori tattili di superficie e tramite la garanzia di un migliore livello di illuminazione delle zone di transito ferroviario.

L’adozione di tali misure risulta cruciale se si pensa, in generale, all’importanza del concetto di mobilità in Europa. Essa è, infatti, chiave di volta della libera circolazione degli individui, uno dei principi fondamentali dell’integrazione europea. Guardando alle cifre, secondo un sondaggio Eurobarometro del 2011, circa il 20% dei passeggeri ferroviari dell’Unione sono classificabili come passeggeri “frequenti”, ovvero, che utilizzano il treno più di 4 volte al mese, anche al di fuori del proprio Stato di residenza. Migliorare la qualità dei trasporti, in particolar modo per quei cittadini soggetti a difficoltà, inoltre, implica un passo avanti per un’Unione ancora più vicina, coesa e inclusa dal punto di vista sociale: quest'ultimo goal è, infatti, uno degli obiettivi centrali di Europa 2020, strategia decennale dell’Ue per una crescita intelligente, sostenibile e solidale.

Alitalia: via libera della Commissione Ue all'acquisizione da parte di Etihad

La Commissione europea ha dato la sua autorizzazione, in base a quanto previsto dalla normativa europea relativa alle concentrazioni industriali, alla proposta di acquisizione del controllo comune di New Alitalia da parte di Alitalia Compagnia Aerea Italiana S.p.a. ed Etihad Airways PJSC.

L'approvazione risulta fondamentale per l'avvio del salvataggio della compagnia di bandiera italiana. La Commissione europea ha, infatti, un ruolo centrale a garanzia della concorrenza nel mercato unico, valutando dettagliatamente le concentrazioni e le acquisizioni relative a imprese il cui fatturato, come nel caso Alitalia, supera determinate soglie. Dalla notifica, la Commissione dispone generalmente di 25 giorni lavorativi per decidere se approvare o se avviare un esame approfondito del caso.

La decisione della Commissione, che arriva alla fine di un intenso procedimento, è subordinata all'impegno assunto dalle due compagnie di liberare alcuni slot per nuovi operatori presso gli aeroporti di Roma Fiumicino e Belgrado. Attualmente, infatti, Alitalia CAI e Air Serbia sono i soli ad offrire un volo diretto Roma-Belgrado, circostanza che potrebbe comportare un aumento dei prezzi e ad una minore qualità del servizio per i passeggeri. Dopo aver esaminato tutti i possibili effetti che l'acquisizione proposta avrebbe sul mercato, la Commissione ha concluso che solo per la tratta Roma-Belgrado potrebbero sussistere problemi in materia di tutela della concorrenza. L'accordo con Alitalia CAI e Eithad prevede, oltre alla liberazione di due slot giornalieri negli aeroporti interessati, anche l'introduzione di ulteriori incentivi per gli operatori, come la possibilità di acquisire diritti pregressi dopo un determinato periodo, di usufruire di un accordo di combinabilità delle tariffe, di far parte di un accordo di interlinea e di accedere al loro programma frequent flyer.

Per l'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio la decisione consente di dare avvio all'investimento straniero più importante mai realizzato in Alitalia, sia in termini di stabilità finanziaria che nel porre solide fondamenta per una crescita notevole e a lungo termine per la compagnia, nonché per l'industria dei viaggi e del turismo in Italia, di cui chiaramente Alitalia è asset fondamentale.

Antitrust: plauso della Commissione per direttiva su azioni risarcimento danni

La Commissione europea plaude alla formale adozione da parte del Consiglio dei Ministri di una direttiva proposta dallo stesso esecutivo dell'Unione relativa alle azioni di risarcimento per infrazioni del diritto antitrust. Il provvedimento è rivolto ai cittadini e alle imprese che intendono intraprendere un giudizio di accertamento per eventuali danni subiti a causa di cartelli o di abusi di posizione dominante. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1580_en.htm

39 milioni di euro dall'Ue per la promozione dei prodotti agricoli

La Commissione europea ha approvato 27 programmi per il supporto al settore agricolo all'interno dell'Unione e nei paesi terzi. Il budget totale è di 77 milioni di euro, dei quali 39 di contributo Ue. L'iniziativa è rivolta a una grande varietà di prodotti: frutta, verdura, prodotti caseari, DOC, DOP, carne e fiori. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1232_en.htm

Commissione chiede a Corte giustizia un parere su accordo commerciale con Singapore

La Commissione Ue ha chiesto un'opinione alla Corte di giustizia dell'Unione europea relativamente alla competenza a firmare e a ratificare un accordo commerciale con le autorità di Singapore. Per saperne di più:http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1235_en.htm

Ue chiede consultazioni con la Russia per dazi di importazione troppo alti

L'Unione europea ha richiesto delle consultazioni con la Russia per l'imposizione di dazi eccessivi su prodotti cartacei, refrigeratori e olio di palma al momento dell'importazione. Questo rappresenta il primo step nella procedura per la risoluzione delle dispute secondo i trattati dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1236_en.htm

Aiuti umanitari: l'Ue aumenta i fondi per i rifugiati in Etiopia

La Commissione Ue stanzierà altri 5 milioni di euro per far fronte ai rischi di malnutrizione ed epidemici dei rifugiati in Etiopia, Paese che oggi ospita il maggior numero di rifugiati in Africa (più di 643.000). Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1196_en.htm

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