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Gio23012020

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Accordo di partenariato Ue-Italia: oltre 32 miliardi di euro di investimenti

La Commissione europea ha dato l’ok definitivo all’accordo di partenariato relativo ai fondi strutturali europei per il nostro Paese. Viene così definita la strategia per l’utilizzo dei finanziamenti Ue all'Italia che, per la politica di coesione 2014-2020, avranno un ammontare di circa 32,2 miliardi di euro. Di questi, 10,4 sono riservati allo sviluppo rurale e 537,3 milioni al settore marittimo e della pesca.

Le aree di intervento saranno mirate. Da misure per affrontare il problema della disoccupazione a incentivi per la competitività e la crescita economica, dal sostegno all’innovazione all’istruzione, sempre con un occhio di riguardo per il tema dell’esclusione sociale. Centrale è, poi, l’attenzione al rispetto dell’ambiente e all’uso efficiente delle risorse sia negli ambiti urbani, che nello sviluppo e nella tutela delle aree rurali.

I fondi interessati sono quattro: il Fondo europeo di sviluppo regionale, che mira a parificare il livello di sviluppo tra le regioni europee, il Fondo sociale europeo, dedicato a occupazione e lotta alla povertà, il Fondo per gli affari marittimi e la pesca e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

L'Accordo siglato tra la Commissione europea e il Governo italiano mira a utilizzare i fondi disponibili in maniera efficace e di evitare gli errori del passato, investendo, in un’ottica progettuale, sull’economia reale, sulla crescita sostenibile e sull’occupazione. Si punta a raggiungere gli obiettivi che l’Unione europea ha posto per il 2020, in termini di sostegno all’imprenditoria e all’innovazione, potenziamento del sistema d'istruzione, lotta all’esclusione sociale e tutela dell’ambiente. Strettamente complementare alla visione strategica è la predisposizione di strutture amministrative salde, trasparenti ed efficienti ad ogni livello.

Firmato l'Accordo, il Governo italiano e le singole Regioni possono ora mettere in atto i programmi operativi nazionali (PON) e regionali (POR). Questi programmi traducono le priorità di investimento e gli obiettivi definiti in azioni concrete. Allo Stato e alle Regioni spetta anche la selezione dei progetti da finanziare e il monitoraggio dei risultati.

Ricercatori europei e giapponesi uniscono le forze per tecnologie ad alta velocità

La Commissione europea ed il Giappone hanno annunciato il lancio di quattro progetti di ricerca congiunti, per un budget totale di 12 milioni di euro, con l'obiettivo di sviluppare tecnologie ad alta velocità in aree con un'alta densità di utenti, soprattutto in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1175_en.htm .

Cooperazione: chiave per risolvere il problema della dipendenza dal gas russo

Secondo un report della Commissione Ue, se gli Stati membri cooperano tra di loro, saranno in grado di affrontare un’eventuale taglio nella fornitura del gas in inverno. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1162_en.htm

Pubblicata relazione sulle iniziative Ue contro la tratta degli esseri umani

Il 18 Ottobre la Commissione Ue ha presentato una relazione intermedia sulla lotta alla tratta degli esseri umani per il periodo 2012-2016: essa ha evidenziato come il miglioramento della cooperazione con la società civile e il sostegno alle autorità di frontiera orientamenti sul modo migliore per identificare le vittime siano misure efficienti per combattere queste violazioni. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1164_it.htm

COSME: la Turchia insieme agli Stati Ue

Anche la Turchia diventa tra i destinatari del programma COSME, iniziativa dell’Unione europei volta a finanziare le piccole e medie imprese al fine di promuoverne la competitività. L’accordo è stato siglato il 16 ottobre con la Commissione europea. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1168_en.htm

La Commissione Ue denuncia l'Italia presso la Corta di Giustizia europea

Il 16 Ottobre la Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia per attuazione inadeguata delle norme UE in materia di indennizzo delle vittime di reato, in seguito a denunce di vittime che hanno subito un reato intenzionale violento in Italia senza ottenere un indennizzo in situazioni nazionali o transfrontaliere. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1146_it.htm

Ue sigla accordo commerciale con autorità dell’est Africa

Si sono concluse le negoziazioni tra Ue e gli stati dell’est dell’Africa, volte alla finalizzazione di un accordo di partnership economica tra le due regioni. La convenzione garantisce la certezza del diritto per le imprese nelle aree interessate e apre l’accesso al mercato europeo ai produttori da Burundi, Kenya, Rwanda, Tanzania and Uganda. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1170_en.htm

Ue annuncia nuovi aiuti per lo sviluppo dell'Afghanistan

Il 12 ottobre la Commissione europea ha comunicato la devoluzione di altri fondi per lo sviluppo dell'Afghanistan. Essi ammonteranno a 1,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020 e saranno focalizzati su crescita e stabilità sociale tramite, ad esempio, interventi nello sviluppo rurale, nell'agricoltura e nel rafforzamento della democrazia. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1122_en.htm

Assistenza Ue per la crisi dei rifugiati di Kobane

Il 12 ottobre la Commissione europea ha stanziato fondi pari a 3,9 milioni di euro dedicati all'assistenza umanitaria per le 180.000 persone che hanno cercato rifugio in Turchia nel tentativo di sfuggire agli scontri nella città siriana di Kobane. Per saperne di più: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1130_en.htm

ILVA: l’Italia garantisca il rispetto della direttiva sulle emissioni industriali

Questa volta il richiamo arriva dalla Commissione europea: il più grande impianto siderurgico d’Europa, avente sede a Taranto, deve tassativamente conformarsi alla direttiva sulle emissioni industriali e alle altre norme Ue in materia ambientale. L’esecutivo dell’Unione aveva già inviato alle autorità italiane lettere di costituzione in mora, nel settembre del 2013 e ad Aprile di quest’anno. I provvedimenti finora adottati non sono stati sufficienti. Sebbene alcune carenze siano state risolte, infatti, si registrano ancora diverse violazioni della normativa. Secondo il parere motivato vi sarebbero da risolvere alcuni punti critici: l’inosservanza delle condizioni stabilite nelle autorizzazioni, l’insufficiente gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti e il monitoraggio del suolo e delle acque sotterranee. La maggior parte dei problemi deriva, però, dalla mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni, che si generano, in maniera incontrollata, durante il processo di produzione dell’acciaio.

Ai sensi della direttiva europea richiamata, lo svolgimento di attività industriali ad alto potenziale inquinante richiede il rilascio di una specifica autorizzazione, contenente precise prescrizioni cui l’impresa deve attenersi fedelmente. Preliminarmente, bisogna, però, che siano soddisfatte diverse condizioni ambientali, affinché le stesse società siano responsabili della prevenzione e della riduzione dell'eventuale inquinamento da loro causato. L'autorizzazione garantisce l'applicazione delle misure di prevenzione dell'inquinamento più opportune e dispone il riciclaggio o lo smaltimento dei rifiuti nel modo meno inquinante possibile. L’ILVA possiede sì l’autorizzazione necessaria, ma, in taluni settori, non ne rispetta i termini. L’impianto risulta, infatti, sprigionare dense nubi di polveri industriali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute della popolazione locale e per l’ambiente circostante. Sia sul sito dell’ILVA che nelle zone adiacenti della città di Taranto, le prove di laboratorio hanno dimostrato un forte inquinamento atmosferico, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere.

Non è la prima volta che l’ILVA è oggetto di un procedimento giudiziario. Già il 30 marzo del 2011, la Corte di giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per il mancato rilascio delle autorizzazioni relative alle emissioni industriali, non solo per l’ILVA, ma anche per diversi altri impianti industriali. In seguito, le autorità italiane hanno rilasciato per lo stabilimento di Taranto l’autorizzazione integrata ambientale, che è stata aggiornata nel 2011 e nel 2014. Si aspetta dunque una reazione da parte del Governo italiano.

Commissione Juncker: investitura da parte del Parlamento europeo

La squadra guidata da Jean-Claude Juncker ha ricevuto l'avvallo del Parlamento europeo. Il 22 ottobre, infatti, si è svolta a Strasburgo una votazione per eleggere la nuova Commissione, e il supporto del Parlamento è stato netto: 423 voti a favore e 67 astensioni per un totale di 699 votanti.

Prima del voto, il lussemburghese Juncker ha tenuto un discorso nel quale ha esposto la struttura e la composizione della sua Commissione e ne ha indicato le priorità: rilanciare la ripresa economica, creare nuovi e migliori posti di lavoro, affrontare la condizione critica dei giovani di tutt'Europa per garantire loro un futuro migliore, proteggere i segmenti più vulnerabili della società europea e far fronte al rapido deterioramento della situazione geopolitica.

È possibile riascoltare il discorso di Juncker, anche nella traduzione italiana, al seguente link: http://ec.europa.eu/avservices/video/player.cfm?ref=I094065 .

Ha fatto seguito al discorso un dibattito parlamentare, nel quale si sono espressi esponenti di tutti i gruppi e successivamente si è svolta la votazione che ha portato all'investitura democratica della nuova Commissione.

Il voto tenutosi a Strasburgo è uno degli ultimi passaggi di un processo iniziato a giugno che si concluderà l'1 novembre, con l'entrata in carica della nuova Commissione. Il 27 giugno, infatti, il Consiglio europeo – composto dai leader dei 28 Paesi membri dell'Ue - aveva proposto al Parlamento europeo, tenendo conto dei risultati delle elezioni europee di maggio, il nome di Jean-Claude Juncker per la carica di nuovo presidente della Commissione europea. Il 15 luglio poi, dopo aver presentato il proprio programma politico al Parlamento europeo (qui consultabile: http://ec.europa.eu/about/juncker-commission/docs/pg_en.pdf ), Juncker è stato nominato presidente-eletto della nuova Commissione e incaricato di selezionare la squadra di Commissari.

Dopo varie consultazioni, la lista dei Commissari designati è stata stabilita in settembre, di comune accordo fra Juncker e il Consiglio europeo, e in seguito presentata al Parlamento, con la specificazione del portfolio assegnato a ciascun Commissario. Dal 29 settembre al 7 ottobre, si sono svolte le audizioni parlamentari, durante le quali i membri del Parlamento europeo hanno potuto verificare la preparazione dei Commissari designati. Dopo qualche aggiustamento richiesto dal Parlamento, si è avuta l'approvazione definitiva dell'intera Commissione, grazie appunto alla votazione svoltasi il 22 ottobre.

A questo punto manca solo un ultimo passaggio formale, ovvero la nomina a maggioranza qualificata da parte del Consiglio europeo. Ricevuto questo avvallo finale, la Commissione europea guidata da Juncker inizierà ufficialmente il proprio mandato l'1 novembre.

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