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Dom25082019

Tecnova
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Elisa Longo Borghini in prima linea contro la SLA

Elisa Longo Borghini campionessa di bontà. Insieme alla varesina Noemi Cantele, da qualche anno ex atletal l’ornavassese ha aderito alla campagna con numero solidale promossa da Fondazione AriSLA, che si propone di combattere la Sidndrome Laterale Amiotrofica. Fino al 31 ottobre sarà possibile donare da rete fissa 2 o 5 euro e 2 euro da cellulare tramite sms al numero 45528. I fondi raccolti finanzieranno il progetto di ricerca scientifica di base “CHRONOS”.

Filippo Ganna: “Che emozione la chiamata olimpica, che bel gruppo il quartetto”

Filippo Ganna dopo la stagione favolosa che si è conclusa con i due argenti agli europei pista elite si sta godendo qualche attimo meritato di riposo. Oggi durante una chiacchierata gli abbiamo chiesto quale fosse stato il momento più bello della stagione e quale il momento più particolare: “Il più particolare? Direi quando a Sestriere ci hanno detto che saremmo andati alle Olimpiadi. Ero in un periodo di stacco in altura con Simone Consonni e quando è arrivata la telefonata ci siamo emozionati insieme. I Giochi sono una emozione, la gara poi è uguale alle altre ma il contesto no”. La vittoria più bella? “Non citerei una mia vittoria di quelle ottenute – ha detto – ma tutti i piazzamenti ottenuti col quartetto in pista anche se non sono state vittorie, perchè si è trattato di risultati ottenuti da un gruppo unito che ha lavorato molto duramente per ottenerli”.

Ecco lo spettacolare 100° Giro d’Italia: una tappa sfiora l’alto novarese

Nonostante già nella giornata di ieri le altimetrie ufficiali della tappe il 100° Giro d’Italia è nato questa sera a Milano, al Palaghiaccio di Via Piranesi, lo stesso che tenne a battesimo l’edizione della corsa che ebbe una tappa che si concluse a Verbania. Due cronometro, cinque arrivi in salita compresi in otto tappe di montagna ma anche molti arrivi che strizzano l’occhio ai velocisti con uno sprint certo (5) o da conquistare (2), quelle tappe che potrebbero anche favorire l’allungo dei finisseur su uno strappetto finale (2) o che favoriscono gli attaccanti di giornata, la classica fuga (3). Insomma Mauro Vegni con Stefano Allocchio ha fatto le cose in grande, ha messo in mostra un tracciato molto duro, con salite simbolo della corsa nel suo secolo di edizioni, quelle dure e non le ‘rampe di garage’ dell’era moderna. Particolarità? Di non tecnico si nota il passaggio sulle due isole maggiori, cosa che non succedeva dal 1961, si tocca il vulcano attivo più alto di Europa, si tocca la città dove nacque in tricolore, si attraversano le zone della Grande Guerra, si arriva a Milano (C’era l’opzione Roma che come per la candidatura olimpica, si era parlato di Venezia, splendido scenario ma siamo convinti che Milano sia la culla del Giro), dal punto di vista tecnico arriva semplicemente la conferma dello slogan “La corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo”. Un percorso che vince con un perentorio 6-0 / 6-0 sul tracciato del Tour de France 2017 presentato di recente. Per quanto riguarda i nostri territori vi sarà solamente un breve transito nel novarese in occasione della Valdengo – Bergamo che transiterà ad Oleggio e paesi limitrofi per qualche chilometro, in attesa delle prossime edizioni, probabilmente già quella del 2018, quando il Giro potrebbe tornare da queste parti.

IL PERCORSO

venerdì 5 maggio Tappa 1: Alghero – Olbia 203 km
sabato 6 maggio Tappa 2: Olbia – Tortolì 208 km
domenica 7 maggio Tappa 3: Tortolì – Cagliari 148 km
lunedì 8 maggio riposo e trasferimento
martedì 9 maggio Tappa 4: Cefalù – Etna (Rif. Sapienza) 180 km
mercoledì 10 maggio Tappa 5: Pedara – Messina 157 km
giovedì 11 maggio Tappa 6: Reggio Calabria – Terme Luigiane 207 km
venerdì 12 maggio Tappa 7: Castrovillari – Alberobello 220 km
sabato 13 maggio Tappa 8: Molfetta – Peschici 189 km
domenica 14 maggio Tappa 9: Montenero di Bisaccia – Blockhaus 139 km
lunedì 15 maggio riposo
martedì 16 maggio Tappa 10: Foligno – Montefalco 39 km Cr.Ind.
mercoledì 17 maggio Tappa 11: Firenze (Ponte a Ema) – Bagno di Romagna 161 km
giovedì 18 maggio Tappa 12: Forlì – Reggio Emilia 237 km
venerdì 19 maggio Tappa 13: Reggio Emilia – Tortona 162 km
sabato 20 maggio Tappa 14: Castellania – Oropa 131 km
domenica 21 maggio Tappa 15: Valdengo – Bergamo 199 km
lunedì 22 maggio riposo
martedì 23 maggio Tappa 16: Rovetta – Bormio 227 km
mercoledì 24 maggio Tappa 17: Tirano – Canazei 219 km
giovedì 25 maggio Tappa 18: Moena – Ortisei/St. Ullrich 137 km
venerdì 26 maggio Tappa 19: San Candido/Innichen – Piancavallo 191 km
sabato 27 maggio Tappa 20: Pordenone – Asiago 190 km
domenica 28 maggio Tappa 21: Autodromo Nazionale di Monza – Milano (P. Duomo) 28 km a Cr.Ind.

L’ANALISI

Un Giro tosto da subito, se qualcuno dei favoriti vi arriva non al 100% rischia di fare fatica e di perdere terreno. Già le prime tappe sono insidiose. Ad Olbia la salita del San Pantaleo nel finale rischia di rendere il finale difficile, a Tortolì la volata non sembra scontata perché la salita di Genna Silana ed anche il percorso potrebbe e dovrebbe tagliare fuori gli sprinter che però a Cagliari faranno valere le loro ragioni. Occhio al vento, si corre spesso in riva al cristallino mare sardo. Dopo il primo riposo si lascia la Sardegna e dopo un omaggio ad Aru ecco quello a Nibali con due giornate in Sicilia. La prima è da bollino rosso perché è il primo arrivo in salita. Da Cefalù allìEtna, con arrivo di fronte al Rifugio Sapienza dove nel 2011 Contador ipotecò il Giro che poi gli fu tolto a tavolino. Non tanto sul Portella Femmina Morta quanto sulla salita finale si potrebbe capire chi non vincerà il centesimo Giro. A Messina poi sarà volatone. Si lasciano le isole per tre tappe che non definiranno una classifica già delineata dal vulcano. A Terme Luigiane l’arrivo suggerisce la battaglia tra quei corridori che hanno la sparata sullo strappo finale (qui vinsero Konychev, Fondriest, Jalabert e Garzelli), ad Alberobello sarà volata ed a Peschici il finale sarà simile a quello di due giorni prima. Prima del secondo riposo altro momento verità. Da Montenero di Bisaccia si va al Blockhaus, classico salitone d’Abruzzo affrontato dal duro versante di Roccamorice. Dopo una settimana saremo davanti ad una classifica già bella delineata ma forse non definitivamente scremata, ci sarà anche qualche pesce grosso in difficoltà. Il giorno di riposo, che sarà dedicato alle popolazioni colpite dal terremoto della scorsa estate porta alla prima cronometro individuale. Da Foligno e Montefalco è una crono di media lunghezza, molto mossa che ancora di più disegnerà la graduatoria. Dopo la crono grande momento di tributo alla storia del Giro. Si parte da Pomte a Ema, paese natio di Gino Bartali, alle porte di Firenze. La tappa termina a Bagni di Romagna ed è tosta con le salite di Passo della Consuma, Passo della Calla, Sella di Raggio e Monte Fumaiolo. Qui si potrebbe inventare ma la fuga parrebbe essere una conclusione possibile. Da Forlì a Reggio Emilia, per festeggiare il tricolore sarà volata prima di arrivare in Piemonte. Curiosità, un tratto sarà sulla Autostrada del Sole un un GPM sarà posizionato al Valico Appenninico di Roncobilaccio. Venerdì 19 maggio Da Reggio Emilia a Tortona ecco uno sprint del gruppo scontato, sabato 20 ecco terzo arrivo in salita per una tappa dai ricordi importanti. Si parte da Castellania, dove è nato Fausto Coppi, una lunga cavalcata in pianura fino a Biella ecco la salita che porta ad Oropa dal versante di Favaro, di fronte al Santuario, dove nel 1999 Marco Pantani vinse dopo aver risalito il gruppo intero per colpa di una foratura. Il giorno dopo si parte da Valdengo per andare a Bergamo ad omaggiare Felice Gimondi con una frazione che avrà lo stesso finale del recente Lombardia: le salite di Miragolo Terme, il Selvino e lo strappo di Bergamo alta. Dopo il secondo riposo arriva un finale epico con l’ultima settimana. Martedì 23 Maggio, primo tappone, secondo noi quello che darà una immagine quasi definitiva alla classifica, Da Rovetta (paese di Paolo Savoldelli, due Giri vinti) a Bormio; in sequenza si scalano il Passo del Mortirolo dal versante di Monno (quello della prima storica scalata nel Giro del 1990, quello vinto da Bugno con in corsa Florido Barale), durissimo ma non proibitivo, il Passo dello Stelvio dal versante di Bormio, la Cima Coppi coi suoi 2757 metri di altezza. Affrontata la discesa dello Stelvio dal versante di Trafoi ecco un brevissimo sconfinamento in Svizzera per affrontare la salita dell’Umbrailpass/Giogo di Santa Maria, che altro non è il versante elvetico dello Stelvio con lo scollinamento a poche centinaia di metri dallo Stelvio stesso. La discesa verso l’arrivo a Bormio è la strada affrontata prima in salita. Il 24 maggio da Tirano a Canazei con il Passo del Tonale in partenza si offre alle fughe ma il giorno dopo eccoci al più classico dei tapponi dolomitici. Da Moena ad Ortisei è tutto un su e giù con in sequenza il Passo Pordoi, il Falzarego sino al Passo Valparola, il Passo Gardena, il Passo Pinei e la salita di Pontives che anticipa l’arrivo di Ortisei. La San Candido - Piancavallo del 26 maggio proporrà il quarto arrivo in salita della corsa e prevede il Monte Croce Comelico e il Passo di Selva Chianzutan prima dell’arrivo in quota dove nel 1998 vinse Pantani. La Pordenone - Asiago sarà una tappa nella prima parte pianeggiante ma con un finale tutto in salita. Il Monte Grappa (che verrà scalato dal versante nord dopo tantissimi anni) porterà all’arrivo di Asiago salendo dalla Valstagna. Ultimo giorno con una crono di 28 chilometri: partenza dall’Autodromo Nazionale di Monza e arrivo posto davanti al Duomo di Milano, che incoronerà il vincitore del 100° Giro d’Italia. Insomma è un Giro per corridori tosti.

Serena Calvetti ancora alla Corratec Keit

Nessun cambio di maglia per Serena Calvetti nonostante qualche voce contrastante. La bikerche in stagione ha chiuso seconda il Campionato Italiano e che è stata prima delle azzurre ai mondiali di Novo Mesto ha infatti ufficializzato che anche nella stagione 2017 vestirà la casacca della Corratec Keit nonostante le varie offerte che avevano interessato la domese e che sono stata vagliate senza essere però state accettate.

Per Ganna un argento che chiude una stagione d’oro

La stagione di Filippo Ganna si chiude con una medaglia d’argento al Campionato Europeo elite dell’Inseguimento individuale al velodromo di Saint Quentin-en-Yvelines. Nella finale per l’oro il francese Correntin Ermenault, rivale da sempre, ha adottato una tattica d’attacco imponendo subito un ritmo impressionante che gli ha permesso di vincere l’oro. Andato sotto di quasi quattro secondi, come da tabella, Ganna, ben vestito nella sua sfavillante maglia iridata, ha forzato nel finale recuperando ma per soli tre centesimi di secondo ha mancato il metallo più prezioso e la maglia stellata. Un 4’18”778 il tempo del francese, 4’19”084 il tempo del vignonese. Nel pomeriggio Filippo si era qualificato alla finalissima facendo segnare il miglior tempo assoluto in 4’17″298, quasi due secondi meglio del transalpino con un 4’19″272 che ha poi sfidato in finale, tempo quella di Ganna che resta il migliore di tutto il torneo di questa accattivante specialità della pista. Per Pippo quindi si chiude con un argento una stagione d’oro, stagione che lo ha visto centrare la vittoria nel Mondiale dell’Inseguimento individuale, l’Europeo dell’Inseguimento tra gli Under 23, il Campionato Italiano a cronometro degli Under 23, la medaglia d’argento al Campionato Europeo a cronometro degli Under 23 e la doppia medaglia d’argento al Campionato Europeo dell’Inseguimento a squadre sia tra gli Under 23 che tra gli Elite conquistata pochi giorni fa. Insomma sette medaglie di metallo prezioso conquistate dal ‘Corazziere di Vignone’ in poco più di sei mesi: un vero e proprio record a cui vanno aggiunti anche i successi nel GP Laguna Porec e sopratutto nella Parigi-Roubaix degli Under 23 e scusate se è poco. Una stagione davvero d’oro. Adesso vacanze, meritate, davvero tanto meritate. (Foto: BettiniPhoto per UEC)

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