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Sab14122019

Tecnova
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A Comazzo vince l'Iride

Iride cycling team di Omegna senza rivali nella tappa del Criterium Palzola di ciclocross Udace disputata ieri mattina a Comazzo (Lodi). L’equipe cusiana ha fatto centro nella classifica per società, grazie soprattutto alle performance dei suoi portacolori più giovani. Nei Primavera di seconda fascia Biagio Borella ha infatti preceduto il compagno Luca Bergamelli, mentre in prima fascia è stato Thomas Beltrami a fare centro sull’altro biker targato Iride Jacopo Barbotti. Supergentleman A: secondo e terzo gli ossolani Lucio Pirozzini ed Aldo Allegranza, entrambi alfieri dell’Albertoni Far Novara.

Altre strade: Rocco Marchegiano, presidente FCI Piemonte candidato alla presidenza nazionale

Rocco Marchegiano, presidente del Comitato Regionale piemontese della Federciclismo annuncia il grande passo. Correrà alla poltrona di Presidente della Federazione Ciclistica Italiana. Marchegiano, 58 anni, successe a Ferruccio Ugliono otto stagioni or sono ed ora, rieletto comunque presidente piemontese, punta alla presidenza nazionale. Lotterà nel congresso federale di Levico soprattutto contro il presidente uscente Renato Di Rocco, contro Claudio Santi e contro Davide Dalto. Di seguito il lungo programma di Marchegiano.

Sono Rocco Marchegiano, attuale Presidente del Comitato Regionale Piemonte e candidato alla carica di Presidente Nazionale della Federazione Ciclistica Italiana. Con queste righe voglio condividere con voi, amici del ciclismo, il mio programma. Programma che, puntualizzo da subito, non vuole screditare il lavoro altrui e nemmeno essere polemico, ma indipendente e coerente nelle idee, in linea con le mie capacità, possibilità e volontà: attento al mondo reale, senza paradossali e improbabili stravolgimenti; impegnato a salvaguardare quanto di buono esiste nel nostro movimento, rispettoso della sua storia, lascito di un passato che, progressivamente e troppo spesso superficialmente, si è voluto alienare in cerca della novità a tutti i costi. Viviamo un clima mediatico, in cui l'imperativo sembra volere rottamare il vecchio, attraverso demagogie espresse quotidianamente su molti siti internet, su giornali e riviste di settore, nei social network che hanno dalla loro l'indubbio merito di aver rinnovato e diffuso in modo capillare il modo di fare comunicazione nel ciclismo, ma altrettanto negativamente, non contribuiscono a veicolare sempre messaggi seri, coerenti, propositivi, ma soprattutto umili. Volutamente, ho scelto un approccio misurato, sia nell'annunciare la mia candidatura, sia nell'esposizione del programma, evitando dispersivi convegni e riunioni porta a porta, con l’unico e inequivocabile scopo di procacciarmi favori, credendo invece nella professionalità e capacità delle persone, che saranno chiamate a collaborare, liberamente con il sottoscritto. Favori, che non ho alcuna intenzione di proporre in cambio di preferenze. Mi avvarrò di un gruppo di coadiutori a tutto campo, realmente amanti del ciclismo, con spiccate attitudini a convivere e risolvere le problematiche esistenti, sempre attenti ai quei valori, che troppo spesso dimentichiamo. I miei collaboratori saranno persone al di sopra di logiche prevalenti di settore ed interessi locali. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una progressiva mancanza di democrazia. Alle Società, spesso, sono state imposte dall'alto, decisioni e norme delle quali non si sentiva la necessità (ad esempio le norme sulla categoria Giovanissimi). Per evitare un ulteriore decadimento dell'aspetto democratico e una sempre più accentuata burocratizzazione, sarà importante modificare lo Statuto e limitare a due mandati consecutivi, la carica del Presidente FCI (come prassi in molte istituzioni democratiche). Sarà altresì importante, che tutti i componenti il Consiglio Federale, che in precedenza avevano aderito al programma di un candidato Presidente, una volta eletti, ne confermino formalmente il loro appoggio, per concretizzare il programma. Questo renderebbe esplicito un cambio di “casacca” in corsa. Non è più ammissibile che rappresentanti del Consiglio Federale passino nell’arco di due o tre mandati da una maggioranza ad altre, da una opposizione ad altre. Basta individualismi e trasformismi che creano esclusivamente sconcerto in tutto il nostro movimento. Oggi, stilare un programma al solo scopo di ottenere il consenso politico-sportivo, sarebbe forse semplice, ma come ho premesso, il mio intento è apportare modifiche sostanziali, coerenti e finalizzate al miglioramento dell’intero sistema, garantendo scelte certe, per un'operazione di svolta proiettata nel futuro. L'attuale regolamento tecnico è datato e, nel corso degli anni, tutti hanno ritenuto di apportare cambiamenti, molte volte con interventi poco comprensibili, incoerenti e/o addirittura difficilmente applicabili: da qui successive deroghe, limitazioni, cancellazioni... È mia intenzione riscrivere totalmente le attuali normative, in modo chiaro e inequivocabile, partendo da un foglio bianco, con la volontà di deregolamentare l’attività, con la Federazione nazionale garante del rispetto di nuove regole generali, mirate alla salvaguardia, alla tutela degli atleti e alla loro sicurezza, riconoscendo ai Comitati Regionali un ruolo di maggior autonomia di gestione all’interno del proprio territorio. L’attività su strada. Sono consapevole che a stagione iniziata non saranno possibili interventi radicali per le categorie Under 23 ed Élite, mentre per tutte le altre, il nuovo anno dovrà iniziare con l'abolizione di tutte le restrizioni previste nei secondi fine settimana di ogni mese. Nella categoria Giovanissimi sarà possibile partecipare, sempre nell’arco del mese, a solo tre corse su strada e dedicare a scelta, l’altro fine settimana, ad attività ciclistiche alternative (MTB, pista, sprint…). L’inibizione sarà gestita e visibile sulle pagine del “fattore K”. Questo contribuirà a rendere effettive le iscrizioni dei ragazzi alle corse. . Saranno anche regolarmente ripristinate tutte le premiazioni. E’ in questa categoria che mi interrogo sull’uso eccessivo del termine “gioco”. L’aspetto ludico non va certo sottovalutato, ma considero altrettanto importante l’aspetto educativo: un bambino va a scuola per imparare e non per giocare. Fermo restando l’importanza della non esasperazione dell’attività agonistica, nella mezz’ora di allenamento o di abilità, occorre che il bambino si impegni nell’apprendimento, con passione e concentrazione. Le nozioni e le abitudini apprese saranno utile bagaglio nella crescita del ragazzo. Quindi, è bene giocare, senza stress e senza imposizioni, mantenendo però, la serietà ed un giusto rigore. Ritengo inoltre che debbano essere rivisti i vincoli per i trasferimenti degli atleti delle categorie non UCI. Un intervento che ritengo importante, sarà rappresentato dall’'introduzione di un tesseramento speciale per Juniores, Under 23 ed Élite intenzionati a gareggiare, ma senza una Società che li tesseri. Si tratta di un salto nel “passato” per tornare alla forma del tesseramento individuale: un modo efficace per concedere la possibilità di continuare a correre a tanti ragazzi impossibilitati per lavoro, studio o quant'altro. Atleti, altrimenti costretti a correre a livello amatoriale in Enti promozionali o, addirittura, ad abbandonare il ciclismo e/o l’attività sportiva in genere: una sconfitta che non possiamo permetterci, una dispersione di patrimonio umano, utile anche al rinnovamento in seno alle Società e ai Comitati Federali in veste di Manager, di Giudici di gara, Direttori sportivi, Direttori di corsa. Queste tematiche dovranno essere proposte agli organismi internazionali per eventuali modifiche al Regolamento. Abbiamo pensato un apposito meccanismo, mediante il quale, questi atleti potranno gareggiare indipendenti nelle gare regionali e nazionali, ad esclusione di quelle internazionali. Non è utopia, è una esigenza realmente sentita, anche per evitare l’esercizio di alcune e purtroppo, evidenti speculazioni. Ritornando all’attività Under23/Elite, sarebbe importante realizzare per loro un movimento globale, più europeo e non ancorato a un modello, ormai chiaramente superato. Occorrerà, allo scopo, creare un compromesso fra squadre di categoria Continental e squadre di categoria Under23/Elite, ma solo dopo un costruttivo confronto con tutti i rappresentanti e tutte le Società interessate. Saranno prioritarie, per le categorie non UCI, normative certe sulle biciclette ed i loro componenti, finalizzate al contenimento dei costi di tutto il materiale tecnico. Una norma da riscrivere e reintrodurre, con effetto immediato, sarà quella relativa all'utilizzo delle radio ricetrasmittenti in corsa: libero per i Professionisti e in numero di due per squadra nelle categorie Élite, Under 23 e Juniores; questo, per evitare discriminazioni economiche fra i team. Nel costante impegno per favorire l'attività, alleggerendo i costi a carico delle Società, fra i primi interventi da attuare, ci sarà lo scaricare l’impegno dei Medici Sociali dalla gestione delle cartelle cliniche nelle categorie Juniores Strada, come già previsto per il settore Fuoristrada. Con lo stesso intento, le Società non saranno più gravate dalle tasse Federali (versamenti alla FCI Nazionale) per l'organizzazione delle gare per Esordienti, Allievi e Juniores M/F. I Comitati Regionali potranno, a loro discrezione, richiedere alle Società organizzatrici un contributo, non superiore all'importo di 100 euro, in modo da riequilibrare i propri bilanci. Altro regolamento che andrà riscritto è quello relativo all’attività femminile: un settore in rapida e qualificata ascesa, ma vittima di improvvisazione, superficialità, e che, nonostante qualche nuova manifestazione a fine stagione, ha presentato, purtroppo, un bilancio organizzativo in netto passivo. Sarà convocato immediatamente un tavolo con le Società e le atlete per ascoltare, discutere e accogliere suggerimenti. Altro aspetto da esaminare consiste nell’individuazione di una figura in grado di “trattare” con la parte politica e istituzionale del Paese, relativamente a tutte le norme che regolano le concessioni dei permessi dell’ANAS, delle Regioni e delle Provincie; non è concepibile che ci siano Dirigenti che applicano le stesse regole in modo difforme, da territorio a territorio. Le Società hanno bisogno di certezze e pertanto questo argomento assume un aspetto fondamentale e vitale. La Federazione si impegnerà nel creare uguaglianza nell'applicazione delle norme, possibilmente abbassando i tributi o addirittura eliminandoli, anche alla luce del pessimo stato di manutenzione delle strade, che mette quotidianamente a rischio l'incolumità dei ciclisti. In un contesto più ampio di sicurezza stradale, unitamente ai Direttori di organizzazione e ai Direttori di corsa, andrà rivisto l’intero tema della sicurezza in corsa dei nostri atleti e tutta la sicurezza delle manifestazioni ciclistiche, riconsiderando gli aspetti tecnico-organizzativi, favorendo le corse in circuito e/o in luoghi che garantiscano il binomio sicurezza-riduzione dei costi organizzativi, per moto-staffette, scorte tecniche e personale ASA. Pista. Risulta impensabile un ritorno ai fasti che furono. Occorrerà obbligatoriamente ripartire dalle categorie giovanili con una Scuola permanente e, soprattutto, con costi che non gravino interamente sulle Società di appartenenza. Gli impianti sono pochi, molte volte distanti e già questo basterebbe a giustificarne il disamoramento. Lo stesso dicasi per l’attività BMX. Dobbiamo essere coscienti del tempo perso, evitando di insistere su modelli improvvisati, disorganizzati e senza obiettivi. Non è più il tempo di navigare a vista. Per partecipare a manifestazioni internazionali serve preparazione e programmazione, non è più possibile fare solo atto di presenza. In questo contesto andranno riviste le strutture e le infrastrutture da mettere a disposizione dei Tecnici e degli atleti. Senza inventarci nulla, bisogna “fare” il massimo con quanto si ha, salvaguardando e favorendo il lavoro dei Tecnici disponibili e capaci. Fuoristrada. Movimento in forte ascesa. Sicuramente è arrivato il momento di completare l’integrazione con tutte le altre discipline, cancellando preconcetti e divisioni e considerando tutte le discipline ciclistiche appartenenti alla stessa grande famiglia del ciclismo.. Comitato Italiano Paralimpico. Altro aspetto importantissimo per immagine e qualità, sarà il portare a termine la completa integrazione delle discipline e degli atleti disabili. Al riguardo tutti hanno avanzato proposte, parlato e promesso, ma in concreto poco è stato realizzato: assume carattere prioritario portare a termine l’operazione iniziata ormai quattro anni orsono. Professionisti. Categoria che, sicuramente, è l’ immagine e il coronamento del sogno di tanti atleti. Sarà quindi necessario risolvere alcune problematiche oggi presenti. Bisogna assolutamente intervenire sulla normativa relativa alla gestione degli addetti ai lavori (meccanici, massaggiatori, osteopati, medici, fisioterapisti, mental-coach ecc), mediante la creazione ed iscrizione ad albi federali. Sono figure di fondamentale importanza all’interno di tutte le Società, non solo professionistiche, che oggi operano senza alcuna certificazione, certezza e coordinamento. Solo in questo modo, potremmo inserire nel movimento personale preparato, senza dimenticare tutti gli addetti ai lavori che, con esperienza e dedizione, hanno lavorato in silenzio e ci hanno portato molti benefici. Oggi è inammissibile che un atleta guadagni 1600 euro al mese, quando la Società ne spende 3.500, così come è impensabile che per affiliarsi in Italia, si paghi 5 volte l'importo necessario all'affiliazione in un altro Stato. Quindi, a breve, occorrerà un confronto fra addetti ai lavori, che unitamente ad una commissione di studio, dovranno portare chiarezza risolutiva, definendo ruoli, mansioni e obblighi, per scoprire, ridare dinamismo e aggregare tutte quelle persone e figure, che istruzione e ricerca, oggi, sono in grado di fornirci. Giudici di gara. Figure indispensabili per il regolare svolgimento delle nostre manifestazioni. Purtroppo, è un settore in profonda crisi. La creazione di una struttura in piena autonomia consentirà di riportare i Giudici di gara in un contesto di maggiore chiarezza, evitando che al loro interno possano esistere disparità di trattamento e privilegi. Sarà poi aspetto fondamentale, che in occasione di corsi di formazione, nella Commissione esaminatrice siano presenti, oltre ai normali componenti, anche il Presidente o un Consigliere Nazionale e un Presidente di un Comitato regionale estratto a sorte. Sarà da rivedere il sistema di nomina per la composizione della Commissione Nazionale. Relativamente ai Giudici di gara Regionali, ritengo che dovranno essere gestiti economicamente dai Comitati regionali e quando utilizzati dal Settore Nazionale, dovranno essere liquidati da quella sede. Centro Studi. Per tutto quanto sopra descritto, non va sottovalutato l’operato del Centro Studi, che proprio per l’importanza degli argomenti, andrà rivisto e potenziato per renderlo efficace dispensatore di suggerimenti e nozioni che, attualmente, purtroppo latitano. Questo sarà un ulteriore progetto da condividere, approvare e sottoscrivere con tutti gli addetti ai lavori interessati. Rapporti Regioni, Provincie e Sede centrale. E’ noto a tutti come funzionano oggi questi rapporti, che personalmente giudico insufficienti. Occorre superare i concetti di interesse locale e logiche di appartenenza. Ciclisticamente, una grande Regione avrà necessità ed esigenze diverse da una Regione minore e quindi occorre maggiore attenzione rispetto al territorio. Per ottimizzare il lavoro dei Comitati occorrerà che, almeno 6 (sei) Presidenti Regionali, unitamente alla componente tecnica delle Commissioni FCI, in base alle tematiche trattate, siano una presenza costante nelle riunioni del Consiglio Federale, facendo loro pervenire per tempo l’ordine del giorno; non come sembra oggi, in vacanza premio, non per controllare o assistere ai lavori, ma per contribuire e veicolare esperienze e problematiche del proprio territorio; evitando vetrine e dualismi, avendo come unico obiettivo la crescita collettiva: entro quattro anni potremmo avere un Ciclismo di qualità in tutte le Regioni. Ovviamente, queste rappresentanze non avranno diritto di voto, ma esclusivamente compito propositivo, mantenendo così l’ autonomia del Consiglio Nazionale nel deliberare rispetto alle esigenze manifestatesi. Ho ben chiara una possibile organizzazione, ma ritengo che questa possa prendere forma solo dopo una riunione collegiale con i rappresentanti regionali senza alcuna prevaricazione e senza sterili ed inconcludenti discussioni. Rapporti con il CONI. La burocrazia impostaci dal massimo organo sportivo è troppa e troppo poco è quello che ci viene restituito. Occorrerà maggiore autonomia nell'esprimere le nostre reali problematiche. Un esempio su tutti: quante Società non potranno avere un'espressione di voto perché la loro Sezione provinciale del Coni ha dimenticato nel cassetto o non ha ricevuto un’ iscrizione al Registro. Tutto ciò, oggi non è più tollerabile e quindi, nel rispetto delle Istituzioni, servirà riprendere un dialogo costruttivo, finalizzato allo svincolo da pesanti obblighi amministrativi, delegandoli alla struttura preposta del CONI, formata da dipendenti al servizio dello Sport, lautamente retribuiti e non come noi, dove volontari e appassionati, sono la parte dominante. U.C.I.. Stesso atteggiamento dovremo mantenere nei rapporti con l’UCI, dalla quale subiamo solo imposizioni di regole, tasse e quant’altro, senza considerazione e alcun potere di discussione. Penso e credo sia intollerabile, anche solo nell'idea, l’accantonamento della nostra gloriosa storia ciclistica a dispetto di nuove realtà universali, valorizzando solo ed esclusivamente l’aspetto economico. Queste problematiche impongono un intervento energico, utile a rivendicare le nostre giuste posizioni, sia storico-culturali, sia sportive. Frode sportiva. Non mi ritengo un “mago” e quindi non posso pensare di cancellare con un tocco di bacchetta un sistema sorpassato. Credo però che si debba e possa intervenire in modo deciso alla radice. Si dovrà iniziare con una idonea informativa già dalla categoria Giovanissimi. La mia proposta è la consegna, allegato al loro tesserino, di un vademecum che tratti gli aspetti di una sana attività sportiva: dall’alimentazione, ai danni collaterali di alcune sostanze impiegate nell’industria alimentare e dissuadere tutti i ragazzi, dall’utilizzo di qualsiasi tipo di integratore. Per le categorie Esordienti e Allievi, proporrò la creazione di un profilo ematico da aggiornare ogni 6 mesi, realizzando un archivio in assoluta privacy, ma a disposizione dei Medici Federali e dei Medici di famiglia, nel caso necessiti un approfondimento. Incremento e monitoraggio dei controlli e sui controlli, per le categorie Juniores, Under 23 ed Elite. Particolare attenzione sarà rivolta a risultati e prestazioni non giustificate e incongruenti con la condotta stagionale. Una volta accertata la possibile frode, si dovrà procedere alla cancellazione da qualsiasi attività, presente e futura, di chiunque si sia reso colpevole e/o complice. Per il mondo professionistico, l’argomento si presenta non facile. Ho detto di non ritenermi un mago e con tutta onestà, non credo di essere in grado di risolvere, da subito, l’annoso problema. Oggi è facile parlare, proporre leggi e leggine, ma nei fatti le persone realmente impegnate a voler debellare il fenomeno sono troppo poche. Penso sia un processo, che debba necessariamente coinvolgere tutti, e a tutti i livelli, i componenti del nostro mondo: dalle Federazioni Nazionali, all’ UCI, alla WADA, nel trovare norme e modalità certe ed inequivocabili. Provocatoriamente potrei nutrire qualche legittimo dubbio e lanciare una provocazione: riunire intorno ad un tavolo i famosi “medici preparatori”, medici di Società, rappresentanti della categoria Professionisti, procuratori e manager con scienziati e ricercatori esterni al mondo del ciclismo. Potrebbero, dal dialogo di persone con interessi così diversi, emergere conclusioni che, sicuramente, non assomiglieranno ad un vaso di Pandora, ma certamente potrebbero arricchire tutto l’ambiente di esperienze utili a riprogrammare un futuro a tolleranza zero. Questo passaggio, espresso in forma parzialmente ironica, non è sinonimo di volontà nel trascurare l’argomento, bensì attenta ricerca di una forma alternativa e, lasciatemi dire, più efficace, all’attuale “sistema” nazionale ed internazionale. Bilancio. Il Bilancio è un argomento a cui ho sempre prestato particolare attenzione. Nel mio passato ho gestito per anni, sia Società ciclistiche sia il Comitato Regionale Piemonte e posso affermare senza alcun timore di smentita, di essere stato sempre capace di reperire risorse economiche, adeguate alla gestione ordinaria ed indispensabili per la realizzazione di investimenti importanti per l’attività. E’ quindi superfluo aggiungere, che raggiungere il pareggio di Bilancio della Federazione Ciclistica Italiana sarà mio preciso e inderogabile obiettivo. Volutamente non ho inteso approfondire argomenti tecnici e di riorganizzazioni settoriali. Sono argomenti delicati e difficilmente descrivibili. In poche righe rischierei di urtare particolarità ed interessi di tanti appassionati, che potrebbero erroneamente interpretare i miei propositi. In questo programma, il messaggio da trasmettere a tutti è quello che nulla sarà tralasciato, partendo dal cicloturismo e arrivando al professionismo, dal primo dirigente all’ultimo volontario della nostra organizzazione.

Conclusioni. Vi invito a leggere questo documento in modo sereno, senza l'obbligo di cercarvi dei secondi fini, ma considerando questa candidatura espressione di un gruppo unito, con l’intento di riportare sorrisi e serenità in un ambiente oggi minato da troppe polemiche e molta disinformazione.

Spero vivamente che tutti acquisiscano la piena coscienza del momento che stiamo vivendo ricordando, in particolare, che le crisi ci sono sempre state e sempre ci saranno, ma siamo noi che con regole e comportamenti diversi, dobbiamo adeguarci ad un sistema che è cambiato profondamente.

Dobbiamo imparare a rispettare gli avversari, evitando l’uso di espressioni lessicali di basso profilo che vanno a ledere la nostra dignità, il sentimento, l’amore e la passione che nutriamo per tutto l'ambiente. Ascolterò e saprò valutare tutte le proposte e i suggerimenti di coloro che, come me, hanno a cuore il nostro Sport e, anche se appartenenti a formazioni di altri candidati alla Presidenza Nazionale, saranno in grado di suggerire idee valide e collaborative.

Ronchi indietro al Mondiale di Mtb marathon

Lo stresiano Luca Ronchi non è andato oltre la 53esima piazza nel Mondiale di Mtb marathon disputato nel weekend ad Ornans (Francia). La gara, segnata da avverse condizioni meteo, è stata caratterizzata da numerosi ritiri. Ha dato forfait dopo 20 km il capitano azurro Mirko Celestino, che Ronchi avrebbe dovuto tirare nelle fasi iniziali della gara. L’asso della Liguria, invece, si è ritirato perché in cattive condizioni di forma a causa dei postumi di una caduta in allenamento occorsagli alcuni giorni prima della rassegna iridata. Il migliore degli italiani è risultato Tony Longo (31esimo), mentre Damiano Ferraro ha concluso 51esimo giusto due posti davanti a Ronchi. Per la cronaca ha vinto il greco Periklis Ilias, che in 4h18’17” ha fatto meglio del tedesco Moritz Milatz e del ceco Kristian Hynek. Dice il Commissario Tecnico azzurro Hubert Pallhuber: «Le condizioni climatiche erano estreme e non è stata una buona giornata per noi. Non partivamo come favoriti per la vittoria, ma con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto raggiungere un discreto piazzamento. Invece i miei ragazzi hanno dovuto fare i conti con numerosi imprevisti, come forature e problemi meccanici».

Alla Prevostura un grande Calvetti

A Lessona nella classica Gran Fondo Prevostura grande giornata di festa per tutto il team Torpado Surfing Shop, che festeggia anche la doppietta biancazzurra in campo femminile grazie al successo di Serena Calvetti (anche per lei una bella conferma dopo la vittoria nel 2011) davanti a Daniela Veronesi. Nella gara femminile sono le due campionesse italiane U23 ed Elite Marathon Serena Calvetti e Daniela Veronesi a prendere subito il largo staccando subito le avversarie e procedendo di comune accordo. Questo fino a circa metà gara, quando la Calvetti inizia a guadagnare progressivamente qualche secondo sulla Veronesi che, complice un problemino alla catena, è costretta a lasciare andare la giovane compagna di squadra. Anche per Serena Calvetti arriva quindi la seconda vittoria consecutiva alla Prevostura con il tempo di 2h18'02", completando così una splendida doppietta in casa Torpado. Piazza d'onore per Daniela Veronesi staccata di 3'44", che nel finale si vede avvicinare pericolosamente da Sandra Klomp, terza a 4'22". Quarta la giovane Anna Oberparleiter a 7'55", quinta Cindy Casadei.

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