Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa

Sab20102018

Back Sei qui: Home Rubriche Notizie di Gli speciali della settimana

Vb, Museo el Paesaggio: ''Dialoghi con Troubetzkoy''

Il Museo del Paesaggio organizza una piccola rassegna, dal titolo “Dialoghi con Troubetzkoy, dedicata all’approfondimento della figura del grande scultore Paolo Troubetzkoy, protagonista dell’esposizione aperta presso Palazzo Viani Dugnani in occasione del 150° anniversario della sua nascita dal 4 Giugno al 31 ottobre 2016.

Due gli eventi in programma per il Settembre verbanese in Museo, il primo all’insegna dell’arte, della musica e della poesia, si terrà Venerdì 9 Settembre alle ore 21.00 presso il cortile di Palazzo Viani-Dugnani in Via Ruga 44 a Pallanza (in caso di pioggia l’evento si terrà a Villa Giulia) a cura di Chiara Gatti e Michele Tavola con la partecipazione speciale del gruppo musicale “Sulutumana” (vincitori del Premio Tenco nel 2000) e il secondo, alla scoperta della figura dell’artista e dei suoi rapporti con il territorio, si terrà Venerdì 16 Settembre alle ore 21.00 presso il cortile di Palazzo Viani-Dugnani in Via Ruga 44 a Pallanza (in caso di pioggia l’evento si terrà presso la sala conferenze del museo al piano -1 di Palazzo Viani-Dugnani) a cura di Sergio Rebora.

GLI EVENTI ORGANIZZATI

 

9 Settembre 2016 – ore 21.00

Le anime e i volti della Belle Époque: Paolo Troubetzkoy Storia (in musica) di un principe-scultore

Reading concerto a cura di Chiara Gatti e Michele Tavola storici e critici dell’arte, giornalisti del quotidiano “La Repubblica”

Con la partecipazione dei Sulutumana (Giambattista Galli, voce, suoni e parole / Francesco Andreotti, pianoforte e tastiere / Nadir Giori, contrabbasso, basso elettrico, chitarra)

 

A cavallo fra Otto e Novecento, in una villa di delizia sullo sfondo del Lago Maggiore, prende vita un cenacolo culturale destinato a segnare un'epoca. Attorno alla figura di Paolo Troubetzkoy, si muove un circolo di intellettuali, letterati, musicisti e amici pittori “scapigliati” che, in fuga dalla città, riparano in un paradiso lacustre, immerso in un clima di magica eleganza, “fin de siècle”. Nelle sculture del principe Troubetzkoy sfilano, come in passerella, i protagonisti di una società tardo-romantica, strizzata nei suoi abiti alla moda. Da Crispi a Tolstoj, da Toscanini a Mary Pickford. Il principe cattura nella materia il volto e l'anima di uno star system sbocciato all'alba del mondo moderno. Racconti e analisi delle opere si mescolano a musiche d'epoca e a canzoni ispirate ai temi delle sculture. La performance didattica e canora è studiata per coinvolgere il pubblico in un percorso emotivo fatto di arte, note e poesia.

Immagini di: Paolo Troubetzkoy, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Luigi Conconi, Ernesto Bazzaro, Vittore Grubicy de Dragon, François-Auguste-René Rodin, Giovanni Boldini, John Singer Sargent.

Testi di: George Bernard Shaw, Lev Tolstoj, Henry James, Paul Marie Verlaine, Guido Gozzano, Gabriele D'Annunzio

16 Settembre 2016 – ore 21.00

Paolo Troubetzkoy, scultore tra due secoli

Conferenza a cura di Sergio Rebora – Storico dell’Arte

Seguirà approfondimento specifico

 

INFORMAZIONI

Quando: 9 e 16 Settembre

Dove: Cortile di Palazzo Viani-Dugnani (sede principale del Museo del Paesaggio) in via Ruga 44 a Pallanza.

In caso di pioggia l’evento del 9 settembre si terrà presso Villa Giulia a Pallanza, mentre quello del 16 presso la sala conferenze del museo a Palazzo Viani-Dugnani al piano -1.

Orario: 21.00

Costo: gratuito

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 0323/556621

Sito: www.museodelpaesaggio.it

 

I PROTAGONISTI

 

SULUTUMANA

Il gruppo e la sua storia Il progetto musicale dei SULUTUMANA nasce nel 1998 quando Gian Battista Galli e Michele Bosisio, fondatori del gruppo, incontrano Francesco Andreotti e Nadir Giori. Nascono così le prime canzoni originali a firma SULUTUMANA. Quella che fino ad allora era stata una cover band diventa una proposta nuova nel panorama musicale italiano. Nel 2000 realizzano il primo demo-cd, grazie al quale vincono il “Premio Tenco – Targa Imaie” come miglior gruppo inedito. Per l’occasione si esibiranno sul palcoscenico del Teatro Ariston di San Remo. Siamo all’inizio di un cammino entusiasmante e di una carriera ricca di soddisfazioni. Oggi il nucleo della band è costituito da Gian Battista, Francesco e Nadir, che sono gli autori di testi e musiche. A loro si aggiungono altri tre compagni di palco e di musica, a completare la formazione. La musica dei SULUTUMANA è un intreccio di strumenti e di generi sapientemente miscelati in un misto di folk, pop e musica d’autore di eccellente qualità. Energici e raffinati, colti e popolari, intensi e leggeri allo stesso tempo, questo sono i SULUTUMANA, e il loro concerto è un distillato di emozioni, sorpresa e divertimento. Dal 2001 fino ad oggi hanno collezionato più di 1000 esibizioni dal vivo in Italia, Svizzera e Germania. Ad oggi la band ha composto più di 200 canzoni, raccolte in 6 album, 4 cd per bambini, un audiolibro. Chiara Gatti e Michele Tavola Storici e critici dell'arte, giornalisti delle pagine culturali di “Repubblica”, raccontano storie dell'arte al ritmo della musica dei SULUTUMANA.

CHIARA GATTI è storica e critica dell’arte, specialista di scultura e di grafica moderne e contemporanee. Scrive da sedici anni per le pagine del quotidiano La Repubblica e cura progetti dal taglio trasversale, che incrociano ricerca estetica e antropologia. Nel tempo, ha curato monografiche e testi critici dedicati, fra gli altri, a Édouard Manet, Giuseppe Amisani, Adolfo Wildt, Edward Hopper, George Rouault, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Leone Lodi, Fausto Melotti, Alberto Giacometti, Angelo Bozzola, Giuseppe Coco, Walter Molino, Gianfranco Ferroni, Carlo Ramous, Mimmo Paladino, Giuseppe Bergomi, Bernardí Roig, Alfredo Casali. Ha curato mostre recenti come “Essere e Tessere” alla Fondazione Stelline di Milano, “Enrico Baj. L'invasione degli ultracorpi” al Museo Archeologico Regionale di Aosta. Ha pubblicato per la casa editrice Bruno Mondadori, treedizioni del manuale d'arte contemporanea L’arte tra noi. Ha firmato Insolite natività per le Edizioni Interlinea e La Milano scolpita da Leone Lodi per Officina Libraria. Ha curato, per lo Studio Museo Francesco Messina di Milano, in collaborazione con l'Institut du Monde Arabe di Parigi, la mostra Il mio nome è cavallo. Immagini tra Oriente e Occidente, promossa dal Comune di Milano, prodotta da Officina Libraria con il Patrocinio di ICOM, International Council of Museums.

MICHELE TAVOLA è nato a Lecco il 2 ottobre 1973, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte presso l’università di Torino dopo essersi laureato in Lettere all'Università Statale di Milano e dopo essere stato borsista alla Fondazione Longhi di Firenze, città dove ha frequentato anche la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte. In qualità di esperto d’arte ha collaborato con Radio Popolare di Milano e collabora dal 2008 con il quotidiano La Repubblica. Per la casa editrice Alpha Test ha pubblicato un manuale di storia dell’arte contemporanea e un glossario di storia dell’arte. È nel comitato scientifico della rivista Art App e del Premio San Fedele. È direttore della collana “Impronte – monografie d’arte digitali”, della casa editrice Emuse, per la quale ha pubblicato Miró. La poesia della pittura, Michelangelo. La potenza della forma, Picasso. L'avventura del segno. Ha curato mostre, tra gli altri, di Goya, Picasso, Matisse, Miró, Chagall, Dubuffet e Rouault. Dal 2010 al 2015 è stato assessore alla cultura del Comune di Lecco.

SERGIO REBORA è Storico dell’arte. Dagli anni Ottanta si interessa di argomenti connessi alle arti figurative e, in senso più ampio, alla società in Italia e in Svizzera nell’Ottocento e nel primo Novecento, ambito in cui ha organizzato e coordinato numerose mostre e monografie, tra le quali si ricorda almeno il catalogo generale ragionato di Vittore Grubicy De Dragon (1995). Collabora allo studio, alla divulgazione e alla tutela del patrimonio culturale di musei, istituzioni pubbliche e istituti di credito.

Spettacoli di luci, suoni e panorami mozzafiato: ecco il programma del "Festival di Fuochi d'Artificio" e di "Vette d'Artificio"

Comunicato Stampa - Anche il turismo estivo 2016 avrà come protagonista uno degli eventi più attesi ed apprezzati dal grande pubblico: il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell'Ossola ripropone infatti la rassegna “FESTIVAL DI FUOCHI D'ARTIFICIO”.

Sette imperdibili spettacoli - tra pirotecnici e piromusicali - che toccheranno Lago Maggiore, Lago d'Orta, Valli Ossolane e Parco del Ticino.
Vale la pena sottolineare che questa consolidata manifestazione accoglie ogni anno sul territorio oltre 300.000 persone.
Novità del 2016 è l'importante collaborazione con la prima rassegna di spettacoli piromusicali ad alta quota “VETTE D'ARTIFICIO” realizzata da GFG Pyro.
“E' importante essere riusciti a presentare anche quest'anno una rassegna pirotecnica di grande livello, è un risultato che porta grande soddisfazione” - commentano il Presidente del Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell'Ossola Antonio Longo Dorni e il
Consigliere Delegato Oreste Pastore, coordinatore dell'evento. “Un ringraziamento particolare a tutti gli organizzatori dei singoli spettacoli che hanno rinnovato la fiducia nella manifestazione che registra ogni anno importanti risultati in termini di ricadute economiche e turistiche”.

Di seguito il calendario con il dettaglio degli spettacoli:

Sabato 6 agosto ore 22.30
Cannobio (VB) Lago Maggiore
Spettacolo piromusicale – Spettacoli Pirotecnici Maestri Bernocco (Vizzolo Predabissi - MI)
Cannobio è l'ultimo paese che si incontra lungo la litoranea del Lago Maggiore prima del confine con la Svizzera: un mix di cultura, ambiente e radicate tradizioni enogastronomiche permettono di gustare appieno le mille sfaccettature di questo borgo antico che, con il suo splendido lungolago, è una meta molto apprezzata dai turisti stranieri. Cannobio, “Bandiera Blu” per la qualità delle sue acque, ha mantenuto intatto gran parte del suo patrimonio naturale, storico ed architettonico.

Sabato 13 agosto ore 22.30
Verbania Pallanza (VB) Lago Maggiore
Spettacolo pirotecnico
Adagiata sul Golfo Borromeo, Verbania è meta ideale per chi cerca di coniugare al relax della vacanza lacustre la bellezza e l’armonia del paesaggio. I famosi Giardini Botanici di Villa Taranto, il Museo del Paesaggio, le Isole Borromee, il Parco Naturale di Fondo Toce sono solo alcune delle attrattive di una città che offre numerose occasioni per attività sportive, culturali e artistiche. Ricca e diversificata è l'offerta ricettiva, in grado di soddisfare le esigenze di coppie, famiglie e giovani.

Domenica 14 agosto ore 21.30
Santa Maria Maggiore (VB) Valle Vigezzo
Spettacolo pirotecnico
Santa Maria Maggiore, centro principale della Valle Vigezzo, accoglie i turisti con un borgo storico tutto da scoprire. Da non perdere la visita al Museo dello Spazzacamino e al vicino Santuario di Re, simbolo religioso di tutto il territorio. Il cielo della Valle Vigezzo, la famosa “Valle dei Pittori”, si colorerà di mille sfumature grazie ai fuochi pirotecnici.
Anche quest'anno verrà confermato il servizio speciale della Vigezzina, che effettuerà corse speciali per chi vorrà raggiungere comodamente a bordo del suggestivo trenino bianco e blu la località sede di spettacolo.
Orari partenza trenino Domodossola → Santa Maria Maggiore:
16.25
17.25
18.25
20.25
Il treno speciale di ritorno partirà da Santa Maria alle ore 23.30 (corsa unica senza fermate intermedie) con arrivo a Domodossola alle ore 00.15. Il costo dei biglietti sarà: € 7,40 cad. per gli adulti (A/R), € 3,70 cad. per i ragazzi da 4 a 12 anni (A/R). I bambini inferiori ai 4 anni viaggiano gratis.
Per informazioni: www.distrettolaghi.it
Prenotazioni telefoniche o via mail c/o Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli ai seguenti recapiti: tel. 0323 30416, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Pagamento biglietti direttamente in stazione a Domodossola.

Domenica 21 agosto ore 21.30
Domenica 28 agosto ore 21.30
Omegna (VB) Lago d'Orta

Spettacoli piromusicali – Martarello Group Fuochi Artificiali (Arquà Polesine - RO) e GFG
Pyro Fuochi d'Artificio (Omegna - VB)
Omegna, città dalle mille sfaccettature, è sede di prestigiose industrie del settore casalingo e polo turistico ricco di eventi, tra cui la celebre Festa di San Vito, che arriva quest’anno alla sua 113° edizione con grandi eventi, mercatini ed il ricchissimo e tradizionale banco di beneficenza. Omegna, città natale di Gianni Rodari, ospita il Parco della Fantasia “Gianni Rodari” e il Forum, con collezioni permanenti dei più celebri prodotti del distretto del casalingo locale. A fine agosto il Lago d'Orta sarà illuminato da due serate di luci e suoni che si concluderanno domenica 28 agosto con il Gran Galà piromusicale di chiusura, che concluderà la rassegna “Festival di Fuochi d'Artificio 2016”.

Un ringraziamento particolare ai main sponsor, alcuni ormai storici, che con il loro importante contributo danno un grande supporto all'organizzazione di questi eventi. Come anticipato sopra, novità dell'edizione 2016 del FESTIVAL DI FUOCHI D'ARTIFICIO sarà la collaborazione con la prima rassegna di spettacoli piromusicali ad alta quota VETTE D'ARTIFICIO, giunta quest'anno alla seconda edizione.
L'edizione 2015, una “prima assoluta” a livello nazionale, si è rivelata un grande successo, richiamando migliaia di spettatori nelle tre località protagoniste della rassegna dello scorso anno.
Torna dunque anche nell'estate 2016 l'unica rassegna piromusicale in alta quota mai proposta in Italia: un evento unico, volto a valorizzare le località dell'alto Piemonte che hanno aderito anche quest'anno: due conferme (Macugnaga e San Domenico) e una importante new entry (Mottarone). La valorizzazione delle località di montagna coinvolte passa anche attraverso la realizzazione di spettacoli piromusicali poco impattanti e “attenti” all'ambiente, grazie all'esperienza e alla volontà della GFG Pyro, organizzatrice della rassegna.
Dal 1 al 15 agosto si svolgerà dunque la seconda edizione di "Vette d'artificio". Tre imperdibili show in tre meravigliose località delle Alpi piemontesi. Tutti gli spettacoli godranno della regia tecnica e direzione artistica della GFG Pyro e rappresenteranno la chiusura piromusicale di tre giornate d'estate, ricche di appuntamenti ed eventi organizzati dai comitati promotori.

La prima tappa in programma lunedì 1 agosto coincide con la grande new entry del 2016, ovvero la “montagna dei sette laghi”, così denominata per la spettacolare e impareggiabile vista che il Mottarone offre dalla sua vetta di 1.491 metri. Una cornice naturale dal panorama suggestivo che abbraccia, appunto, sette laghi, tra cui i Laghi Maggiore, Orta e Mergozzo, e offre una vista a 360° dalle Alpi Marittime al Monte Rosa. Il Mottarone è facilmente raggiungibile in macchina da ogni direzione, vista la sua posizione baricentrica e la vicinanza a Milano ed è meta prediletta anche per gli amanti degli sport invernali, grazie agli impianti di risalita presenti in quota. Sempre in quota sorge Alpyland, il moderno impianto di bob a rotaia che regala un percorso lungo 1.200 metri di pura adrenalina con una vista mozzafiato, che in occasione di Vette d'artificio rimarrà attivo eccezionalmente fino alle ore 21.00. Già queste proposte basterebbero per organizzare un'intera giornata al Mottarone in attesa dello show piromusicale di Vette d'artificio. Gli organizzatori hanno però messo a punto un ricco programma di eventi collaterali in quota, che permetterà di ammirare scorci e vedute eccezionali, gustando piatti tipici ed assistendo ad esibizioni live, tra rifugi, ristoranti e ristori alpini. Lo show di luci e suoni inizierà alle ore 22.30 e sarà l'emozionante conclusione della prima, indimenticabile tappa di Vette d'artificio.

Il secondo appuntamento si terrà invece sabato 6 agosto a Macugnaga (Valle Anzasca): nel centro dell’antico borgo walser a quota 1.327 metri, il pubblico potrà assistere ad un emozionante show di fuochi, luci e musica letteralmente ai piedi dell’imponente parete est
del Monte Rosa. Macugnaga è stata la culla delle popolazioni walser e una giornata in questo borgo, rimasto intatto nella sua struttura architettonica originaria, non può che lasciare senza fiato: arte, tradizioni, sapori autentici e una natura incontaminata al cospetto della parete himalayana del Monte Rosa saranno gli ingredienti di una giornata in attesa del secondo show piromusicale targato Vette d'Artificio. La località si raggiunge comodamente in auto e da Macugnaga partono gli impianti di risalita del Monte Moro e del Belvedere, attivi durante tutta la stagione estiva, sia per chi vuole raggiungere la piana del Belvedere per ammirare la parete verticale del Monte Rosa, sia per chi vuole salire fino ai 3.000 metri di quota del Monte Moro. Anche a Macugnaga saranno moltissimi gli appuntamenti collaterali: visite guidate gratuite del borgo, mercatini, musica live in vari punti del paese e suggestivi eventi ai 3.000 metri del Monte Moro, raggiungibile grazie alle funivie attive appositamente anche oltre gli orari standard, per ammirare il tramonto di fronte al Monte Rosa. Lo spettacolo pirotecnico si terrà alle ore 22.30 nell’area del centro sportivo.

La chiusura della seconda edizione di Vette d'Artificio, lunedì 15 agosto, è programmata anche quest'anno nella rinomata località turistica di San Domenico di Varzo (Valle Divedro), ormai tra le più blasonate destinazioni dell’arco alpino per gli sport invernali, grazie ad un grandioso ammodernamento degli impianti e delle strutture collegate, ma anche apprezzata meta estiva per la miriade di percorsi escursionistici disponibili. Questo sarà lo spettacolo più “alto” della rassegna: verrà infatti ospitato nella spettacolare conca alpina dell'Alpe Ciamporino, a circa 2.000 metri di altitudine, in uno scenario naturalistico davvero mozzafiato. Raggiungere la sede dello show piromusicale sarà semplice e comodo grazie agli impianti della San Domenico Ski, che in pochi minuti – e al prezzo speciale di € 5,00 a/r (gratis per i bambini fino a 10 anni) – porteranno gli spettatori da quota 1.400 metri di San Domenico ai 2.000 metri dell’Alpe Ciamporino. Prima dello show una miriade di appuntamenti nel centro di San Domenico come la fiera “Enogastromenico” dedicata alle eccellenze alpine e la super grigliata di Ferragosto. E poi in quota, apericena per tutti al Rifugio 2000, un’attesa gustosa per lo spettacolo delle ore 22.30. Info: www.vettedartificio.it o https://www.facebook.com/vettedartificio.

Asl Novara: progetto “Inserimento al Lavoro per pazienti Dializzati e Trapiantati”

Comunicato Stampa - La Struttura Complessa di Nefrologia dell’ASL NO, ospedale di Borgomanero (NO), è tra le prime sorte in Italia. A Borgomanero il 2 febbraio 1970 si iniziò il primo trattamento emodialitico; si era agli albori e si moriva per mancanza di dialisi in quanto il trattamento emodialitico non era accessibile a tutti per mancanza di posti. La dialisi durava 12 ore e la Nefrologia era inserita in ambito internistico. Oggi la Nefrologia di Borgomanero è una Struttura Complessa con oltre 80 operatori. L'Associazione Pronefropatici “Fiorenzo Alliata” di Borgomanero è nata il 17 novembre 1987 grazie ad una generosa donazione a favore del Centro Dialisi di Borgomanero da parte del geometra Fiorenzo Alliata, paziente dializzato e trapiantato, seguito dal medesimo Centro per oltre 20 anni. Sin dalla nascita l’Associazione affianca la Struttura Complessa di Nefrologia, offrendo il proprio supporto ai pazienti nefropatici, collaborando con i medici della Nefrologia in programmi di prevenzione delle malattie renali, sostenendo studi di ricerca in campo nefrologico.

La congiuntura economica in cui versa il nostro Paese ha determinato, anche tra i nostri pazienti, un forte incremento di richieste d’aiuto, in particolare in ambito sociale e lavorativo. Da sempre Il lavoro rappresenta la risorsa essenziale per consentire di condurre un’esistenza dignitosa, soprattutto per coloro che, colpiti da una malattia cronica, sono costretti a convivere con essa per tutta la vita, condizionando pesantemente non solo il malato ma l’intera famiglia. Nel 2013 la Nefrologia di Borgomanero, con l’aiuto dell’Associazione Pronefropatici e di tanti amici, ha istituito la “Borsa alimentare del paziente nefropatico”, che sostiene ad oggi oltre 25 famiglie di pazienti dializzati e trapiantati seguiti a Borgomanero; è sicuramente motivo d’orgoglio per noi tutti aver potuto assistere in questi anni a tanto coinvolgimento della popolazione del nostro territorio, e pertanto forte stimolo a proseguire nel sostenere in modo concreto e dignitoso chi oggi ha bisogno.

Nel 2015 l’Associazione ha voluto offrire ai pazienti della Nefrologia di Borgomanero, diretta dal dott. Stefano Cusinato, un’opportunità di lavoro.

In collaborazione con la medesima ha partecipato al “Bando Prospettiva 2015” della Fondazione della Comunità del Novarese con il progetto “Inserimento al Lavoro per Pazienti Dializzati e Trapiantati ” che prevede la creazione di 4 borse lavoro con durata semestrale, destinate a pazienti nefropatici seguiti dalla Struttura medesima, ottenendone l’aggiudicazione. L’iniziativa prevede l’impiego degli assegnatari alla produzione e lavorazione di prodotti alimentari del territorio e lavori di minuteria presso la cooperativa “Lavoro Malgrado Tutto” di Borgomanero, già impegnata nell’offrire sostegno a persone disagiate. Il costo complessivo del progetto è di € 24.000 di cui 12.000, pari al 50%, sono stati reperiti dall’Associazione, attraverso i sostenitori, e depositati sul Fondo Associazione presso la Fondazione

Comunità Novarese che, a sua volta, integrerà il restante 50% ed elargirà la somma totale di 24.000 €. Il compito dell’Associazione e della Nefrologia è stato quello di sensibilizzare e trovare sostenitori economici del progetto. I risultati raggiunti hanno ampiamente superato le previsioni in quanto l’elevata sensibilità alle problematiche sociali, da sempre dimostrata dalla popolazione del nostro territorio, dal mondo dell’imprenditoria, dalle Fondazioni Bancarie e Comunitarie e degli Enti no profit, hanno consentito di raggiungere l’obiettivo economico necessario allla realizzazione del progetto. Questo risultato, ottenuto attraverso la collaborazione di molte persone, ci permetterà di sostenere ed aiutare alcune famiglie di pazienti nefropatici, non solo offrendo loro un’importante opportunità di lavoro ma anche e soprattutto diffondendo un efficace messaggio di solidarietà, capace di infondere fiducia e speranza in questa società che talvolta ha difficoltà a ritrovare quei valori che identificano e caratterizzano la nostra esistenza come degna di essere vissuta.

Estate all'Ecomuseo di Malesco

Comunicato Stampa - L'estate all'Ecomuseo di Malesco propone un ricco programma di iniziative, alcune nuove e altre annoverate tra i “grandi classici”.

Malescorto - Festival Internazionale dei Cortometraggi. Primo tra tutti il grande evento maleschese, quest’anno alla sua 17° edizione; l'evento si terrà dal 25 al 30 luglio presso il Cinema Comunale di Malesco dalle ore 21.00; dal lunedì al giovedì ci sarà la proiezione dei corti in concorso provenienti da ogni parte del mondo. Venerdì 29 luglio, dalle 21.00 si potrà prendere parte all'evento speciale Malescorto feat Pirates of Rock che quest’anno ospiterà la proiezione del film Nowhere boy sulla storia dei Beatles, al quale seguirà l’esibizione di musicisti del Pirates of rock. Il festival terminerà sabato con la premiazione e la proiezione dei corti vincitori. Ma l’Ecomuseo pensa anche ai più piccoli (e non), con una serie di iniziative volte a far conoscere meglio Malesco. Ecco alcune delle iniziative che hanno riscosso un grande successo negli anni scorsi: ⁃ “Curioso di natura. Un viaggio attraverso la storia, le tradizioni e il nostro territorio”: iniziativa organizzata in collaborazione con la Biblioteca di Malesco e volta alla valorizzazione e alla scoperta del patrimonio locale e ad azione del CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile), per bambini dai 6 ai 10 anni. Giovedì 7 Luglio alle ore 10, Giovedì 4 Agosto alle ore 14.45 e Giovedì 25 Agosto alle ore 20.45. ⁃ L'”Atelier dei piccoli artisti”. Torna anche quest’anno la serie di laboratori al Mulino e al Museo, con tre incontri tutti da scoprire: venerdì 8 Luglio “ La magia dei colori naturali”, al Museo del Parco, Venerdì 22 Luglio “ L'orchestra di Signor Mugnaio”, la musica si unisce alla creatività presso il Mulino dul Tac. Per finire, venerdì 19 Agosto “ Laboratorio espressivo” al Museo del Parco. Tutti gli incontri su svolgeranno dalle 15.30 alle 17.30, per bambini dai 6 ai 10 anni. ⁃ “Passeggiando si Impara” (V Edizione): la nostra passeggiata alla scoperta di Malesco è prevista per quest’anno nei giorni di sabato 9 Luglio, sabato 23 Luglio e sabato 20 Agosto. Ritrovo ore 9.30 alla fontana del Bazzalesk, e alla fine del giro è prevista una visita guidata al Museo del Parco. Organizzazione: Biblioteca ed Ecomuseo. La novità? Passeggiando si impara è anche in Inglese e Tedesco! Giovedì 14 Luglio e Giovedì 4 Agosto, nelle stesse modalità di “Passeggiando si impara”, sarà possibile passeggiare nelle vie del centro ascoltando la visita guidata in Inglese; per quanto riguarda la visita in Tedesco, invece, sarà possibile parteciparvi (sempre nelle stesse modalità) Giovedì 11 Agosto. ⁃ “Andar per erbe” (V Edizione): la passeggiata e raccolta di erbe di montagna si arricchisce quest’anno di alcune novità: la possibilità di degustare una tisana digestiva e una gustosa merenda presso il ristorante “Leon d’oro” a Malesco L’iniziativa si svolgerà nei giorni di Martedì 19 Luglio e Martedì 2 Agosto, dalle 15.30 alle 17.30. ⁃ “Visita guidata al museo”: tutti i giorni (tranne il mercoledì) si potrà usufruire alle ore 10.30 di una visita guidata al museo compresa nel prezzo del biglietto d’ingresso. ⁃ “Herb tea time”: dal 12 Luglio al 30 Agosto, tutti i Martedì (esclusi quelli di “Andar per Erbe”) ai visitatori in possesso del biglietto d’ingresso verrà offerta una visita guidata gratuita e una degustazione di tè e tisane “Erba Bona”. ⁃ “Alla scoperta di un angolo di Ecomuseo: dal marmo alla calce, all’affresco”: da metà Giugno al 2 Ottobre, tutte le Domeniche, si potrà prendere parte a visita guidata gratuita all’antica fornace in valle Loana, alla scoperta delle tecniche di lavorazione della calce. Riservata ai partecipanti, la possibilità di pranzare in uno dei ristoranti convenzionati a prezzi scontati.

Inoltre vi presentiamo delle vere e proprie “new entry” nel panorama delle iniziative proposte dall’Ecomuseo 2016: ⁃ Viaggio alla scoperta dei personaggi storici maleschesi. Visita guidata nel centro storico (e non solo) di Malesco per scoprire la storia dei suoi personaggi antichi più famosi. Il viaggio partirà Giovedì 28 Luglio e Mercoledì 10 Agosto, dalle ore 9.30 alle 11 al Museo del Parco. Al termine della passeggiata è prevista una visita guidata alla sezione geologica del Parco. ⁃ Street Art. Lunedì 1 Agosto tornano gli artisti per le strade del centro storico di Malesco. Pittura e musica si uniscono per creare un’atmosfera unica. Quest’anno l’Ecomuseo si occuperà dello svolgimento di un laboratorio in centro paese durante la manifestazione. ⁃ “I segreti della Val Vigezzo”: Martedì 9 Agosto, passeggiando lungo il percorso “4 passi a Re” dedicato alle filliti, si potrà prendere parte ad una escursione alla scoperta dei fenomeni geologici del nostro territorio, il tutto accompagnati da un geologo. L’evento è realizzato in collaborazione con il comune di Re. ⁃ Presentazione del libro di tesi di Nadia Caretti su Malesco: Venerdì 19 Agosto, alle ore 20.30 presso il cinema comunale, verrà presentata la tesi di Laurea di Nadia Caretti su Malesco. L’organizzazione è a cura del Comitato Carnevale in collaborazione con il Comune, la Pro Loco e l’Ecomuseo. ⁃ Canapa, una risorsa da riscoprire. Sabato 27 Agosto, si svolgerà la presentazione dei progetti promossi nel territorio a cura di Canapa Alpina. Per i più piccoli sarà inoltre possibile prendere parte ai laboratori didattici “In un filo di canapa, la fibra tessile delle nostre valli” a cura di Acquamondo, Museo dell’acqua del Parco Nazionale Val Grande. Dalle ore 10 al Mulino. ⁃ Mostra “Gent ad Vigezz”. Dal 25 Giugno al 4 Settembre, presso il Museo del Parco, sarà possibile visitare l’esposizione di fotografie storiche del nostro territorio pubblicate sul gruppo di Facebook “Sei di Vigezzo se…”. Organizzano “Sei di Vigezzo se…”, Ecomuseo, Pro Loco e Comune di Malesco.

Riqualificazione e messa in sicurezza: il futuro dell’edilizia per Legambiente e sindacati

Comunicato Stampa - Per Legambiente e i sindacati ci sono tutte le condizioni per uscire dalla crisi del settore edilizio, mettendo al centro delle politiche le città e la rigenerazione energetica e statica del patrimonio esistente. Lo dimostrano gli investimenti e le innovazioni nel settore raccontati nel IV Rapporto dell’Osservatorio congiunto Fineal Uil - Filca Cisl - Fillea Cgil - Legambiente su “Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio” presentato questa mattina a Torino. Dal 1998 ad oggi sono stati realizzati oltre 9 milioni di interventi di recupero edilizio grazie alle detrazioni fiscali e dal 2007 circa 2,5 milioni di interventi di efficientamento energetico. I numeri e le analisi contenuti nel rapporto OISE dicono che i vantaggi sono stati straordinari in termini di cantieri aperti e opportunità per le famiglie e per il lavoro. Ma anche che gli incentivi possono essere migliorati e resi più efficaci nella loro applicazione.

“La sfida, che deve essere accompagnata con forza da Governo e Regioni, è di tornare a creare lavoro attraverso migliaia di cantieri di messa in sicurezza del territorio e riqualificazione del patrimonio edilizio, con obiettivi energetici e di sicurezza statica e sismica –ha dichiarato Enrico Fontana, responsabile nazionale Economia Civile di Legambiente-. Le innovazioni negli edifici e nei cantieri, nei materiali e nelle tecnologie raccontate nel Rapporto dimostrano come questa visione del futuro sia già a portata di mano. La vera grande questione è la confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di guidare questa transizione; il problema fondamentale non è quello delle risorse economiche, perché le opportunità di investimento risultano significative. E’ paradossale, ma di efficienza energetica si occupano, in teoria, il Ministero delle Infrastrutture, quello dello Sviluppo Economico, quello dell’Ambiente, oltre all’Enea a cui sono stati affidati sempre più importanti compiti. Nella realtà non c’è alcuna regia che permetta di comprendere come il nostro Paese si muoverà nei prossimi anni per superare tutte le barriere burocratiche e normative. L’impegno comune di Legambiente e sindacati è di lavorare perché questa prospettiva prenda piede e permetta di invertire la curva dell’occupazione, arrivando a recuperare gli 800 mila posti di lavoro persi nel settore, attraverso la riqualificazione e manutenzione dell’enorme patrimonio edilizio italiano”.

Per fare in modo che questo avvenga Legambiente e i sindacati rivolgono al Governo sette richieste puntuali: rendere strutturali gli ecobonus per le ristrutturazioni edilizie; garantire un sistema di controlli e sanzioni sulle certificazioni energetiche; rendere immediatamente operativo il fondo per l’efficienza energetica introdotto con il decreto legislativo 102/2014; escludere dal Patto di Stabilità gli interventi sul patrimonio pubblico certificati e verificati di riduzione dei consumi energetici; semplificare le procedure per gli interventi di riqualificazione dei condomini rendendo operativo quanto previsto dalla Legge di Stabilità; istituire una cabina di regia del Governo per dar vita a un progetto industriale per il settore delle costruzioni; approvare quanto prima una legge per lo stop al consumo di suolo.

Il dossier di Feneal Filca Fillea e Legambiente sottolinea come, dopo una pesante crisi durata otto anni, questo sia il momento buono per accompagnare il settore delle costruzioni verso un nuovo ciclo industriale incentrato sulla rigenerazione urbana, cogliendo i tanti segnali positivi già esistenti, e per tornare a creare lavoro. La terapia della rigenerazione può funzionare in Italia proprio perché sono notevoli i cambiamenti già avvenuti: in questi anni difficili il settore non si è infatti solo ridimensionato ma ha anche spostato il proprio baricentro verso il recupero, che oggi rappresenta circa il 70% del mercato complessivo. Sono le politiche europee, oggi, ad aiutarci a individuare la rotta per i prossimi anni. Una strada, peraltro, tracciata chiaramente dall’accordo sulla riduzione delle emissioni di CO2 uscito dalla COP21 di Parigi, che porterà l’Unione Europea a rivedere obiettivi e strumenti per accelerare la transizione.

Il Piemonte e la Valle d’Aosta, insieme alle Province Autonome di Trento e Bolzano, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, sono tra le regioni in cui la normativa su rendimento ed efficienza energetica degli edifici è più avanzata. In queste regioni sono in vigore da tempo norme che impongono un limite massimo alla trasmittanza termica delle pareti esterne e una percentuale minima di schermatura delle superfici vetrate (il 50% in Emilia-Romagna ed il 70% in Liguria, Lombardia e Piemonte) per ridurre gli effetti del soleggiamento estivo. Per quanto riguarda i limiti di trasmittanza delle pareti esterne i requisiti più restrittivi sono applicati in Provincia di Bolzano, dove il valore massimo ammesso è di 0,16 W/m2 K, e in Provincia di Trento, in Piemonte e Valle d’Aosta dove il requisito è di 0,30 W/m2 K. Il Piemonte è inoltre l’unica regione ad aver portato l’obbligo per le nuove costruzioni, e nei casi di nuova installazione degli impianti solari termici, al livello di produzione minima del 60% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili. In Valle d’Aosta questa percentuale si abbassa al 50%.

Liguria, Lombardia e Piemonte prevedono sanzioni sia in fase di edificazione sia successivamente alla realizzazione degli edifici nei casi in cui i costruttori non consegnino la certificazione energetica al proprietario o nel caso in cui il certificatore rilasci un attestato non veritiero o dichiari un falso impedimento all’installazione dei pannelli solari. Per effetto della legge regionale 13 del 2007 in Piemonte vengono anche sanzionati i proprietari degli immobili in cui non sono stati installati impianti solari termici integrati nella struttura edilizia con una multa tra i 5.000 ed i 15.000 euro. Lo stesso discorso vale per gli impianti di solare fotovoltaico per i quali la multa varia tra i 2.000 e i 10.000 euro. Il punto dolente riguarda però i controlli: se sia in Provincia di Trento che di Bolzano le verifiche della certificazione energetica riguardano tutti gli edifici, in Piemonte e Valle d’Aosta il controllo viene effettuato soltanto “a campione”.

“Per sostenere innovazione e sostenibilità nel settore edilizio anche i Comuni possono e devono fare la loro parte mettendo mano ai propri regolamenti edilizi attraverso parametri che spingano la riduzione dei consumi energetici e idrici e migliorino vivibilità e salubrità delle abitazioni -ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Anche in vista delle elezioni amministrative, che a breve interesseranno molti Comuni, ci auguriamo che questi temi entrino nel dibattito pubblico e che i futuri Sindaci si impegnino ad introdurre norme virtuose nei regolamenti edilizi con l’obiettivo sia di migliorare qualità e prestazioni degli edifici rispondendo alle nuove esigenze e forme dell’abitare ma anche al fine di scongiurare i rischi crescenti per le persone e il territorio legati ai cambiamenti climatici. E’ inoltre sempre più evidente come intervenire sulle prestazioni energetiche degli edifici sia una scelta che produce vantaggi locali, in termini di minore inquinamento, e per l’economia attraverso la riduzione della spesa energetica delle famiglie che mediamente tra elettricità e riscaldamento si aggira tra i 1500 e i 2000 euro all’anno”.

Ad oggi sono 94 i Comuni piemontesi che hanno introdotto parametri di sostenibilità nei propri regolamenti edilizi. Esempi positivi sul fronte del solare termico arrivano da Rivoli (To), in cui viene incentivato il raggiungimento del 70% del fabbisogno annuale di acqua calda sanitaria e del 20% del fabbisogno di calore per la climatizzazione invernale tramite solare termico. Un buon esempio sul fronte del risparmio idrico arriva invece da Torre Pellice (To) in cui per gli edifici di nuova costruzione e per interventi di ristrutturazione edilizia integrale, si deve prevedere l’utilizzo di sistemi individuali di contabilizzazione del consumo di acqua potabile per ogni unità immobiliare. Esempi positivi arrivano anche da Volvera (To) dove sono previsti incentivi per l’utilizzo di pompe di calore e da Pieve Vergonte (Vb) dove è previsto l’obbligo, laddove gli impianti termici vengano installati in edifici residenziali con un numero di unità abitative superiore a 4, che siano di tipo centralizzato e dotati di termoregolazione e contabilizzazione del calore per ogni singola unità abitativa.

Alla presentazione del IV Rapporto OISE sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti dei sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, del sindacato degli inquilini Sicet Piemonte, del coordinamento soci di Banca Etica e del laboratorio di nuova economia ToLab.

Malescorto International Short Film Festival, 17ma Edizione

La 17° edizione di Malescorto, festival internazionale del cortometraggio, si terrà, anche quest'anno, nella splendida cornice di Malesco, dal 25 al 30 luglio 2016.

Nelle ultime nove edizioni, Malescorto ha confermato il suo respiro internazionale raggiungendo, nel 2015, circa 500 corti provenienti da ben 54 nazioni e per il 2016 ci si aspetta una partecipazione altrettanto numerosa.

Considerato, sempre più spesso, uno strumento di diffusione della cultura, capace di avvicinare giovani e meno giovani alla settima arte, il festival dedicherà, tra gli altri, anche una serata alla musica, grazie alla collaborazione con il, Pirates of Rock.

Da lunedì 25 a giovedì 28 luglio, dalle ore 21.00 presso il Cinema Comunale di Malesco si terrà la proiezione dei corti in concorso. Ingresso libero, sino ad esaurimento posti a sedere.

Venerdì 29 luglio, sempre dalle ore 21.00, presso il Cinema Comunale, avrà luogo la serata speciale Malescorto feat Pirates of rock, Quando i Beatles incontrano il cinema. Proiezione del film Nowhere boy ed esibizione di musicisti del Pirates of rock.

Il festival terminerà sabato 30 luglio con la premiazione e la proiezione dei corti vincitori. Dalle ore 21.00 presso il cinema Comunale.

Anche quest’anno, grazie a Malescorto 360° Events, il Festival vive tutto l'anno, anche fuori dai confini locali!

Di seguito troverete tutti gli appuntamenti in programma.

L’8 e il 15 luglio, alle ore 21.00, all'Acquamondo di Cossogno, torna Aspettando Malescorto: il pubblico avrà la possibilità di rivedere, o di scoprire per la prima volta, i corti delle passate edizioni.

Il 21 luglio nell'ambito della Cets, Carta europea turismo sostenibile, Malescorto 360° events & Curioso di natura presentano Malescorto kids, attività “cinematografica” per bambini dai 6 ai 10 anni che si svolgerà dalle 15.30 alle 17.30. Ritrovo al Museo archeologico del Parco Nazionale della Val Grande a Malesco. Info e iscrizioni (entro il 19 luglio) allo 0324 92444. Organizzazione: Biblioteca ed Ecomuseo.

Sabato 23 luglio doppio appuntamento grazie alla collaborazione con il Pirates of Rock: dalle 13.30 alle 15 al Museo del Parco si terrà un incontro di approccio alla musica per bambini, a cura dei musicisti di Make Music. Posti limitati e prenotazione obbligatoria entro giovedì 21 al numero 0324/92444. Dalle 18 alle 19 presso la Pineta Loana di Malesco ci sarà la proiezione di alcuni corti di Malescorto, durante il festival Pirates of Rock

Il 17 agosto, dalle ore 17.30, presso il Museo del Parco a Malesco, si terrà una proiezione di corti del concorso “Ciak e mi affido” nell’ambito del progetto “Ti cresco per un po’”. A seguire aperitivo. Evento organizzato da Ciss-Ossola, Dignitatis Personae Pupis, Coop Anteo e Malescorto.

Durante il Festival Montagna & dintorni, che si terrà a Vogogna dal 20 al 30 ottobre, Malescorto presenterà alcuni suoi lavori (in data da definire).

Tutte le informazioni sul festival, programma ed eventi sono disponibili all'indirizzo www.malescorto.it

Attenzione al benessere animale: la farmacovigilanza veterinaria

Comunicato Stampa - Siamo abituati a parlare di uso e abuso di medicinali rivolti alla cura delle persone, ma dimentichiamo spesso che i farmaci vengono utilizzati anche in campo veterinario per la cura degli animali e non solo per i nostri animali da compagnia, ma anche per gli animali che producono alimenti per l’uomo, come latte, uova e carne.

La farmacosorveglianza è l’insieme di tutte le attività di controllo a carattere preventivo riguardanti l’impiego dei medicinali veterinari e delle pre-miscele medicate inserite negli alimenti zootecnici contenenti sostanze farmacologiche. Il controllo viene effettuato seguendo tutto l’iter del farmaco veterinario, cioè partendo dalla produzione, poi a livello di distribuzione, di detenzione, di fornitura e fino all’impiego dei medicinali veterinari negli allevamenti, che è il punto di maggiore interesse, in quanto può avere riscontri diretti sulla salute pubblica.

Oltre all’utilizzo dei vaccini a scopo profilattico, per far sì che gli animali allevati sviluppino una risposta anticorpale tale da proteggerli nei confronti delle principali malattie infettive riferibili alle varie specie, il principale impiego dei farmaci è per la cura degli animali che si ammalano.

Gli allevatori sono infatti obbligati a garantire lo stato di salute e di benessere dei loro animali ed a sottoporre tempestivamente i soggetti ammalati a visita clinica da parte di un medico veterinario, che fornirà o prescriverà le cure necessarie.

Il Codice Europeo o Comunitario dei Medicinali Veterinari, entrato in vigore nel 2006 con il Decreto Legislativo n. 193, impone che la vendita di medicinali veterinari ad azione immunologica, di premiscele medicate e di medicinali contenenti chemioterapici, antibiotici, antiparassitari, corticosteroidi, ormoni, antiinfiammatori, sostanze psicotrope (ad eccezione di quelle per le quali è richiesta la ricetta medica speciale), sostanze neurotrope, tranquillanti e beta-agonisti, se prescritti per animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo, possa essere effettuata soltanto a seguito di prescrizione medico veterinaria non ripetibile.

Tale prescrizione viene fatta su modello ministeriale in triplice copia, di cui la prima copia viene conservata dal farmacista, la seconda deve essere inviata dal farmacista stesso al Servizio Veterinario della ASL entro una settimana dalla vendita e la terza viene conservata dall’allevatore, come indicazione per l’utilizzo del farmaco stesso, della posologia e degli animali da sottoporre a trattamento farmacologico.

Ciò è molto importante, perché è il primo feedback che ha il Servizio Veterinario, riguardo a qualsiasi farmaco prescritto per gli animali da produzione. Naturalmente tutte le ricette pervenute vengono controllate (nell’anno 2015 ne sono arrivate 3800).

Nell’ambito della farmacosorveglianza in allevamento viene invece controllato l’utilizzo dei medicinali veterinari. Secondo quanto previsto dal Codice Comunitario, gli allevatori di animali produttori di alimenti per l’uomo hanno infatti l’obbligo di dichiarare tutti i trattamenti farmacologici somministrati su un apposito registro ufficiale a pagine pre-numerate e vidimato dall’ASL, indicando l’identificazione del medicinale veterinario, la quantità, il nome e l’indirizzo del fornitore, l’identificazione degli animali trattati e la data di inizio e di fine trattamento; unitamente al registro devono anche conservare le copie delle prescrizioni medico veterinarie e la documentazione d’acquisto dei farmaci.

Oltre alla correttezza delle registrazioni e di tutta la documentazione presente, durante le verifiche in allevamento vengono anche valutate la coerenza (per quantità e tipologia) e la congruità dei medicinali utilizzati o eventualmente presenti in scorta (negli allevamenti autorizzati a detenere scorte) con la reale esigenza, in base alla realtà zootecnica (dimensione e tipologia) ed alla situazione epidemiologica dell’allevamento.

L’utilizzo dei medicinali veterinari negli animali da reddito è consentito e addirittura obbligatorio per garantire la loro salute ed il mantenimento del loro benessere. Ma l’utilizzo del farmaco deve avvenire in maniera responsabile e gli allevatori devono in primo luogo rispettare quello che viene definito “tempo di attesa: intervallo di tempo che deve intercorrere tra l’ultima somministrazione del medicinale veterinario agli animali e l’ottenimento di prodotti alimentari da tali animali per tutelare la salute pubblica garantendo che detti prodotti non contengano residui in quantità superiore ai limiti massimi di residui di sostanze attive, come stabilito ai sensi del regolamento (CEE) n°37/2010”(D.L.vo 193/2006).

Il rischio di un utilizzo scorretto è quello di avere poi dei residui di farmaci negli alimenti prodotti dagli animali trattati, pensiamo al latte, alle uova ed alla carne.

Il concetto di “residuo” viene espresso dal Decreto Legislativo n°158 del 2006 come “residuo di sostanze ad azione farmacologica, di loro prodotti di trasformazione, nonché di altre sostanze che si trasmettono ai prodotti animali e che possono essere nocivi per la salute umana”.

Proprio per ridurre al minimo il rischio di avere residui di farmaci negli alimenti, questo decreto stabilisce anche un piano di campionamento ministeriale, chiamato Piano Nazionale per la ricerca dei Residui, che consiste in un "piano di campionamento a livello del processo di allevamento degli animali da reddito e di prima trasformazione dei prodotti di origine animale al fine di svelare i casi di somministrazione illecita di sostanze vietate e di somministrazione abusiva di sostanze autorizzate e di verificare la conformità dei residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui (LMR) fissati nell’allegato del regolamento (UE) n°37/2010 e delle quantità massime di antiparassitari e di contaminanti ambientali fissate dalla normativa nazionale e comunitaria”.

A livello di verifiche in allevamento vengono quindi effettuati dal Servizio Veterinario numerosi campionamenti sugli animali vivi, attraverso il prelievo di sangue, urina, pelo ed al macello sulle matrici alimentari da loro derivate, proprio per evitare che residui di farmaci passino negli alimenti e possano essere assunti dalle persone attraverso l’alimentazione quotidiana.

Particolare attenzione deve essere rivolta all’uso degli antibiotici, che dovrebbero essere somministrati esclusivamente ad animali ammalati e basando la scelta sui risultati dell’antibiogramma, che definisce la sensibilità del battere isolato alle diverse categorie di antibiotici. L’uso prudente degli antibiotici è infatti particolarmente importante per prevenire il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, ovvero lo sviluppo di batteri resistenti che renderebbero inefficace l’utilizzo degli antibiotici stessi.

Viene poi valutato in allevamento anche l’utilizzo estensivo e prolungato di antibiotici e di altri farmaci a particolari fasce omogenee di animali per fasi produttive, che potrebbero far presumere ad un uso “auxinico” illecito, cioè ad un uso dei farmaci come promotori di crescita.

Infine, come abbiamo detto, il Piano Nazionale per la ricerca dei Residui prevede anche la ricerca di ormoni e sostanze vietate ad effetto anabolizzante, per smascherare l’eventuale utilizzo fraudolento di queste sostanze vietate.

In Piemonte è attivo presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco (TO) il C.R.R.F.V. (Centro di Referenza Regionale per la Farmacovigilanza Veterinaria) che raccoglie e studia tutte le segnalazioni di reazioni avverse o di diminuita efficacia dei farmaci veterinari.

I medici veterinari e i farmacisti, in collaborazione con gli allevatori, hanno l’obbligo di comunicare al Centro sia i casi di sospette reazioni avverse riscontrate negli animali trattati o nelle persone che hanno manipolato il farmaco veterinario in questione, come pure una eventuale diminuzione della sua efficacia terapeutica, mediante la compilazione di apposite schede di segnalazione scaricabili dal sito del Centro citato.

Rapporto Montagne 2016, le terre alte anticipano il futuro dell'Italia

Luogo di sperimentazione e raccolta di politiche e buone pratiche, collettore di esperienze e modelli innovativi di governance, area dove si genera coesione fra tradizione e nuovi insediamenti, anche di stranieri, dinamica sociale e produttiva di ciò che sarà l'Italia tra dieci anni.

La fotografia della montagna italiana, scattata dalla Fondazione Montagne Italia nel secondo Rapporto Montagne Italia, è tutt'altro che sbiadita. La montagna oggi, "le montagne" oggi, sono il laboratorio che anticipa dinamiche che interesseranno l'intero Paese fra pochi anni in termini di sviluppo sostenibile e di sperimentazione delle modalità con le quali coniughiamo un nuovo modello di crescita. Lo dimostrano dati, numeri, schede, storie raccolte nel Rapporto che verrà presentato a Roma lunedì 18 luglio alle ore 15, presso l'Auletta dei Gruppi della Camera dei Deputati, Palazzo dei Gruppi (via Uffici del Vicario 21).
Nel pomeriggio di lunedì, dopo la presentazione del rapporto a cura di Luca Lo Bianco, Giampiero Lupatelli e Fabio Piacenti, interverranno i deputati Enrico Borghi, Roger De Menech ed Ermete Realacci, il viceministro Andrea Olivero (Politiche Agricole Alimentari e Forestali), i sottosegretari Gianclaudio Bressa (Affari regionali e Autonomie), Luigi Bobba (lavoro), Antonello Giacomelli (Sviluppo economico). Tavola rotonda con Fabrizio Barca, Sonia Cantoni (Fondazione Cariplo), Massimo Bruno (Enel), Giovanni Tenaggi (Confcooperative). Le conclusioni sono affidate ai Ministri Enrico Costa (Affari regionali e Autonomie) e Maurizio Martina (Politiche Agricole Alimentari e Forestali).
Come emerge dai numeri del Rapporto, in montagna assistiamo a due flussi di “ristrutturazione demografica” che verosimilmente si diffonderanno a breve sul territorio nazionale. "In primo luogo - evidenzia l'on. Enrico Borghi, presidente Uncem e presidente dell'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna - un tendenziale invecchiamento della popolazione, fattore che può rappresentare anche una straordinaria risorsa se consideriamo la potenzialità di un segmento demografico che esce dal mercato del lavoro ma che ha di fronte a sè una prospettiva di vita ancora lunga. In secondo luogo, la progressiva presenza di immigrati che si stanno sostituendo, anche nei cicli produttivi di rilevante importanza, alla manodopera locale che manca ma che necessitano di gestione nei flussi e non di occasionalità". 
A questi due aspetti si lega il tema della sostenibilità, che porta con sé la capacità di una comunità di fare delle scelte in rapporto alle proprie specificità. "Per questo motivo - prosegue Borghi - abbiamo voluto introdurre a livello sistemico nazionale un'esperienza interessante come la oil free zone nata nel Vanoi Primiero. La possibilità cioè di immaginare che le vallate montane siano anticipatrici di un percorso di progressiva emancipazione dal basso della logica che passa dal fossile alle energie rinnovabili. Le montagne italiane, insomma, sono uno straordinario laboratorio a cielo aperto di cosa potrà essere l'Italia tra dieci anni, perché lo sviluppo o sarà Green o non sarà, e sarà Green solo passando per l'impiego corretto delle risorse naturali montane e la riscrittura con le comunità locali del patto per il loro utilizzo ed impiego". 
Un percorso che trova nella delega data al Governo per l'introduzione del pagamento di servizi ecosistemici ambientali il suo completamento. In base a questa norma, infatti, il Governo dovrà emanare un decreto che stabilisca il valore ecologico ambientale ecosistemico dell'utilizzo dei beni collettivi. "Significa che acqua, aria, suolo, stoccaggio della CO2, valore ecosistemico del bosco - spiega Luca Lo Bianco, direttore della Fondazione Montagne Italia - diventano improvvisamente risorse quantificabili il valore del quale che deve essere reimpiegato per la tutela, la salvaguardia e la riproduzione del bene e che inevitabilmente porta con sé il tema della riorganizzazione della governance". 
Altro settore nevralgico che emerge anche dai numeri del Rapporto è quello agricolo. "Abbiamo ottenuto - aggiunge l'on Borghi -un importante riconoscimento, quello della specificità dell'agricoltura di montagna nel quadro della nuova politica agricola montana, e lo stanziamento di risorse importanti per il periodo di programmazione 2014-2020, ma abbiamo adesso bisogno di finalizzare su questi aspetti le risorse che ci sono e le capacità di far fruttare investimenti e di creare infrastrutture adeguate, dando spazio ai giovani ritornanti ed eliminando sacche di burocrazia che ancora rendono troppo paludate le procedure di impiego dei fondi europei per la montagna e le aree rurali".
Il Rapporto Montagne Italia 2016 vuole essere lo strumento, la mappa da cui partire per orientare le politiche pubbliche, l'utilizzo delle risorse europee, l'assetto istituzionale dei prossimi anni, legandosi anche all'esperienza in atto della Strategia Nazionale per le Aree Interne varata da Governo, Parlamento e Regioni. 

L’iniziativa di solidarietà per la Quaresima della diocesi di Novara

Comunicato Stampa - Si intitola “Il diritto di rimanere nella propria terra” l’iniziativa di solidarietà, proposta da Caritas e Centro Missionario, per la Quaresima 2016, nel segno dell’anno del Giubileo Straordinario della Misericordia. Ideato dalla Conferenza episcopale italiana, (e coordinato a livello nazionale da Missio, Caritas e Focsiv), è un progetto di sostegno a microprogetti nel Sud del Mondo per sostenere realtà consolidate che operano per la crescita sociale, la risposta alle emergenze e il rafforzamento del tessuto economico locale. La diocesi di Novara ha scelto di concentrarsi su due realtà che si occupano di minori.

«In Quaresima, anche la Chiesa novarese vuole accogliere la sfida lanciata dal Papa con il Giubileo - spiegano don Mario Bandera, direttore del Centro missionario diocesano e don Giorgio Borroni, vicedirettore della Caritas diocesana -. Tra gli oltre mille progetti proposti dalla Cei, ne abbiamo scelti due che conosciamo bene, che stiamo sostenendo da anni e che si occupano di aiuto ai bambini: la missione a Bujumbura, capitale del Burundi, del nostro missionario Fidei Donum don Massimo Minazzi e l’associazione “Annas Linnas” a Zahlè (nella Valle della Bekaa, in Libano), che da sempre si occupa della cura di minori e che negli ultimi anni è accanto alle migliaia di profughi che arrivano nel Paese per sfuggire alla guerra in Siria e Iraq».

E’ possibile fare una donazione intestata a “Diocesi di Novara - Caritas diocesana” utilizzando l’IBAN IT28 E050 3410 1000 00003410 1000 0000 0009 788 o intestata a “Diocesi di Novara - Centro Missionario” utilizzando l’IBAN IT71 B050 3410 1010 0000 0002 249.

LA MISSIONE DI DON MASSIMO MINAZZI IN BURUNDI

Don Massimo Minazzi, sacerdote Fidei Donum della diocesi di Novara, opera nella parrocchia di Kamenge, nella periferia di Bujumbura, capitale del Burundi. Ha recentemente avviato un progetto a favore di circa 300 bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, che vivono in situazione di marginalità, la maggioranza di essi sono orfani di un genitore, non frequentano la scuola e non hanno nessun maestro se non la strada.

Il progetto prevede la creazione di un luogo di riferimento che funga da para-scuola, per fare delle attività atte ad accogliere questi bambini, con quel che c'è della loro famiglia, e accompagnarli verso una vita un po' più dignitosa. Con un gruppo di maestri ed animatori si tengono alcune attività sportive e ludiche per i ragazzi, di formazione e alfabetizzazione per gli adulti. Si prevede di strutturare meglio le attività con un gruppo d'educatori fissi oltre ai volontari, con materiali scolastici e per quanto possibile offrire le cure mediche e un'integrazione alimentare adeguata.

In Burundi a causa delle vicende legate alla guerra civile, che purtroppo dopo un periodo di relativa tranquillità ha ripreso vigore con degli scontri tra diverse fazioni politiche, la situazione è sempre più incerta e difficile e spesso l’ unico sostegno delle famiglie viene proprio dai progetti caritativi delle Missioni.

IL LAVORO IN LIBANO CON I PICCOLI PROFUGHI DI “ANNAS LINNAS”

Il Libano è il paese che accoglie il maggior numero di rifugiati siriani e irakeni che fuggono dalla guerra civile imperante nei loro paesi. Sono quasi due milioni e rappresentano oggi un quarto della popolazione residente, raoppresentando un forte impatto sul sistema socio-economico del Paese. La situazione peggiore è quella dei bambini.

L’Associazione “Annas Linnas” (gli uni per gli altri) di cui è responsabile padre Abdo Raad, sacerdote cattolico di rito melchita, è impegnata nell’aiuto a questi piccoli profughi dando loro (purtroppo non a tutti) l’occasione di poter frequentare la scuola, assistiti da educatori specializzati, trovano il caldo, l’insegnamento, il cibo e la gioia.

A causa della guerra civile, il 70% dei bambini siriani non frequentano la scuola. Rischiano tutti i pericoli della strada, del lavoro forzato, dello sfruttamento. A scuola questi bambini hanno la chance di partecipare alle attività educative e gioiose e di dimenticare per un tempo la loro miseria. Oltre all’assistenza fisica trovano anche una assistenza spirituale e psichica. Non basta accoglierli a scuola come altri bambini, ma bisogna pensare a tutti i loro bisogni. L’associazione Annas Linnas continua a portare cibo, materiale sanitario, combustibili ed altri aiuti concreti per le loro famiglie che vivono in condizioni precarie nei campi profughi.

Call
Send SMS
Call from mobile
Add to Skype
You'll need Skype CreditFree via Skype

Proteus Donna e ASL NO: in prima linea per la diagnosi precoce dei tumori al seno

Comunicato Stampa - Ha preso il via, nell’ASL di Novara, all’Ospedale di Borgomanero, il progetto di ricerca “Proteus Donna”, finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore della mammella.

Questo studio, attivato in alcuni paesi del nord Europa (tra i quali Svezia e Gran Bretagna) vede il Piemonte come la prima Regione italiana ad averlo avviato, al momento in tre centri tra cui proprio l’ASL di Novara. Avrà una durata di tre anni con l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale (3D) con quelli a 2D.

Il progetto rientra nell’ambito del programma di screening “Prevenzione Serena” ed è rivolto alle donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera.

La mammografia 2D oggi consente di effettuare una diagnosi precoce finalizzata a diminuire l’incidenza del tumore in stadio avanzato fino al 20-30% e a ridurre la mortalità in età compresa tra i 50 e i 69 anni.

La criticità degli esami in 2D si manifesta in termini di sensibilità e specificità determinati, in prevalenza, dalla sovrapposizione dei tessuti del seno e dall’effetto mascherante dovuto alla densità degli stessi, che in alcuni casi può essere elevata.

La mammografia 3D, è un’indagine tecnicamente simile alla normale mammografia, ma in grado di acquisire immagini a più strati e di ottenere così ricostruzioni in tre dimensioni.

Il progetto “Proteus Donna” è stato promosso dalla Regione Piemonte, da IM3D, azienda torinese leader nella diagnostica per immagini, e dalla Fondazione Edo ed Elvo Tempia e sarà condotto sotto la responsabilità scientifica del Centro di Prevenzione Oncologica di Torino.

Lo studio clinico si avvale della partnership di professionisti dell’Università degli Studi di Torino e del CSI Piemonte.

Il sistema informatico di “Proteus Donna” scegli quali donne inviare alla 2D o alla 3D; l’adesione è volontaria, chi non volesse o potesse effettuare la 3D verrà sottoposta a mammografia digitale 2D.

Sono escluse dallo studio le donne con storia personale di carcinoma mammario e/o altre malattie oncologiche in cura, malattie invalidanti gravi o terminali, le portatrici di protesi mammarie o incapaci di esprimere un consenso informato.

L’obiettivo dell’intero studio è quello di confrontare le performance diagnostiche della mammografia 3D con quelle della mammografia tradizionale dal punto di vista clinico, della prevenzione e sotto il profilo tecnico-organizzativo.

Il progetto è stato già avviato al Centro di Prevenzione Oncologica e all’Ospedale Sant’Anna di Torino, all’ASL di Biella e all’ASL VCO.

Nel progetto sono coinvolti le Strutture di Radiodiagnostica di Arona e Borgomanero a cui sono stati affidati due mammografi digitali, e l’UVOS [Unità Valutazione Organizzazione Screening] dell’ASL NO.

Con il progetto Proteus Donna – commenta Pietro Presti, Direttore Generale della Fondazione Tempia - l'ASL di Novara porterà un contributo fondamentale allo screeening mammografico, sia in termini di digitalizzazione sia in termini di metodica sperimentale quale è la Tomosintesi, mammografia 3D.

La Fondazione Edo ed Elvo Tempia, già punto di rifermento per il non profit oncologico nel Piemonte Nord-orientale, è particolarmente fiera di poter contribuire in questo importante progetto per le sedi di Borgomanero e Arona, auspicando una piena partecipazione da parte delle donne che saranno invitate alla sperimentazione.
Progetti di questo genere – sottolinea Adriano Giacoletto, Direttore Generale dell’ASL NO - sono la dimostrazione tangibile del valore della collaborazione tra le Istituzioni e il Mondo del Sociale che si concretizzano in azioni di miglioramento della qualità e dell’efficienza del servizio sanitario per garantire risposte ai bisogni di salute della popolazione, e rappresentano anche un valido strumento per contrastare la mortalità di una patologia oncologia diffusa nell’universo femminile.

Per maggiori informazioni sul progetto è possibile consultare il sito internet www.proteusdonna.it.

''Veni creator spiritus'', arte, musica e spiritualità nella Diocesi di Novara

Comunicato Stampa - «Veni Creator Spiritus». L’inizio di un antico inno allo Spirito Santo è il titolo della settima edizione di Passio, il progetto di “cultura e arte attorno al mistero pasquale” che dal 10 febbraio al 5 giugno 2016 propone nel territorio della Diocesi di Novara 200 eventi di arte, musica, cultura e spiritualità. «L’edizione 2016 – spiega don Silvio Barbaglia, presidente del comitato promotore – è il compimento di una trilogia che, con cadenza biennale, ha visto protagonisti nel 2012 Dio Padre e nel 2014 Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Nel 2016 è la volta dello Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità». Ma questa edizione si svolge nel tempo che papa Francesco ha voluto consacrare all’Anno Santo straordinario della Misericordia, che sarà accolto nel progetto e valorizzato con specifiche iniziative. «Lo Spirito – afferma don Barbaglia – è il “soffio vitale” che Dio dona all’uomo, lo spirito “creatore” che lo chiama all’esistenza e lo rende a sua volta capace di creare. La Misericordia è il nuovo atto creativo di un Dio che, con il suo Spirito, rinnova la relazione vitale che l’uomo ha smarrito nel peccato. Spirito, creatività e Misericordia saranno i temi centrali di Passio 2016». A illustrarli saranno chiamati nel Duomo di Novara, in quattro venerdì di Quaresima (19 e 26 febbraio, 4 e 11 marzo), padre Marko Ivan Rupnik, il cardinale Edoardo Menichelli, padre Raniero Cantalamessa e mons. Louis Raphaël Sako. Presieduti da mons. Franco Giulio Brambilla, questi incontri di catechesi saranno trasmessi in diretta streaming a 15 sale parrocchiali, riunite idealmente intorno al Vescovo a rappresentanza dell’intera comunità ecclesiale diocesana. Rivolto all’intera Diocesi sarà anche uno degli eventi finali del progetto, un pellegrinaggio a Orta, preparato da quattro veglie di preghiera nella sera del 3 giugno ad Arona, Borgomanero, Omegna e Quarona, e realizzato sabato 4 giugno con percorsi a piedi lungo gli antichi sentieri pedonali, attraversando boschi, prati e campi in direzione di Orta, dove nel pomeriggio l’offerta di proposte di contemplazione artistica, musicale e spirituale preparerà l’ascesa processionale al Sacro Monte guidata dal Vescovo, con il passaggio per la Porta Santa e la celebrazione della Santa Messa.

VENI CREATOR SPIRITUS (Estratto dal messaggio di mons. F. G. Brambilla)

La presenza dell’azione e del mistero dello Spirito Santo nel mondo manifesta un disagio: nella spiritualità, nella vita della Chiesa e nell’esperienza umana lo Spirito, quello “santo”, è uno sconosciuto. Possiamo notare una sorta di “dimenticanza” dello Spirito: a favore di Cristo, della Grazia, della Chiesa, dei Sacramenti. Un certo modo di intendere la vita cristiana vive il riferimento a Gesù, alla Chiesa e ai suoi gesti (Parola e Sacramenti) senza che diventino eventi “spirituali”, cioè incontri animati dallo Spirito Santo.

Non è possibile pensare allo Spirito Santo se non in stretto contatto con la storia di Gesù e della Chiesa aperta a tutti, senza correre il rischio di mancare dei criteri di verifica dei sempre risorgenti fenomeni di rinascita “spirituale”.

La storia degli uomini e del mondo è introdotta dallo Spirito alla “beatitudine” della risurrezione e conduce il mondo alla sua meta escatologica. Lo Spirito è presente nella creazione e geme per le doglie del parto quando essa è ferita, vilipesa, sfruttata, deturpata, saccheggiata. Papa Francesco nella Laudato si’ parla della casa comune nel segno dell’“ecologia integrale”. Occorre costruire un habitat dove il cielo, l’acqua, il suolo, i vegetali, gli animali, i frutti, le risorse della terra e del mare, la bellezza del creato non siano oggetto alla furia devastatrice dell’uomo “senza Spirito”, ma siano soggetto “con lo Spirito” della cura amorevole per il mondo, perché sia casa donata a ogni uomo, in particolare ai poveri. L’ecologia integrale è possibile quando tutti siedono alla stessa mensa come commensali dei beni del creato, per far cresce la gioia di vivere nel giardino comune.

L’AVVIO DELLA QUARESIMA E L’APERTURA DEL PROGRAMMA

È nel segno giubilare della Misericordia che Passio ha inizio il 10 febbraio – Mercoledì delle Ceneri. In Piazza Duomo alle ore 20.30 verrà letto il brano del Vangelo secondo Luca con la parabola del Figlio prodigo, emblematico dell’amore misericordioso con cui Dio attende ogni uomo desideroso di perdono e di riscatto. Al termine della lettura avverrà lo svelamento della gigantografia dell’opera “Le fils prodigue” di Marc Chagall, immagine simbolica dell’intero progetto. Seguirà l’ingresso in Duomo per la celebrazione eucaristica con imposizione delle ceneri, presieduta dal Vescovo.

L’IMMAGINE IN PIAZZA DUOMO

È del pittore ebreo russo Marc Chagall l’opera “Le fils prodigue” (Il Figlio prodigo) esposta in gigantografia in piazza Duomo. Realizzata tra il 1975 e 1976, essa ritrae Chagall stesso nei panni del figlio minore della parabola del Vangelo secondo Luca, abbandonato tra le braccia del padre, che, nel quadro, assume i tratti del padre stesso di Chagall, già morto in realtà quando la tela fu dipinta. Sullo sfondo si riconosce Vitebsk, paese natale di Chagall, e nella parte destra della tela, in basso, s’intravede ancora Chagall con un cavalletto da pittore alle spalle mentre si allontana dal villaggio. Poco prima di realizzare l’opera, e precisamente nel 1973, Chagall e la moglie Vava si recarono in Russia grazie all’invito del ministro sovietico della cultura, dopo oltre 50 anni che il pittore non rivedeva la sua patria, e le emozioni provate nella visita trovano eco nel dipinto, che riassume tutto il percorso umano e spirituale del pittore. Si era allontanato come un figlio prodigo dalle sue radici ebraiche a causa della pittura, un’arte poco compresa dall’area più osservante del giudaismo, arrivando a dipingere molte crocifissioni e adornare con le sue opere molte chiese cristiane, e sperimentando la tentazione di abbandonare le sue radici per seguire le linee di pensiero di alcune espressioni dell’arte moderna. Eppure quel percorso interiore che la vera arte innesca lo aveva in qualche modo sempre tenuto legato ai valori fondamentali della sua fede, della sua gente, della sua terra natale. Ora tornava in patria, in quella patria che tanto gli aveva dato, ancora profondamente credente e con la sua anima da ebreo russo più intatta che mai. L’intero villaggio di Vitebsk sembra partecipare alla gioia e alla festa del ritorno, «perché – come afferma commosso il padre nella parabola evangelica – questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

IL QUARTO QUARESIMALE DELL’ECONOMIA E DELLA FINANZA

Mercoledì 9 marzo dalle 18 alle 20 si terrà a Novara, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Studi dell’economia e l’impresa dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, il Quarto Quaresimale per l’Economia e per la Finanza, dal titolo «Dono, liberazione dal bisogno e restituzione: il Giubileo come concreta ripartenza».

Interverranno come relatori: card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano; mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara; Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum; Maurizio Comoli, vice presidente del Banco Popolare; Dario Prunotto, direttore Regione Nord-Ovest di Unicredit Banca. Saluti introduttivi di: Eliana Baici, Direttore Dipartimento Studi economici; Giovanni Pirovano, Comitato Presidenza ABI. Introduzione di don Silvio Barbaglia, presidente del Comitato per il Progetto Passio. Modera: Stefano Ferrari, segretario generale Fondazione San Gaudenzio Onlus.

PELLEGRINAGGIO GIUBILARE A ORTA

Tra gli eventi di Passio 2016 dedicati alla valorizzazione dell’Anno Santo straordinario della Misericordia speciale rilievo spetta al pellegrinaggio giubilare che venerdì 3 giugno vedrà pellegrini provenienti dall’intera Diocesi radunarsi ad Arona, Borgomanero, Omegna e Quarona per partecipare a veglie serali di riflessioni e preghiera, pernottare ospitati dalle strutture parrocchiali, e quindi mettersi in cammino all’indomani, insieme ad altri pellegrini, in direzione di Orta. I percorsi seguiranno antichi sentieri pedonali nel verde, con tappe presso luoghi di interesse artistico, spirituale e panoramico, fino a giungere a Orta. Qui nel pomeriggio sarà offerto un programma con varie proposte di natura musicale, culturale e spirituale fino alle 17, quando il Vescovo guiderà i fedeli in processione verso il Sacro Monte per il passaggio attraverso la Porta Santa e la celebrazione della Santa Messa.

 

IL SITO PER SEGUIRE LE INIZIATIVE E IL PROGRAMMA

È online il portale di Passio 2016, un sito per restare aggiornati sui luoghi, gli orari e contenuti di tutti gli eventi in programma. L’indirizzo è passionovara.it, raggiungibile anche dalla homepage del sito diocesano diocesinovara.it. Passio è presente anche su Facebook all’indirizzo facebook.com/passionovara/.

PASSIO IN CIFRE: 200 EVENTI TRA NOVARA, VCO E VALSESIA

200 eventi in 116 giorni, realizzati a: Novara e dintorni (96 eventi); Aronese (29 eventi); Borgomanerese (21 eventi); Valsesia (30 eventi); e Verbano, Cusio e Ossola (23 eventi). Mostre: sono allestite 11 mostre in 7 luoghi della Diocesi (tra cui 5 mostre nella città di Novara). Il progetto è organizzato dal “Comitato per il progetto Passio” grazie alla collaborazione di oltre 250 volontari. Oltre agli eventi registrati nel pieghevole, sono stati attivati il progetto formativo “Con occhi nuovi”, destinato alle scuole secondarie di secondo grado (6 spettacoli teatrali, 3 conferenze, 3 laboratori didattici) e – a cura di ArteLab – il progetto formativo “Il sogno dell’umanità” destinato a scuole materne, primarie e secondarie di primo grado.

Piemonte a rischio idrogeologico: 93% dei Comuni in pericolo, ma pochi i Sindaci che se ne preoccupano 

Comunicato Stampa - Sono 1131 su 1206 i comuni piemontesi con aree a rischio frana o alluvione, pari al 93% del totale, con punte del 99,2% nelle province di Cuneo e Asti, più di 87 mila residenti in aree a pericolosità idraulica elevata e più di 220 mila in aree a pericolosità media. Questi i numeri che emergono da Ecosistema Rischio 2016, il dossier annuale di Legambiente che mette in luce quanto sia pesante l’urbanizzazione delle aree più fragili ed esposte a rischio. Il dossier ha l’importante obiettivo di scattare una fotografia sempre più aggiornata e dettagliata delle fragilità idrogeologiche del territorio italiano e di valutare le attività messe in opera dalle amministrazioni locali per la prevenzione e la mitigazione di tale rischio. Delle 301 amministrazioni comunali del Piemonte che hanno risposto all’indagine di Legambiente, soltanto il 22% ha dichiarato di svolgere attività di informazione sul rischio idrogeologico e appena il 35% di aver svolto esercitazioni per affrontare le emergenze.

“I primi responsabili della sicurezza del nostro territorio sono i Sindaci che purtroppo, come testimoniano i dati di Ecosistema Rischio, nella maggior parte dei casi sono inadempienti sia in termini di azioni per la prevenzione del rischio sia nella gestione delle emergenze -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. I Comuni hanno un ruolo determinante nelle scelte sulla pianificazione urbanistica, negli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, nell’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dalla pianificazione di bacino e la corretta manutenzione del territorio. Sono, quindi, soggetti strategici per una gestione del territorio che miri ad una reale mitigazione del rischio idrogeologico. Eppure ancora troppi Sindaci nella nostra regione sembrano non esserne consapevoli, nonostante siano chiamati ad aggiornare i propri piani urbanistici anche alla luce delle nuove mappe del rischio e dell’approvazione del Piano di gestione del Rischio Alluvioni da parte della Regione Piemonte e dell’Autorità di Bacino del Po. Ci auguriamo che nei prossimi mesi venga seguito l’esempio di quelle poche amministrazioni che con coraggio stanno rivedendo i propri piani urbanistici, riducendo le aree edificabili, e dando così in modo tangibile un contributo alla salvaguardia del suolo e alla sicurezza collettiva”. 

In Piemonte ben 245 amministrazioni comunali intervistate, pari all’81% del campione, hanno dichiarato la presenza di abitazioni in aree a rischio; 68 comuni, pari al 23%, dichiarano addirittura la presenza di interi quartieri in aree a rischio e il 49% (148 comuni) registrano sul proprio territorio la presenza di attività produttive in aree a rischio idrogeologico. Numeri che testimoniano chiaramente come, negli ultimi decenni, l’antropizzazione delle aree a rischio sia stata pesante. Osservando infatti le aree vicino ai fiumi, risulta evidente l’occupazione crescente delle zone di espansione naturale dei corsi d’acqua con abitazioni, insediamenti industriali, produttivi e commerciali e attività agricole e zootecniche. L’urbanizzazione di tutte quelle aree dove il fiume in caso di piena può “allargarsi” liberamente ha rappresentato e rappresenta una delle maggiori criticità. Anche gli interventi di difesa idraulica continuano a seguire filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci: in molti casi vengono realizzati argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle, vengono cementificati gli alvei e alterate le dinamiche naturali dei fiumi. Soprattutto, troppo spesso le opere di messa in sicurezza si trasformano in alibi per continuare a costruire. In molti casi, infatti, la realizzazione di interventi puntuali di messa in sicurezza ha reso certamente più sicure le zone in prossimità dei corsi d’acqua che sono divenute quindi aree su cui era possibile edificare nuove strutture e insediamenti, aumentando però il suolo impermeabilizzato, alterando la dinamica del corso d’acqua e di fatto contribuendo ad accrescere il rischio.

Nonostante l’urbanizzazione delle aree più fragili ed esposte a rischio sia molto pesante non si nota purtroppo una seria inversione di tendenza nella gestione del territorio. Complessivamente soltanto il 5% (in totale 14 amministrazioni) dei comuni piemontesi intervistati ha intrapreso azioni di delocalizzazione di abitazioni dalle aree esposte a maggiore pericolo e appena nell’1% dei casi (2 comuni tra i 301 che hanno partecipato all’indagine) si è provveduto a delocalizzare insediamenti o fabbricati industriali. Il 75% dei comuni intervistati ha dichiarato invece di svolgere regolarmente un’attività di manutenzione ordinaria delle sponde dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica, un impegno importante assunto dalle amministrazioni comunali e dagli altri soggetti competenti sul territorio ma che da solo, senza una seria inversione di tendenza nella gestione del territorio, non può produrre effetti durevoli nella mitigazione del rischio. Da rilevare anche che in 9 comuni fra quelli intervistati sono stati realizzati interventi di tombamento e copertura del corsi d’acqua, con la conseguente urbanizzazione delle aree sovrastanti.

Per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, la legge 100 del 2012 ha stabilito per le amministrazioni comunali l’obbligo di adottare e aggiornare un piano d’emergenza entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge stessa. Ad oggi Legambiente rileva grazie alla collaborazione del Settore di Protezione Civile della Regione Piemonte, che ha messo a disposizione i dati presenti nel proprio archivio, che sono ancora 102 i comuni del Piemonte che non si sono mai dotati di un piano di emergenza e ben 310 quelli che hanno piani non adeguati perché precedenti al 2004, anno in cui il Settore di Protezione Civile ha redatto un regolamento e relative linee guida per la programmazione e pianificazione dei piani di emergenza.

“Come Legambiente riteniamo sia fondamentale lavorare sia in termini di prevenzione del rischio sia sulla gestione dell’emergenza mentre, ad oggi, sono ancora troppe le amministrazioni comunali in ritardo nelle attività di informazione rivolte alla popolazione -dichiara Francesca Galante, coordinatrice del gruppo di protezione civile di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Durante le emergenze, se i cittadini sono informati, se sanno cosa fare e dove andare, non si espongono a rischi ulteriori, e la gestione delle criticità è facilitata. Per questo abbiamo deciso di fare la nostra parte ed essere di diretto supporto all’organizzazione e alla rete della Protezione Civile regionale in caso di calamità con un nostro gruppo di protezione civile che lavorerà alla costruzione di conoscenza degli ambienti e delle dinamiche fluviali, anche attraverso attività didattiche nelle scuole e giornate di volontariato per la cura di fiumi e torrenti. Siamo infatti convinti sia necessario uscire dalla cultura dell’emergenza, promuovendo una nuova cultura legata alla prevenzione del rischio idrogeologico”.

Legambiente, smog: in Piemonte fuorilegge l’82% delle centraline

In Piemonte aria fuorilegge nell’82% delle centraline di rilevamento. A Torino, Asti, Alessandria, Novara e Vercelli nel 2015 neanche una stazione Arpa rispetta il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti per le PM10. Le situazioni più critiche si registrano a Torino (Rebaudengo) con 99 sforamenti, Asti (Baussano) con 92, Alessandria (D’Annunzio) 84, Vercelli (Gastaldi) 82. Sono i dati di Mal’Aria di città, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. Anche il 2015 per l’aria respirata nei centri urbani è stato un anno da codice rosso, segnato da un’ “emergenza” smog sempre più cronica.

“Non si può più aspettare. E’ ormai da troppo tempo che sollecitiamo senza successo l’assessore regionale all’Ambiente Valmaggia perchè la Regione aggiorni in tempi brevi il piano sulla qualità dell'aria, vecchio di 14 anni –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Chi ha responsabilità politiche deve dare soluzioni concrete per abbandonare o ridurre drasticamente l’uso dell’auto di proprietà, ancora la principale responsabile delle concentrazioni di inquinanti nell’aria. Ma è fondamentale che si incida anche in campo energetico, del verde urbano e dell’agricoltura. Perché ciò avvenga in tutto il Piemonte in modo strutturale e coordinato, facendo un passo avanti rispetto alle politiche emergenziali o alle iniziative spot messe in atto dai diversi comuni, è indispensabile un forte coordinamento regionale. Ma sembra ormai evidente che la Regione Piemonte non ritiene prioritarie le politiche antismog, così come gran parte dei Sindaci che continuano ad osservare il fenomeno o, al più, a mettere in campo iniziative di propaganda. Si devono invece gettare basi concrete per politiche efficaci e lungimiranti, a partire dal settore della mobilità prevedendo forme di disincentivo a quella privata”.

L’aspetto più paradossale fotografato da Legambiente -visto il clamore mediatico di metà dicembre scorso che ha fatto ancora una volta parlare di “emergenza”- è il confronto dei dati del 2015 con quelli raccolti negli anni precedenti. Ebbene, il numero di città che ha superato i 35 giorni previsti dalla legge per le PM10 è stato di 48 nel 2015, esattamente in linea con la media del numero di città che, nelle classifiche di Legambiente, hanno oltrepassato la soglia normativa dal 2009 ad oggi (48 per l’appunto). Il dato che fa più riflettere, sempre confrontando i sette anni tra il 2009 e il 2015, è di come nelle classifiche redatte ogni anno le città coinvolte siano prevalentemente sempre le stesse; ben 66 città infatti compaiono almeno una volta nella classifica dei capoluoghi che hanno superato i 35 giorni ammessi e di queste ben 27 (il 41%) lo ha fatto sistematicamente 7 anni su 7: tra queste si trovano Torino, Alessandria e Asti. Situazione analoga per l’ozono: il limite dei 25 giorni negli ultimi 5 anni è stato sempre superato da Torino e 4 anni su 5 da Cuneo e Vercelli. Prendendo infine in considerazione gli ossidi di azoto, si scopre che nel 2015 il valore medio registrato a Torino è di 52 mg/mc contro i 40 mg/mc consentiti, ma che gli sforamenti sono una costante ininterrotta dal 2006 a oggi, mentre a Novara negli ultimi 9 anni si è superato il limite 7 volte.

“Il protocollo firmato lo scorso 30 dicembre -dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente- tra Ministero dell’Ambiente, rappresentanti di Comuni e Regioni, non è stato all’altezza del problema e il rischio è che si rincorra sempre l’emergenza senza arrivare a risultati concreti e di lunga durata. Per questo è urgente e indispensabile che l’Italia adotti un piano nazionale per la mobilità urbana, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città, dove si svolge la sfida più importante in termini di rigenerazione urbana e di vivibilità”.

Per Legambiente per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico, è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record di auto per numero di abitanti: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Torino o ai 68 di Cuneo e Biella, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra.

Tante auto portano anche a città sempre più rumorose. Legambiente infatti ricorda che in Italia sono quasi sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti, negli ambiti considerati, al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le persone esposte, invece, ad elevati livelli di inquinamento acustico durante la notte sono quasi cinque milioni. La risposta a questa situazione è però ancora del tutto insufficiente. Non per nulla il nostro Paese è in procedura d’infrazione, in stato di messa in mora, per il mancato rispetto della normativa comunitaria relativa ai livelli di inquinamento acustico.

Tra le altre proposte che Legambiente rilancia a Governo, Regioni e amministrazioni locali, per liberare le città dallo smog e renderle più vivibili ci sono: quella di incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari, incentivare la mobilità sostenibile attraverso 100 strade per la ciclabilità urbana, limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi.

Visto però che la mancanza di risorse continua ad essere un argomento ricorrente tra gli amministratori locali, Legambiente, proprio per togliere questo alibi a chi ha responsabilità politiche, ha deciso di portare alcuni esempi di interventi a costo zero o addirittura a saldo positivo. Uno su tutti è l’AreaC di Milano che attraverso la regolamentazione e tariffazione degli accessi all’area centrale della città ha permesso di drenare nuove risorse a favore del potenziamento del tpl. Ma non mancano gli esempi positivi provenienti anche dal territorio piemontese, purtroppo rimasti isolati negli anni. La Zona30 istituita a Mirafiori Nord a Torino ha portato ad un risparmio netto in termini sanitari e non solo: lo studio del Politecnico di Torino testimonia una riduzione del 74% dei giorni di prognosi per incidenti, con un risparmio complessivo di 1,5 milioni di euro.

Coldiretti, Consumi: mai così poca carne in tavola dall’inizio del secolo

Comunicato Stampa - Quasi un italiano su dieci ha detto completamente addio alla carne, ma nel 2015 l'allarmismo si è fatto sentire sull’ intera popolazione con gli acquisti delle famiglie che sono crollati del 9% per il carne fresca di maiale, del 6% per quella bovina e dell’1% per quella di pollo come pure per i salumi, scendendo ai minimi dell’inizio del secolo. E’ quanto emerge dal dossier #bracioleallariscossa presentato dalla Coldiretti alla Giornata nazionale della Carne italiana con migliaia di allevatori e consumatori insieme a operatori dell’industria, del commercio, della ristorazione, del turismo e del mondo scientifico ma anche cuochi e gourmet, dentro e fuori il Centro Congressi del Lingotto a Torino a difesa della carne sotto attacco di allarmismi infondati, provocazioni e campagne diffamatorie che colpiscono un alimento determinante per la salute che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea, alla quale apporta l’indispensabile contributo proteico.

Il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano mentre la percentuale di vegani ha raggiunto l’1% nel 2015 per un totale dell’8% di persone che non mangia carne, una percentuale in sostanziale aumento rispetto all’anno precedente (erano complessivamente il 5,9%), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Eurispes.

Proprio nel 2015 - precisa la Coldiretti - la carne perde per la prima volta il primato ed è diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta, con una spesa scesa a 97 euro al mese e una incidenza del 22% sul totale, che rappresenta una rivoluzione epocale per le tavole nazionali. Il risultato di un trend negativo in atto da anni è che non si è mai mangiata così poca carne in Italia dall’inizio del secolo con il consumo apparente degli statunitensi che - sottolinea la Coldiretti - è superiore a quello nazionale addirittura del 60%, quello degli australiani del 54%, quello degli spagnoli del 29% e quello dei francesi e dei tedeschi del 12% solo per fare alcuni esempi. Le quantità di carne portate realmente in tavola dagli italiani sono scese - precisa la Coldiretti - in media a 85 grammi al giorno, ben al di sotto del limite dei 100 grammi al giorno fissato dai piu’ accreditati Istituti di ricerca.

La carne e i salumi rappresentano importanti fonti di proteine ed altri micronutrienti solitamente assenti (vitamina B12) o poco rappresentati (zinco, selenio, B2, PP) o scarsamente disponibili (ferro) nei prodotti di origine vegetale. Un alimento importante soprattutto per i bambini con la carne che è uno dei primi cibi che si puo’ introdurre a partire dal periodo di svezzamento perché è fonte di nutrienti essenziali alla crescita ed è anche facilmente digeribile. L’assunzione è raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per soddisfare pienamente i fabbisogni nutrizionali del bambini dai 6 ai 23 mesi di età poiché le diete a base di soli vegetali non ne apportano a sufficienza, come hanno dimostrano recenti episodi di cronaca che hanno portato a ricoveri in ospedale.

“Serve educazione e buon senso e soprattutto rispetto per tutti i diversi stili alimentari ai quali l’agricoltura italiana puo’ offrire grandi opportunità di scelta grazie ai primati conquistati nella qualità e nella biodiversità”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel ricordare che “proprio il rispetto dei principi della dieta mediterranea ha garantito fino ad ora all’Italia una speranza di vita da record a livello mondiale di 80,1 anni per gli uomini e di 84,7 anni per le donne”.

IL CROLLO NEGLI ACQUISTI DI CARNE DEGLI ITALIANI NEL 2015

Carne fresca di maiale                      -9%

Carne fresca di bovino                      -6%

Carne fresca di pollo/tacchino           -1%

Home Restaurant: la Fipe chiede chiarezza

Ospitare persone a casa propria per pranzi, cene o aperitivi dietropagamento di un corrispettivo specifico è una vera epropria azione imprenditoriale, che deverispettare una severa regolamentazione come qualsiasi altro ristorante.

Lo ha ricordato Fipe, nell’audizione che si è tenuta l’altro ieri alla Camera dei Deputati, chiedendo urgenti provvedimenti contro attività che mettono a rischio la sicurezza dei consumatori eoperano senza sottostare ad alcuna regola fiscale e contributiva, senza controlli sulla sicurezza dei locali, sulla provenienza, sulla conservazione e sull’igiene degli alimenti.

"Fipe già da anniha segnalato le forti perplessità che le attività di home restaurant stanno generandonel settoredella somministrazione di alimenti e bevande -dicono Sergio Zuin e Massimo Sartoretti, presidenti Fipe rispettivamente delle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola-. La crescente diffusione degli home restaurant anche nel nostro territorio, inseguito della crisi e attraverso il contributo di canali on line e social network, se non contrastata immediatamente, rischia di costituire un canale parallelo di offerta organizzato, ma non controllato da tantipunti di vista. Questa attività, così come esercitata oggi, è al di fuori di ogni regola e quindi deve essere contrastata con decisione".

Entrando nel dettaglio delle richieste enunciate in audizione, Fipe chiede di incrementare l'impegno normativo messo parzialmente in atto dal Ministero delloSviluppo Economico con la risoluzione n. 50481in base alla quale gli home restaurant sono considerate attività imprenditorialia pieno titolo.

In particolare, mancando controlli preventivi e di idoneità, l'home restaurant èda considerarsi un luogo a rischio per il cliente, che paga un corrispettivo anche cospicuo per fruire di un servizio privo di qualsiasi garanzia. La Federazione ricorda infatti che, in base ai dati dell'Istituto Superiore di Sanità, la maggior parte delle tossinfezioni alimentari denunciate in Italia deriva dall'ambito domestico, con picchi del 70%in riferimento a preparazioni di conserve casalinghe.

A questo si aggiunge inoltre lamancanza di una regolamentazione specifica sulla somministrazione e il consumo di bevande alcoliche e il divieto di fumo. Dati confermati a più riprese da controlli dei NAS che hannoportato a pesanti sanzioni per home restaurant, in particolare in Piemontee in Abruzzo.

Anche nelle nostre province saremo inflessibili contro gli home restaurant-dichiarano Zuin e Sartoretti-. Stiamo infatti realizzando un’accurataricerca per individuare, attraverso il web, tali attività, scrivendo poi ai Sindaci per chiedere interventi e, in caso di mancati controlli, non esiteremo a rivolgerci ai NAS. Finchénon ci sarà una legge specifica per gli home restaurant, somministrare alimenti e bevande deve essere soggettoalla stessa identica normativa. Con un concorrente regolare si compete alla pari, con uno abusivo purtroppo no”.

Malescorto International Short Film Festival, edizione n.17

Comunicato Stampa - Il Comune di Malesco e l’Ecomuseo ed Leuzerie e di Scherpelit organizzano, in collaborazione con l’Associazione “Cercando il Cinema”, la 17° edizione di “Malescorto”, Festival Internazionale Cortometraggi. L’evento, realizzato con il patrocinio della Regione Piemonte, l’Ente Parco Nazionale Val Grande, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle province di Novara e Verbano Cusio Ossola e l’Associazione Musei dell’Ossola, si svolgerà a fine luglio 2016. I cortometraggi selezionati verranno proiettati ogni sera alle 21.00 dal 25 al 28 luglio presso il Cinema comunale di Malesco, mentre la sera di sabato 30 luglio sarà dedicata alla premiazione e alla proiezione dei corti vincitori. Malescorto è stato caratterizzato negli ultimi anni da una grande partecipazione. Per la scorsa edizione sono stati visionati circa 500 corti, da ben 54 nazioni diverse. Italia, Spagna, Germania, Brasile, Congo, Australia, Kurdistan, Danimarca, Finlandia, Egitto, Francia, Romania, Singapore, Svizzera, Tanzania e Tunisia sono le nazioni dalle quali provenivano i cortometraggi finalisti. Un intreccio di culture dal mondo che dona alla manifestazione un respiro assolutamente internazionale. Il grande afflusso di corti è certamente favorito dal fatto che la partecipazione al festival è gratuita e aperta a tutti, senza alcuna restrizione. I cortometraggi che perverranno entro il 31 maggio 2016 saranno esaminati e selezionati da una giuria composta da un massimo di cinque giudici scelti dal Direttore Artistico del Festival (il regista Giancarlo Baudena, che copre questa carica all’interno di Malescorto da una decina d’ anni). Ai migliori contributi verranno riconosciuti dei premi in denaro.

Oltre al cortometraggio vincitore assoluto di Malescorto (al quale verrà corrisposta la cifra di € 1000.-), verranno premiati anche il miglior corto d’animazione (al quale andranno €200.- offerti dall’Associazione Musei dell’Ossola) e il miglior corto realizzato dagli istituti scolastici (€ 300.-). Inoltre, verrà premiato il corto a tema ecologico (€ 300.-) che saprà descrivere in modo migliore il rapporto uomo/natura prestando attenzione all’ecologia, al riciclo ecc. oppure che tratterà la tematica uomo e natura incontaminata (senza limitazioni territoriali). Negli scorsi anni sono stati istituiti due premi “speciali”: il premio “Geopark Free and Wild” e il premio “TrasmettereArchitettura”. Il premio “Geopark Free and Wild” (€200.-), in collaborazione con il Parco Valgrande nel 2013 e proposto come azione della Cets (la Carta europea per il turismo sostenibile), verrà assegnato al miglior cortometraggio realizzato all’interno del Sesia-Valgrande Geopark; il premio “TrasmettereArchitettura” (€ 400.-) ideato per volontà dell’Ordine degli Architetti , Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle Province di Novara e Vco verrà invece attribuito al cortometraggio che presenterà in modo migliore il rapporto tra uomopaesaggio-spazio costruito. Saranno inoltre segnalati: il miglior corto di finzione, il miglior documentario e il miglior contributo artistico per l’edizione 2016 di Malescorto. Anche il pubblico, come gli scorsi anni, potrà dare il suo apporto premiando il corto che è stato apprezzato di più durante il Festival. Il coinvolgimento degli spettatori non è limitato alle serate di proiezione, ma comincia già all’ora di pranzo e cena quando, mangiando nei locali convenzionati e scegliendo il “Menu Malescorto”, si riceverà un indovinello che permetterà di partecipare all’estrazione dei premi del gioco “Mangia e vinci” al termine di ogni serata di proiezione.

Le opere dovranno essere inviate al seguente indirizzo : Malescorto 2016 c/o Associazione Cercando il Cinema via G. Mauro, 8 12013 Chiusa di Pesio (Cn) Per informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (direzione artistica) www.comune.malesco.vb.it/Malescorto?Regolamento

Trasporto pubblico locale: a Torino passeggeri in aumento, a Verbania in calo

Dal 2008 al 2013 a Torino i passeggeri del Trasporto Pubblico Locale sono aumentati del 5,2%. A Biella l’aumento è stato del 31,5%, a Vercelli del 30,2%, a Cuneo del 29,4%, a Novara dell’8,5%. A Verbania, Asti e Alessandria i passeggeri del Tpl non sono aumentati, ma sono diminuiti, rispettivamente del 22,2%, 20,2% e 19,8%. Sempre considerando il periodo dal 2008 al 2013 nel nostro Paese i passeggeri annui del Trasporto Pubblico Locale nei comuni capoluogo di provincia sono passati da 3 miliardi e 835 milioni a 3 miliardi e 379 milioni. In sei anni, quindi, vi è stata una perdita di 456 milioni di passeggeri, che corrispondono ad un calo dell’11,9%. Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Istat.
Il calo dei passeggeri del trasporto pubblico locale è un fenomeno che negli ultimi anni è stato particolarmente forte. Alla base di questa diminuzione vi sono diverse cause, tra le quali vi sono due di particolare importanza: il fatto che i mezzi utilizzati sono obsoleti e tra l’altro inquinanti (l’età media degli autobus utilizzati per i trasporti urbani in Italia è di 13 anni, contro una media europea di 7 anni) e il fatto che, soprattutto nei comuni più grandi, l’attesa di un mezzo pubblico a volte può prolungarsi ben oltre i tempi previsti.
L’alternativa all’uso di mezzi pubblici è l’uso di mezzi privati, con conseguente aumento del traffico e dell’inquinamento atmosferico. “Per avere un’inversione di tendenza e riconvertire all’uso di mezzi pubblici chi negli anni scorsi è passato ad usare mezzi privati, bisognerebbe dare inizio ad un ricambio generazionale dei mezzi utilizzati ed allo stesso tempo dimostrare una maggiore attenzione nei confronti delle necessità dei passeggeri”, sostiene Daniel Gainza, direttore commerciale di Continental CVT. “E’ quindi necessario cambiare approccio alla gestione dei trasporti, ponendo al centro dell’attenzione le reali necessità dei consumatori finali a cui i servizi di trasporto sono dedicati. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere il trasporto pubblico non solo più efficiente e più sostenibile, ma anche più umano, e quindi più vicino alle esigenze dei passeggeri, testimoniando così l’attenzione che i passeggeri si aspettano per tornare ad utilizzare i mezzi del Trasporto Pubblico Locale. Per fare questo un importante aiuto può essere dato dalla componentistica, che non è una parte minoritaria del servizio offerto ai clienti, ed anzi concorre in maniera determinante a rendere la mobilità più efficiente, più sostenibile, più sicura e più umana”.
L’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro da cui emerge il calo dei passeggeri del TPL ha messo in evidenza anche che vi sono alcuni comuni capoluogo di provincia italiani in cui questo calo non si è verificato, ed anzi i passeggeri del TPL sono aumentati. Fra questo comuni spiccano Frosinone (+66,6%), Andria (+54,9%) e Crotone (+49,6%). L’impegno di Continental verso una mobilità più sicura e sostenibile è testimoniato dall’introduzione di soluzioni innovative, in termini di prodotti e servizi, che contribuiscono a rendere più economica ed ecologica la gestione di una flotta di mezzi di trasporto. Continental Truck ha recentemente lanciato sul mercato una nuova linea completa di pneumatici sviluppati appositamente per il trasporto passeggeri. La Generazione 3 dei pneumatici Continental per il trasporto passeggeri riduce significativamente il consumo di carburante causato dalla resistenza al rotolamento dei pneumatici, e quindi contribuisce a migliorare l’impronta ambientale. Questi pneumatici sono stati ottimizzati per garantire ai clienti il massimo dei benefici e progettati per aumentare sostanzialmente il livello di performance nel settore del trasporto persone. Sono tre le serie di pneumatici disponibili: Conti Coach, progettata specificamente per le applicazioni Lunghi Viaggi, Conti CityPlus, per il Trasporto Suburbano o Regionale, e ContiUrban, per il Trasporto urbano.

Turismo responsabile ad Ameno, gioiello di natura e cultura

Comunicato Stampa - L’Amministrazione Comunale di Ameno ha avviato un progetto di turismo sostenibile e responsabile in questo piccolo paese, incastonato tra lago d’Orta e lago Maggiore, che conta circa 900 abitanti e si estende su circa 10 km quadrati che comprendono anche le frazioni di Vacciago, Lortallo e Oltre Agogna.

Nato anche come residenza turistica di ricche e nobili famiglie, Ameno presenta notevoli ricchezze artistiche e conserva ville e chiese storiche immerse in un paesaggio verde e fiorito, per nulla intaccato dalla cementificazione selvaggia che ha afflitto la zona in tempi passati.

Il paese è frequentato da numerosi artisti che qui trovano una giusta atmosfera di contemplazione e serenità in perfetta armonia con l’arte e la natura e che lo hanno aiutato a diventare anche il fulcro di una vivace attività culturale che si svolge durante parecchi mesi dell’anno.

Le principali attività lavorative operanti sul territorio comunale sono quelle legate al settore agricolo e non ve ne sono di riconducibili al settore industriale o produttivo ad elevato impatto ambientale anche a causa di un assetto territoriale poco favorevole a insediamenti di grandi dimensioni e penalizzato dalla distanza dalle vie di grande comunicazione. Il settore agricolo, rappresentato da realtà a carattere familiare costituisce invece una presenza, seppur contenuta nei numeri, continuativa e di valorizzazione e conservazione del territorio stesso.

Nel corso degli ultimi anni, grazie anche ad alcuni importanti eventi culturali (il festival internazionale Amenoblues, la manifestazione a museo diffuso Studi Aperti e la rassegna di cinema rurale Corto&Fieno a cura di AsiloBianco), sono stati raggiunti risultati positivi in termini di aumento dei flussi turistici e/o ricadute turistico-economiche. Gli arrivi sia italiani che stranieri sono in costante crescita dal 2005, tra il 2002 e il 2013 sono quasi triplicati e nel 2014 le presenze hanno raggiunto quota 18.000 circa.

Tutti questi fattori hanno determinato una serie di iniziative intraprese dall’Amministrazione per consolidare e rilanciare il valore del patrimonio territoriale e culturale, e per potenziare il settore turistico, ritenuto elemento fondamentale per il futuro economico del paese:

- l’inserimento a bilancio di una voce «promozione del turismo» con assegnazione di budget;

- la realizzazione di un sito turistico (www.amenoturismo.it);

- la realizzazione del sistema di sentieri Il Quadrifoglio di Ameno, 4 percorsi ad anello che attraversano il territorio nel suo insieme, boschi, prati e coltivi, toccando anche le frazioni che compongono il comune;

- l’attivazione di un tavolo di lavoro sul turismo, punto di incontro e condivisione di progetti tra le varie associazioni operanti sul territorio;

- la realizzazione di un Ostello della Gioventù con 14 posti letto, inaugurato nel 2015;

- il lancio del progetto «Matrimoni Blues»;

- l’attivazione della Casa dell’Acqua, volta alla riduzione della produzione di rifiuti;

 

- la variante al PRGC in fase di approvazione in cui particolare risalto viene dato all’importanza del territorio e della sua conservazione rinunciando a facili introiti derivanti dalle nuove edificazioni e andando a favorire il recupero dell’esistente con particolare riferimento alle frazioni, anche quelle abbandonate, nell’ottica di rilanciare l’intero territorio comunale;

- la realizzazione di un’area camper con 8 posti (in corso).

 

Il progetto Quadrifoglio

Il progetto Quadrifoglio è stato lanciato nel 2014 e sta riscontrando un buon successo tra i turisti amanti del camminare e della mountain bike (i sentieri sono percorribili con la Mtb per la loro quasi totalità): i 4 sentieri sono identificati da 4 tonalità del colore blu (celeste, azzurro, blu e indaco), partono da Ameno, si snodano per 4 lunghezze differenti per poi terminare ad Ameno.

La realizzazione dei 4 sentieri del Quadrifoglio di Ameno è stata affidata a Riccardo Carnovalini, uno dei più noti esperti del “camminare a piedi” in Italia, per aggiungere all’offerta turistica del territorio un ulteriore elemento in armonia con la natura.

Carnovalini ha sapientemente abbinato colori, emozioni e territorio ispirandosi a criteri di facilità, per renderli accessibili a un pubblico più ampio possibile, dalle famiglie alle persone meno allenate e ai bambini ma anche a criteri di bellezza, punto di forza imprescindibile del paesaggio di Ameno.

I percorsi sono stati cartografati, segnalati e resi perfettamente percorribili grazie alla collaborazione di CAI e ANA e sono in via di registrazione nel Catasto Regionale Sentieri del Piemonte.

Anello Celeste: dal cuore di Ameno si arriva al Convento del Monte Mesma dove è possibile percorrere le due Vie Crucis, una a salire e l’altra a scendere. Lunghezza totale km. 7,3 ;

Anello Azzurro: dal parco Neogotico del Palazzo Tornielli di Ameno si cammina verso antichi mulini e cascine fra pascoli utilizzati da mucche e cavalli. Lunghezza totale km. 6,2;

Anello Indaco: il più lungo e impegnativo, nell’Oltreagogna alla scoperta della boscosa montagna di Ameno e delle sue antiche cascine. Lunghezza totale km. 11,6;

Anello Blu: dalle colline di Ameno si raggiungono le rive del lago d’Orta. Lunghezza totale km. 8,5.

10 mosse per la sostenibilità della ''sharing economy'' nella ricettività turistica

L’Assemblea generale di HOTREC, la Confederazione europea degli imprenditori del settore alberghiero e della ristorazione, della quale Federalberghi è socio fondatore, ha approvato oggi un policy paper che individua dieci misure per rendere sostenibile e responsabile la "sharing economy" nella ricettività turistica. Le imprese europee dell’ospitalità ritengono che le lacune dell'attuale regolamentazione mettano a rischio la protezione della salute e della sicurezza dei consumatori e generino un'area grigia in cui prosperano i fenomeni di concorrenza sleale.

Il dossier elaborato da HOTREC mette in evidenza le questioni chiave che devono essere affrontate dalle autorità pubbliche e dalla società, tra cui spiccano la tutela della salute e della sicurezza dei consumatori, la registrazione degli alloggiati e la rilevazione delle presenze, il rispetto degli obblighi fiscali, la tutela dei diritti dei lavoratori e la qualità della vita dei cittadini.

"Spetta ora alle autorità di rendere la sharing economy un modello integrato, garantendo la salute e la sicurezza dei consumatori e il gettito fiscale, al pari di quanto fanno le imprese dell'ospitalità, che danno lavoro a 10 milioni di persone e insieme con il turismo rappresentano la terza attività economica in Europa" sottolinea Christian de Barrin, segretario generale di HOTREC.

“Stesso mercato e stesse regole, è questo il nostro slogan” afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi “e la lodevole iniziativa dell’Hotrec, che abbiamo contribuito ad elaborare, va nella direzione giusta di sconfiggere il sommerso e l’abusivismo. Insieme alle organizzazioni dei lavoratori -ricorda Bocca- Federalberghi ha chiesto alle istituzioni italiane di porre un argine al far west dell'ospitalità, che genera abusi, lavoro nero, evasione fiscale e insicurezza per i clienti e per i cittadini".

"L'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) è lieta di ricevere le proposte di HOTREC, che offrono un importante contributo al dibattito sulla sharing economy nel settore turismo. L'aumento dello spirito di iniziativa, la cosiddetta sharing economy e il ruolo di guida dei consumatori hanno occupato il centro della scena. Mentre siamo favorevoli all'innovazione e all'iniziativa privata, dobbiamo anche sottolineare la necessità di trovare soluzioni avanzate per salvaguardare i diritti dei consumatori e gli standard di qualità, garantendo nel contempo parità di condizioni per tutte le aziende” dice Taleb Rifai, Segretario generale dell'UNWTO.

"HOTREC ritiene che gli operatori della sharing economy dabbano offrire il proprio contributo al sistema economico ed alla società, assicurando, tra l'altro, la salute e la sicurezza degli ospiti, gli interessi dei cittadini, la concorrenza leale nei confronti delle imprese turistico ricettive, così come gli interessi della società: prima di tutto il corretto adempimento degli obblighi fiscali ed il rispetto dei diritti dei lavoratori" conclude Ramón Estalella, coordinatore della task force di HOTREC sulla sharing economy.

LE DIECI MISURE PROMOSSE DA HOTREC

 

1) istituire un registro ufficiale degli alloggi turistici offerti da privati

 

2) definire procedure per l'autorizzazione all'esercizio di tali attività

 

3) censire il movimento dei turisti nelle private abitazioni

 

4) garantire requisiti minimi a tutela della salute e della sicurezza dei clienti

 

5) rispettare la legislazione fiscale

 

6) identificare i viaggiatori, nel rispetto della convenzione di Schengen

 

7) tutelare i diritti dei lavoratori

 

8) proteggere la qualità della vita dei vicini di casa

 

9) monitorare e controllare il rispetto delle regole e l'impatto del fenomeno

 

  1. sanzionare la violazione delle regole

Dimensione terapeutica dello sport: esercizio fisico come trattamento dello stress, ansie e tensioni quotidiane

Comunicato Stampa - Lo sport è un linguaggio, un’espressione universale, paragonabile a quelle espressioni umane che possiamo chiamare “elettive”, come l’arte, la religione, la scienza. 

Rispetto a queste forme “nobili” di comunicazione, lo sport sembra godere di alcuni vantaggi: scienza e religione devono passare attraverso la mediazione del linguaggio, come del resto la letteratura. Soltanto la musica e le arti figurative possono essere comprese senza l’intervento di una mediazione linguistica. Proprio come lo sport, che si basa sui concetti universali di corpo, spazio e tempo.

Qualsiasi disciplina sportiva comporta l’utilizzo di uno spazio e il rispetto di determinati tempi e non dovendo essere mediati dal linguaggio è comprensibile alla semplice osservazione.

In fondo lo sport porta ad una conoscenza e ad una interpretazione della realtà umana proprio perché mette a confronto l’istinto e la razionalità, lo spirito e la materia.

Quali sono i motivi che “spingono” a fare sport?

Lo sport è “arte nel movimento”: possiamo dire che l’uomo fa sport proprio con le stesse motivazioni per cui crea arte, studia le scienze e crede in una religione, cioè per esplorare se stesso e dare una motivazione alla propria esistenza.

In base a queste definizioni lo sport rappresenta uno dei momenti più alti dell’espressione “etica” nell’esistenza umana.

L’utilità sociale è una conseguenza logica della pratica sportiva e non per niente lo sport è considerato da tutti i tipi di organizzazione politica un deterrente allo sviluppo della delinquenza.

Nel “fare“ sport l’uomo agisce in base ad alcune sue esigenze primarie (istinti, passioni) e utilizza le sue capacità motorie insieme al suo intelletto per raggiungere i risultati migliori che può ottenere.

Nel momento in cui l’uomo fa sport, dimentica i malanni che affliggono la sua vita e quella degli altri, sa anche che le regole sono uguali per tutti e che tutti cercheranno di seguirle e questo gli provoca una serenità legata alla soddisfacimento del suo “bisogno di giustizia”.

Mai come nella società moderna si è mirato a idealizzare la bellezza fisica come simbolo di giovinezza perpetua. Attorno a questo obiettivo si sviluppa ogni giorno un’impressionante movimento commerciale costituito da centri estetici, medicinali miracolosi, palestre, negozi, il tutto incoraggiato da riviste, TV, film, spot pubblicitari che bombardano il pubblico con le immagini di corpi perfetti.

Qual’è la vera bellezza, o il fine interiore che possiamo perseguire…

Penso sia condivisibile il principio, per quanto abusato, secondo il quale la vera perfezione del corpo consiste nell’essere in buona salute e in equilibrio con se stessi. Non si può modificare ciò che il patrimonio cromosomico ci ha trasmesso: occorrerebbe invece vivere serenamente nel proprio corpo, abitarlo, accettarlo e soprattutto rispettarlo. Ogni eccesso è dannoso: fumare, bere alcolici, cibarsi troppo o troppo poco può procurare danni al nostro organismo e così anche un eccesso di attività motoria, magari con il sovraccarico in età evolutiva, può portare a successive patologie strutturali.

Lo sport è importante per aiutarci a crescere bene e a mantenere uno stato di forma ottimale in età adulta: innumerevoli sono i benefici dell’attività motoria. La pratica motoria agisce sicuramente sull’aspetto fisico, migliorandolo, ma questo non deve essere l’obiettivo primario nella scelta di dedicare una parte del proprio tempo al movimento: questa decisione deve essere dettata da una convinzione interiore e dal desiderio/consapevolezza di voler fare del bene alla propria persona.

Lo sport può essere un antidoto allo stress?

D’altra parte è noto come sport ed esercizio fisico sono generalmente associati a dimagrimento, dieta e bellezza. Sono concepiti più come un mezzo per raggiungere obiettivi estetici, meno frequentemente come uno strumento reale di prevenzione di molte malattie e di promozione del nostro benessere psico-fisico.

Fare sport non significa solo bruciare calorie ed energia fisica, ma “far circolare energia mentale” con importanti benefici sia a livello corporeo che psicologico. Lo sport, in definitiva, può essere un importante mezzo per ridurre lo stress e le tensioni quotidiane.

Senza dubbio lo stress è uno dei temi più abusati nella cultura attuale della “post-modernità” e della “prestazionalità”: l’autentico stress psicologico è tutt’altro che raro, in un momento come quello che il nostro Paese sta attraversando, in cui la precarietà economica e le difficili condizioni di lavoro producono disagio, insicurezze profonde, difficoltà esistenziali che spesso si traducono in varie forme di malessere.

Quando lo stress è troppo intenso può essere controproducente, ma nello stesso tempo una quota adeguata e “tollerabile” di stress può essere utile ed aiuta l’individuo a proteggersi dall’esperienza di malattia.

Lo stress e l’ansia sono risposte sane e funzionali che il corpo mette in atto per affrontare situazioni difficili e momenti di crisi: sono alleati utili nelle attività professionali, ma hanno un ruolo significativo anche nelle altre circostanze della quotidianità, perché aiutano a mantenere focalizzata l’attenzione e a concentrarsi sui compiti da svolgere. Se però lo stato di tensione dovuto all’ansia e allo stress sono prorogati oltre misura, se la vita che viviamo ci costringe a sopportare preoccupazioni economiche o di salute troppo intense o per periodi protratti nel tempo, senza punti di appoggio o valvole di sfogo, allora tutto questo si ripercuote sul nostro corpo e finisce per scaricarsi nelle somatizzazioni d’ansia. L’effetto è la crescita dello stress, nel suo volto più oscuro e buio, cioè nella sua capacità di “farci ammalare”.

Come agisce lo stress sul nostro corpo?

Il meccanismo psicofisiologico attraverso cui lo stress influisce sul corpo è molto complesso.

Qualunque sia la molla che fa scattare lo stress, l’impulso o l’esperienza stressante mettono in moto una risposta complessa che chiama in causa più di mille reazioni biochimiche nel cervello e nel resto del corpo. Tutti questi cambiamenti sono mediati dal sistema nervoso, dal sistema endocrino e dal sistema immunitario.

Quando il corpo è sotto stress il Sistema Nervoso Centrale invia attraverso l’ipotalamo (piccola ma importante struttura cerebrale posta alla base del cervello) un messaggio o una comunicazione al Sistema Nervoso Autonomo. Questo prepara il corpo ad affrontare lo stress attraverso un aumento di produzione di adrenalina nel sangue. La produzione di adrenalina porta in scena l’ipofisi (centro regolatore del sistema endocrino) che a sua volta attraverso un complicato sistema di ghiandole, ormoni e neurotrasmettitori libera cortisolo.

Andiamo per gradi..

Il risultato di questo intricato circuito biologico consiste nella produzione di cortisolo.

Il cortisolo è la sentinella che dà l’allarme preparando il corpo ad un’azione impegnativa, alterando il metabolismo delle risorse disponibili.

Lo stress incomincia a far pagare il suo prezzo, quando il livello di cortisolo ha degli sbalzi continui e finisce per rimanere alto persistentemente. In queste condizioni il cortisolo ha un effetto negativo sul sistema immunitario, abbassandone la resistenza.

Una volta compromesso il sistema immunitario, il nostro sistema naturale di difesa, lo stress diventa la strada, la condizione predisponente per ammalarsi.

C’è un dialogo costante tra psiche e sistema immunitario: la psico-neuro-endocrino- immunologia ha confermato come pensieri, sentimenti, vissuti hanno ripercussioni potenti sulle nostri condizioni di salute e malattia.

Concretamente quali sono gli effetti dell’attività sportiva sul nostro organismo?

Gli effetti di una costante attività fisica sono molteplici, tanto sul piano somatico che a livello psichico.

Tutti sappiamo che praticare sport ed esercizio fisico in modo costante aiuta a mantenere in salute il proprio corpo ed è un mezzo importante per la prevenzione di molte malattie.

Il movimento fisico previene innanzitutto il rischio di patologia cardiaca, riduce il rischio di cardiopatie ischemiche e migliora la prognosi di chi ha già subito un infarto. Fare esercizio fisico abbassa i valori del colesterolo LDL (quello definito in gergo popolare il “colesterolo cattivo”, la sostanza che tende ad accumularsi nello spessore delle pareti dei vasi sanguigni) e aumenta i valori del colesterolo HDL (il “colesterolo buono”), migliora la pressione arteriosa in chi soffre di ipertensione e dimunisce i valori di glicemia nei soggetti diabetici.

Inoltre, chi pratica sport gode di molti altri benefici, perché rafforzati dall’attività fisica i muscoli sono più tonici e le articolazioni più flessibili: questo rende gli individui meno soggetti a dolori muscolari.

Non meno importanti sono i benefici che lo sport e il movimento producono sulla salute mentale.

Muoversi, nuotare, camminare, correre fa “respirare” in modo diverso il nostro corpo e la nostra mente, liberandoli da tossine e tossicità che impediscono la libera circolazione di un’energia psichica, di uno slancio vitale che ciascuno di noi possiede.

L’accumulo di tensioni, preoccupazioni e pensieri negativi contrae e riduce i nostri orizzonti esistenziali e si traduce a livello corporeo con sensazioni di oppressione e costrizione che avvertiamo spesso, a livello somatico, come un peso che grava su di noi: in tali condizioni l’energia psichica e lo slancio vitale non possono liberamente esprimersi e circolare, producendo stati di benessere soggettivo.

Lo sport e il movimento fisico intervengono mettendo in circolo nuova energia e questa rigenerazione attiva stati mentali che riducono gli effetti dell’ansia, delle tensioni e delle preoccupazioni quotidiane. L’attività sportiva canalizza inoltre la rabbia e l’aggressività, che si manifestano talvolta nel nostro corpo sottoforma di disturbi gastro-intestinali o umore depresso. La “circolazione dell’energia” consente di migliorare la qualità e la quantità del sonno, accelera il metabolismo basale migliorando molte funzioni del nostro organismo. In definitiva, l’esercizio sportivo, interrompendo una routine quotidiana, distrae e, in questo senso, allontana le preoccupazioni.

Esprimere sentimenti e pensieri positivi, attivare stati mentali nuovi coinvolgendo parti del corpo (come avviene attraverso esercizi di rilassamento) oppure praticando sport, promuove uno stato di salute che giova al sistema immunitario ed aumenta le difese: in questo caso il cervello secerne una particolare classe di sostanze, le endorfine, che sono oppioidi endogeni, sono cioè mediatori chimici dall’effetto analgesico, euforizzante, anti-ansia, antiaggressivo e soprattutto immunostimolante. Ecco perchè fare sport ci “protegge”.

Quali sono gli aspetti più importanti dello sport dal punto di vista organico e psichico?

Qualche anno fa lo psichiatra e filosofo Bruno Callieri ha sintetizzato in sette punti, assolutamente considivibili, gli aspetti igienici e mentali dell’attività sportiva:

lo sport:

  1. fornisce alla persona una maggiore capacità a tollerare i propri insuccessi;

  2. garantisce a ciascuno la possibilità di esprimere, dominare e controllare la propria aggressività;

  3. permette di acquisire una più consolidata sicurezza di sé, attraverso la partecipazione alla vita di gruppo;

  4. promuove una maggiore identificazione di sé, attraverso l'acquisizione di ruoli determinati;

  5. stimola il senso di partecipazione sociale, derivante dall'accettazione di categorie comuni di valori;

  6. consente all’individuo la compensazione dei propri sentimenti di inferiorità e realizza una maggiore aderenza alla realtà, attraverso gli effetti concreti derivanti dall'osservanza delle regole del gioco;

  7. attiva la gratificazione, socialmente approvata, di certi bisogni esibizionistici dell’individuo

Anche Alfred Adler, padre della psicologia individuale, era convinto che il gioco e le attività ludico-sportive potessero aiutare ad eliminare alcuni complessi di inferiorità.

Con l'arrivo dei primi freddi, il cambio gomme è doveroso

Comunicato Stampa - Si avvicinano i primi freddi ed è fondamentale organizzarsi sia per la propria salute sia per la salute della propria auto. Ogni automobilista deve pensare al cambio di stagione, ma anche alla manutenzione del proprio veicolo al fine di predisporla ad affrontare l’inverno nel modo giusto e in tutta sicurezza. Il primo e più importante accorgimento è sicuramente quello di dotare il veicolo di pneumatici invernali: d’inverno, quando le temperature e le condizioni della strada diventano particolarmente insidiose a causa di freddo, acqua, gelo e neve, il livello di aderenza dei pneumatici al fondo stradale è inferiore. “Il corretto equipaggiamento durante i mesi freddi consente all’automobilista di affrontare la stagione invernale in sicurezza” - afferma Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma – “Circolare con pneumatici idonei al periodo stagionale ed in buone condizioni di manutenzione,  permette di viaggiare al meglio nel rispetto delle Ordinanze che saranno operative a partire dalla metà di novembre, ottimizzando prestazioni del proprio veicolo e relativi costi”. Come previsto dalla Direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013,  le Ordinanze hanno inizio il 15 novembre e terminano il 15 aprile ed è ormai noto che in Italia gli enti proprietari o gestori delle strade possono emanare Ordinanze che vincolano la circolazione stradale in inverno a condizione che vengano montati pneumatici invernali ovvero abbiano a bordo dispositivi antisdrucciolevoli. “In questi giorni stiamo assistendo ad un assaggio dell’inverno con nevicate su tutto l’Arco Alpino a quote non elevate. Se non si verificheranno eccezionali fenomeni nevosi che inevitabilmente porteranno a un significativo aumento delle Ordinanze su tutto il territorio italiano, possiamo prevedere” dichiara Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma” che quest’anno supereremo quota 200 provvedimenti dato il trend crescente  degli ultimi due anni, peraltro in assenza di inverni rigidi. Lo scorso anno le Ordinanze hanno infatti interessato ben 59 Province su 107, molti Comuni e la stragrande maggioranza dei tratti autostradali nazionali”. Per far chiarezza sull’argomento e conoscere come viaggiare sicuri e in regola durante la stagione fredda, nasce il nuovo sito www.invernoinsicurezza.it: uno strumento ad integrazione del portale  www.pneumaticisottocontrollo.it nell’intento di fornire un contributo alla corretta informazione sui pneumatici invernali e sui provvedimenti che regolano la circolazione durante la stagione fredda. Su www.pneumaticisottocontrollo.it, come ormai consuetudine, è presente l’apposita “Area ordinanze”, in cui sarà possibile scaricare, a partire da metà novembre, le Ordinanze vigenti sul territorio italiano. Un servizio gratuito e completo per tutti gli automobilisti che fa parte della campagna d’informazione  “Pneumatici sotto controllo”, nata 15 anni fa, con lo scopo di fornire informazioni chiare e dettagliate sul corretto utilizzo dei pneumatici ai fini della sicurezza stradale.

Anche quest’anno, presso i gommisti specializzati, è in distribuzione il depliant informativo, stampato in centinaia di migliaia di copie,  che fornisce consigli operativi per trascorrere “Un inverno in sicurezza ed in regola”: un modo per continuare a ricordare  agli automobilisti il ruolo fondamentale che rivestono i pneumatici soprattutto durante la stagione fredda. Da un punto di vista economico, è stato dimostrato che l’utilizzo di un doppio treno di gomme è sostenibile, cioè non costituisce un aggravio di costi per l’automobilista. Infatti, uno studio del Politecnico di Torino ha confermato che l’utilizzo del doppio treno è un’anticipazione di spesa che, considerato l’intero ciclo di vita della nostra vettura, rappresenta un  risparmio, non solo in termini assoluti, ma anche relativi. Infatti quando sono montati i pneumatici invernali gli estivi sono “a riposo” e quindi non si consumano e viceversa. La sostituzione periodica delle gomme inoltre consente il loro controllo ed il ripristino della corretta pressione di gonfiaggio, ottimizzando così sia il consumo dei pneumatici stessi che quello relativo al carburante. A ciò si aggiungono gli evidenti effetti benefici sulla sicurezza stradale: la nostra vettura sarà sempre pronta ad affrontare qualsiasi situazione critica, tipica della stagione fredda, neve compresa, senza doversi fermare. La marcatura M+S (acronimo di MUD & SNOW) è quella che identifica i pneumatici di tipo invernale e consente, in caso di Ordinanze, di soddisfare gli obblighi di legge. Questa marcatura è una dichiarazione che fa il Costruttore del pneumatico in fase di omologazione. Tale marcatura può essere affiancata dal pittogramma alpino rappresentato da una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro, in acronimo 3PMSF (3-PEAK-MOUNTAIN SNOWFLAKE). Questo  marcaggio  certifica che il pneumatico ha superato lo specifico  test di omologazione previsto dal Regolamento comunitario 117, per condizioni invernali severe. Va da sé che un veicolo  equipaggiamento  3PMSF offre le migliori prestazioni in frenata (spazi di arresto), e decelerazione (tenuta di strada),  cioè le migliori condizioni in termini di sicurezza stradale come hanno dimostrato i test con fondo innevato realizzati a La Thuile lo scorso inverno. I diversi tipi di pneumatici danno luogo a comportamenti del veicolo differenti. Nel caso dell’equipaggiamento M+S, il veicolo, pur mantenendo un comportamento omogeneo, ha spazi di frenata maggiori rispetto a quello con pneumatici 3PMSF.  Queste differenze, a temperature sotto lo zero, possono raggiungere e superare il 20% dello spazio di frenata. Gli pneumatici invernali assicurano la mobilità per tutto l’inverno senza  dover montare dispositivi supplementari di aderenza. I pneumatici invernali di ultima generazione sono altresì progettati per fornire prestazioni superiori in aderenza, motricità, frenata nelle abituali condizioni invernali (acqua, ghiaccio e anche neve), mantenendo buone prestazioni anche su strada asciutta.

L & M

laghiemonti
Laghi &
Monti

Azzurra Sport

azzurrasport
Azzurra
Sport

Web TV

webtv
VCO azzurra TV in Streaming

VCO Notizie

vconotizie
VCO Azzurra TV
telegiornale

Non di solo pane

nondisolopane
Non di
solo pane

Extra

extra
Approfondimento 
giornalistico

Vivere in salute

vivereinsalute
Vivere
in salute

Cronaca 7

Vivere in salute
Approfondimenti
di cronaca

Il Sasso nello Stagno

sasso nello stagno
Approfondimento 
giornalistico

Dilettanti per dire

dilettanti
Appuntamento
settimanale

Weekend..

weekend
Weekend
in viaggio

L'Infinito dentro un bisogno

infinito dentro un bisogno
L'infinito dentro un bisogno

Baskettando

baskettando
Rubrica
sportiva

La nostra storia

lanostrastoria
La nostra
storia

Sportivamente

sportivamente
Sportivamente
 

La nostra sede

Tele VCO 2000 s.r.l.

Copyright 2015 © Tutti i diritti riservati
Via Montorfano, 1 - 28924 Verbania Fondotoce (VB)
Tel. +39 0323.589711
Fax +39 0323.496258
Cap.Soc. € 155.000 i.v. Iscr.Reg.Imprese Verbania 
n. 00877200030
Direzione e coordinamento  di “IL CLUB S.R.L.” R.E..A. V.C.O. n.133820
Cod.Fisc./Part. I.V.A. 00877200030

La nostra sede