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Sab24082019

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Basta ( FdI ) interviene sulle pensioni e sul Bonus annunciato dal Governo

Il Presidente Renzi ha varato il "Bonus Poletti" per restituire, non a tutti e non tutto, il maltolto dalla legge sulle rivalutazione delle pensioni dell'ex ministro Fornero dichiarando che "non sarà per tutti perchè lo Stato non ha la capacità di poterlo fare".
Partiamo dal presupposto che non è un bonus, ma è ciò che aspetta a chi ha versato contributi lavorando. Visto l'errore dovrebbero pignorare i vari beni che ha la signora Fornero, perchè si dice cha la legge non ammette ignoranza. Questo però mi sa che vale solo per i cittadini e non per chi fa le leggi senza criterio.
Se a qualsiasi cittadino o imprenditore arriva una cartella di Equitalia al massimo rateizzano.
Noi proponiamo, visto che lo Stato rappresenta la massima autorità, di pagare la Tasi come loro rimborseranno il dovuto ai pensionati pagando questa tassa in base al proprio bilancio familiare e quindi decidere quanto pagare perchè potrebbe avere un impatto negativo. Questo ha fatto Renzi & C. Vuole dire che se io devo pagare 10 € visto che potrebbe avere un impatto negativo sul mio bilancio familiare decido di pagare 1€.

Basta Fabio Fratelli d'Italia - An Domodossola

TDM prende posizione sullo sciopero dei medici del 19 maggio

É difficile coniugare lo sciopero indetto dal sindacato dei Medici di Medicina Generale con la recente dichiarata volontà degli stessi di contribuire in maniera sostanziale alla riforma dell'assistenza sanitaria territoriale. Una riforma indispensabile che avrebbe dovuto o potuto essere avviata da almeno dieci anni in Piemonte, ma che ha sempre trovato resistenze e rinvii di ogni tipo, anche da parte di quegli stessi medici che avrebbero dovuto esserne i principali attori. Nel Nuovo Accordo Collettivo Nazionale, non si legge né l’abolizione della figura del MMG, né tantomeno l'automatica perdita della prossimità dei servizi per i cittadini (motivi che sarebbero alla base dello sciopero). Vi è piuttosto il riconoscimento di un ruolo nuovo del MMG, in continuità con quanto previsto dal Patto per la Salute. Riteniamo positivo che il MMG possa lavorare in maniera integrata con gli altri professionisti del mondo sanitario e sociale; che la programmazione ricondotta al Distretto Sanitario e alla Regione possa garantire una maggiore uniformità degli interventi e un'omogeneità dei servizi; che l'introduzione di standard assistenziali e di indicatori di valutazione vadano verso la misurabilità della qualità ed efficacia dell'assistenza. Proprio quel ruolo di prossimità e di rapporto fiduciario con il paziente che viene rivendicato, rende il medico di famiglia il primo e fondamentale attore di qualunque riorganizzazione del servizio sanitario che passi da una diversa considerazione del ruolo e del contributo della medicina territoriale, in special modo nelle realtà montane. Proprio ora che la questione della riforma sanitaria, da tempo attesa e auspicata, sta cominciando a concretizzarsi nell'ambito della discussione e del confronto con la Regione sul tema dell'integrazione tra medicina ospedaliera e medicina territoriale, accade però che il sindacato faccia sentire le propria voce di dissenso. Fatto salvo il sacrosanto diritto di sciopero di chiunque, ci interroghiamo allora su come sia possibile, da parte del sindacato dei medici di famiglia, sostenere a parole una riforma sostanziale della medicina territoriale e al contempo negare la propria autoriforma che costituisce il primo passo di quella stessa riforma che si vorrebbe promuovere. Nel momento in cui il Servizio Sanitario Pubblico è sottoposto a ripetuti tagli, ognuno è
chiamato a fare la sua parte. Mentre l'ospedale cede posti letto e risorse, la spesa per farmaci si riduce, i cittadini sono obbligati a sostenere ticket crescenti, la medicina di base non ha visto sostanziali riduzioni di spesa. La spesa per la medicina di base è passata da 4,6 miliardi del 2002 a 6,6 miliardi nel 2013 e l'incidenza percentuale sulla spesa complessiva é passata dal 5,8% nel 2002 a circa il 6% nel triennio 2010-2013. Nello stesso triennio i cittadini hanno pagato il 25% in più di ticket. Ai MMG e PLS viene richiesto invece un contributo in termini di innovazione organizzativa e professionale, per un ammodernamento del SSN. Auspichiamo pertanto che i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta sappiano coniugare la tutela legittima dei propri interessi economici e professionali, con la tutela fondamentale dei diritti dei malati e di quegli stessi utenti che da anni necessitano di una sanità territoriale riformata e riorganizzata sulle esigenze dei pazienti, non dei medici.
Roberto Munizza           Tribunale dei Diritti del Malato

Lettera aperta, Don Renato Sacco: ''non diamo per scontata la bellezza della vita''

Lettera aperta - ''Sono appena rientrato da un funerale… ma un funerale particolare. Non mi era mai capitato di celebrare un funerale ad una persona che nessuno dei presenti conoscesse. Una ragazza ritrovata cadavere nel canale Regina Elena a Bellinzago (No) il 12 maggio 2011. Da allora niente. Nussuno l’ha cercata. E non si è saputo nulla di lei. Carnagione bianca, età compresa tra i 25 e i 30 anni, alta poco più di un metro e mezzo, 47/50 chilogrammi di peso, capelli castano/rossicci raccolti a cada sulle spalle, occhi marroni.  Il tipo di abbigliamento aveva fatto pensare che si trattasse di una ragazza dell’Est Europeo, vittima di tratta e sfruttamento sessuale. All’inizio si leggono alcune frasi di una canzone di Fabrizio De Andrè: ‘La morte verrà all’improvviso, avrà le tue labbra e i tuoi occhi… la morte non ti vedrà in faccia, avrà il tuo seno e le tue braccia’. Abbiamo pensatoscrivono amici e amiche dell’Associazione ‘Liberazione e speranza’ - di darti un nome: Micuta, che in lingua romena significa ‘piccola’, ‘fragile’, ‘vulnerabile’; e Anastasia, che significa ‘resurrezione’. Noi ti pensiamo nell’abbraccio di Dio Padre che ama con la tenerezza di madre”. E in questo abbraccio - ha aggiunto il parroco in una chiesa con tantissime persone - vedrai il volto di Dio non più con occhi da straniera, perché ai Suoi occhi nessuno più è straniero, ma figlio e figlia amata. Quante domande: “cosa ti è successo? Un incidente? Un suicidio? No, noi facciamo fatica a crederlo… eri giovane, bella, volevi vivere! Qualcuno ti ha fatto del male? Chissà se sei stata trafficata da un paese dell’est europeo e costretta a prostituirti come tante ragazze? Forse hai tentato di ribellarti ai tuoi aguzzini e loro hanno deciso di punirti… Chissà se ti piaceva ballare, se avevi letto molti libri, se ti piaceva viaggiare, sentirti libera, passeggiando all’aria aperta, col vento tra i capelli, in un pomeriggio di primavera’. Anastasia, aiutaci a non rassegnarci, a non essere indifferenti, ad avere più coraggio davanti a tante tragedie come la tua. Incensando la tua bara pensavo a tante altre donne, ragazze schiave, vendute, sfruttate, uccise e fatte sparire, alle donne yazide, cristiane e musulmane del nord Iraq, alle ragazze rapite da Boko Aram in Nigeria, a tante, troppe storie anonime di donne vittime, sfregiate nella loro dignità, qui da noi, sulle nostre strade e nelle nostre case, da criminali, magari con la faccia da ‘brav’uomo’. E mi sono un po’ vergognato di essere un uomo, maschio. Aiuatci a risorgere, Anastasia, a non dare per scontato il valore e la bellezza della vita. L’altro giorno una giovane mamma mi diceva “Che bello sarebbe un mondo senza soldi, ricco di pace e serenità a 360°, tantissimi problemi non esisterebbero e moltissimi valori rinascerebbero”. Sembra una frase un pò così, quasi un sogno lontano. Ma davanti alla tua bara diventa un impegno di vita. Perché siamo noi, ora, che dobbiamo sognare anche per te  d. Renato Sacco

Domo, Damiano Delbarba: ''fare politica consiste nella forza della ragione''

Lettera aperta - ''Innanzitutto grazie alle decine di apprezzamenti al mio intervento e alla mia posizione sull’ordine del giorno della sanità discusso nell'ultimo consiglio comunale di Domodossola. Tanti hanno capito che fare politica non è una prova di forza muscolare, ma consiste nella forza della ragione. Le urla occasionali, non supportate da un lavoro tenace e costante, dalla presenza qualificata ai tavoli, dal serrato confronto con i vertici regionali, non giungono a segno e tocca poi ad altri decidere. Tanti hanno capito che il sindaco, come da sua stessa ammissione, è solo e sta condannando all’isolamento Domodossola e il suo ospedale, e che il consigliere Pizzi si accontenta dell’effimera soddisfazione di un voto favorevole a un ordine del giorno senza riuscire a condividere e costruire un percorso politico e amministrativo autorevole.

Gli amministratori ossolani devono insistere in tutte le sedi e in tutte le occasioni che non si chiede l'elemosina di un generico diritto alla salute, ma che si propone un'organizzazione sanitaria efficiente ed efficace; devono ribadire che la tutela del distretto ossolano coincide con gli interessi di tutto il territorio provinciale: senza il DEA a Domodossola si creerebbe uno scompenso assistenziale sanitario di difficile e costosa gestione.

Siccome in consiglio comunale, invece di ribadire solamente e fermamente questi concetti, il sindaco ha approfittato dell'occasione anche per parlare contro la provincia, contro il progetto aree interne, contro il progetto di medicina territoriale, contro la specificità montana, contro Chiamparino-Saitta-Reschigna, contro tutti gli amministratori e politici che non la pensano come lui e il capogruppo dell’opposizione, io mi sono astenuto da un’operazione che va di conseguenza anche contro l’unica politica che può garantire un futuro a questo territorio, nella sanità come nell’economia.

Vale a dire una politica di condivisione, di progettualità, di concretezza, di coraggio e determinazione.

La politica di Stefano Costa, che sta facendo miracoli in Provincia per garantire il personale, le imprese creditrici e i servizi ai cittadini.

La politica di Marzio Bartolucci, che con il progetto Aree Interne dell'Unione Montana delle Valli dell’Ossola ottiene risorse per le zone più disagiate delle Valli Antrona ed Anzasca.

La politica di Bruno Stefanetti ed Enrico Barbazza, che, pur nell’autonomia delle Unioni dell'Alta Ossola e della Valle Vigezzo, recuperano la forza e la coesione del territorio e quindi occasioni di sviluppo.

La politica di Giuseppe Monti, sindaco di un paese che vanta eccellenze nei servizi sanitari e socio-assistenziali e coordinatore del progetto di medicina territoriale che ha il suo punto di forza e di partenza nel riferimento al DEA e alla rete ospedaliera.

La politica di Enrico Borghi e Aldo Reschigna, autori e promotori di una specificità montana che riporterà risorse – non solo estemporanee – a tutto il VCO.

La politica del partito democratico, che tenendo fede agli obiettivi della riduzione della spesa pubblica e del riordino amministrativo, sta dando un futuro all’Italia.

Decidano i cittadini se cedere al pessimismo e al vittimismo o se sostenere i loro rappresentanti nella progettualità e nella responsabilità della gestione – politica, sociale ed economica - di un territorio a continuo rischio di deriva, ma con grandi ricchezze e potenzialità. Dott. Damiano Delbarba''

Parcheggi selvaggi alla stazione di Iselle: la posizione del coordinamento frontalieri del Vco

Antonio Locatelli, referente del Coordinamento Frontalieri del Vco, a seguito del servizio pubblicato ieri sul nostro sito e trasmesso nel nostro telegiornale delle 19.30, ha scritto in merito alla situazione dei parcheggi alla stazione di Iselle. Di seguito, il testo integrale della ''missiva'': ''ho ascoltato il servizio su televco ieri sera sui posteggi selvaggi a iselle. E' vero: ci sono frontalieri che posteggiano a volte in modo poco civile ma non dimentichiamoci che questi signori si alzano alle quattro del mattino per guadagnarsi una pagnotta !!!!! non voglio giusitifcare niente e nessuno ma di selvaggio in questa storia c'è solo il comportamento di chi vuole dare le multe ai frontalieri. Sono anni anni e anni che si discute di quel maledetto posteggio e di tutti gli altri problemi connessi senza arrivare ad una conclusioni spese mille emille parole e fatte promesse senza mantenerne una e adesso si arriva alle minacce !!!!! Io suggerisco solo a chi dovesse ricevere delle multe di mandarle in provincia o in regione cosi magari capiscono anche loro a che vergognose situazioni di ricatti sono costretti a convivere i lavortori che stanchi dopo una giornata di lavoro si vedono un cedolino sul vetro in risposta alle loro e alle nostre giustificate richieste. Antonio Locatelli, referente del Coordinamento Frontalieri del Vco''

Comitato Tutela Ossola, lettera aperta al Ministro Lorenzin

Signora Lorenzin, Con la presente mi permetto sottoporre alla Sua attenzione una realtà che, sono certa, potrebbe incontrare la sensibilità che dimostra di possedere. Troppo spesso si sente parlare di malasanità, intendendo, con questo termine, comprendere atti di trascuratezza e incuria nei confronti dei cittadini imputabili agli operatori sanitari. La situazione che le chiedo di analizzare credo possa introdurre una accezione diversa del concetto di "malasanità". Credo ne sia la forma più grave, quella che porta a distruggere servizi che funzionano, quella che, incurante delle sofferenze di un territorio...va ad aggravarne la condizione. La volontà di offrire alla Sua attenzione gli elementi che Le possano consentire di comprendere il tema che le sottopongo, mi impone una premessa: il "triangolo" al nord del Piemonte confinante con la Svizzera tedesca e la Svizzera italiana è la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, una provincia nata negli anni '90, voluta dal potentato politico di allora ed imposta alla maggior parte del territorio, l'Ossola, l'area più vasta e disagiata, area che una politica intelligente avrebbe dovuto supportare ed alla quale invece, la politica ha sottratto economia e servizi. La città di Domodossola, infatti, che negli anni di appartenenza alla provincia di Novara godeva della collocazione di uffici provinciali in quanto lontana dal capoluogo, ha perso tutti questi servizi per la voracità del capoluogo imposto: Verbania. Verbania, città che non ha un centro identificabile (è solo una conurbazione nata dalla unione di Intra, Suna e Pallanza) e non ha certo le caratteristiche che si sarebbero volute per veder riconosciuto tale ruolo. Ogni richiesta legittima di doppio capoluogo è stata ignorata. Da allora la storia economica del territorio del vco ha visto crescere solo l'asse meridionale grazie, va riconosciuto, alla intraprendenza della classe dirigente Verbanese. L'Ossola, fortunatamente, grazie al suo aspetto ancora un poco naïf ed alla bellezza delle sue valli è stata scoperta dal turismo e questo l'ha aiutata a sopravvivere. Finalmente questa provincia, grazie alle attuali riforme, è alla fine. Ma nuovi problemi si profilano con il piano sanitario che la Regione Piemonte intende imporre. La revisione della spesa chiede, dice il Presidente Chiamparino, di rivedere la distribuzione dei servizi nei due ospedali pubblici del territorio: l'Ospedale San Biagio di Domodossola e il Castelli di Verbania, finora gestiti come Ospedale Unico. La regione impone di chiudere uno dei due DEA e chiede al territorio di esprimersi. La Rappresentanza dei sindaci sceglie, su incontestabili dati tecnici e criteri di economicità, di mantenere il DEA a Domodossola, considerato anche che l'ospedale pubblico è la sola offerta sanitaria presente in territorio Ossolano, mentre il Verbano e il Cusio vedono la presenza di numerose realtà private. Poiché la scelta non coincide con la volontà del potentato politico...si decide di non decidere...e rinviare tutto al 31 dicembre 2015. Nel frattempo si cerca di potenziare, con sale operatorie e predisposizione di sala per Emodinamica (ora a Domodossola) l'ospedale verbanese. Va detto, per completezza, che da anni, in vista di una - da lungo tempo premeditata - chiusura del DEA di Domodossola, la dirigenza ha cercato dal lontano 2002 di chiudere il punto nascita di Domodossola. Operazione non riuscita grazie alla strenua e coraggiosa azione della popolazione, dei Sindaci e degli operatori sanitari, consci di non potere lasciare un territorio riconosciuto come DISAGIATO sguarnito di un indispensabile punto nascita. Nonostante questo mai, da noi, è giunta la richiesta di impoverire il servizio a Verbania. Abbiamo sempre e solo chiesto tutela per diritti legittimi, tutela della salute e sicurezza di chi vive la montagna. Ora, però, se la politica sanitaria pretende di imporre un sacrificio...sappiamo che questo non può essere ancora richiesto a noi. Perdoni se mi sono permessa tanto, ma, osservata l'attenzione che ha saputo porre a situazioni che paiono locali, credo poter trovare in Lei la Custode dei diritti che da tempo queste TERRE ALTE, delle quali tutti parlano ma che tutti dimenticano, hanno infinito bisogno. Le chiedo di tutelare la nostra BUONA SANITÀ, che La invito a conoscere da vicino. Grazie per l'attenzione COMITATO TUTELA OSSOLA

Il sindaco di Beura scrive all'on. Borghi

Lettera Aperta - Caro onorevole Borghi i sindaci leghisti, non sono dei fascisti, anche se è evidente ed innegabile, che politici come lei, purtroppo hanno reso più simpatici certi personaggi del passato. Ancora una volta non ha perso l’occasione, per offendere i suoi colleghi sindaci, solo perché non la pensano come lei non sono “autorevoli” come lei. Sindaci, che , dovrebbero pendere dalle sue labbra, anche quando lei non si presenta a una riunione importante come quella di lunedì sera. La esorto a contenere la sua esuberanza nell’attribuire la patente di fascista con tanta facilità e scorrettezza Manifestare a Roma, per far si che il governo si accorga, che c’è un popolo che sta soffrendo, non è da fascisti. Da fascisti è negare questo diritto e delegittimare queste azioni. Stia attento a non esagerare, perlomeno quando esterna pubblicamente questi suoi pensieri. Non è colpa dei suoi colleghi , caro Onorevole Borghi, se loro lavorano per i loro concittadini in Ossola e lei deve” lavorare” sui grandi temi e problemi della nazione a Roma e si è caricato di qualche incarico di troppo (Deputato della Repubblica, Sindaco, Presidente Uncem, Assessore all’Unione Montana delle Valli dell’Ossola e ora pure scrittore). Forse perché , non abbiamo la sua formazione politica non abbiamo diritto a esprimerci ? Per fare politica basta attenersi a poche regole fondamentali, che hanno a che fare con l’onestà, con la responsabilità e non ultima per quanto mi riguarda, con l’affidamento a Dio. Se lei lavorerà per garantire i servizi essenziali in “Ossola” e per il futuro dei nostri figli qui in “Ossola” , vedrà che io e tutti gli altri sindaci saremo con lei, sempre che lei ci ritenga degni, ma se perseguirà altri obbiettivi, faremo politica per smascherare disegni perversi nati per rendere questa società sempre più invivibile. Davide Carigi ( SINDACO BEURA)

Accordo Italia Svizzera, critico Alessio Lorenzi

Resto veramente sconvolto da come la situazione locale e nazionale stia completamente appiattendosi sul “Renzi-PD pensiero” ed a livello locale sul “Borghi-PD pensiero”.Prendiamo un fatto importante accaduto proprio negli ultimi giorni ed in particolare l’accordo italo-svizzero sul cosiddetto “rientro dei capitali”.Ma è possibile che sia passata una linea unica che è quella di un successo sbandierato ai 4 venti dal premier e dai vari discepoli locali; a nessuno è venuto in mente che per esempio per quanto riguarda la tassazione dei lavoratori frontalieri il fatto di finire nelle mani dell’Inps italiana porterà quantomeno “qualche disagio” rispetto alla situazione attuale; crediamo veramente che il passaggio di una parte della tassazione al sistema italiota sarà indolore per i nostri lavoratori.Ed ancora in merito ai ristorni dei frontalieri da sempre importante fonte di sostentamento per i territori di frontiera come il nostro; forse non è ben chiaro a tutti come a seguito di questo accordo i fondi non arriveranno più direttamente ai territori locali come era sinora in virtù di un accordo del 1974; verranno invece fatti transitare dalle casse dello stato centrale per poi ritornare non si sa come ed in che quantità ai territori locali.Secondo me, se conosciamo bene il nostro sistema, quantomeno si “perderà qualcosa per strada”.Allora mi chiedo se siamo entrati in un’epoca ove tutto quello che fa la parte politica che governa a vari livelli debba essere considerato elemento positivo a prescindere dalle ripercussioni che potrà avere; non dimentichiamo infatti che gli stessi attori di cui sopra stanno gestendo una regione dove stiamo assistendo, per restare nel nostro territorio, nell’ordine:alla chiusura di un DEA locale, alla chiusura dei laboratori ARPA, al governo regionale messo in discussione da possibili firme false senza considerare la folle situazione di una provincia chiusa sulla carta (e nei proclami elettorali) ma tuttora attiva seppur con mille difficoltà.Una provincia costretta ad innumerevoli peripezie per garantire i servizi che nonostante i suddetti proclami, è ancora obbligata a soddisfare; una provincia che alla faccia della specificità montana è a rischio di inadempienza ogni mese su un tema come quello dello sgombero neve che è cruciale in un qualsiasi territorio montano.Questi elementi inseriti in un quadro economico e sociale tuttora in forte difficoltà a mio parere dovrebbero accendere numerosi campanelli di allarme o quantomeno far ragionare i nostri amministratori e la società civile in generale.Sono solo riflessioni ma le ritengo utili per riaprire un dibattito che come detto sopra mi sembra troppo appiattito e stagnante. Alessio LorenziLega Nord VCO

Strada Colloro: il sindaco Monti scrive al presidente Costa

Ill.mo Presidente, in data 09/10/2014 prot. 4145, il Comune di Premosello Chiovenda intimava e diffidava formalmente, la Provincia del Verbano Cusio Ossola, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1219 del Codice Civile, ad adempiere al versamento di € 179.357,22 entro e non oltre il termine di 15 giorni dal ricevimento della suddetta lettera per opere effettuate dal Comune attraverso finanziamenti provinciali. L’ufficio ragioneria della Provincia rispondeva alla lettera informando che anche il Comune doveva dei soldi alla Provincia per circa € 31.552,90 e chiedeva al Comune di corrispondere tale cifra. Il Comune di Premosello Chiovenda rispondeva, conseguentemente, all’ufficio ragioneria della Provincia effettuando delle considerazioni molto precise e puntuali, sull’argomento, non ricevendo ulteriori comunicazioni da parte dell’Ente che Lei oggi presiede. Questa mia lettera ufficiale, indirizzata a Lei Presidente, è un atto di cortesia principalmente nei confronti di chi oggi deve gestire una situazione economica-amministrativa disastrosa di un Ente che si doveva avere il coraggio di chiudere o mantenere con le dovute risorse necessarie per un suo funzionamento senza determinare un’agonia lenta che crea disagi ai cittadini e anche agli Enti che per vari motivi sono legati in parte alle sorti della Provincia, prima di intraprendere un’azione legale verso la Provincia del Vco per ottenere il pagamento di somme di denaro per opere seguite e già pagate dal Comune di Premosello Chiovenda. Le chiedo pertanto di verificare al più presto presso gli uffici competenti la possibilità di pagare le somme a noi dovute, che le ricordo derivano da finanziamenti regionali che dovevano essere pagati alla Provincia del Vco e di conseguenza al Comune di Premosello Chiovenda, nel momento in cui la Provincia provvederà al pagamento del dovuto il Comune effettuerà il pagamento di sua competenza, ipotizzando anche una eventuale compensazione qualora fosse possibile. Francamente mi piacerebbe anche sapere se quei finanziamenti la Regione li ha trasferiti alla Provincia oppure no, perché, è ovvio, che se la Regione non li ha trasferiti a voi, il problema lo si deve affrontare in altra sede; ma se la Regione li ha trasferiti alla Provincia del VCO e questa li ha utilizzati per altro, esiste, allora un “grosso” problema economico finanziario da non sottovalutare in merito anche agli aspetti procedurali che si sono effettuati. Resto in attesa di un SUO sollecito riscontro alla presente e in attesa di un incontro urgente per definire quanto da me evidenziato colgo l’occasione per porgere distinti saluti. IL SINDACO Giuseppe Monti

Sos Ossola: lettera aperta al sindaco di Domodosola

Consapevoli, grazie anche al continuo scambio di opinioni, che v'è comunanza di intenti con il sindaco di Domodossola prof. Mariano Cattrini su talune problematiche importanti per il territorio come la compattezza dell'Ossola e la sanità, ci permettiamo di indicare per l'immediato futuro, percorsi, strategie e strumenti con questa lettera aperta che estendiamo a tutti gli amministratori ossolani. SOS Ossola mette a disposizione la "forza" delle sue adesioni e per, il proprio sapere e l'esperienza, per quanto modesti, perchè i 37 campanili diventino 37 piazze, ma una unica ideale Agorà, ove con una pluralità di iniziative, si costruiscano progetti unitari che salvaguardino l'autonomia delle differenti unioni. Proponiamo che tutte le unioni aggiungano nello statuto la formazione di un organismo di tutte le unioni dell'Ossola, costituito almeno dai loro presidenti e presieduto dal sindaco del capoluogo ossolano per sottolinearne l'unitarietà. Naturalmente tale organismo, rappresentativo di tutte le unioni ed esecutivo di tutti i comuni non cancella l’assemblea dei sindaci dell’Ossola. La battaglia sulla sanità, come le altre future, hanno bisogno di questo indispensabile strumento. Come prima iniziativa il sindaco Cattrini convochi, in una riunione aperta, tutte le unioni e i comuni ossolani più grandi con il seguente ordine del giorno:

1. Unità e coordinamento dei comuni ossolani con integrazione dei rispettivi statuti della creazione del coordinamento.

2. Iniziative per chiedere alla Regione l’assegnazione al San Biagio del DEA come ospedale di primo livello del VCO oltre che ad altre questioni come lo sviluppo del servizio di EMODINAMICA al San Biagio di Domodossola, da due giorni a una settimana, come primo passo e la conferma del do Oncologia e Radioterapia Oncologica al Castelli di Verbania confermando i posti letto di degenza.

3. Dare mandato al sindaco di Domodossola e alla delegazione, di chiedere un incontro urgente con il presidente della giunta regionale Chiamparino e predisporre con il supporto di esperti, un documento tecnico che confermi e sviluppi quello approvato dalla rappresentanza dei sindaci dell’ASL vco. Sul documento SOS Ossola è disponibile a dare il proprio contributo e svolgere un ruolo attivo con gli esperti. Di tale iniziativa si coinvolga il sindaco Monti, componente ossolano della rappresentanza e si informino i rappresentanti del Cusio, a partire dalla presidente Mellano.

4. Definire e preannunciare iniziative di lotta democratica dell’Ossola in caso di rifiuto di incontro o di risposte non soddisfacenti.

5. Dare mandato al sindaco di Domodossola con il coordinamento di cui al punto uno, di recuperare il lavoro degli STATI GENERALI giacenti presso la. Comunità Montana delle Valli dell’Ossola, sollecitando la Regione a passare con urgenza tutte le competenze della ex CC. MM. , anche quelle del commissario alle unioni.

6. Coinvolgere le associazioni ossolane e anche a personalità politiche che possano mettere a disposizione la loro esperienza al servizio del territorio; ci riferiamo anche a ex onorevoli, senatori e consiglieri regionali, disponibili a dare una mano con la loro esperienza.

Presidente gruppo FB SOS Ossola già presidente USSL 56 Ossola Bernardino Gallo

Medici con l’Africa Cuamm, lettera di Capodanno

Carissimi, 31 dicembre. Notte di San Silvestro in Sierra Leone, al tempo di Ebola. In casa Cuamm, cena solenne adeguata all’occasione: una carbonara, 3 fettine di buon salame bergamasco, un triangolino trasparente di grana e uno spicchio di pandoro Balocco, bendidio arrivato con me dall’Italia. Il tutto accompagnato da due caraffe di acqua filtrata, sufficientemente fresca. Andrea è a Freetown da amici, con me a Pujehun ci sono Enzo, Mariangela e Matteo. Clara ha staccato un po’ ed è in Italia. Poco dopo le dieci Enzo è chiamato in ospedale per un parto ostruito di una giovane mamma trasferita qui da Sendama, lontana 3 ore di pista in Toyota. Noi ci salutiamo e andiamo a dormire. Domani mattina appuntamento alle nove per gli auguri e la Messa di inizio anno che faremo in casa, privatamente. Fuori c’è silenzio e buio. Non botti, non luci, non feste, non balli. Non ti fa tanto strano. Ti sembra un segno doveroso di rispetto verso gli oltre 2700 caduti di cui 110 operatori sanitari. Molte famiglie ancora piangono un figlio, un familiare, un affetto che non c’è più. In quel silenzio c’è anche tutta la gente che è stufa di morte e malattia. Vorrebbe ballare e cantare ma non può. È vietato: la malattia è ancora in agguato e potrebbe colpire di nuovo. Quando parli di Ebola la gente chiude subito: “.....ma per febbraio, massimo marzo, finisce tutto”. Vogliono tornare alla vita normale. Sono otto mesi che i bambini gironzolano per strada e non vanno a scuola, da settembre anche molte chiese e ospedali sono chiusi, non c’è commercio e i prezzi salgono, non si possono salutare parenti e trovare amici. Finirà. Deve finire. Questo mostro si è già mangiato un pezzo del nostro futuro; deve finire presto!! Nel Paese, ad oggi, i casi hanno raggiunto quota 9446, quasi 1500 in più della Liberia. La nostra area, per una buona dose di fortuna e qualcosa di buono realizzato, sta mostrando piccolissimi segnali di miglioramento. Insieme si affrontano le situazioni, anche le più drammatiche, e insieme ci si dà coraggio. “Il vostro essere qui con noi in questi mesi e il vostro continuare a esserci per il futuro, ha dato a noi tutti la forza di non scappare, di rimanere, di non sentirci abbandonati, di continuare a lottare. E con noi le mamme e i bambini che, nonostante la paura, hanno continuato a venire in ospedale e a darci fiducia”. Sono state le parole del Dr. Kebbi, il direttore locale del nostro ospedale. I giorni scorsi ho visitato il nord del Paese. Ospedale di Lunsar: chiuso. Maternità di Port Lokko: chiusa. Ospedale governativo e quello diocesano di Makeni: chiusi. Sotto la coperta del vivere quotidiano si sta consumando un dramma nascosto e taciuto, quasi con vergogna e ineluttabilità; quello di tante mamme e bambini che muoiono a casa, abbandonati, senza ogni cura!! Non possiamo, il Cuamm per primo, far finta di non vedere o sapere. Da questi posti sale, come un urlo soffocato, una richiesta urgente e grave di aiuto. E lo daremo!
Stamattina, primo gennaio 2015 a Pujehun, una giovane donna con una grande tinozza piena d’acqua sopra la testa mi incrocia mentre torno dalla mia corsa mattutina e con un sorriso che mi è entrato fin nelle viscere, mi grida forte: “Happy New Year!!”. Un augurio dolcissimo e tenace che è già diventato in me rinnovato impegno e ostinazione. È anche il mio augurio a ciascuno di voi:
Happy New Year!! Don Dante Carraro direttore di Medici con l’Africa Cuamm

Come puoi aiutare:
• Con 10 euro assicuri materiale informativo e di sensibilizzazione alla popolazione locale
• Con 20 euro garantisci il trasferimento del paziente sospetto dalle unità periferiche all’ospedale
• Con 30 euro copri i costi di analisi e test di controllo
• Con 100 euro assicuri i kit completi di protezione individuale: guanti, occhiali, camice, maschera, copri scarpe o stivali, copricapo
Causale Emergenza Ebola
• c/c postale 17101353 intestato a Medici con l’Africa Cuamm
• IBAN: IT 91H0501812101000000 107890 per bonifico bancario presso Banca Popolare Etica, PD
• www.mediciconlafrica.org per informazioni e donazioni online

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