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Sab24082019

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Sinistra Unita, Sel e Comunisti Italiani: lettera aperta al Pd

Alle elezioni amministrative SINISTRA UNITA ha partecipato alla coalizione di Centrosinistra convinta di poter portare un contributo reale al cambiamento di Verbania. Abbiamo costruito proposte concrete e realizzabili. Abbiamo posto al centro anche del mandato amministrativo il tema lavoro, vera emergenza a cui dare risposte straordinarie. Dalle elezioni ad oggi abbiamo però assistito ad una assenza di coinvolgimento e collaborazione della coalizione sui temi dell'Amministrazione comunale. Assistiamo addirittura alle proposte della Giunta in Consiglio Comunale senza averne potuto prima discutere tutti insieme. Manca il necessario confronto, base indispensabile di una gestione democratica della coalizione e della stessa amministrazione della città. Avevamo sottoscritto un patto di collaborazione che è stato interpretato come una cambiale in bianco, in assenza di discussione e critica. Noi non siamo più disposti ad accettare un metodo privo di democrazia partecipativa. Primo fra tutti a denunciare questo stato di cose è stato l'Assessore del Partito Democratico Damiano Tradigo. Abbiamo letto le sue motivazioni nella lettera di dimissioni e crediamo sia utile a tutta la Coalizione partire da qui per iniziare un confronto serrato, onesto e chiaro su quale modo di amministrare Verbania vogliamo. Chiediamo al Partito Democratico di Verbania, alla Lista degli indipendenti per Silvia, ai Consiglieri della maggioranza, agli Assessori ed al Sindaco di riprendere il confronto e rimettere in discussione alcune delle scelte, non condivise, assunte fino ad ora (ad esempio la riorganizzazione del personale, la concessione della Beata Giovannina, ecc.). Ci aspettiamo un'urgente risposta per iniziare finalmente a ricostruire Verbania dal basso e non dall'alto. SINISTRA UNITA, Vladimiro Di Gregorio - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA', Stefano Montani - COMUNISTI ITALIANI, Alessandro Monti

Borghi: “Іmu agrіcola, oltre 100 deputatі fіrmano per bloccarla”

Іl governo non può non tenere conto della volontà del Parlamento” Sono oltre 100 i deputati del Pd che hanno firmato la lettera al Presidente del Conѕіglіo Matteo Renzі ed al Mіnіѕtro dell’Economіa e delle Fіnanze Pіer Carlo Padoan per chiedere di emanare un provvedimento urgente che abbia come finalità il rіnvіo della rata dell’Іmu agrіcola prevіѕta per 2014”. L’іnіzіatіva è ѕtata promoѕѕa daі deputatі del Partіto Democratіco Maѕѕіmo Fіorіo, Walter Verіnі ed Enrіco Borghі a ѕeguіto dell’emanazіone del decreto che prevede іl pagamento dell’Іmu ѕuі terrenі agrіcolі entro іl 16 dіcembre proѕѕіmo. “Chіedіamo іnoltre – contіnua la lettera – che venga aperto un confronto con glі entі locali, le imprese e le associazioni sindacali e di categoria, per individuare parametri, non meramente altimetrici, capaci di rispondere con maggiore efficacia ed equità ai diritti dei contribuenti, alle esigenze dei Comuni, promuovendo una reale e sostenibile perequazіone fіѕcale”. E’ ѕtato rіmarcato, іn queѕtі gіornі, come іl pagamento dell’Іmu agrіcola rіѕchіerebbe di violare i principi della Costituzione e le norme presenti nello Statuto del Contrіbuente. La ѕoѕpenѕіone dell’Іmu agrіcola è gіà ѕtata oggetto dі numeroѕe interrogazioni di esponenti del Partito Democratico e di altre forze politiche e di un apposito ordine del giorno del Pd recentemente approvato alla Legge di Stabilità “Іl numero delle adeѕіonі da parte deі deputatі del Pd – concludono Maѕѕіmo Fіorіo ed Enrіco Borghі –ѕta creѕcendo dі ora іn ora. Іl governo non può non tenere conto della volontà del Parlamento”. on. Enrico Borghi

Specificità montana: lettera aperta del sindaco Monti

A 24 ore appena dall’approvazione del Consiglio Comunale di Premosello Chiovenda del disegno di legge sulla specificita’ montana redatto dall’On. Enrico Borghi e condiviso fin da subito da altri quattro Comuni Ossolani, mi corre l’obbligo effettuare una riflessione su come alcuni politici locali ed ex amministratori della Provincia hanno accolto questo importante documento che e’ di rilevanza storica e potra’ finalmente pianificare il futuro della nostra Provincia riunendo forse per la prima volta le tre realta’ territoriali. E’ fuori dubbio che questa iniziativa, voluta, portata avanti dall’On. Borghi Enrico e dai Sindaci dei maggiori centri Ossolani, ha dato non poco fastidio ai colleghi Sindaci del Verbano e ovviamente al Vice Presidente Aldo Reschigna, in un momento in cui poche ore prima si era consumato un “pasticcio” in Regione Piemonte sulla sanita’ su cui oltre all’assessore Saitta, gia’ sfiduciato da noi Sindaci Ossolani, penso che prima o poi anche il Vice Presidente Aldo Reschigna dovra’ renderci edotti sul perche’ e’ avvenuto tutto cio’, dopo che la rappresentanza dei Sindaci ha deciso determinate cose del tutto disattese dalla Giunta Regionale, mi piace credere che sarebbe avvenuta la stessa cosa se la nostra decisione sarebbe stata quella verso il DEA di Verbania e non quello di Domodossola. Detto cio’ mi sembra di notare una frenetica attivita’ di contrasto a questo importante disegno di legge, proveniente proprio da alcuni componenti anche importanti del partito di maggioranza che governa sia la nostra Provincia, la Regione Piemonte, il Governo e che , anche il partito di appartenenza dell’On. Enrico Borghi estensore del disegno di legge che con lungimiranza politica e conoscitore dei problemi dei nostri territori essendo un Sindaco piu’ volte rieletto nel suo paese ha redatto con un chiaro obiettivo, quello di conservare la nostra Provincia, di garantirci determinati fondi e di conseguenza determinati servizi a favore dei nostri cittadini, ottenendo finalmente l’autonomia del VCO. Io non faccio parte del PD, ma come tanti altri miei colleghi Sindaci non di centro sinistra, abbiamo accolto con favore questo disegno di legge che ovviamente dovra’ essere condiviso con gli altri Comuni, eventualmente modificato, integrato, rielaborato, ma che e’ fuori dubbio un importante punto di partenza su cui lavorare e costruire finalmente qualcosa di grande e di importante per il nostro territorio. Non e’ stato elaborato da un Verbanese, non e’ stato elaborato all’interno del partito di maggioranza, pazienza, lasciamo perdere ogni tanto le discipline di partito e se l’idea e’ buona si deve portare avanti a prescindere da chi l’ha proposta e dai metodi con cui e’ stata presentata . In questo caso e’ stata elaborata da un Sindaco e da un onorevole altamente qualificato pertanto partiamo gia’ molto avvantaggiati. E poi diciamola tutta non ho visto tutti questi attacchi da parte di certe persone sul comportamento che la giunta Regionale, di cui fa parte anche il Vice Presidente Aldo Reschigna, Verbanese, ha tenuto sulla decisione dei DEA, dopo le parole di SAITTA ad Omegna. Talvolta usando un linguaggio ciclistico le fughe in avanti di pochi, permettono di vincere la gara e di portare a casa il risultato, pertanto ringraziamo l’On. Borghi Enrico e gli altri quattro Sindaci per questa iniziativa e lasciando da parte le chiacchiere mettiamoci a lavorare tutti insieme per far approvare questo disegno di legge, chiedendo ufficialmente al Vice Presidente Reschigna Aldo di unirsi a noi quale unico rappresentante in Regione della nostra Provincia per perorare questa importante iniziativa che non e’ favore di un partito, ma di un territorio montano che deve al piu’ presto risollevarsi e trovare finalmente la sua identita’ e la sua autonomia. Giuseppe Monti

Sos Ossola: lettera aperta ai Sindaci e amministratori ossolani

Ci preme esporre alcune precisazioni al nostro appoggio alla proposta dell'on. Enrico Borghi sulla specificità montana del VCO, come unica strada perchè venga riconosciuta a questa area al nord del Piemonte, incuneata nella Svizzera e più vicina alla Lombardia per collegamenti, cultura e interessi, l'attenzione che merita.

Non avendo tempo per intraprendere la strada impervia della provincia federale, complicata come quella dell'autonomia, abbiamo avanzato la proposta del voto qualificato dell'assemblea di tutti i sindaci del VCO che diventerà un organo della provincia.

Solo questo voto potrebbe garantire ogni singola zona del VCO tripolare, evitando scippi di servizi, che, per il recente passato, hanno riguardato solo l'Ossola.

Il voto "qualificato" dotrebbe essere dei due terzi dei sindaci. Tenete conto che la provincia del VCO ha 77 comuni e i due terzi sono 52. La proposta Borghi prevede di modificare lo statuto provinciale aggiungendo l'assemblea dei sindaci come ulteriore organo e noi proponiamo di aggiungere anche il voto qualificato a salvaguardia.

Da questa provincia autonoma e nuova, in Ossola non vogliamo più saperne di un capoluogo unico in quanto le tre aree ne hanno uno che ha pari dignità degli altri due e non può influire la scelta del fascismo di accorpare tre comuni che fanno "massa critica" in termini di abitanti. In Ossola, gli abitanti di Crevoladossola, Domodossola e Villadossola, superano quelli di Verbania, e allora?

Al Presidente Costa abbiamo inviato il seguente messaggio che non ha ancora ricevuta alcuna risposta:

" SENZA IL VOTO DI SALVAGUARDIA L'OSSOLA NON CI PUO' STARE. INVITO COSTA A DARE UNA RISPOSTA SU TALE QUESTIONE !!! Ho suggerito che l'assemblea di tutti i comuni del VCO, che diventerebbe organo istituzionale della provincia, abbia la necessità di poter decidere su questioni molto importanti non a maggioranza semplice, ma con un voto qualificato superiore alla somma dei sindaci di due zone, procedura che garantirebbe ogni singola realtà. Come ricorderete io ero e sono per la provincia federale, ma con questo escamotage molto semplice da realizzare, il risultato è il medesimo e si realizza in tempi brevissimi e chissà che non si possa recuperare l'unità del Cusio".

Auspico che i consigli comunali di tutta l'Ossola votino la proposta Borghi, ma con la richiesta del voto qualificato dei due terzi.

Come gruppo SOS Ossola, siamo favorevoli solo a questa condizione, anche se siamo consapevoli che, con l'aria che tira, è quasi impossibile che sarà accolta dal consiglio regionale; però teniamo conto che è un umus nel quale poter far di nuovo attecchire i rapporti sfilacciati tra le tre zone e mantenere compatta l'Ossola.

Il Consiglio comunale di Ornavasso ha già deliberato con questa aggiunta: "di richiedere alla Regione Piemonte l'immediata abolizione dei pregressi ed attuali vitalizi ai Consiglieri Regionali di modo da destinare in primo luogo tali economie al risanamento dei conti della sanità piemontese".

Mi sembra una buona idea.

Se s'impongono sacrifici perchè non li fanno anche coloro che li deliberano? Non sarebbe il caso, per risanare i conti della sanità, di ridurre al 50% tutti gli emolumenti di assessori e consiglieri per il periodo di vacche magre, cosi come, se non la cancellazione del vergognoso privilegio del vitalizio, almeno la drastica riduzione? Presidente SOS Ossola Bernardino Gallo

Le occasioni perse della politica, lettera aperta

La politica ha perso! O meglio, la politica ha perso l'ennesima occasione per dimostrare di saper assumere decisioni importanti con serietà e senso di responsabilità nell'interesse della gente e della comunità. Questa è l'amara riflessione che mi viene spontanea in questi giorni nei quali si è riacceso il difficile confronto sul futuro della sanità nel Verbano Cusio Ossola e i miei ricordi tornano a 10 anni fa. Nulla è cambiato, anzi, direi che la situazione è peggiorata e le prospettive sono ormai un'incognita per tutti, senza distinzione. In quel periodo ero presidente della Conferenza dei Sindaci dell'ASL del VCO; credo fosse il momento più delicato per ricoprire quel ruolo. Era il tempo in cui il progetto dell'ospedale unico e nuovo poteva diventare realtà; era il tempo in cui la politica, invece di decidere insieme quale fosse davvero la soluzione migliore per tutti, preferì utilizzare la sanità come ottimo strumento di propaganda e di campagna elettorale. Era il tempo in cui la gente aspettava risposte concrete e si ritrovò in balia di slogan fin troppo facili, false promesse e giochi di parole che poi si sono smarrite ne tempo e nel vento. Ho vissuto sulla mia pelle quel periodo così pesante e surreale, durante il quale tutti approfittarono del delicato tema della sanità per speculare in termini politici e di parte, senza pensare al futuro. Ricordo di essere stato maltrattato e apostrofato in ogni modo solo per aver “osato” presentare in occasione di 4 incontri pubblici sparsi sul territorio, il progetto di fattibilità del nuovo ospedale che nessuno conosceva, ma che politicanti e politici più o meno autorevoli, contestavano a prescindere, solo per il gusto di farlo! Non ne sto facendo una questione di parte; da destra a sinistra, passando per la Lega e il centro, nessuno se la sentì di fare una scelta definitiva, magari difficile, ma definitiva, preferendo quella che anche l'attuale Assessore regionale alla Sanità definisce una “non scelta”: l'ospedale unico plurisede! Insomma, un po' tutto dappertutto, senza riuscire ad accontentare nessuno. E' come se potesse esistere un uomo apparentemente monogamo pluri-ammogliato che cerca di star dietro alle esigenze di tutte le mogli che a lungo andare scoprono il giochino e il gioco finisce. Ma nel caso della sanità, si stava giocando sulla pelle dei cittadini. Ricordo che a un certo punto mi consigliarono di archiviare l'argomento dell'ospedale unico perché c'era troppa confuzione ed era meglio non parlarne. L'allora Presidente Ghigo pronunciò a Villadossola la famosa frase “l'ospedale nuovo non è un dogma”, i candidati alla presidenza della Provincia stavano giocando le loro carte sulla sanità, la Lega rischiava di diventare la paladina di tutti, i comitati si facevano sentire e volevano un referendum per decidere ospedale nuovo si, no, forse, ma... Risultato? Il centrodestra perse le elezioni, il centrosinistra vinse la Provincia e dopo un anno organizzò una consultazione popolare alla quale aderì poco più del 15% della popolazione e che portò a nulla. Comitati e campanili conquistarono la sensazione di aver vinto e oggi ci accorgiamo di aver pero tutti ! Per 4 voti in più, abbiamo perso 10 anni e qualsiasi tipo di prospettiva per sperare in un sistema sanitario locale di qualità. Per 4 voti i più i più allenati mestieranti della politica, sarebbero capaci di dire qualsiasi cosa, tranne l'unica che conta: la verità. Se avessimo avuto il coraggio di andare fino in fondo (e mi ci metto anch'io !) avemmo perso elezioni e consultazioni (che si son perse comunque!), ma non la faccia. E oggi, a Piedimulera, piuttosto che a Ornavasso, o a Fondotoce avremmo la risposta alle legittime aspettative di ciascuno. E invece...per 4 voti in più...! Augusto Quaretta già Presidente della Conferenza di Sindaci del VCO ai tempi dell'ospedale nuovo !

Sanità: lo sdegno di una cittadina

Chi vi scrive è una semplice cittadina indignata per la scarsa partecipazione dei nostri sindaci nella riunione tenutasi a Domodossola l' 8 / 11 /2014 . Il tema non era di certo banale ... Ma 17 sindaci su 38 sono da vergogna (neanche la metà ) Stasera al Forum di Omegna ci sarà l'incontro con l’assessore Saitta .... Vorrei i mezzi d’informazione rendessero conto alla gente della partecipazione dei nostri Sindaci ... magari anche con nomi e cognomi se si può ... Penso che sia una cosa di interesse generale ..la gente deve sapere se chi è stato eletto per difendere i nostri diritti poi realmente partecipa !! Chiuminatti Stefania

Premosello: il sindaco chiede il ripristino della fermata treni

Di seguito, riportiamo, in versione integrale, la lettera inviata dal primo cittadino di Premosello Chiovenda, Giuseppe Monti, in cui viene richieto il ripristino della fermata dei treni della linea Domodossola – Milano nella stazione del centro ossolano.

''Alla cortese attenzione di: Regione Lombardia Regione Piemonte Vice-Presidente Regione Piemonte Aldo Reschigna e.p.c: Coordinamento pendolari Milano Domodossola

Con la presente, si chiede ai soggetti soprastanti il ripristino della fermata a Premosello-Chiovenda dei treni circolanti sulla linea ferroviaria Domodossola-Milano, a partire dal nuovo orario invernale. In particolare nell’incontro avuto con Regione Lombardia lo scorso 27 maggio, dove erano presenti sia rappresentanti dei pendolari che la presente Amministrazione comunale; sono state esposte le varie problematiche presenti sulla linea, con la presentazione da parte di Regione Lombardia dei nuovi orari già definitivi. Una delle problematiche oggetto della discussione fu la richiesta, da parte nostra e dei pendolari presenti al tavolo, di ripristino delle fermate nella stazione di Premosello-Chiovenda di treni denominati “regionali veloci” (treni a lungo kilometraggio ma con poche fermate lungo il tragitto, solamente dove vi siano stazioni relativamente importanti). Si chiede pertanto di intervenire e tenerne conto durante la stesura del prossimo orario invernale, per le motivazioni qui sotto esposte. Facendo una breve analisi prima dell’entrata in vigore dei nuovi orari, nella fermata di Premosello-Chiovenda fermavano molti treni detti “regionali veloci”; mentre oggi solamente due al mattino posti a circa mezz’ora l’uno dall’altro e le restanti fermate sono dedicate a treni “locali” con tempi di percorrenza lunghi e fermate in tutte le stazioni. Si chiede pertanto che nella stesura del nuovo orario invernale vengano ripristinate le fermate dei treni “regionali veloci” a Premosello-Chiovenda, com’era prima del 15 giugno 2014, o al caso limite: garantire la fermata di questi treni, di almeno due per fascia oraria di partenza e arrivo dei pendolari; quindi al mattino presto, a metà giornata e alla sera per il rientro. L’importanza dello snodo di Premosello-Chiovenda, come siete a conoscenza, possiede caratteristiche di tipo geografico e infrastrutturale non certamente trascurabili: difatti la stazione è posta a metà tra le stazioni di Domodossola e Verbania, per questo in passato fu scelto come punto di incontro tra le tratte Domo-Novara e Domo-Milano. Conta un numero elevato di binari, di modo da garantire un discreto servizio passeggeri, ma cosa più importante: oggi è punto di riferimento per le persone che hanno la necessità di spostarsi nella bassa Ossola e raggiungere Milano o Novara, per motivi di studio, lavoro o altro. Molte delle problematiche si riflettono a sua volta sulle stazioni di Verbania e Domodossola; difatti per i pendolari ossolani risultava molto comodo avere la fermata a Premosello-Chiovenda, posta a metà tra le stazioni sopra citate. Essa fungeva da appoggio per i paesi limitrofi, smaltiva parzialmente il flusso di auto che ingorga giornalmente lo snodo stradale posto nelle vicinanze della stazione di Verbania, ogni qualvolta un treno pendolari ferma. Questo perché i pendolari della bassa Ossola potevano contare su una fermata, più a portata di mano e più vicino alla propria residenza. Un altro aspetto importante è il posteggio disponibile in grande quantità a Premosello, un’infrastruttura tale da permetterle di assumere quella funzione di punto nevralgico per i pendolari ossolani. Restiamo quindi disponibili anche a fissare un incontro per discutere e risolvere definitivamente la problematica, certi che non riguarda solo il nostro Comune ma anche quelli vicini; pertanto restiamo in attesa di un riscontro alla presente porgendo Il Consigliere delegato, Geom. Elia Pella - Il Sindaco, Geom. Giuseppe Monti''

Giudice di Pace, la voce di Sos Ossola

Mentre ci si continua a "masturbare" sulla montagna con iniziative che da tanti anni si organizzano, senza cavare un ragno dal buco, i servizi continuano a scivolare dall'Ossola al lago senza nemmeno una protesta seria quanto inutile e tardiva. Ultimo pianto greco la questione dell'ufficio del Giudice di Pace, fatto a "babbo morto" in quanto la decisione era stata già presa da tempo immediatamente dopo la chiusura della sezione staccata del Tribunale; altri scippo della stessa materia. Almeno per quanto riguarda i risultati, l'impegno e le parole degli amministratori locali e degli esponenti politici più in vista, non appaiono credibili ai più, essendo risultati poco più di grida manzoniane. Oggettivamente, seppure in misura differente, sono tutti succubi del capoluogo di provincia, patrigno e ladro nei confronti di Domossola e dell'Ossola intera, città dove si concentrano una serie articolata di istituzioni e di rappresentanze importanti di associazioni e mondo del lavoro e non solo, che non possono non remare nella direzione di Verbania. In questi ultimissimi anni, si è accresciuto e si estende il numero di ossolani e altri che rimpiangono la precedente provincia di Novara che all'Ossola, per motivi
obiettivi, aveva riconosciuti servizi decentrati importanti, nel solco di una tradizione antica che molti di noi hanno presente. Per questo motivo all'autonomia richiesta, ma che è stata altra chimera da anni, noi ribadiamo che la provincia deve essere assolutamente FEDERALE se vogliamo evitare figli e figliastri, recuperare l'unità del Cusio ed evitare all' Ossola un perenne Calvario. Su tale tema sfidiamo la politica a indire un referendum per dare, finalmente, voce al popolo. Nel frattempo, in Ossola, si inizi una lotta per farsi restituire il mal tolto e si abbia il coraggio di dire una parola chiara sulla chiusura del punto nascite che comporta il ridimensionamento del DEA e il declassamento dell'ospedale San Biagio.
Domodossola e l'Ossola non potrebbero tollerare questa ulteriore ferita che sarebbe "ferale".       SOS OSSOLA Bernardino Gallo

Domo: Sinistra Unita scrive all'on. Borghi in merito al Patto di Stabilità

Alla c.a. dell'On. Enrico Borghi. Tenuto conto che il Comune di Domodossola è destinatario di sanzioni per il  mancato raggiungimento dell'obiettivo del Patto di Stabilità per il 2013; considerato che questo obiettivo in parte non è stato raggiunto per mancati trasferimenti da parte della Provincia del V.C.O. per 100 mila euro per lavori di “Completamento di Palazzo San Francesco in Domodossola“, regolarmente rendicontati in data 09.04.2013; avendo appreso dal sito della Provincia del Verbano Cusio Ossola che Lei si farà promotore di "provvedimenti straordinari" nel percorso di approvazione del decreto "Sblocca Italia"e della legge di stabilità 2015, tra cui: 1) la riduzione della sanzione per gli enti che non hanno raggiunto gli obiettivi di patto, limitandola al 3% delle entrate correnti (anziché commisurarla all'effettivo scostamento tra il risultato e l'obiettivo programmatico predeterminato); 2) la rateizzazione in 10 anni del pagamento di tale sanzione, e l'esclusione degli effetti finanziari corrispondenti dal patto di stabilità; ritenendo profondamente ingiusto che i cittadini domesi siano penalizzati da un perverso meccanismo di contabilizzazione, tale per cui il virtuoso comportamento del Comune, nel pagare regolarmente fornitori e ditte, si ritorce contro il Comune stesso, a causa di mancati trasferimenti da parte di un altro ente pubblico, chiedo che, contestualmente alle richieste in favore della Provincia del Verbano Cusio Ossola, Lei si faccia promotore anche delle richieste contenute nella mozione "Equità per Domodossola" approvata con D.G.C. n.°112 del 07/08/2014 che viene allegata alla presente. Fiducioso in una Sua pronta ed efficace azione, rimango in attesa di un Suo riscontro e Le auguro buon lavoro. Massimo di Bari - Consigliere Comunale di Domodossola

Patto stabilità Domo, la risposta dell'on. Borghi

Lettera aperta del Candidato Costa agli amministratori del Vco

Di seguito, riportiamo la lettera aperta agli amministratori del VCO del candidato Presidente alle elezioni Provinciali del 12 ottobre, Stefano Costa:
Cari Amministratori,mi rivolgo a Voi che, domenica 12 ottobre, sarete chiamati a eleggere il candidato presidente ed a esprimere una preferenza per i prossimi consiglieri provinciali (si vota presso la sala "Incubatore", sede della Provincia a Tecnoparco, dalle ore otto alle venti).  Vi scrivo non solo per chiedere un voto alla mia candidatura alla lista Progetto VCO, ma anche per indicarvi i nostri principali obiettivi.Le nuove province, anche nella loro forma di enti di secondo grado, avranno un ruolo strategico e per questo, soprattutto pensando alla fase di transizione istituzionale dei prossimi mesi, ho messo a disposizione del territorio la mia esperienza di amministratore e mi sono candidato alla presidenza della nuova Provincia di secondo grado. Siamo di fronte ad una scelta riorganizzativa di fondo finalizzata ad un cambiamento epocale che mira a riconvertire l’area del Verbano Cusio Ossola da territorio marginale a territorio strategico attraverso la ridefinizione di una propria governance alpina da conformare a quella dei paesi confinanti. Il trasferimento di funzioni aggiuntive da parte della regione, previsto nella normativa nazionale, prevede un’azione governativa specifica di accompagnamento della nuova provincia in questa azione di riorganizzazione istituzionale, finalizzata a monitorare questa fase di transizione che accomuna, per molti aspetti, le province a specificità montana alle nuove città metropolitane. La mia candidatura è sostenutadalla lista Progetto VCO, i cui candidati condividono lo stesso mio impegno ed hanno dato la loro piena disponibilità a lavorare per il territorio, attraverso un percorso mirata combinare l’originaria visione in negativo delle aree svantaggiate con quella delle potenzialità di sviluppo offerte dalle risorse territoriali interne. Sono tre gli obiettivi generali, tra loro connessi, volti ad assicurare “modelli di vita competitivi con quelli offerti dalle aree urbane”: 1)tutela del territorio e della sicurezza incentrata sul ruolo degli abitanti; 2)promozione della diversità naturale, culturale, del paesaggio e del policentrismo, attraverso una forte apertura all’esterno; 3)rilancio dello sviluppo e dell’occupazione attraverso l’uso di risorse potenziali poco o male utilizzate. Tali obiettivi si possono raggiungere attraverso una serie d’iniziative coerenti, sinergiche e attentamente studiate e valutate coinvolgendo ogni possibile interlocutore, sviluppando alleanze con partner istituzionali, privati e pubblici, favorendo il dialogo e il confronto con le realtà che hanno già visto nascere e applicare modelli di riqualificazione delle risorse territoriali. Tutto questo per stimolare un’azione affinché si crei un circolo virtuoso tra interesse, progettualità e attività e, una dimensione a lungo tempo abbandonata, torni a essere fonte di opportunità per molte persone e di sviluppo economico per il sistema nel suo complesso. L’auspicio è che nuovo ente di area vasta possa costituire un “fulcro” attorno al quale pensare e realizzare progetti di qualità, capaci di rappresentare un’opportunità per il futuro di molti giovani e di coinvolgere e sensibilizzare alla rinascita del V.C.O. istituzioni e altri soggetti interessati. Sono consapevole delle enormi difficoltà economiche che riguardano la Provincia e sono convinto che solo un’operazione di grande trasparenza e coinvolgimento del territorio possa farci assumere le scelte migliori. Spero di poter contare sul Vostro sostegno per garantire i servizi ai nostri cittadini e avviare un processo di rinascita sociale ed economica del V.C.O. Cordiali saluti, Stefano Costa

Punto Nascite Domo: lettera aperta di Fimp Vco

Premessa - Finalmente un documento nel quale si evidenzia la causa di tutte le problematiche che sono accadute e che ancora accadono presso il Punto Nascita di Domodossola. L'11 settembre 2014 una donna alla 36.ma settimana di gravidanza si é presentata al Dea di Domodossola con le contrazioni tipiche del parto. Il ginecologo di guardia - autorevole componente della pianta organica del Punto nascita di Verbania - in servizio presso il Punto Nascita di Domodossola (ulteriore testimonianza e dimostrazione della rotazione del personale medico tra gli ospedali Castelli e San Biagio a significare che si tratta di un unico Punto Nascita) ha invitato la donna a recarsi a Verbania in quanto, affermava, a Domodossola non è possibile partorire prima della 37.ma settimana. L'informazione ha ricevuto l'avvallo del primario di Verbania. Tutto falso! Il Punto nascita ossolano è idoneo ad effettuare i parti dopo la 34.ma settimana (vedi protocolli aziendali). Sottoporre a trasferimento una donna con contrazioni può determinare un parto per strada e/o porre a serio ed elevatissimo rischiola vita sia della donna che del neonato. Rischio da correre solo in situazioni di motivata emergenza. La necessità di aumentare il numero di parti a Verbania, sede di altissima mobilità passiva, non rientra certo nei casi di emergenza. Evocando la sicurezza si mette a rischio la salute. Questa è cattiva sanità! Il ginecologo di Verbania sosteneva, per giustificare il trasferimento, che l'ospedale di Domodossola fosse privo di servizio di neonatologia, dimenticando che presso il San Biagio é attivo da circa sette anni un modello assistenziale di neonatologia, innovativo e notevolmente ammirato in tutta Italia dalle Società Italiane di pediatria ed ostetricia, gestito direttamente dai pediatri di famiglia del Verbano-Cusio-Ossola.

 

Preg.mo Presidente Sergio Chiamparino

Preg.mo Vice-Presidente ed Assessore al Bilancio Aldo Reschigna

Preg.mo Assessore alla Sanità Antonino Saitta

Alcuni giorni fa, ascoltando la relazione dell’Assessore Regionale alla Sanità della Regione Lombardia presso l’Assemblea Nazionale di Pediatria in Milano, con enorme sorpresa abbiamo apprezzato, nel suo intervento, i complimenti alla Regione Piemonte per l’innovativo progetto pediatrico di Domodossola dove, con un minimo impegno economico, è stata data una risposta sanitaria ad un vasto territorio montano, altrimenti destinato ad una mancata assistenza ostetrico-pediatrica. Nei mesi scorsi, a Roma, nel continuo dibattito nazionale sulle cure primarie, si è discusso in merito alla costituzione di modelli assistenziali pediatrici in grado di dare risposte complesse al bisogno di salute dei bambini, soprattutto nelle aree disagiate. Ma veniamo a noi. Nel Verbano-Cusio-Ossola, da circa sette anni, è attiva una Unità di Cure Complesse Primarie Pediatriche (UCCPP) più comunemente conosciuto come Country Pediatrico. Questa rappresenta un modello organizzativo e funzionale unico in Italia, costituito da pediatri convenzionati di ASLVCO e da altri operatori sanitari ed amministrativi. L’obiettivo di questa progettualità è stato - e lo è ancora – quello di: realizzare un processo organizzativo che garantisca assistenza sanitaria di base e diagnostica di 1° livello, realizzando la continuità assistenziale 24 ore su 24, 7 giorni su 7;

  1. rapportarsi, oltre che con il distretto, con l’ospedale e gli altri poli della rete integrata;

  2. attuare l’integrazione con i servizi sanitari di secondo e terzo livello soprattutto nelle aree oro geografiche disagiate;

  3. perseguire il coordinamento funzionale con i servizi e le attività del Distretto di riferimento mediante i pediatri convenzionati, i medici della continuità assistenziale, gli specialisti convenzionati e altri operatori socio-sanitari;

  4. utilizzare nelle località logisticamente disagiate gli strumenti della telemedicina per la gestione del paziente;

  5. dotarsi di supporti tecnologici ed informativi in grado di collegare tra loro i professionisti che vi operano e di scambiare dati con i poli di riferimento;

  6. sviluppare la medicina d’iniziativa al fine di promuovere la prevenzione, l’educazione e l’informazione sanitaria.

Tutto ciò si è realizzato grazie alla collaborazione della popolazione, dei bambini e dei loro genitori, dei comitati di volontariato, dei gruppi di sostegno, dei Sindaci, degli Amministratori regionali, provinciali e locali, della Chiesa, della Direzione Generale e sanitaria oltre che della Direzione Distrettuale di ASLVCO, dei Sindacati, delle Ostetriche, delle Infermiere Professionali, delle OO.SS, dei Ginecologi, dei pediatri di famiglia e di tutte quelle persone che sono sempre state vicine al progetto “pediatria Ossola” che vede come punto di forza la cura e tutela dell’essere umano già dalla sala parto fino al compimento dell’età adolescenziale. Applicando e rispettando i protocolli per la qualità dell’assistenza sanitaria, in questi anni si è lavorato con impegno, offrendo un servizio efficace ed apprezzato contraddicendo in toto “i rumors” che circolano in ambienti non avvezzi alla gestione della politica sanitaria adducendo che il Punto Nascita va chiuso per motivi di sicurezza. A fronte di questa progettualità FIMPVCO chiede per quale motivo la Regione Piemonte e - conseguentemente - la direzione generale di ASLVCO, invece di ostinarsi a dimostrare la validità di un sistema di trasporto di donne gravide (STAM) che non esiste o che, comunque, comporta rischi e costi elevatissimi, non provveda a risolvere alla radice la problematica dei parti nel VCO facendo in modo che le donne si riappropriano del loro diritto di partorire sia Domodossola che a Verbania in serenità e sicurezza. Inoltre, FIMPVCO chiede che - nel malaugurato caso di soppressione del Punto Nascita di Domodossola o di uno dei due Punti nascita – vengano istituiti protocolli “seri e condivisi” di tutela della salute della donna e del bambino in caso di parto prematuro improvviso o di distacco di placenta presso il DEA del Presidio Ospedaliero soppresso, nonché protocolli “seri e condivisi” per la tutela di un paziente pediatrico critico al DEA del Presidio Ospedaliero soppresso con pediatra reperibile a 40 km di distanza. Si ritiene irrinunciabile questo aspetto, con la convinzione sempre più condivisa che l’operatore sanitario debba “ruotare” tra i due presidi e non la popolazione. FIMPVCO, valutata con obbiettività la situazione e sentite le più alte persone competenti, chiede un incontro con la Giunta della Regione Piemonte per ribadire la pericolosità del DEA senza il supporto del Punto Nascita. Pronta a suggerire soluzioni in economicità e sicurezza nei Punti Nascita di montagna (Susa, Cuorgnè, Borgosesia e Domodossola) qualora non si desista dalla deviante soluzione della chiusura, mantenendo ben saldo il concetto di ottenere il massimo risultato con il minor costo possibile. Il segretario Dott. Fabrizio Comaita

 

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