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Gio22082019

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I problemi dei frontalieri: qualcuno se ne occupa?

Lettera Aperta - Sino a qualche mese fa nel mio ruolo di Sindaco e di Presidente dell’Unione Alta Ossola mi ero occupato in maniera attiva delle problematiche relative ai frontalieri ed in particolare avevo partecipato a numerosi incontri dove si erano analizzate e impostate alcune soluzioni tecniche per la risoluzione di alcuni annosi problemi relativi agli spostamenti dei frontalieri. Oggi dopo un’intera estate senza particolari “buone nuove” scopro che sostanzialmente la situazione è rimasta quella di questa primavera; in particolare i soliti problemi ad Iselle quali parcheggio per i frontalieri, attraversamento sicuro della SS33, raggiungimento della stazione. Sui temi sopra riportati si erano attivati i tavoli del frontalierato coordinati dalla Provincia e attraverso il coinvolgimento dell’Unione Alta Ossola si era giunti ad un preciso impegno di tutto il territorio ossolano per far si che parte dei fondi frontalieri fossero destinati a sanare le problematiche della stazione di Iselle sopra citate. A tutto ciò si somma l’incertezza che a fine anno la Regione non rinnovi lo stanziamento a Trenitalia per il pagamento ad SBB dei costi del collegamento da Domodossola verso le stazioni svizzere; su quest’ultima partita credo che l’interessamento della regione e dei presidenti delle Unioni Ossolane sia quantomeno doveroso. Che il tutto sia ancora in una situazione di stallo preoccupa sicuramente chi come me sino a che ha potuto si è attivato per la risoluzione dei problemi ma credo preoccupi molto di più i frontalieri che vedono arrivare un’altra stagione invernale senza che nulla di concreto sia stato fatto. Dal canto mio non posso che auspicare che l’unione Alta Ossola ma in particolare l’Unione delle Valli dell’Ossola che si è recentemente finalmente dotata di una giunta operativa e di un Presidente possano riprendere quanto fatto nel periodo precedente e soprattutto individuare soggetti che si facciano capo di seguire nel dettaglio le vicende di quello che ormai è diventato il più grosso sbocco lavorativo del nostro territorio. In ultimo un auspicio affinchè la Nuova Provincia che nascerà il 12 ottobre possa continuare a farsi garante di un coordinamento più che mai necessario in un territorio dove il frontalierato è estremamente importante per l’economia e per l’assetto sociale più generale. Comune di Varzo Il capogruppo di minoranza Alessio Lorenzi  

 

Novara – Varallo, dove i treni non circolano più

Lettera aperta - Dal 15 settembre, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico, la linea ferroviaria Novara – Varallo Sesia non è più in funzione, non circolano più treni. La decisione assunta dalla Giunta Regionale a guida PD è una scelta grave e sbagliata. Grave e sbagliata anche per le motivazioni che sono state fornite: c’erano pochi utenti, meno di 200 passeggeri il giorno; come a dare una sorta di “scientificità” oggettiva e d’ineluttabilità “riformatrice” alla decisione assunta. Se questo diventa il metro di valutazione (ma le vicende della Arona–Santhià o della Vercelli–Casale questo indicano) c’è da essere seriamente preoccupati per la rete del trasporto pubblico locale. Perché solo 6-7 anni fa, pur con un servizio già di bassa qualità di cui erano quotidianamente vittime e ostaggi gli utenti, nonostante le loro frequenti lamentele e iniziative di protesta, i passeggeri erano comunque ancora 4-5 volte superiori agli attuali? Ha senso ragionare per singola tratta e non fare un ragionamento sulla rete? E perché rendere il servizio su pullman concorrenziale, per percorsi e orari, con quello su treno? E visto che il territorio novarese e del quadrante nord orientale del Piemonte è collocato in un’area tra le più inquinate a livello planetario, e la sua orografia è tale che fa poca differenza, dal punto di vista della qualità dell’aria, vivere in città o nelle campagne adiacenti, non dovrebbe essere l’incremento del trasporto collettivo, e per ragioni di sicurezza e di minor inquinamento, del trasporto collettivo su ferro un obiettivo primario (la tanto famosa e chiacchierata ….. mobilità sostenibile) per togliere un po’ di auto dalle strade?Mentre questa scelta rischia di aumentare l’uso dell’auto in alternativa al pullman da parte di molti. Sono tutte queste domande che la decisione assunta ignora totalmente e con le quali non cerca affatto di confrontarsi. Se queste domande fossero invece oggetto di una valutazione minimamente attenta, si potrebbero forse fare ragionamenti che abbiano l’ambizione di misurarsi a un livello qualitativo e di capacità di innovazione decisamente più alto. Novara è nodo fondamentale di un territorio con un’infrastrutturazione ferroviaria ricca e importante: è attraversata dalla Milano-Torino; è connessa attraverso le ferrovie Nord con la rete lombarda e Malpensa; la Novara-Oleggio-Luino può essere collegamento strategico rispetto alla prossima apertura dei trafori del Gottardo e del Monte Ceneri; la Novara-Arona-Domodossola, così come la Novara-Borgomanero-Omegna-Domodossola, sono la naturale connessione col traforo del Lotschberg e il Nord Europa; a queste direttrici si aggiungono la Novara-Varallo Sesia, la Novara-Biella e la Novara-Mortara-Alessandria-Genova (il suo porto) e sono intersecate dalla Arona-Santhià e dalla Vercelli-Casale.Alessandria.

Se si osservasse così il territorio, con una visione un po’ meno asfittica o forse con meno interessi spiccioli da salvaguardare, non si può non vedere un sistema metropolitano territoriale già infrastrutturato, che non necessita di grandi investimenti se non nel rinnovo di un materiale rotabile vecchio e obsoleto e necessita, invece, di un soggetto organizzatore-gestore che sia orientato a una missione di valorizzazione del territorio, quel territorio cui si allude quando si parla di servizi di quadrante o di Università del Piemonte Orientale. Bisognerebbe non ragionare più di singole tratte, ma immaginare e organizzare una rete di trasporto locale basata sul sistema ferroviario e in cui il servizio su pullman non sia giocato, nei percorsi e negli orari, in concorrenza, ma al contrario sia organizzato in supporto alla valorizzazione del patrimonio rappresentato dal reticolo ferroviario e al suo più ampio utilizzo, mettendo a punto un sistema di orari e coincidenze che renda l’intero sistema riconoscibile e pienamente usufruibile: appunto, un sistema metropolitano territoriale. Qualità del servizio di trasporto locale per la popolazione e innalzamento della qualità ambientale del territorio sono, più in generale, obiettivi su cui immaginare e costruire l’uscita dalla crisi sociale e politica che vive il nostro Paese. C‘è da augurarsi, e noi per questo ci batteremo a fianco di quanti si mobilitano e si mobiliteranno in questa direzione, che l’uso dell’espressione “sospensione” invece del termine “soppressione” non sia solo un espediente dialettico e rappresenti invece l’occasione per avviare seriamente una ricerca e uno studio per la riorganizzazione dell’intera rete del trasporto pubblico locale nel nostro territorio. Comitato Territoriale l’Altra Europa con Tsipras - Bruno Lattanzi

Cattrini e Monti richiedono convocazione rappresentanza sindaci

E' una richiesta scritta firmata a 4 mani dal primo cittadino di Domodossola, Mariano Cattrini, e dal sindaco di Premosello Chiovenda, Giuseppe Monti. Oggetto della lettera, indirizzata al presidente della rappresentanza dei sindaci dell'Asl Vco, Adelaide Mellano e al direttore generale dell'azienda sanitaria Giacoletto, è la domanda di convocazione urgente della tappresentanza dei sindaci dell'asl. Di seguito, pubblichiamo la lettera in versione integrale:

''Ill.mo Presidente, stante la grave situazione venutasi a creare con la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha convalidato la chiusura del punto nascite di Domodossola, siamo a richiederLe una urgente convocazione della rappresentanza dei Sindici Asl Vco, al fine di analizzare compiutamente la situazione attuale e valutare ogni opportuna e idonea azione da porre in atto a tutela del mantenimento di servizi essenziali per il nostro territorio. La riunione potrà inoltre, anche essere occasione per analizzare in modo più generale l’intera situazione Sanitaria Provinciale, iniziando un percorso di dialogo e di confronto con Regione Piemonte che ci dovrà portare inevitabilmente a ragionare su futuri scenari in grado di garantire un equilibrio dei servizi sanitari a favore di tutti i cittadini della nostra Provincia. Distinti Saluti. F.to Sindaco di Domodossola - Prof. Mariano Cattrini - F.to. Sindaco di Premosello Chiovenda - Geom. Giuseppe Monti''

Lettera aperta al Sindaco di Verbania

Grazie signora Sindaca, dopo anni di silenzio delle varie amministrazioni comunali e la disastrosa fine dell'accordo di programma sul restauro di Villa San Remigio che ha fatto perdere alla città di Verbania oltre 5 milioni euro di fondi regionali, comunali, provinciali e della Fondazione Cariplo, oggi all'inaugurazione della mostra Genius Loci ,abbiamo sentito dalla sue parole finalmente ,un discorso chiaro e positivo, sul futuro di Villa San Remigio. La nostra Associazione nata, per ricordare Franca Antoniazza, cittadina intrese, sportiva antifascista animatrice del movimento sindacale, civile e politico/culturale del volontariato in difesa dei diritti delle donne e degli ultimi, per mantenere vivi i valori della memoria abbiamo organizzato in questi 5 anni, incontri pubblici ,contro il terrorismo e per la difesa dei valori costituzionali, organizzando incontri pubblici con Alberto Torreggiani, figlio del gioiellieri milanese assassinato dalle brigate Cesare Battisti , anche per denunciare e fortemente dissentire la nomina, da parte del sindaco Zacchera, di un affiliato alla brigata terrorista ,Cesare Battisti, condannato a sei anni di carcere ,alla presidenza della maggiore istituzione culturale di Verbania , il Museo del Paesaggio. Con Giuliano Turone, magistrato dei processi che hanno portato alla condanna con tre ergastoli di Cesare Battisti . Con Armando Spataro sostituto, sostituto procuratore del Tribunale di Milano con la presentazione del libro” Ne valeva la pena “. Oggi Armando Spataro e' Procuratore Generale a Torino e ce ne felicitiamo. Le sue parole signora Sindaca, che abbiamo ascoltato a Villa Giulia all'inaugurazione della mostra Genius Loci, per noi sono musica. Le sue parole, le abbiamo immediatamente trasferite alla Contessa Silvia Bonacossa ,che in questi anni, ha voluto partecipare ,alle 4 iniziative pubbliche da noi organizzate, in Villa San Remigio, prima per respingere i reiterati tentativi ,di alienarle al bene pubblico lo straordinario patrimonio ambientale , culturale ,paesaggistico, rappresentato dal comparto di Villa San Remigio. Nei quattro incontri tenutisi , nella sala della musica ,abbiamo chiamato a dibattere il meglio delle personalità culturali e del mondo universitario europeo. Nell'ultimo incontro del 2013, alla presenza della Prof.ssa Renner , Preside del dipartimento di Scienze naturali e direttrice dell'orto botanico di Monaco di Baviera, abbiamo presentato il piano di gestione integrato di Villa San Remigio e Villa Taranto, alla presenza del Presidente dell'Ente parco Dottor Marco Padulazzi , del direttore Ferrari e del Presidente della ex Provincia del VCO Massimo Nobili ,che come abbiamo potuto sentire farà parte del suo impegno amministrativo . Oggi per altro il decreto del governo sulla pubblica amministrazione con la soppressione delle Prefetture, riapre la possibilità di riprendere progetti di utilizzo a fini universitari sui temi dell'Architettura de Paesaggio nella stessa Villa Taranto, come previsto nel 1991 dall'Università di Milano e dallo stesso consiglio di amministrazione di Villa Taranto.. Nelle prossime settimane organizzeremo un incontro alla presenza dell Contessa Silvia Bonacossa di Casanova anche per ricordare il Prof. Pierangelo Garella, grande studioso e animatore del gruppo amici di Villa San Remigio. Grazie signora Sindaca ...se il buon giorno si vede dal mattino....buon lavoro Associazione Culturale Franca Antoniazza

 

Giovanni Alba, lettera aperta ai verbanesi

In questi giorni di calda campagna elettorale sono stato oggetto di un pesante attacco personale, infamante da parte di una formazione politica, che dell’insulto ha fatto la sua nota distintiva. Sulla vicenda ho dato mandato al mio legale perché gli autori della diffamazione, il Movimento 5 stelle di Verbania novelli guerrieri duri e puri di una moralità pelosa,  ne rispondano nell’unica sede competente che è quella del Giudice.  Nella missiva denigratoria  che mi riguarda, infatti, non si va per il sottile, confondendo una sanzione disciplinare con un reato. Quando, d’intesa con il Partito Democratico, ho deciso di candidarmi alla carica di Consigliere Comunale ho inteso proporre ai cittadini verbanesi  la mia disponibilità a lavorare per la città che amo. E penso di farlo con la consapevolezza e la conoscenza che mi deriva da trentacinque anni di lavoro in amministrazione, fatto di attaccamento e passione, di successi ed errori come per tutti coloro che lavorano. In questa mia lunga esperienza lavorativa sono stati moltissimi i cittadini che ho incontrato e lascio loro un giudizio complessivo sul mio operato. Ringrazio Silvia Marchionini e il Partito Democratico che hanno riconosciuto questa mia storia e hanno ritenuto di valorizzarla ponendola all’attenzione della Città Giovanni Alba

Domo: Comitato Art.38, lettera aperta

Il Comitato Art. 38 per la difesa dei servizi sociali esprime tutto il suo sostegno alle due proposte attualmente in discussione nell'Assemblea del CISS-OSSOLA: l'apertura di un centro diurno per persone con autismo e la creazione di un fondo di solidarietà per la gestione delle "case popolari". Si tratta di due interventi molto importanti a sostegno di famiglie che presentano, in modi diversi, gravi difficoltà. Inoltre si rafforza concretamente la solidarietà fra i Comuni ossolani, non limitandosi ad evocarla a parole quando conviene. La spesa complessiva per i due interventi è di circa 1 euro e 30 centesimi all'anno per abitante. Crediamo che sia evidente la sproporzione fra il piccolo onere e l'importanza sociale di tali azioni. Con l'occasione riteniamo opportuno esprimere anche il nostro auspicio che, in occasione del rinnovo dell'appalto per il personale esternalizzato, sia garantito almeno l'attuale monte ore di personale, senza riduzioni che determinerebbero tagli ai servizi, anche in considerazione dell'attuale pareggio di bilancio del CISS-OSSOLA. PER IL COMITATO Teresa Soldano e Ottavia Camona

Cgil, Cisl e Uil: Lettera ai Candidati alla Regione

Gentile candidato, nell’imminenza delle elezioni regionali, CGIL CISL e UIL della Funzione Pubblica ritengono opportuno presentarLe alcune considerazioni, in modo particolare afferenti i settori da loro macchina regionale efficace, efficiente, aderente ai vecchi e nuovi bisogni espressi dalla popolazione piemontese e rispettosi dei diritti dei lavoratori. Nel nostro Paese e nella nostra regione la crisi economica finanziaria ha prodotto effetti devastanti facendo emergere un forte incremento delle richieste di protezione sociale che non trova risposte adeguate nell'offerta dei servizi a causa della pesante riduzione delle risorse finanziarie prodotti nei diversi livelli istituzionali Negli ultimi anni il sistema dei servizi piemontesi ha registrato la perdita di numerosi posti di lavoro, anche nell'area della cooperazione e delle imprese no profit, ed un aumento all'accesso alla cassa integrazione in deroga. La precarizzazione del lavoro pubblico, la sua esternalizzazione raggiunge ormai il cuore stesso del sistema. Inoltre, nel nostro Paese, si è ingenerata una persistente sottovalutazione dei temi legati al welfare, che continua ad essere un terreno sul quale effettuare considerevoli tagli lineari. Tale modello, non solo ha prodotto un clima di forte insicurezza sociale ed una lesione dei diritti fondamentale dei cittadini più deboli, ma ha anche impedito una seria riflessione di

prospettiva sulla strategie di mantenimento ed implementazione del sistema dei servizi pubblici, la cui efficienza è una formidabile leva per lo sviluppo, anticiclica e indispensabile precondizione, per rilanciare una crescita equilibrata ed inclusiva. Purtroppo, in assenza di continuità e visione prospettica innovativa, ogni strategia si è fino ad oggi decomposta in un quadro estremamente diversificato e frantumato, in cui ha assunto un peso determinante la capacità di ogni singola regione di negoziare direttamente con il governo di turno le condizioni del proprio welfare o, meglio, le condizioni di rientro dal deficit sanitario. La richiamata necessità di un intervento di profonda valorizzazione del sistema pubblico, ci induce a sottolinearne alcuni aspetti specifici, con l’intento di segnalare alcune emergenze, senza tuttavia tralasciare l’esigenza di un punto di vista generale e complessivo del sistema regione. In particolare:

SANITÀ

La politica dei tagli lineari adottata dalla Giunta regionale, con il contenimento del tun-over al 50% dal 2010 e al 100% per tutto il 2013, ha prodotto situazioni via via sempre più insostenibili per tutti coloro che vi operano costringendoli a turnazioni e carichi di lavoro massacranti; l'adozione di blocchi indiscriminati ha inciso pesantemente sulla qualità e la quantità dei servizi offerti, mortificando la professionalità degli operatori che si trovano ad operare in condizioni sempre più difficili. Si è sottovalutata ancora una volta l'idea che il più grande patrimonio del SSN sia costituito da chi vi opera e, quindi, dall’investimento in formazione qualificata del personale, perseguibile solo in costanza di impiego. Nei recenti anni, è mancata completamente la relazione con i soggetti sociali, con gli operatori, per la condivisione del percorso, senza la quale ogni azione è esercitata solo d'autorità. CGIL CISL e UIL hanno contrastato con successo alcune discutibili decisioni della Giunta in materia di sanità. In particolare per quanto riguarda la separazione degli ospedali dal territorio, la costituzione delle federazioni sanitarie e la creazione di fondi immobiliari cui conferire la proprietà degli ospedali. Permangono tuttavia rischi futuri per la sanità piemontese, connotata da gravi elementi di insufficiente capacità gestionale, a partire dalla mancata riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi ospedalieri e del territorio, dovuta anche a campanilismi mai governati, che stanno portando ad una progressiva diminuzione del livello qualiquantitativo dei servizi erogati ai cittadini. Anche perché, nel frattempo, il blocco del turn-over, i piani di rientro e le scelte della Giunta hanno prodotto una diminuzione di oltre 3000 addetti nel SSR in tre anni, con una previsione di un saldo negativo di circa 6000 entro il 2015. Per evitare questa gravissima previsione CGIL CISL e UIL funzione pubblica auspicano che il futuro Presidente della Giunta regionale ricontratti con il governo centrale le condizioni alla base dei programmi attuativi del piano di rientro, per superare il blocco delle assunzioni, per riorganizzare la rete ospedaliera, potenziare il territorio con la costruzione dei CAP, prevedendo contestualmente la riconversione dei piccoli P.O collegati, per rilanciare in sanità la politica degli investimenti.

SOCIO ASSISTENZIALE

Sta emergendo sempre più il ricorso, anche da parte di enti pubblici colpiti dai tagli lineari, di appalti al massimo ribasso. Tale prassi, non solo incoraggia la stipula di contratti spuri e tra soggetti privi del requisito della rappresentatività, ma, operando bruscamente sulla compressione dei costi, si scarica negativamente sulla qualità dei servizi alla persona. Esprimiamo la convinzione che anche Lei condivida con noi il punto di vista per cui qualità del servizio, centralità della persona e qualità e legalità del lavoro debbano sempre essere interconnessi.

RIFORME AUTONOMIE LOCALI

Città Metropolitane, Enti di Area Vasta (Legge 56/14) La Regione dovrà legiferare sul tema delle funzioni regionali attualmente delegate alle Province piemontesi. In questa fase riteniamo opportuno confermare alla città metropolitana/Ente di Area Vasta le funzioni sin qui esercitate dalle Province, anche al fine di garantire i posti di lavoro e la continuità di funzioni e di operare l’indispensabile distinzione tra potestà legislativa e amministrativo/gestionale. Comunità Montane Autonomie Locali di minori dimensioni. La L.R.11/12, da noi in più occasioni criticata nella parte relativa al riordino delle Comunità montane, necessita di alcune modifiche importanti per continuare a garantire servizi ai cittadini residenti nei territori montani, come quello socio assistenziale. Non si sono ancora trovate delle soluzioni concrete, ad esempio, per:

· la gestione delle risorse delle ATO, oggi affidata alle Comunità montane che rappresentano enti di area vasta che hanno consentito interventi coordinati all’interno del territorio dell’asta del fiume e che domani saranno gestiti da enti più piccoli spesso in disaccordo tra loro;

· la gestione degli sportelli forestali e delle attività produttive;

· la gestione dei fondi europei e la possibilità di accesso agli stessi.

ENTE REGIONE

Nel quadro di una ormai indifferibile riorganizzazione dell’Ente Regione, cui siamo disposti a fornire un nostro contributo, vogliamo tuttavia sottolineare che tale riorganizzazione non dove produrre esuberi di personale e, al contrario, dovrebbe portare a compimento il processo di stabilizzazione a tempo pieno del personale precario, che vede ancora 37 lavoratori con contratto a tempo determinato 156 lavoratori attualmente assunti a Part-time (ex lavoratori precari). In questo quadro anche la riduzione delle consulenze allo stretto indispensabile potrebbe produrre un importante risparmio. CGIL CISL e UIL Funzione Pubblica, nella certezza che Lei vorrà stabilire con le Organizzazioni dei lavoratori un clima di grande e costruttivo confronto, anche alla luce della previsione legislativa della recente Legge 56/14 e in continuità con le prassi e gli accordi già sottoscritti, vedi Comunità Montane.

Segretario Generale FP CGIL PIEMONTE Gianni EspositoSegretaria Generale Segretario Generale CISL FPS PIEMONTE Santina Pantano UIL FPL Roberto Scassa

Patto di stabilità, lettera aperta

Quale pubblico dipendente “al servizio esclusivo della Nazione” – come recita la Carta costituzionale a lei ben nota – l’orizzonte primario del suo operato è improntato e si sviluppa, nell’ambito di competenza, nell’osservanza delle disposizioni normative di legge (“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore”). A tal fine, nell’espletamento della funzione, dispone dell’autorevole diritto-dovere, oltre che di mettere in atto ogni valida, efficace e costante condotta, di esigere azioni coerenti per il conseguimento delle finalità prefissate dal legislatore. Tali prerogative fanno sì che l’assolvimento della funzione costituisca anche per i Cittadini un prezioso presidio a salvaguardia del corretto e pieno ossequio della legalità, nel superiore generale interesse del Comune. Apprendendo che l’Amministrazione comunale domese, nell’esercizio finanziario 2013, non ha rispettato il cosiddetto Patto di stabilità interno, una considerazione ed un interrogativo sorgono spontanei. Stante la premessa potestà insita nella funzione attribuitale, nel caso specifico, è da ritenere che lei abbia adottato puntualmente e scrupolosamente tutte le misure idonee a soddisfare le prescrizioni del Patto, tra l’altro, onde evitare le previste pesanti sanzioni derivanti. E’ con questa convinzione e con questo spirito che diviene, pertanto, di doveroso e grande interesse per il Cittadino poter apprendere quali ragioni – palesemente contrastanti con quelle autorevolmente da lei sostenute – le abbiano impedito di assicurare all’Amministrazione il raggiungimento dell’ obiettivo, così determinando la violazione del Patto. Tenendo conto dei gravosi riflessi sanzionatori che da tale inadempimento derivano essenzialmente all’incolpevole collettività (mal)amministrata, in ossequio ai principi di pubblicità e trasparenza della pubblica Amministrazione, confido in un suo esauriente riscontro esplicativo. Mario Militello

Giudice di Pace a Domo: lettera aperta

A seguito della spending review, attivata del Governo Italiano per necessità di riduzione della spesa pubblica, si è disposto la chiusura di numerosissime sedi periferiche di tribunali distaccate su tutto il territorio nazionale. Purtroppo, tra queste, è rientrata anche la sede distaccata di Domodossola e pertanto tutte le attività giuridiche di competenza dei Giudici e del Giudice di pace, sia civili, sia penali, dovranno essere dibattute esclusivamente nella sede del tribunale di Verbania. Nel decreto legislativo n. 136 del 2012 è stata però prevista la possibilità di una deroga, per quanto concerneva gli uffici del Giudice di Pace, e cioè la possibilità di mantenere le loro attuali sedi, nel caso in cui gli enti locali si fossero fatti carico delle spese della gestione del servizio. Tra queste spese rientrano l'onere della locazione, il riscaldamento, la corrente, le pulizie e il personale (3 unità), con la sola esclusione del Giudice di Pace, il cui compenso sarebbe comunque rimasto a carico del Ministero. A fronte di questa opportunità, e in considerazione del notevolissimo disagio che anche il trasferimento del Giudice di Pace da Domodossola a Verbania avrebbe comportato per la popolazione Ossolana, soprattutto per le fasce più anziane e più deboli, il Consiglio della Comunità Montana delle Valli dell'Ossola, con grande senso civile, deliberò all'unanimità, in data 28.04.2013, di accollarsi tali oneri. Venne pertanto inoltrata al Ministero competente, entro i termini previsti, regolare domanda al fine di poter mantenere a Domodossola questo importante ufficio. La domanda venne favorevolmente accolta con D.M. in data 07.03.2014, pubblicato il 14.04.2014.

Grande fu allora la soddisfazione della maggior parte degli Ossolani, anche se alcuni non ravvisavano in tale conquista un traguardo particolarmente rilevante; probabilmente tale atteggiamento derivava solo dalla scarsa conoscenza dell'importanza della funzione del Giudice di Pace. Purtroppo, quando ormai si dava per scontata la conferma del mantenimento a Domodossola dell'ufficio del G. di P., ecco che il commissariamento della C.M.V.O. da parte del Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, annullava di fatto la deliberazione presa a suo tempo, in quanto l'ente, essendo in fase di liquidazione, non può più accollarsi alcun onere al riguardo. In considerazione che la conferma dell'accettazione dell'accollo delle spese dell'ufficio del G. di P. a carico degli enti locali, per il definitivo avallo della procedura di mantenimento a Domodossola, deve essere comunicata al Ministero di Grazia e Giustizia entro e non oltre il 14 maggio prossimo venturo, noi

OSSOLANI DI NASCITA E DI ADOZIONE,

riteniamo doveroso rendere pubblico il comportamento di alcune amministrazioni locali che, dissociandosi dal tentare di trovare una soluzione al problema, anche se di non facile risoluzione, probabilmente ritengono che l'argomento non sia di interesse generale e non riguardi anche la loro comunità. Al contrario, noi giudichiamo tale comportamento di indifferenza, ingiusto, amorale, asociale e, consentiteci di aggiungere, anche di totale insensibilità verso i propri cittadini, in quanto saranno proprio la fasce più deboli e quelle ubicate a notevole distanza dal capoluogo provinciale, a subire i maggiori disagi. Purtroppo ormai da lungo tempo, nella quasi totale indifferenza di chi ci amministra, l'Ossola è stata continuamente depauperata di servizi di primaria importanza e, se anche l'ufficio del G. di P. dovrà lasciare la sede domese, vorrà significare che anche questa piccola, ma non meno importante funzione, darà un'ulteriore ridimensionamento alla nostra quasi ormai inesistente autonomia locale. Per i motivi sopra evidenziati, noi firmatari riteniamo che ciascun Amministratore Ossolano dovrà assumersi la responsabilità personale, di fronte a tutti i propri cittadini, dell'impegno profuso nell'intento di evitare che anche in questa occasione l'Ossola risulti perdente.

firmato:

Piero Pagani Alberto Pagliano Giuseppe Mariani Mario Buffa Mirella Gentili Giovanna Bertagno Angelo Tanzarella Alessandro Prina Carlo Manzoni Giovanni Cristina ...seguono altre 62 firme

Associazione Ossolana Famiglie Alzheimer: lettera al mninistro Lorenzin

Gentilissimo sig. Ministro, La disturbo ancora per segnalare alcune problematiche relative alla gestione familiare dei pazienti affetti da Alzheimer, sia in qualità di care giver che in qualità di Presidente dell'Associazione Ossolana Famiglie Alzheimer. La soppressione dei ricoveri di sollievo, che avevo già segnalato lo scorso mese di gennaio, deliberata per la Regione Piemonte a far data dal 1 gennaio 2014, produce notevoli problematiche per chi gestisce in proprio i malati di Alzheimer. Pur ponendosi, strutturalmente, quando ancora esistevano, come momenti di adeguamento terapeutico per i pazienti, questi ricoveri di sollievo costituivano anche momenti di ripresa di una vita "normale" per i care giver, che potevano riappropriarsi temporaneamente della propria esistenza nella certezza che i propri cari fossero accuditi come, se non meglio, presso la propria famiglia. Non essendo più in atto detto servizio, ognuno di noi, care giver intendo, dovrà farsi carico della gestione temporanea dei propri cari a proprio totale carico, concordando con una struttura i tempi per il ricovero che si configura come temporaneo e da gestirsi privatamente. Per meglio chiarire:

1) il ricovero temporaneo, che si può richiedere tramite il servizio di valutazione geriatrica al fine di intervenire sulla terapia del paziente, prevede una lista di attesa che, giustamente, conferisce priorità alle urgenze; diventa pertanto quasi impossibile organizzare un periodo di vacanza, anche breve, contando su questo tipo di assistenza, perché potrebbe essere vanificato da diverse priorità dell'utenza.  Preciso che questa soluzione comporterebbe, per gli utenti, la corresponsione della quota alberghiera, che è statuita in circa 49€ al giorno, e che il servizio non comprende quello di lavanderia, il che comporterebbe la presenza di qualcuno che vi provveda o un ulteriore pagamento alla struttura per far fronte a detta situazione, laddove sia possibile.

2) il ricovero temporaneo può, e mi è stato consigliato di seguire questa strada, essere organizzato privatamente, contattando una struttura disposta ad accogliere il malato, il che comporta l'intero pagamento della quota, che si aggira intorno ai 100€ al giorno, con i medesimi problemi relativi al servizio di lavanderia.

3) Le spese sostenute per questo tipo di ricoveri non sono detraibili se non per l’eventuale quota sanitaria, perché non comportano l’assunzione di una persona che si occupi del paziente con rapporto 1/1. Stesso discorso vale per i ricoveri che si definiscono di tipo “diurno”, in cui il paziente trova accoglienza in struttura solo durante l’arco del giorno, con costi, a carico delle famiglie, che si aggirano intorno ai 45€ al giorno, non detraibili.

Ora, con sentenza 4558 del 12/12/2011, depositata in data 22/3/2012, la Corte di Cassazione, sezione prima civile, stabilisce che la gestione dei malati di Alzheimer sia a totale carico dello Stato. Si tratta di interpretazione in linea con quanto indicato dal D.P.C.M. 8 agosto 1985, soprattutto laddove, al punto 1, definisce “attività di rilievo sanitario quelle che richiedono personale e tipologie di intervento propri dei servizi socio assistenziali, purché siano diretti immediatamente e in via prevalente alla tutela della salute del cittadino e si estrinsechino in interventi a sostegno dell'attività sanitaria di cura e/o riabilitazione fisica e psichica del medesimo“. Sottolinea la Corte di Cassazione che il diritto alla salute è protetto dalla Costituzione come “ambito inviolabile della dignità umana ed è di per sé ostativo a qualsiasi azione di rivalsa”. Se ne deduce pertanto che nessuna rivalsa può essere posta in essere nei confronti dei pazienti e, soprattutto, dei parenti dei pazienti poiché nella patologia del morbo di Alzheimer non sono inscindibili le attività socio assistenziali da quelle sanitarie e la cura dei pazienti deve essere considerata di rilievo totalmente sanitario e, quindi, “trattasi di prestazioni totalmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale”

Chiedo a Lei e a chi dovrebbe occuparsi non solo della salute dei malati ma anche delle condizioni di vita di chi li accudisce di voler far luce su una situazione che si contraddice in se stessa, laddove da un lato si stabilisce una gratuità nell'erogazione di servizi essenziali mentre dall'altro non si dà corso a quanto stabilito dalla Corte, nascondendosi dietro incomprensibili, e spesso sconosciute ai più, giustificazioni di tipo economico. Non potendo far conto su quanto lo Stato dovrebbe garantire a cittadini che hanno sempre ottemperato alle sue proprie richieste, quest'anno, e come me molte altre persone, dovrò organizzarmi ricorrendo a servizi forniti da privati che trovano collocazione come supplenti di uno stato miope, per potermi prendere un periodo di riposo che reputo essere più che motivato e che credo mi spetti di diritto, proprio perché io, nel mio piccolo, quotidianamente mi faccio "Stato". La ringrazio per l'attenzione e cordialmente saluto Lei e i suoi collaboratori. Silvia Offria Associazione Ossolana Famiglie Alzheimer

Profughi a Vb, continua la solidarietà. Lettera aperta

Ai Sindaci, Agli amici della rete, Sono passati 10 giorni dall’arrivo a Verbania di 50 migranti e la fase della pronta accoglienza è superata senza particolari problemi. Possiamo dire che la macchina organizzativa ha funzionato. I ragazzi migranti africani, ospitati ad Antoliva Arizzano, stanno bene e sono molto riconoscenti per l’accoglienza che hanno avuto. Ormai Chiara viene chiamata “The Boss”, perché accanto all’accoglienza è necessario che ci sia qualcuno che “detti le regole” della convivenza e che svolga il ruolo di controllo; tuttavia quando li guardiamo con gli occhi di genitori, quali noi siamo, pensiamo che l’unica differenza tra loro e i nostri figli, che hanno la stessa età, sia quella di aver avuto la sfortuna di essere nati dalla parte sbagliata del mondo. E’ davvero l’unica differenza! Ora è necessario gestire con altrettanta lucidità e determinazione la seconda fase, che è quella che abbiamo definito dei ricongiungimenti familiari: stiamo invitando i ragazzi a prendere contatti soprattutto con l’Europa del nord, più favorevole alla loro permanenza nel medio lungo periodo. Questo significa costruire i contatti con familiari o conoscenti e organizzare per ciascuno il loro percorso.   A tal proposito nei giorni scorsi abbiamo promosso il numero di IBAN messo a disposizione dal Vicariato del Verbano (che ringraziamo insieme a tutti gli enti istituzionali [Prefettura, Questura e Comando dei Carabinieri,  ASL VCO e Operatori Sociosanitari del Consorzio, Protezione Civile di Verbania], a quelli del privato sociale [Ordine delle Suore di Maria Consolatrice, Fondazione Sacra Famiglia, Casa di Riposo Muller, Associazione Nonsoloaiuto, Verbania Città Solidale, Gruppi Scout Verbania, Centri di Ascolto Caritas e San Vincenzo De’Paoli] nonché alle aziende private [Campari, Novacoop, Supermercato Metà] e ai numerosi volontari che ci stanno supportando) per favorire i ricongiungimenti familiari in Italia e in Europa dei migranti ospitati ad Antoliva. Se qualcuno di voi fosse interessato a fare anche una piccola donazione, sarebbe per noi (e per tutto il nostro territorio) un aiuto concreto.  A oggi sono partiti 3 ragazzi e altri 3 sono in partenza nei prossimi giorni. Grazie in anticipo per quello che ci aiuterete a fare, anche solo per la diffusione dell’informazione tra i vostri contatti. Vi terremo aggiornati sull’ andamento, ma è molto importante che non cali l’attenzione anche su questo “nuovo” bisogno del territorio: i mass media ci confermano che i flussi migratori non vengono fermati né dalle tempeste né dai pirati del mare…Franco Diazzi Presidente Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano

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