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Dom25082019

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De Magistris: 'Sentenza elezioni 2010, grave errore giudiziario'

Di seguito la lettera aperta del consigliere regionale leghista Roberto De Magistris:

 

Gentile direttore,

            con la presente sono a chiedere ospitalità sul suo giornale per diffondere alcune considerazioni sulla questione della decadenza del Consiglio Regionale del Piemonte.

Facendo mie le considerazioni, che di seguito espongo, espresse dal dott. Daniele Vittorio Comero, - noto esperto elettorale, membro da molti anni del Comitato Scientifico della Società Italiana di Studi Elettorali, giornalista laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano ed impiegato presso l’Osservatorio Elettorale di Milano - vorrei poter ribadire il pensiero secondo il quale sia il TAR che il Consiglio di Stato annullando le elezioni regionali hanno commesso un grave errore giudiziario.

Due parole per chi non avesse seguito la vicenda del Consiglio Regionale del Piemonte:

nel 2010 la Lega Nord con Roberto Cota presidente vince alle elezioni Regionali con circa novemila voti di vantaggio.

I due candidati di centro-destra e centro-sinistra sono stati appoggiati da numerose liste piccole e grandi. Si è però saputo poi (ben quattro anni dopo) che alcune di queste liste più piccole, una di centro-destra e una di centro-sinistra, avevano problemi di validazione delle sottoscrizioni a causa di false attestazioni, in pratica qualcuno avrebbe certificato firme per la presentazione delle liste non potendolo fare.

Una specie di senso di rivincita rispetto alle elezioni perdute da parte della sinistra, e in modo particolare del candidato sconfitto Mercedes Bresso, fece aprire un contenzioso che si è sviluppato su quattro anni di battaglie legali, dopo essere andato e tornato da Roma più volte, e che non si è ancora di fatto definitivamente concluso essendo pendente un ricorso in Cassazione.

Si arriva però al 10 gennaio scorso quando il TAR di Torino emette una sentenza “definitiva” di condanna e dispone l’annullamento della proclamazione degli eletti. Quindi, di fatto, abbattendo Cota e tutto il Consiglio Regionale. Il TAR sostiene che “l’effetto perturbante tale da alterare in modo non trascurabile la posizione conseguita dalle liste, impone l’anullamento delle elezioni e la rinnovazione del procedimento elettorale”. Sentenza poi confermata dal Consiglio di Stato.

Questo è il classico caso di errore giudiziario, posso sbagliarmi, ma l’annullamento dell’elezione di Cota motivato dal fatto che fosse appoggiato da un lista circoscrizionale irregolare è un clamoroso fraintendimento della legge elettorale da parte dei giudici amministrativi. La spiegazione dell’errore è molto semplice. Prima di tutto c’è da definire in modo corretto il sistema elettorale delle regionali, il “Tatarellum” del 1995 rivisto nel 1999, in uso per il Piemonte ancora oggi. Se non si definisce correttamente il sistema si incappa in questi errori.

L’insieme delle leggi elettorali per le regionali prevedono l’elezione diretta del presidente della giunta regionale. Quindi una competizione tra candidati presidenti, chi prende più voti vince l’elezione. Questa è la formula classica del maggioritario, non del proporzionale, in più c’è il nome del candidato sulla scheda in bella evidenza.

Non c’è dubbio che per i presidente si tratti di un sistema maggioritario secco.

In contemporanea la legge prescrive che ci sia anche l’elezione del Consiglio Regionale, sulla stessa scheda, con le candidature raccolte in liste circoscrizionionali – il riparto dei seggi è fatto con la vecchia legge del 1968, che è di tipo proporzionale, ma solo per il riparto dei seggi, dopo che è stata definita la quota di maggioranza e il residuo dei seggi di minoranza -.

Il fatto che all’interno della coalizione di maggioranza salti una lista, come quella di Giovine, -che fra l’altro ha avuto un solo seggio -, ha come unico effetto quello di mettere a disposizione delle altre liste di maggioranza, ammesse al riparto dei voti in Consiglio, un seggio in più.

Meno che mai l’elezione del presidente, perché c’è una barriera invalicabile fra le due formule elettorali che sono distinte. Questa è la verità dei fatti e delle leggi.

Come abbiano fatto i giudici a confondere i sistemi rimane incomprensibile.

Vedremo se la Cassazione riuscirà o vorrà ripristinare la giustizia in tempi utili o se ci diranno che “avevate ragione ma ormai…..”

Roberto De Magistris

Consigliere Regionale Gruppo Lega Nord Piemont Padania

''Che turismo è mai questo?''

''Nella giornata di ieri, domenica 16 marzo, passeggiando sul lungo lago di Pallanza per partecipare alla manifestazione del mercatino regionale piemontese, ci si poteva imbattere (fortuitamente) nel nostro ufficio informazioni turistiche, ovviamente chiuso. Siccome la stagione turistica non è ancora iniziata qualcuno potrebbe pensare che il fatto di per se possa essere di secondaria importanza, ma leggendo orari e giorni di apertura ci si accorge di come in realtà qualcosa che non funziona nel modo di fare turismo ci sia. L’ufficio rimane aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, sabato domenica e festivi chiuso. Vogliamo davvero fare turismo con il punto informazioni chiuso? Non credo questo sia auspicabile, né tanto meno possibile, l’ideale sarebbe spostare l’ufficio turistico alle due entrate della città (Fondotoce e zona cavallotti) in modo da offrire un servizio immediato all’utente in arrivo, senza costringerlo ad una laboriosa ricerca di un ufficio mal segnalato all’interno della città. Altro discorso sono gli orari, il malaugurato turista in arrivo nel week-end o in giornate festive viene lasciato in balia degli eventi (o meglio in balia del nulla) senza sapere a chi chiedere e senza saper dove andare. Non sarebbe meglio tenere aperti (almeno in alta stagione) tutti i giorni due uffici decentrati, in grado di soddisfare tutte le necessità di chi non conoscendo Verbania vorrebbe farlo? Questa proposta già la feci nella scorsa amministrazione durante uno dei consigli comunali, ma allora non venni ascoltato. Fare turismo non è solo proporre eventi di risalto ma anche essere in grado di pubblicizzarli ed informare il visitatore affinché sia invogliato a visitare la città, portando nuova linfa e ricchezza ad una realtà ormai depauperata. Giorgio Restelli candidato sindaco del Movimento Civico Insubria''

Le rivendicazioni ossolane lette con gli occhi di Filippo Cigala Fulgosi

Sono passati meno di quattro giorni dalla manifestazione di sabato a Domodossola e le reazioni squisitamente politiche non si sono fatte attendere.  C’è chi ritiene che gli Ossolani siano scesi in piazza perché chiamati a raccolta da capipopolo o per fini elettorali, chi permane convinto dell’ospedale unico plurisede nonostante sia palese da anni il fallimento di tale soluzione, chi propone la realizzazione di un nuovo ospedale provinciale ma tra 10 anni, chi difende l’unicità Ospedale Castelli di Verbania, chi parla di difesa anacronistica di privilegi acquisiti contrari all’utilità collettiva e territoriale, chi di campanilismo, chi tratteggia recondite finalità della Comunità Montana delle Valli dell’Ossola, chi ancora si aggrappa alla presunta unità del VCO e chi più ne ha più ne metta.  Queste prese di posizione sono evidentemente determinate dalle prossime elezioni regionali ed amministrative.  Tuttavia mi sorprende notare che pochi riescono a cogliere il reale senso della protesta e del malessere delle terre alte dal quale discende.  Eppure l’editoriale di sabato sera del direttore di TeleVCO Maurizio De Paoli mi sembrava chiaro ed il perfetto compendio per gli aspiranti candidati o per le segreterie di partito.  Ma tant’è, siamo – seppur per poco – in Italia e quindi ricondurre la questione ad una mera guerra tra poveri, ipotizzare presunti secondi fini, dissertare su programmi ultradecennali è decisamente più comodo che tentare di dare un’immediata risposta ai problemi quotidiani.  Quella risposta che i cittadini chiedono ai Sindaci, forse l’ultimo baluardo rispettato della rappresentanza democratica, i quali tuttavia hanno ormai perso anche quel poco di potere decisionale che gli era attribuito e per questo erano anch’essi in piazza.
Quindi meno evanescenza politica e più pragmatismo per favore.  I punti sono: politiche del lavoro, sanità e assistenza, scuola, trasporti nel territorio montano.  E non si comincino geremiadi sul fatto che ci sono meno soldi pubblici perché a parità di imposizione fiscale ciascun cittadino ha diritto agli stessi servizi (si chiama perequazione) e soprattutto perché in Ossola questo discorso non ha ragione di esistere se solo i canoni delle produzioni idroelettriche restassero integralmente sul territorio nel quale l’acqua è derivata.  Per non parlare poi dello sfruttamento del fondovalle operato dalle aziende proprietarie di gasdotti, elettrodotti e linee ferroviarie a fronte del quale poco o nulla resta sul territorio.  Al posto di ricevere una quota parte degli introiti sul transito dei treni merci, ad esempio, l’Ossola è anzi a mendicare il mantenimento della linea Domodossola – Iselle di fondamentale importanza per i frontalieri.  Inconcepibile. In conclusione, chiunque nel prossimo futuro voglia chiedere un voto in Ossola, è pregato di presentarsi con plausibili proposte di rapida attuazione ed avendo a mente che qui la distinzione tra destra o sinistra, sopra o sotto, bianco o verde non viene da tempo più presa in considerazione.  Contano solo i programmi, anzi, le soluzioni ai problemi.  Tenendo ben chiuso quindi il libro delle favole però, perché a queste gli Ossolani non credono da parecchio.   Filippo Cigala Fulgosi

Manifestazione Domo, Francini scrive ai giovani

Carissimi Ragazzi, Immagino che guardiate già con sospetto un messaggio da un “atavico matusa politico” ma prima di esprimere giudizi vi chiedo di leggere queste poche righe. Non intendo darvi nessun insegnamento, ne esprimere giudizi voglio solo rivolgervi un invito caloroso ed appassionato da parte mia e di tutti coloro che stanno operando con entusiasmo alla organizzazione della grande manifestazione del 15 febbraio. Stiamo vivendo un momento cruciale per la storia dell’Ossola, di questo bellissimo territorio, una storia tesa ad un futuro che sarà vostro e dei vostri figli. Vi chiedo allora di essere parti attive nei dibattiti, di farvi portatori di considerazioni, critiche proposte, perché questo futuro sia per tutti noi e voi il più possibile vivo e ricco di prospettive. Fatelo nei modi che più riterrete opportuni, attraverso i social network, con documenti, gruppi spontanei, associazioni, attraverso la partecipazione diretta a movimenti politici, insomma in qualsiasi modo riteniate ma siate forti e attivi nel delineare strade e percorsi del vostro mondo futuro. Da parte nostra posso garantirvi attenzione e massima disponibilità ad un dialogo che è per tutti essenziale. Vi aspetto allora alla manifestazione di sabato 15 ma ancora poi alle iniziative di proposta e costruzione che ad essa seguiranno. Insieme possiamo farcela, per un Ossola viva e piena di speranze per un futuro che dovrà vedervi protagonisti. Grazie Il Presidente Giovanni Francini

Continuità assistenziale: Offria a colloquio con funzionari ministeriali

Facendo seguito al clamore suscitato dalla mia nota al Ministero della Salute, relativa all’oggetto, sono a relazionarvi, per dovere civico oltreché di cronaca, l’esito della mia avventura romana. Sono rimasta in contatto telefonico con la segreteria particolare del Ministro quasi ogni giorno e, avuta notizia della chiusura del punto nascite dell’Ospedale San Biagio di Domodossola, mi sono sentita in dovere di perorare anche quella causa, unitamente a quella scellerata dell’accorpamento a Novara della centrale 118, cosa che ho fatto con l’invio di un’ulteriore e-mail alla suddetta segreteria. Ad ogni mia telefonata mi veniva cortesemente risposto che si stava cercando di provvedere a fissarmi un incontro entro le date da me indicate. Mercoledì 22 gennaio ho deciso, però, di recarmi personalmente al Ministero.  Ho chiesto di poter entrare, ma non avendo le credenziali ho atteso e discusso telefonicamente all’ingresso.  Nell’arco di circa mezz’ora mi ha ricevuta, in guardiola, una collaboratrice della segreteria che ha preso appunti su quanto da me riferitole e già indicato nelle mie missive. Credevo sarebbe finita lì, e mi sentivo comunque relativamente soddisfatte. Ma nel pomeriggio una telefonata del Dipartimento Tecnico del Ministero mi informava che il Ministro aveva dato disposizioni affinché io fossi ricevuta dagli organi tecnici in tempi brevi. La telefonata di conferma mi è giunta giovedì 23 gennaio alle 10,30 e alle 11,30, tempo di muovermi in Roma con i mezzi pubblici, ero a Lungotevere Ripa 1.  A me e al  mio ex marito sono consegnati i pass e siamo entrati in attesa di incontro con la Dott.ssa Laura Vinci, Medico che ha per lungo tempo e sino allo scorso anno lavorato presso l’ASL di Biella e che ben conosce la nostra zona. Dalll'incontro con la Dott.ssa Vinci, Medico presso l'Ufficio Tecnico del Ministro della Sanità, ho avuto notizia della predisposizione di un Piano nazionale demenze in collaborazione con l'Istituto superiore della Sanità e con l'Ufficio VII Direzione della Prevenzione, che sarà pronto per luglio 2014 e che ovrebbe comportare sostanziali interventi sulla rete assistenziale di tipo domiciliare e ambulatoriale.    Per quanto riguarda i posti in continuità assistenziale, invece, la competenza, come già noto, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione, è concorrente e pertanto direttamente gestita dalla Regione. La gentilissima funzionaria del Ministero, che si è adeguatamente documentata sia sul contenuto della mia missiva che sul mio intervento televisivo, oltre che sulla situazione della nostra zona, ha rimarcato che sta ai dirigenti locali, a livello dell'ASL Vco e dei competenti uffici regionali, intervenire, in quanto a diretta conoscenza della particolare situazione geografica della Vale dell'Ossola.Lo stesso concetto, ovviamente, vale anche per la questione Ospedale San Biagio e centrale operativa 118.    Il mio scopo è stato comunque raggiunto. Questo incontro ha contribuito a ridestare l'attenzione sui problemi dell'Ossola e su quelli più generali di una sanità che il decentramento dei servizi ha portato non certo a migliorare.  Il Ministero era a conoscenza della situazione punto nascite e 118, per ragioni di cronaca locale che tutti conosciamo, ma non del problema posti in continuità assistenziale e RBA.  Ora queste parole appaiono sul tavolo romano e fanno parte integrante di un fascicoletto che porta il mio nome.  E’ già qualcosa.    Ho, in ogni caso, stabilito un contatto personale con gli uffici tecnici del Ministero, che si sono messi a disposizione per ogni chiarimento e per ogni intervento che rientri nella loro sfera di competenza.     Non sempre gli obiettivi si raggiungono urlando. Gli obiettivi si raggiungono con la perseveranza, una certa competenza e la buona educazione.  Silvia Offria  ( comunità ossolana famiglie alzheimer )

Domo : Del Barba ribatte punto su punto alle scelte sanitarie della Regione

La rapida successione della delibera regionale e della sentenza del TAR sulle chiusure dei posti di continuità assistenziale e del punto nascita cala la scure sull'intera sanità ossolana: ospedaliera e territoriale.  Prima ancora di decretare il fallimento della politica sanitaria regionale, questa pone il drammatico problema della sicurezza e della sopravvivenza dei cittadini ossolani.  Con questi provvedimenti l’assistenza sanitaria in Ossola crolla sotto i livelli minimi di sicurezza, gli stessi che Regione, ASL e indirettamente TAR, dicono di voler salvaguardare.  La chiusura di reparti, la sospensione di servizi, la contrazione di posti letto, la mancata sostituzione di personale, la progressiva perdita di primariati, finiscono definitivamente l'ospedale di Domodossola. E quella che doveva gradualmente sostituire i servizi ospedalieri con una cura più efficiente ed economica - l'assistenza territoriale - da oggi è evidentemente una promessa mancata. Il Punto nascita no, l’Emodinamica magari, il Blocco operatorio forse, danno la certezza di un declassamento da DEA a Pronto soccorso e di conseguenza da Ospedale a Poliambulatorio.La fragile e illusoria promessa di Meno ospedale e Più territorio, giustificata dalla Regione su base clinica ed economica, ma contraddetta dalle esperienze internazionali che coniugano alti livelli di ospedalità e territorialità, sostenendo e finanziando entrambe sulla base di protocolli di appropriatezza diagnostica e terapeutica e di convenienti e limitate integrazioni col privato, invece che attraverso dei tagli indiscriminati, è miseramente fallita sui due fronti. L’umanità dell’Ossola, quella stanziale e quella degli ininterrotti flussi turistici, commerciali e scolastici, ha bisogno della sanità come dell’aria; ha l’inviolabile diritto alla sopravvivenza, nel rispetto dei diritti dei concittadini provinciali verbanesi e omegnesi, che devono essere riconosciuti di conseguenza e non per privazione dei nostri. Questi bisogni vitali e diritti fondamentali devono ripartire da un Ospedale Generalista Pubblico, con Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Unità di Terapia Intensiva Coronarica, Dipartimento Materno Infantile, Dipartimento di Anestesia e Rianimazione, compresi logicamente i Dipartimenti di Medicina e Chirurgia Generali, con il Blocco di Sale Operatorie completamente operative; un Ospedale adeguatamente integrato, non sostituito, con un’assistenza territoriale sanitaria e sociale globale nelle sue diverse articolazioni: residenziale, ambulatoriale e domiciliare. Ci sono le risorse – intellettuali, organizzative, economiche – per declinare finalmente una promessa in un programma e soprattutto in una garanzia di salute, nelle sue accezioni di prevenzione, cura, riabilitazione e … giustizia.  
Damiano Delbarba                              Capogruppo PD Domodossola

Morte gemellina: lettera aperta al Ministro Lorenzin

Egr. Sig. Ministro Dr. Lorenzin, Le chiediamo di intervenire e tutelare i cittadini dell'Ossola, che già da anni sono preoccupati non solo per il recente episodio di cui Lei sarà sicuramente a conoscenza. Dopo la mobilitazione per la chiusura del punto nascite di Domodossola, con riaperture alternate e limitate del punto nascite che è un riferimento per migliaia di persone che vivono nelle valli, lo sconcerto è evidente: è morta una bimba dopo 7 ore di attesa e rimbalzi di responsabilità tra un ospedale e l'altro. Si tenga conto che l'ospedale San Biagio di Domodossola è sede di DEA ove debbono essere presenti le aree di medicina, chirurgia e materno infantile pena il declassamento del DEA e di conseguenza dell'ospedale. Ora, sul tragico caso, ci saranno indagini, prese di distanza, burocrazia, scarico e addossamento di responsabilità degli uni sugli altri. Nel frattempo i genitori piangono... Noi vorremmo una sanità migliore e più vicina ai cittadini, anche a quelli delle periferie e uguale in tutte le regioni di Italia, come previsto dall'Art. 32: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti". Non ci basta aggiungere le solite frasi di rito: del tipo “non devono più accadere queste cose”, occorre mettere mano concreta, organizzare le strutture che ci sono, distribuendo eguali servizi a tutti i cittadini, raggiungendoli in ogni parte d'Italia, senza costringerli a soffrire e vedere morire i loro figli. Tenga conto che la sanità non può essere realizzata ad alti livelli solo nelle aree metropolitane, ma nel nostro Paese come nel Piemonte (Pie Monte) la sanità deve essere al servizio dei cittadini con servizi "di base" essenziali di base con DEA di primo livello funzionanti. Ci deve essere con un servizio celere e funzionante, e ci riferiamo evidentemente al 118. L'Ossola è una periferia per antonomasia collocata vicino alla Svizzera e con un territorio montano, più vicina alla Lombardia e a Milano che a Torino. Siamo consapevoli che la sanità è prevalentemente di competenza regionale e sono stati costruite tra le regioni, una sorta di barriere che solo individualmente si riesce a superare, ma siamo fiduciosi in un suo intervento. Distinti saluti Giuseppe Criseo, Segretario Generale Sindacato Europeo dei Lavoratori - Bernardino Gallo Presidente associazione SOS Ossola

Sanità Ossola: B. Gallo scrive a Cattrini

Commissione mista sanità, sindaci, comitati, associazioni. Bernardino Gallo, presidente di Sos Ossola, scrive al sindaco di Domodossola, Mariano Cattrini, una seconda lettera per ampliare gli argomenti in vista della riunione della commissione mista sulla sanità già sollecitata. Di seguito il testo integrale della lettera: ''Faccio seguito alla richiesta di convocazione urgentissima della commissione mista sanità sindaci / comitati- associazioni. richiesta sul tema Country Hospital o posti letto di continuità assistenziale, al fine di poter aggiungere alla discussione anche del tema dell'assoluta assenza di sicurezza nell'organizzazione della cosiddetta e inesistente STAM, (Servizio Trasporto Ambulanza Medicalizzata, con assistenza medica e di un'ostetrica per le emergenza nell'area materno infantile) e di riflesso per l'organizzazione del 118, funzionante nel nostro territorio solo grazie al notevole contributo dei volontari, ma sempre più disorganizzato e inefficiente da quando è oggetto del solito provvedimento neo centralista di accentramento della sede distante dai territori periferici e dalla loro conoscenza. Tale esigenza nasce anche dalle dolorose e preoccupanti notizie di cronaca recenti. Mi permetto di suggerire di ampliare la convocazione anche al segretario provinciale del sindacato pediatri FINMP. Quanto sopra sempre nel contesto più generale della inevitabile battaglia in difesa della sanità e del socio assistenziale nel nostro territorio a partire dall'Ospedale San Biagio. In considerazione della notevole importanza degli argomenti, mi permetto di chiedere alla SS. VV. di organizzare la riunione al più presto possibile. Le anticipo che SOS Ossola si assumerà ogni e qualsiasi responsabilità relative a queste vicende. Distinti saluti Bernardino Gallo Presidente SOS Ossola

Country Hospital. Sindaco Monti scrive al Prefetto

Ill.mo Prefetto     Mi permetto in qualita’ di Sindaco del Comune di Premosello Chiovenda e dopo aver sentito anche il Vice Sindaco di Domodossola, che ormai con me da mesi combatte questa battaglia, di chiederLe un suo urgentissimo intervento su una questione di carattere sociale che si sta verificando sul territorio Ossolano a grave discapito dei cittadini e in modo particolare dei malati. Come Ella ben sapra’ dal 01 gennaio 2014, a seguito di una non comprensibile decisione della Giunta Regionale sono stati eliminati tutti i posti di Country hospital presenti in Ossola che ammontavano a n°25 posti letti di post degenza Ospedaliera, un servizio efficiente, dislocato in modo corretto sul territorio in modo da andare incontro alle esigenze dei malati e dei loro famigliari. Dal 01 gennaio 2014 la Regione Piemonte ha deciso, nonostante le nostre osservazioni avanzate fin dal mese di ottobre 2013 di chiudere tutti i posti che erano dislocati in Ossola, in strutture pubbliche e di concentrarle in un’unica struttura privata collocata a Miazzina, in un luogo poco servito dai mezzi pubblici, in posizione assolutamente non baricentrica rispetto all’intero territorio Provinciale, una scelta incomprensibile che gia’ da questi primi giorni dell’anno sta creando disagi enormi ai nostri malati e ai loro famigliari che devono assisterli. Nei prossimi giorni, si avra’ inoltre un problema occupazionale molto importante, in quanto tenuto conto che in tempi rapidi i nostri reparti verranno chiusi in funzione delle progressive dimissioni dei pazienti ci vedremo costretti a ridurre drasticamente il personale impiegato nelle nostre strutture pubbliche, andando ad incrementare la lunga schiera dei disoccupati in Provincia, creando ulteriori disagi sociali. Eccellenza, non capiamo questa assurda decisione, amministrare significa tutelare i propri cittadini, garantendole i servizi essenziali e in prima istanza sicuramente il diritto di curarsi in strutture di eccellenza, dislocate sul territorio in modo da fornire  la massima  fruibilita’  delle stesse  ai malati e ai loro famigliari,  non comprendiamo come mai il Presidente della Giunta Regionale, non intervenga su questo argomento confrontandosi con i Sindaci. Le chiedo a nome del Comune di Premosello Chiovenda, ma ritengo di interpretare anche il pensiero di tutti i miei colleghi Sindaci Ossolani un Suo autorevole intervento, unitamente a quello dell’On. Enrico Borghi che tanto si sta adoperando in Parlamento per la nostra Provincia in merito a questa vicenda, che non e’ politica ma riveste un carattere Sociale-sanitario-occupazionale e di tutela verso i nostri cittadini. Le confesso, inoltre che su questo argomento io personalmente non mollero’, sono pronto a scendere in Piazza, a manifestare pubblicamente il mio dissenso con ogni forma e in ogni luogo, a fianco dei cittadini e delle Associazioni, anche a rassegnare le mie dimissioni pur non essendo in scadenza di mandato , con la delusione pero’ di aver toccato con mano l’impotenza di un Sindaco, che poco puo’ fare se non protestare contro delle decisioni sbagliate prese a 200 Km da qui, da persone che probabilmente non conoscono le reali esigenze del nostro territorio, ma il compito di un Sindaco non e solo quello di esattore dello Stato (applicando la TARES, l’IMU ecc..) e’ quello di stare con i cittadini garantendole dei servizi,  pertanto dopo aver tentato di confrontarmi con la Regione senza risultato, chiedo a Lei , nuovamente in qualita’ di rappresentante del Governo e all’On. Borghi Enrico di tutelare gli interessi dei cittadini Ossolani che dal 01 gennaio 2014 si sono visti privare di un servizio essenziale, richiedendo alla Regione Piemonte di riassegnare all’Ossola i posti di Country Hospistal nelle strutture di Domodossola e Premosello Chiovenda, assegnando due nuclei di 20 posti ciascuno alle due strutture a soddisfazione delle esigenze dei nostri numerosi pazienti. Eccellenza questo e’ una richiesta di aiuto, per ripristinare al piu’ presto un diritto di curarsi per le persone Ossolane ad oggi venuto meno. In attesa di un Suo autorevoLe intervento, la ringrazio anticipatamente per il Suo interessamento e le porgo Cordiali Saluti. Geom. Giuseppe Monti                                                    

 

 

Country Hospital: l'Ossola attende notizie da Torino

                               

Saluto del dottor Catania

“Nel lasciare la direzione dell'Ufficio scolastico provinciale di Verbania per ricoprire un nuovo incarico presso la Direzione regionale, voglio porgere un cordiale saluto a tutta la Scuola della città di Verbania e provincia, ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale amministrativo, tecnico ausiliario, agli studenti e alle loro famiglie, ai componenti degli organi collegiali scolastici ed ai rappresentanti sindacali della Scuola. Durante questi tre anni ho avuto modo di verificare le potenzialità della scuola del Verbano-Cusio-Ossola, una realtà in cui è frequente trovare alte professionalità, forte impegno, senso del dovere e responsabilità, indirizzati a formare i giovani come uomini e come cittadini. Nel mio lavoro quotidiano, caratterizzato da impegni di relazione e di organizzazione, ho trovato disponibilità e attiva collaborazione che mi hanno permesso di affrontare situazioni delicate e talvolta complesse. Ringrazio, quindi, per l’azione infaticabile e disinteressata, coloro che a vario titolo fanno la scuola, dirigenti scolastici, docenti, personale Ata, allievi e genitori. Il mio ringraziamento va, inoltre, al personale dell’Ufficio scolastico provinciale che, nonostante l’esiguo numero di dipendenti, ha contribuito al raggiungimento degli obiettivi. Questa esperienza di lavoro mi ha arricchito dal punto di vista umano e professionale mi ha fatto avvertire ancora di più, il significato del senso della missione e del dovere, del rispetto dei valori su cui si fonda l’azione di chi ha a cuore il bene comune.Nel porgere cordiali saluti, auguro a tutti Buon Natale e buon anno. Antonio Catania"

Gruppo antifascista denuncia intimidazioni da Coordinamento 9 dicembre

Siamo un gruppo di giovani antifascisti e desideriamo informare e dare delucidazioni relativamente ai fatti accaduti nella giornata di domenica 15 dicembre, durante la manifestazione indetta dal cosiddetto “Movimento 9 dicembre”. Data la gravità dei fatti accaduti nei giorni scorsi a livello nazionale, ci siamo sentiti in dovere di prendere posizione, attraverso un volantinaggio, non per mettere in discussione il diritto di manifestazione ma per evitare che il diffuso disagio sociale venisse anche nella nostra Provincia strumentalizzato da forze di estrema destra. Alla partenza del corteo in Gravellona Toce, dopo una breve azione di volantinaggio, siamo stati aggrediti verbalmente ed allontanati da alcuni organizzatori della manifestazione, i quali intimavano i dimostranti di non accettare nessun volantino in quanto antifascisti. Teniamo a sottolineare che alcuni partecipanti, data l’aggressione da noi subita, si sono dichiarati disdegnati e amareggiati, dissociandosi ed abbandonando la protesta visti i toni antidemocratici . Dato il nostro allontanamento abbiamo ritenuto opportuno recarci in località Fondotoce, dove i due cortei si sarebbero dovuti riunire. Qui le Forze dell’Ordine ci hanno isolato per ragioni di sicurezza impedendoci di proseguire l’attività.  La giornata del 15 Dicembre è stata caratterizzata da uno spirito antidemocratico ed intimidatorio. Ribadiamo che il nostro fine non è stato quello di creare disordini ma di informare la gente. Prendiamo questa giornata come punto di partenza per iniziative future.  Siamo anche noi vittime della crisi e ribadiamo la nostra appartenenza alle classi più debolI: siamo precari, studenti, disoccupati, facciamo parte delle categorie sociali che stanno pagando più duramente l’attuale situazione. Ma crediamo che i fascisti vecchi e nuovi facciano parte del problema e non della soluzione.
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