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Dom25082019

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Punto Nascite: lettera aperta al presidente Cattaneo

Caro Presidente Cattaneo. Certamente bisogna puntare sulla qualità come sostengo da oltre un anno, qualità che, senza la quale, la cosiddetta mobilità passiva, cioè la fuga di oltre il 45% delle donne del VCO che vanno a partorire in altre strutture sanitarie, fuori dal VCO e, anche fuori regione, è destinato ad incrementarsi. (dato di proiezione del 2.013, di cui mi assumo pienamente la responsabilità). Su questi dati farò una comunicazione nei prossimi giorni. Basta anche con i gettonisti che vengono a dormire al Castelli e al San Biagio, ma attenti a non confondere questi gettonisti con la convenzione in atto dei pediatri che operano al San Biagio. Le motivazioni sono molteplici e vanno:

• dalla qualità garantita dall’esperienza di tali figure professionali che

operano sul territorio,

• al costo inferiore di circa il 50% che, di questi tempi, non è da

trascurare;

• dal supporto, sempre di qualità che viene garantito al DEA,

• al filtro che rappresentano per il DEA medesimo, già super intasato.

• Per non parlare del collegamento tra attività territoriale e quella ospedaliera di cui si parla senza, quasi mai, quagliare alcunché.

Sottolineo che un’ inclusione forzosa tra i “gettonisti” dei pediatri del punto nascite del San Biagio, oltre che impropria e motto meno costosa, potrebbe anche apparire come una rivalsa nei loro confronti e del loro sindacato, in quanto hanno presentato, a proprie spese, un distinto ricorso al TAR, anche nell’interesse degli utenti. Richiamo l’attenzione su questi aspetti positivi che dovrebbero consigliarci di estendere tale esperienza ad altre realtà periferiche come la nostra e introdotti anche a Verbania, per i medesimi motivi. Infine, un nodo da sciogliere è certamente quello della rimozione dei massimi responsabili di questa situazione che ho già indicato in passato e, in particolare chi, senza attendere le decisioni del TAR, ha inviato ai vari e troppo numerosi “responsabili” il protocollo per la chiusura del punto nascite. Bernardino Gallo

Estate negli oratori: lettera di Mons. Brambilla

Cari ragazzi e animatori, cari genitori e famiglie, cari sacerdoti ed educatori tutti. L’anno scolastico è ormai al termine e nelle nostre comunità stanno partendo le attività del tempo estivo. Un tempo di riposo, di svago e di ricreazione dopo le fatiche della scuola e del lavoro. Ma l’estate può anche essere un tempo fecondo per il cammino di crescita di bambini, ragazzi e giovani: il molto tempo libero può essere riempito di significati, vivendolo in modo qualificato, perché abbia un senso e un fine educativo e di formazione. Nelle settimane di Grest si vivranno intere giornate di educazione e condivisione con tante attività. Poi ci sarà la proposta anche più coinvolgente dei campi scuola: settimane di vita comunitaria formative e intense per bambini, ragazzi e soprattutto adolescenti e giovani. Per i più grandi, dai 18 ai 30 anni, infine, c’è anche una serie di proposte forti, coordinate dall’Ufficio di pastorale giovanile diocesano, che vanno dalla missione, al servizio e alla spiritualità. A tutti voi bambini e ragazzi che vivete nelle nostre comunità, vorrei esprimere l’augurio che l’estate sia un’occasione splendida per vivere insieme, scoprendo ogni giorno la bellezza della vita comunitaria: è l’esperienza dell’essere Chiesa, dove ciascuno può sentirsi accolto e imparare a sua volta ad accogliere gli altri e a farsi dono. A voi animatori vorrei esprimere la mia gratitudine per l’impegno e il lavoro che avete fatto durante l’anno per i più piccoli e per quello che state iniziando a fare nei vostri oratori. Vivete queste settimane con una grande passione educativa, convinti che quanto donate ai vostri ragazzi è un seme che porta frutto per loro, ma anche per voi stessi, perché “Dio ama chi dona con gioia” (2Cor 9,7). A voi genitori auguro che la piccola comunità che è la vostra famiglia si senta sostenuta e coinvolta dalla grande comunità che è la Chiesa, in questo prezioso lavoro educativo per i vostri figli. È un gesto molto delicato quello dell’educazione che esige rispetto, attenzione e fiducia perché le famiglie e i ragazzi sentano la tenerezza della Chiesa che educa alla vita in formato grande. A voi sacerdoti e a tutti quegli adulti – laici, religiosi e religiose – che si dedicano con passione alle nuove generazioni, il mio grazie e il mio sostegno. Conosco la bellezza e la fatica di dedicare il proprio tempo, e in particolare quello estivo che arriva dopo un anno di lavoro, per far vivere a bambini, ragazzi e giovani esperienze forti e significative di Chiesa e di incontro con il Signore. Anzi vi dico che il Grest avrà successo se non sarà un’isola nel cammino pastorale, ma un trampolino di lancio per stabilire una continuità con l’oratorio e la pastorale giovanile del prossimo anno. Il vostro Vescovo vi saluta tutti e vi augura un’estate buona.

 

Unione Ossolana: lettera aperta di Alessio Lorenzi

Vedo con rammarico che l’Unione Ossolana è tuttora alle prese con problemi formali legati alla composizione del consiglio e della giunta, sono stupito di come una struttura siffatta con funzionari di provata esperienza e amministratori di lungo corso non sia ancora stata capace di recepire i chiarissimi ed inequivocabili dettami delle leggi nazionali e regionali che hanno disciplinato la materia. Come Presidente dell’Unione dell’Alta Ossola (ex Andifor) non posso che dispiacermi di questo stallo che non permette ai colleghi sindaci che fanno parte dell’Unione Ossolana di attivare da subito i servizi previsti dalla legge e fondamentali per i nostri cittadini. D’altro canto è fondamentale recepire correttamente in modo scevro da “interpretazioni fatte su misura” i presupposti normativi per far si che l’importantissimo compito affidato dal legislatore alle Unioni e cioè la gestione associata dei servizi, possa prendere vita senza strascichi legali che metterebbero a rischio l’operato dell’ente. Sono certo altresì che l’esperienza amministrativa e la professionalità dell’attuale Presidente nonché Sindaco di Domodossola Mariano Cattrini saprà governare una situazione che vista dall’esterno sembra avere ancora il sapore di un vecchio sistema dove il bene di molti è pregiudicato dall’interesse di pochi. Come Unione dell’Alta Ossola stiamo marciando a ritmo spedito avendo attivato oltre alla centrale unica di committenza altri due servizi quali la polizia locale e la protezione civile, mentre procedono le riunioni per impostare le modalità di attivazione degli altri servizi che la legge ci impone di gestire in forma associata. Auspico che presto anche le altre Unioni possano iniziare ad operare per portare, soprattutto ai piccoli comuni, quel valore aggiunto che a mio parere dovrà essere tratto da questa forma di imposizione che, se pur calata dall’alto, ha il pregio di poter portare l’amministrazione pubblica verso forme di risparmio necessarie quanto importanti in momenti come questo. Come ribadito più volte finita la fase “costitutiva” che ha visto gli amministratori ragionare anche su posizioni ed ipotesi diverse, oggi siamo chiamati a collaborare per esprimere il meglio nei confronti dei cittadini, confermo quindi ancora una volta la disponibilità a confrontarmi con i miei colleghi per raggiungere quegli obbiettivi di efficacia ed efficienza che sempre più la gente ci sollecita. Alessio Lorenzi Presidente Unione dei Comuni dell’Alta Ossola

Villadossola: bilancio sociale di fine mandato

Cari concittadini, l’amministrazione che ho guidato a partire dall’aprile 2008 venne eletta sull’onda di due fattori fondamentali: una diffusa voglia di rinnovamento del mondo politico e amministrativo, un forte sentimento di indignazione verso i responsabili della fine della legislatura guidata da Liliana Sarazzi, con particolare riferimento alle modalità e alle motivazioni che portarono al commissariamento del Comune, per la prima volta dal dopo guerra. Si insediò con le nuove elezioni un’amministrazione anagraficamente molto giovane, con un’età media al di sotto dei 40 anni e decisamente rinnovata nelle persone; nella maggioranza un solo consigliere vantava una certa esperienza, tra l’altro di minoranza. Ora, cinque anni dopo, la legislatura volge al termine. Crediamo di avere operato con trasparenza, condivisione e lealtà verso i cittadini cercando di praticare il principio dell’uguaglianza dei diritti di tutti, di attuare la solidarietà verso le persone più deboli, di praticare una democrazia partecipata in contrapposizione al malcostume del clientelismo e delle derive personalistiche o lobbistiche. Ora non sta a noi esprimere giudizi sulla nostra amministrazione: questo onere spetta ai cittadini, che con il loro voto hanno la possibilità di premiare o punire gli amministratori del loro comune. Con le pagine del “bilancio sociale di mandato” raccontiamo il percorso svolto nel contesto di un’analisi sociologica. Il Sindaco Marzio Bartolucci

Pd Vco: lettera ai verbanesi sulle dimissioni di Zacchera

Cari concittadini verbanesi, come ben sapete, da oggi non abbiamo più un Sindaco. Ciò che Vi chiedo è un esercizio di memoria. Vi chiedo di ricordare il modo in cui era cominciata l’ultima avventura amministrativa a guida del dimissionario Sindaco Zacchera. Ricordo ancora vividamente la giornata in cui da neo eletto consigliere partecipavo alla prima seduta del Consiglio Comunale, convocata presso il Palazzetto dello Sport, i cui spalti erano gremiti da molti sostenitori di colui che annunciava con grande fierezza di essere dopo sessantaquattro anni di governo cittadino di centrosinistra il primo Sindaco di centrodestra che aveva vinto le elezioni utilizzando lo slogan del “cambia Verbania”. Non si può negare che effettivamente in questi quattro anni Verbania sia cambiata. Lascio a Voi stabilire se in meglio o in peggio. Non mi soffermo sulle beghe interne che hanno prodotto l’implosione della ex maggioranza ma non posso accettare che, tra le motivazioni addotte, vi sia quella della carenza di risorse determinata dalla crisi economica in atto. Non si può, infatti,  dimenticare che nelle casse del Comune sono pervenuti, grazie all’assegnazione dei fondi europei, ben 12 milioni di euro gran parte dei quali destinati al CEM, ormai divenuto quasi un personaggio mitologico. Meglio sarebbe stato se tale denaro, come da noi più volte consigliato, fosse utilizzato per progetti più utili alla città. E non si può nemmeno accettare che tra le motivazioni vi sia il mancato appoggio della minoranza di centrosinistra a sostegno di un “governassimo” auspicato dall’ex Sindaco. Tale soluzione nulla poteva avere a che fare con il risultato del voto popolare delle scorse amministrative. Vorrei ricordare che non vi può essere alcun paragone tra la situazione politica nazionale e quella locale, in quanto, il diverso sistema elettorale aveva consegnato una solida e certa maggioranza che avrebbe consentito al centrodestra di governare saldamente. E saldamente si poteva affrontare il difficile periodo di rimpasto di Giunta, presentando una proposta concreta nelle sedi istituzionali evitando inutili e inconcludenti proclami. Sarebbe stato sufficiente presentare una nuova squadra di Giunta in Consiglio Comunale e verificare se esisteva ancora una maggioranza. Invece si è preferito rassegnare le dimissioni lasciando così la città orfana di un rappresentante eletto dai cittadini. E se dopo 68 anni non si è riusciti a “cambiare Verbania” di certo dopo 68 anni, per la prima volta nella sua storia, Verbania non avrà un rappresentante della città durante la Festa Patronale dell’8 maggio. E, a mio parere, ancor più grave, sarà l’assenza durante le celebrazioni per il ricordo dell’eccidio dei 42 Martiri di Fondotoce. Verbania è proprio cambiata, ma non se lo meritava. Corrado De Ambrogi Coordinatore Circolo PD Verbania

 

Lettera aperta del sindaco Zacchera

Dopo la seconda rapina in poche settimane nella zona di viale Azari ai danni di due sale giochi, colpite entrambe a tarda sera, la prima reazione che ho avuto è stata di iniziare a stendere un’ordinanza di riduzione degli orari di apertura in tutta la città di questi locali cresciuti in numero assurdo e che attraggono non solo clienti da spennare, ma anche delinquenti ingolositi dagli incassi. Impedirne l’apertura fino a tarda notte era a mio avviso il miglior deterrente contro il ripetersi di simili episodi in futuro. Ma ridurre gli orari non si può: tra corsi e ricorsi (pende una richiesta di danni al Comune per 1.350.000 euro per averlo fatto anni fa) nessuno si prende la responsabilità di farlo e ne viene impedito anche il sindaco perché esporrebbe la sua Amministrazione a potenziali ingenti richieste di danni. Siamo all’antitesi della logica: per favorire il libero commercio non ci sono più regole, ma senza regole si creano evidenti distorsioni a tutto danno dei cittadini. Spiace che man mano siano state ridotte le possibilità di interventi tempestivi e locali che in molti campi potevano risolvere o almeno contenere i problemi: come sempre la logica muore soffocata da norme e burocrazia. Marco Zacchera Sindaco di Verbania

Domo: lettera aperta di una neo mamma

Sono una felicissima mamma di Domodossola. Ho partorito con piena soddisfazione presso il “nostro” Punto Nascita. Volevo scrivere ai giornali locali i miei complimenti alla struttura, poi per una serie di motivi mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo di accudire la mia creatura e … mi sono dimenticata! Ho letto che un bimbo di Vigezzo è nato “di corsa” dopo una rocambolesca corsa al San Biagio. Anche noi, abitando a Domodossola abbiamo avuto una bimba “di corsa”. Il nove marzo - in pochissimi minuti - è nata Vittoria. Non ci fosse stato il San Biagio avrei partorito sicuramente per strada e ci chiediamo come è possibile che i politici continuino a fare orecchie da mercante alla continue lamentele della popolazione ossolana. Spero che il nome che abbiamo dato a mia figlia sia di auspicio a tutti i comitati che stanno difendendo il “mio” Punto Nascita. Mamma Caterina

Parto e servizi territoriali, lettera di un papà

“E adesso???”
Questa è stata la prima domanda che mi sono posto dopo che mia moglie, una mattina dell’estate scorsa, mi ha annunciato la gioia dell’arrivo di un figlio.
Ci stavamo inoltrando in un mondo nuovo... quello “di genitori”!
I giorni seguenti sono stati pieni di ansia, i test da farmacia assicuravano il nuovo evento!
Onestamente non sapevamo che pesci pigliare e a chi rivolgerci.
Chiacchierando con amici in maniera informale, il consultorio di Sant’Anna ci fu descritto molto bene. Io ero scettico, ero convinto fosse la solita sola pubblica, niente di preciso e molto distaccato.
Mai fui più in errore! La struttura verbanese ci ha accolto una mattina di giugno, fra altre mamme che attendevano nella sala. Quando è arrivato il nostro turno, ci accomodammo davanti alla scrivania ed è stato in quel momento che conoscemmo la nostra ostetrica, una donna con la faccia simpatica che con altrettanta simpatia si presentò e ci porse le solite domande di rito. Tutto era strano, le preoccupazioni sempre molte, ma questa persona non era il solito dottore che tratta con distacco anzi, lei ci ha trasmesso, con poche parole e molti sorrisi, la passione per il suo lavoro.Siamo usciti da questo colloquio rassicurati, se prima eravamo felici, in quel momento sprizzavamo felicità da ogni poro e con mano l’agenda della gravidanza, di un verde che avrebbe fatto notare a chiunque del nostro lieto evento.
Passarono i giorni e i mesi e con essi cresceva la pancia di mia moglie. Intanto Filomena, la nostra ostetrica ci seguiva a passo a passo, rassicurandoci in ogni scelta.
La data del parto si avvicinava velocemente tanto che quel corso preparto, che si frequenta al settimo mese, arrivò anche per noi. Così ci siamo ritrovati in una stanza assieme ad altre coppie che stavano facendo il nostro percorso. L’ostetrica si presentò come una persona chiacchierona… ma a parer mio, cosa non prettamente vera, ogni sua parola ci affascinava e ci trasmetteva tranquillità e maggior consapevolezza!
Durante il corso preparto una giornata è dedicata alla visita dell’ospedale di Verbania, così denigrato dal popolo verbanese, del quale troppe volte si parla così male solamente per far notizia. Molte mamme avevano deciso di recarsi chi all’ospedale di Varese, grazie alla tanta decantata stanza travaglio (perché di un colore azzurro!), chi a Novara perché ritenuto molto più professionale, chi a Borgomanero, solamente perché Verbania scartata a priori.
Io e mia moglie, invece abbiamo scelto proprio l’ospedale di Verbania.
Finito il corso, eravamo vicino, sempre più, alla nostra “scadenza”.
Quando è arrivato questo fatidico momento, mia moglie per prima ha allertato la sua mamma, che di corsa si è precipitata a casa nostra; le contrazioni si avvicinavano sempre più, cominciavamo a essere ansiosi e quindi ho deciso per rassicurare la futura mamma del mio bambino, di telefonare a “Filo”, che, credetemi, ci ha aiutato veramente molto...
Dopo di che: valigia in macchina e via verso l’ospedale!
Primo piano, citofono e non ho atto in tempo a dire “mia moglie ha le doglie” che arrivarono ad aprirci come se ci stessero già aspettando ed ecco davanti a noi Laura, l’ostetrica prona a seguirci in questa nostra intensa ed emozionante giornata. Mia moglie è stata, per prima cosa, portata in stanza, le è stato attaccato il tracciato e dopo le prime valutazioni le è stato dato un letto: c’eravamo quasi.L’avventura vera, però, è cominciata a quel punto! Ho aiutato mia moglie a cambiarsi, l’ho accompagnata di nuovo nella stanza pre-travaglio, dove Laura ci ha spiegato che c’era la probabilità che il nostro bimbo avesse un giro di cordone attorno al collo. Immaginate la mia preoccupazione… ma Laura sapeva ciò che stava facendo e ci ha rassicurato subito. Che fatica vedere il travaglio della mamma di mio figlio, cercavo con tutto me stesso di sorreggerla in preda alle contrazioni. Con quanto amore ho visto questa grande ostetrica massaggiare i piedi di mia moglie per recarle sollievo, è bello trovare persone che anno il loro “lavoro” con passione. In poco tempo, rotto le acque, siamo entrati quasi di corsa in sala parto… ebbene s’intravedevo i capelli, un’altra spinta ed ecco arrivato il nostro bambino con il suo cordone attorno al collo… e al suo primo vagito quante lacrime ho versato!
Questo è il racconto di un parto che non fa “notizia” ma, io ci tengo a ringraziare tutto il personale che ci ha aiutato a far nascere nostro figlio.
Mi rivolgo anche a tutte le persone che vorranno andare a partorire da altre parti, ricordando che ci stanno tirando via molti servizi e in parte è proprio perché si snobbano per partito preso o per influenza delle voci quelli che abbiamo.
Papà di Alessandro Luca Junio

Bicincittà Vco: lettera aperta

''Ciclovia del Toce, richieste legate alla dismissione di un tratto di pista ciclabile in comune di Villadossola Nei giorni scorsi abbiamo appreso dagli organi di stampa della delibera della Giunta Provinciale n.11 del 30/01/2013 con cui viene approvata una transazione per la rimozione di un tratto di pista ciclabile in comune di Villadossola. Questa notizia ha suscitato profonda preoccupazione perché questo atto costituisce un precedente che potrebbe avere pesanti conseguenze sul destino di quei tratti di pista ciclabile che sono stati realizzati negli anni scorsi con utilizzo di soldi pubblici. Nel corso di alcuni incontri con l’amministrazione provinciale avevamo sollevato il problema legato alla proprietà dei terreni su cui insiste la ciclabile, ricevendo rassicurazioni sull’impegno che la Provincia avrebbe messo in campo per risolvere una questione che si trascina da tempo. Evidentemente questo impegno non è stato finora sufficiente, dato che un tratto di pista ciclabile è destinato allo smantellamento! La pista ciclabile che dal centro di Villadossola permette ai ciclisti di percorrere uno dei tratti più belli dell’area golenale del fiume Toce, al momento risulta spaccato in due tronconi! Tutto questo proprio in concomitanza con l’imminente conclusione dei lavori legati alla strada di servizio per l’area industriale di Villadossola, che prevede un ponte sull’Ovesca con annessa passerella ciclopedonale. Questo intervento, infatti, permetterà di collegare due importanti tratti di ciclabile: il tratto Pallanzeno-Villadossola e quello Villadossola-Domodossola. In un recente sopralluogo, abbiamo potuto constatare, con un certo sollievo, che, in alternativa al tratto che verrà demolito, ci sono alcuni percorsi sterrati che permettono di mantenere la continuità della pista. Ma occorre mettersi a lavorare da subito perché si formalizzi presto una “variante” al tratto dimesso (coincidente ad es. con le strade sterrate di cui sopra), verificando le proprietà e, soprattutto, prevedendo un minimo di risorse per fare manutenzione ordinaria (principalmente riempimento di buche) e per un’opportuna segnaletica. Chiediamo, pertanto, alla Provincia se e in che modo ha intenzione di provvedere a risolvere il problema creato dallo smantellamento del tratto di ciclabile. Più in generale, chiediamo che ci venga fornito presto un quadro della situazione legata ai tratti per cui necessita perfezionare l’esproprio. Vorremmo sapere a che punto è il processo di acquisizione dei terreni su cui sono impostati i tratti di ciclabile esistenti. Da anni ci siamo mobilitati per far si che tutte le amministrazioni locali (Comuni, ex Comunità Montane, Provincia) prendessero coscienza della necessità di completare un’infrastruttura che riteniamo molto importante per dare sviluppo a un settore turistico in espansione: il cicloturismo. Da tempo cerchiamo di sensibilizzare i nostri concittadini alla opportunità di destinare delle risorse pubbliche per dare compimento a un’opera che, ricordiamo, è inserita nella rete ciclabile nazionale (itinerario n.15 della rete di Bicitalia) ed è percorsa anche da cicloturisti stranieri. Non rimarremo in silenzio di fronte al rischio di una lenta dismissione dei tratti di pista ciclabile. Associazione Bicincittà VCO''

Tambolla: lettera aperta al Sindaco di Verbania

Pensavo che lei fosse un Sindaco "ONESTO ", ma mi sono sbagliato. Fa delle dichiarazioni in conferenza stampa dove afferma "che il  Consigliere Comunale Tambolla non fa' più parte della maggioranza" Sono stato eletto nelle liste della maggioranza che lei lo voglia o no. Il Sindaco può “mandare a casa” i suoi assessori, non il sottoscritto. Perché contesta  i miei ordini del giorno, consigliati dai suoi cittadini? Le risorse dei ristorni dei frontalieri per lo sviluppo economico, approvato a dicembre dall’ intero Consiglio Comunale, quello per la 24 x1 ora e tutti quelli da discutere da ormai quasi un anno ? Puntare il dito contro i consiglieri è il tentativo di rigettare il proprio “fallimento” contro chi vuole il “cambiamento”. Tutti quelli che non la pensano come lei li ritiene “fuori”. Solo adesso e non quando era il tempo delle scelte di cambiamento, annuncia alla stampa, che prima della Santa Pasqua diminuirà gli assessori da 10 a 6. Anziché urlare grandi risparmi o cure dimagranti si applicasse di più a tagliare le spese inutili, che non ci si possono permettere in tempi di forte crisi e recessione economica. Rispetti le regole che conosce, segua le norme dello statuto comunale. Chi dovrebbe risolvere i problemi della Citta’ se non una giunta più libera da condizionamenti e da un clima guerrafondaio ? Perché prima andava a braccetto con le forze di maggioranza e adesso da “autosospeso” le considera ininfluenti o inutili. Indice le riunioni di maggioranza “solo” con i consiglieri di “maggioranza” che dicono di “SI”, senza se e senza ma. Ci spieghi chi rappresenta adesso: lei stesso, o i suoi amici. Ora che è uscito dal PDL, lei è del partito di FdI- Lega nord, o Indipendente ?. Si ricordi che è Sindaco di tutti e non solo di alcuni. Ci illumini sulle sue intenzioni e si ricordi che i cittadini non dimenticano. Visto il risultato elettorale del suo “amico”Fini”, il centrodestra (di cui è ormai un parente povero), può esistere anche senza la sua presenza. Ad un anno dalle elezioni comunali, se riuscirà a sopravvivere politicamente fino alla fine del mandato, i cittadini di Verbania trarranno le conclusioni. Antonio Tambolla Consigliere Comunale di Verbania dei Riformisti Italiani

Michael Immovilli, lettera aperta

In merito alle ultime dichiarazioni del Sindaco di Verbania Marco Zacchera inerenti la mia espulsione dalla maggioranza faccio le seguenti constatazioni: quando contesta l’operato dei consiglieri comunali accusandoli di presentare troppe interpellanze e interrogazioni o ordini del giorno, si dimentica che questo è un diritto di ogni membro dell’assemblea civica sancito dal regolamento del consiglio comunale delibera n. 63 del 29 marzo del 2001 agli articoli 32 e 33. In merito lo statuto del Comune di Verbania all’art. 10 comma 1 dice che : I consiglieri comunali rappresentano l’intero Comune senza vincolo di mandato. Al comma 2 si legge : “e possono presentare proposte di deliberazione in tutte le materie che rientrano nella competenza del Consiglio Comunale”. In merito alle funzioni della Giunta lo statuto fa esplicito riferimento ai doveri del Consiglio Comunale, e afferma che i consiglieri comunali sono i membri dell’organo d’indirizzo e di controllo politico e amministrativo. All’ art 29 dello statuto comunale si evince: Giunta collabora con il Sindaco ( e non può interferire con i Consiglieri di maggioranza, anche perché lui come afferma erroneamente Zacchera,) ed esercita le competenze che le leggi e lo Statuto e le norme regolamentari non attribuiscono ad altri organi. Gli Amministratori, tra i quali il Sindaco, all’art 35 dello statuto legge che in ogni caso il comportamento nell’esercizio delle proprie funzioni deve essere improntato all’imparzialità ed al principio di buona amministrazione, nel pieno rispetto delle distinzioni tra le reciproche funzioni, competenze e responsabilità. Per tanto il Sindaco Marco Zacchera non ha titolo per espellere dalla maggioranza consiglieri eletti nelle liste di parti che lo sostengono. Il consigliere proprio perché “eletto” ha diritto ad esercitare le proprie funzioni senza limitazioni e intimidazioni. Il ruolo del Sindaco è di rappresentare la città e non solo i consiglieri di maggioranza, anche se alcuni gli possono risultare “scomodi”. Consigliere Comunale PDL Verbania Michael Immovilli

Collaborazione con Zacchera? solo se blocca il Cem

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