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Gio22082019

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Valerio Cattaneo, lettera aperta

Cari amici a poche ore ormai dal voto del 24 e 25 febbraio, mi permetto di chiedervi qualche minuto del vostro tempo per invitarvi a riflettere su una scelta che oggi, forse come mai in passato, risulta essere piuttosto difficile. E questo assolutamente comprensibile. Durante questa breve ma intensa campagna elettorale che personalmente ha rinnovato in me quella passione per la politica e quello spirito di servizio che avevo un po' smarrito, incontrando molta gente, ho avuto la conferma che troppe incognite, troppe ansie e incertezze su quello che potrà accadere nel nostro Paese ci hanno tolto serenità e ci stanno mettendo tutti a dura prova, fino al punto che un appuntamento elettorale importante come questo, appare quasi fastidioso. Tra l'altro mi scuso con i tanti amici che non ho avuto l'opportunità di incontrare di persona, ma in 4 settimane girare in tutto il Piemonte (otto province) percorrendo più di 13 mila chilometri non me ne ha dato la possibilità. Eppure il diritto di votare il sigillo della nostra democrazia, per la quale molte persone in passato si sono battute e ancora oggi testimoniano il proprio impegno. Non vi nascondo le difficoltà anche di chi, come il sottoscritto, ha sempre creduto e crede nella politica come occasione ideale per mettersi al servizio della gente e della comunità ma sono convinto che Fratelli d'Italia, questo nuovo progetto che ho abbracciato grazie all'amico Guido Crosetto, possa rappresentare un' occasione di rilancio del centrodestra e un'importante segnale per affermare un nuovo modo di fare politica.

Per queste ragioni ho deciso di mettermi in gioco, senza badare alle statistiche, ai sondaggi e alle opportunità personali. A volte nella vita bisogna dare la precedenza alle cose in cui credi e non a quelle che possono magari più facilmente garantirti. Un'ultima considerazione: nelle ultime settimane si sentito spesso parlare di “voto utile e voto inutile” Io credo che esista solo un aggettivo capace di dare valore al nostro diritto di votare: il voto consapevole! Andando alle urne bisognerebbe essere consapevoli del valore non tanto dei simboli, ma delle persone che hanno deciso di rappresentarli; bisognerebbe essere consapevoli della coerenza delle proposte formulate dai diversi partiti; bisognerebbe essere consapevoli che dopo le elezioni sarà possibile stabilire un contatto e un rapporto diretto con le persone che eventualmente saranno state elette al Parlamento. A questo proposito, mi permetto di sottolineare l'onestà intellettuale e morale e la coerenza politica degli amici di Fratelli d'Italia. Grazie alla loro fiducia io sono l'unico esponente del centrodestra del nostro territorio nelle condizioni di poter essere eletto al Senato. E come già detto a più riprese, desidero confermare che, se eletto al Senato, io ci sarò, in carne e ossa, con la disponibilità di servizio che penso di aver dimostrato in tutti questi anni d'impegno in politica e nelle istituzioni che ho avuto l'onore di servire grazie al vostro sostegno. Vi ringrazio per la vostra attenzione e per quanto vorrete e potrete fare per aiutarmi a rappresentare le nostre comunità. Molto cordialmente Valerio Cattaneo

Enrico Borghi, lettera aperta

Cari amici, siamo arrivati a pochi metri allo striscione d’arrivo. E’ giunta quasi al termine una campagna elettorale il cui esito sarà ricordato, credo, per tanti anni. Abbiamo lavorato tanto, in queste settimane, in tanti. Con passione, energia, entusiasmo. E mi corre l’obbligo di ringraziare di vero cuore quei tantissimi volontari che in queste giornate si sono spesi per la nostra causa. Li abbiamo visti dovunque sotto la pioggia, sotto la neve, con il vento gelido, girare casa per casa e stare nelle nostre piazze, tra la nostra gente. Grazie per il vostro straordinario esempio di come si possa interpretare la politica come passione, come servizio, come attaccamento ad un’idea. Ci lasciamo alle spalle anni difficili e tremendi, nei quali la politica è stata piegata a pura lotta per il potere, dove il libero voto dei cittadini è stato utilizzato come pura delega in bianco da ottenere facendo leva sui pregiudizi, sui luoghi comuni, sulle ideologie. Anni difficili, al termine dei quali una politica tutta votata sulla pura immagine e sul potere fine a sé stesso si è ripiegata su di se fino ad implodere, e con il paradosso di vedere chi aveva denunciato il “teatrino della politica” restare solo sul palcoscenico di un teatro ormai vuoto, restauratore di un passato che non tornerà e retroguardia di un mondo che muore. Abbiamo cercato, girando ogni giorno le vie dei nostri paesi, le strade delle nostre valli, di incontrare la nostra gente per ritornare invece ad un’idea diversa, nuova ed antica della Politica. Un’idea, cioè, di servizio, di senso di responsabilità, di senso del dovere, di desiderio di conoscenza, di studio, di impegno, di partecipazione. Un’idea della Politica che fosse al tempo stesso in grado di tenerci lontani da due pericoli: quello della politica come garanzia di un facile e immediato cambiamento (che pretende la delega in bianco senza sopportare la fatica del confronto e del dialogo) e quello di una politica che provoca e urla, sollecitando la partecipazione emotiva al solo scopo di piegarla ai propri interessi ed alimentare, in questo modo, il desiderio di potere dei singoli. Ci siamo imbattuti sul campo, in questi giorni, dalla conseguenza più rilevante del fallimento della finta politica degli ultimi anni, la frase secondo la quale “sono tutti uguali”. Abbiamo cercato di fornire, di fronte al disincanto trasformato spesso in frustrazione quando non in rabbia, le ragioni delle nostre passioni e delle nostre motivazioni. Il nostro obiettivo di un’Italia Giusta, di un futuro reale, di un cambiamento responsabile che si distacchi dalla conservazione del passato o dai salti nel buio. Se ci saremo riusciti, lo vedremo nelle prossime ore. Confido nel patrimonio di responsabilità e nel senso civico presente nelle coscienze dei nostri concittadini, e penso che la passione che insieme abbiamo trasmesso in questi giorni sia stata l’arma per superare il potere della comunicazione e della parola con il potere dell’anima e delle nostre idealità. La politica è bellissima”, diceva un protagonista di Baarìa, il film di Tornatore. Era un bracciante agricolo, che sul finire della propria esistenza coglieva nella politica la sua possibilità di riscattare l’Uomo e di rendere giustizia ai più deboli. In questi tempi difficili, l’impegno di ciascuno di noi è lavorare per far capire che la Politica serve per concretizzare la giustizia, per fondare nuove scuole, per costruire nuovi ospedali, per non lasciare indietro chi ha bisogno, per garantire la libertà e le pari opportunità di ciascuno, per creare le condizioni in cui si concretizzi il lavoro per tutti, per rendere dignitosa la vita di ciascuno e costruire il futuro. Serve per mettere nella vita concreta di tutti i giorni i principi dei primi dodici articoli della nostra Costituzione, la più bella Costituzione del mondo! Se ci saremo riusciti, se nel nostro sforzo di partecipazione siamo riusciti a far cogliere il senso della nostra esperienza collettiva, allora da lunedì potremo –tutti insieme- tornare a dirlo anche noi, e metterci al lavoro per l’Italia Giusta. Per ora, con un pizzico di commozione, grazie a tutti! Enrico Borghi

Valter Zanetta: lettera aperta ai cittadini

Caro/a Cittadino/a, come avrà avuto modo di apprendere dalle mie dichiarazioni apparse sugli organi di stampa, ho deciso di ritirarmi dalla competizione per le elezioni del febbraio 2013. La mia decisione, come noto, è maturata dalla circostanza di non volermi presentare in un collegio, quello di Torino, non espressione della Provincia del Verbano Cusio Ossola. La mia rinuncia alla competizione elettorale, è stata dettata dalla coerenza che ha contraddistinto la mia attività di Deputato e poi di Senatore: in effetti, ho cercato durante queste 3 legislature di impegnarmi prima che come politico, come cittadino di un territorio, quello "montano", troppo spesso relegato ad una realtà ristretta e locale, al fine di tutelare e valorizzare la nostra terra. Ho ritenuto con serenità e pacatezza ed "in punta di piedi", di non ricandidarmi, al fine di mantenere un comportamento coerente, espressione della mia personalità, contrariamente a ciò che avviene troppo spesso oggi, dove gli interessi personali vengono anteposti a quelli della comunità. Ho deciso inoltre, di sostenere con entusiasmo il partito del Popolo delle Libertà, condividendone valori e obiettivi e, continuerò il mio impegno a livello locale, nella mia professione di Ingegnere, impegno che sarà profuso con la stessa dedizione che ritengo aver avuto in questi anni. Desidero ringraziarVi, quindi, per l'appoggio che mi avete dato nella mia avventura politica, sperando di poter essere ancora utile al Nostro territorio. Intendo, altresì, invitarVi all'incontro da me organizzato, a cui parteciperà il Presidente Massimo Nobili, che si terrà il giorno 15 febbraio p.v. presso l' Hotel Corona di Domodossola alle ore 21.00, per un saluto ed un resoconto della mia attività parlamentare ed, inoltre, per la presentazione dei candidati alle elezioni politiche: Sebastiano GALLINA, Margherita PERETTI, Magda VERAZZI Sperando di poterVi incontrare, Vi invio i miei più cordiali saluti. Sen. Valter Zanetta

Taglio alberi a Tapone e Campello Monti: lettera aperta

I 161 alberi da abbattere fanno parte di una fascia di bosco larga 5-15m tra strada e un elettrodotto, per la cui costruzione è stato disboscato un´altra striscia larga 20-30 m ca. 15 anni fa (foto 1 e 2) con visibili tracce di una conseguente erosione. Il pendio interessato si trova sopra la strada ed è esposto a sud con una pendenza variabile fra 50-80%. Il suolo oligotrofico, molto roccioso e scivoloso è coperto di un bosco puro di faggio ad alto fusto con età media di 50-80 anni. Si trovano anche alcuni alberi secolari (foto 3). L´altezza media dei faggi è ben oltre 15 metri, la classe d’età è ancora lontana della maturità, la differenziazione strutturale è di un faggeto semi-naturale. Si prevede un abbattimento quasi totale della fascia protettiva sopra la strada innanzitutto nella parte bassa del faggeto, verso Tapone, come evidenziato sulle foto 1)e 4) e visibile anche su streetview di google-earth. Al contrario di quello che dice il sindaco, quasi tutti gli alberi segnalati per il taglio, avendo altezze oltre 15m, sono di alto fusto. Si trovano in ottime condizioni di salute e di maturità e non ripresentano un pericolo. Secondo la Legge Regionale del Piemonte (4/09) in un bosco ceduo prevalgono i polloni, gli interventi da taglio si eseguono ogni 20/40 anni. I cedui invecchiati oltre i 40 anni non possono più essere ceduati e devono essere trattati come fustaie. Nelle fustaie, rigenerate a semi, l´età minima per l´utilizzazione è 90 anni per altitudini tra 1000 e 1500 metri. In ogni caso, un bosco situato a monte di una strada su versante con pendenza media superiore al 60% è sotto protezione diretta (Art. 40). Sono ammesse esclusivamente attività forestali finalizzati a mantenere e migliorare la stabilita e funzionalità del bosco. Tutti gli alberi da abbattere si trovano poco sopra la strada, gran parte proprio sul ciglio ripido inciso in occasione della costruzione della strada (foto 1 e 2). In una tale posizione un bosco ha un unico scopo: proteggere il versante montano sopra la strada dal dissesto idrogeologico. Ogni albero ferma una piccola montagna di terra e roccia (foto 7 e 8); già adesso si vedono evidenti tracce di erosione nei posti dove non si trovano alberi (foto 5, 6, 9 e 10). Le foto 11-15) mostrano zone dove è previsto un abbattimento quasi totale in zone molto instabili. Inoltre, il taglio previsto riguarda molti faggi curvati poco sopra la strada (foto 8, 13, 15). Contrariamente all´opinione diffusa questi faggi di regola sono particolarmente robusti e stabili. Dall´inizio sono cresciuti in modo curvato a causa della pressione del terreno scivoloso e della neve, hanno sopravissuto in queste condizione estreme, sviluppato un vasto sistema di radici e perciò sono particolarmente adattati ai terreni franosi. L’abbattimento di questi alberi sarebbe assolutamente opposto all´obbiettivo di mettere la strada in sicurezza. Sarebbe prevedibile la necessità di un intervento di stabilizzazione geotecnica molto costoso per rendere sicuro il tratto di strada interessato. Vogliamo sottolineare che siamo assolutamente favorevoli allo sfruttamento dei boschi e ad interventi gestionali. Ma in un ambiente alpino come l´alta Valle Strona un bosco in generale e soprattutto sopra una strada ha la funzione da protezione contro frane e valanghe. Nel caso attuale un intervento di diradamento molto sensibile sembra opportuno in qualche pezzo di ceduo invecchiato, come mostrato in foto 16). Pertanto eventuali interventi devono essere studiati da personale qualificato in ecologia forestale e non da agronomi. Proponiamo di chiedere il consiglio di un massimo esperto per la gestione delle faggete di montagna nel Piemonte, il Prof. Renzo Motta, Dipartimento AGROSELVITER, Università degli Studi di Torino. Dr. Günther Seufert, Dr. Susanne Lehringer

 

Dr. Günther Seufert è ricercatore su foreste e clima al CCR di Ispra e docente di ecologia forestale all ´Università della Tuscia, Viterbo.

Dr. Susanne Lehringer ha ottenuto il dottorato di ricerca in scienze forestali all´Universita di Friburgo, Germania, con un progetto di ricerca sul paesaggio dell´alta Valle Strona ( Quaderni di Natura e Paesaggio del Verbano Cusio Ossolo No. 7, Verbania 2008: “Paesaggio culturale oppure Wilderness nelle Alpi?. Autori: Susanne Lehringer, Franz Höchtl e Werner Konold).

Essere consigliere regionale oggi. Il punto di vista di Marinello

Ti svegli una mattina, apri il giornale, e fai la conoscenza di un certo “Batman” … come te è Consigliere Regionale. Svolge la sua attività nel Lazio e scopri che avrebbe fatto cose incredibili: incassato più di un milione di euro, acquistato auto con i soldi del partito, falsificato (così pare…) fatture, ecc. ecc. Una serie di irregolarità che nemmeno fantasticando avresti potuto immaginare: eppure parrebbe le abbia fatte davvero. Nessuno sapeva, nessuno controllava, nessuno si è mai insospettito. Un personaggio da film, come da film sono episodi che, se confermati, danno la misura dello scandalo: ad esempio la grande nevicata di Roma (quei 5 cm che hanno messo in ginocchio la “Capitale” qualche inverno addietro….) che impone al nostro eroe l’acquisto di una Jeep (con i soldi del Gruppo…). Pragmatismo da commedia trash. Ti svegli una mattina e capisci che quella notizia così deflagrante non rimarrà nei confini romani. Una impressionante “escalation” di inchieste giornalistiche o pseudo-tali ed una campagna mediatica di proporzioni immani genera il “caso Regioni” in pochi giorni. Ti svegli una mattina, arrivi in ufficio, e trovi la Guardia di Finanza che sequestra documenti, leggi ogni tipo di notizia tesa a screditare il ruolo delle Regioni, ammissioni di colpa in ordine alla Riforma del Titolo V° della Costituzione (la prima timida spolverata federalista nella storia repubblicana), feroci accuse a chiunque si trovi nella tua condizione: quella di essere un Consigliere Regionale. L’aula del consiglio Regionale diventa una gabbia dello zoo… tu sei dentro e fuori c’è un mondo di obiettivi, telecamere, microfoni: viene scrutato ogni tuo movimento, ascoltata ogni tua frase… manca solo il lancio delle noccioline (che tra l’altro nemmeno mi piacciono…). Lente di ingrandimento su tutto quello che è Regione… scomparso il problema della riduzione dei Parlamentari, della spending review, dell’aumento delle tasse, dei tagli ai servizi, della crisi internazionale, del fallimento degli Stati Nazione, della sospensione della democrazia, del trionfo della tecnocrazia…. quella roba non interessa più e la trovi da pagina dieci in poi. Le prime nove pagine sono famelicamente dedicate alla distruzione di un sistema: senza distinzioni, senza possibilità di difesa, senza pietà. Sono ferocemente dedicate a guardare nella gabbia dello zoo dei malfattori. Ti svegli una mattina e capisci che quanto sta accadendo minerà in maniera forte e pericolosa il processo di Riforma in senso federale di un Paese ormai sommerso dal guano… e forse questo spiega, con una chiave di lettura un po’ più “raffinata” , tanto accanimento. Ti svegli una mattina e ti ritrovi ladro. Poco importa chi sei, cosa hai fatto e cosa stai facendo, cosa hai proposto e da quanto sei li, cosa hai già fatto e quanto hai lavorato, quali sono i tuoi valori e come hai vissuto. Quella mattina capisci rapidamente di essere il tassello di un mosaico che si vuole distruggere… ed è una sensazione strana. Hai lavorato 15 anni per realizzare il sogno di giungere in Regione a rappresentare la tua terra e le tue idee, hai fatto mille sacrifici e tanta gavetta, ci hai messo la faccia e a volte la salute, ma d’improvviso, quella mattina, scopri (ma forse l’avevi già capito da un po’) di esserti ritrovato nel posto giusto al momento sbagliato. E ti rendi conto che qualunque cosa tu dica o faccia non ha più valore; che i problemi sui quali stavi lavorando per trovare soluzioni non interessano più nemmeno a chi quei problemi te li aveva evidenziati. Che non si può spiegare, che non si possono fare distinguo, che stai facendo la fine dell’animale ferito in mezzo al branco di leoni. Puoi dimenarti quanto vuoi, puoi provare a scappare, puoi dare qualche calcio…ma ti stanno già mangiando. Il sogno si è infranto: difficile trovare stimoli per andare avanti, difficile trovare motivazioni per continuare, difficile rimanere con i nervi saldi; difficile rimanere uomo onesto quando in troppi ti vedono impostore. Il sogno si è infranto: ed è successo quella mattina in cui, aprendo il giornale, ti sei ritrovato il mantello di Batman sulle spalle. Da quella maledetta mattina hai capito che il tuo sogno non c’è più… sei come Batman e purtroppo hai scoperto che non è quello dei film.

Michele Marinello - consigliere regionale Lega Nord

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