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Le piemontesi dicono no all'ipotesi di girone A

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In merito alle ipotesi dei gironi emerse in seguito all’ultimo consiglio direttivo Lnp che si è tenuto a Bologna martedì 9 luglio, le quattro società della regione Piemonte Fulgor Omegna, Gessi Valsesia, Oleggio Magic Basket, Olimpo Basket Alba, desiderano esprimere il loro pieno disappunto.

 

A questo va ad aggiungersi la comunicazione LNP pervenuta a mezzo stampa nella mattinata di oggi, venerdì 12 luglio, riferita a un comunicato congiunto delle squadre siciliane. Dalle ipotesi è emerso che il girone A potrebbe essere composto dalle cinque formazioni piemontesi appunto, da sette toscane, tre siciliane e da una campana. Una scelta che non ci trova assolutamente d’accordo per svariati motivi, concreti e rilevanti, che andiamo a elencare: - Difficile, anzi impossibile potersi organizzare. Si tratta di informazioni che possono compromettere nel caso tutta la stagione di una società, che inizia la sua programmazione già prima della fine del campionato in corso, non è corretto conoscerle solo dopo che l’iscrizione al campionato di serie B è stata conclusa, quindi nell’impossibilità di rinunciare (scadenza iscrizione il 9 luglio, ufficialità dei gironi il 16 luglio, una settimana esatta dopo). Sono ipotesi che devono essere comunicate in anticipo rispetto alle scadenze federali. LNP, che rappresenta tutte le società di serie B, dovrebbe, prima di tutto, curare gli interessi delle società stesse. - Costi troppo elevati: viaggi aerei, mezzi di trasporto per gli spostamenti, pernottamenti, ecc..; quattro trasferte così lontane (Sicilia e Campania) impegnano risorse economiche in cui la destinazione di voce nel budget non è stata assolutamente prevista, e a questo punto della pre-stagione diventa difficile recuperare nuove risorse economiche, se non esercitando tagli ad altri costi, mettendo in grande difficolta l’allestimento di roster all’altezza dei propri obiettivi. - Mancherebbe equità nei costi da sostenere rispetto agli altri gironi. - Sprechi di tempo e problemi di logistica. Le società piemontesi sperimentano già da diverse stagioni le trasferte lunghe con le formazioni toscane. Si tratta di viaggi di almeno 4 ore, che poi aumentano perché naturalmente ci sono pause e pranzi. Trasferte che abbiamo sempre accettato di fare perché l’equilibrio e l’equità hanno sempre contraddistinto i quattro gironi. Equilibrio che richiediamo anche per questa stagione. - Anche se terzo campionato nazionale, quello di serie B rimane una categoria dilettantistica. In quanto tale, la dirigenza e altre figure che ruotano intorno alla squadra come volontari, quindi non professionisti, sarebbero in difficoltà, la loro mancata presenza a queste trasferte metterebbe in seria difficoltà la squadra e lo staff. - Tifosi. A nostro parere un altro grande problema. Da sempre siamo a lavoro per provare a riempire i nostri palazzetti, per coinvolgere tifosi o anche solo appassionati. Su quanti tifosi potremo contare in Sicilia o in Campania? Questo non è il modo di incentivare e dare visibilità al nostro movimento. - Concordiamo sulla grande visibilità del campionato di serie B, che abbiamo l’onore di poter disputare, ma questo, crediamo, non debba essere motivo per non usare il buon senso nella costruzione dei giron

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