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Luigi Pedretti, lo striscione e la storia del Verbania…

striscione pedrettiI tifosi del Verbania hanno voluto tributare un grazie a Luigi Pedretti con uno striscione apparso sulle ringhiere dello Stadio Pedroli, 20 e più anni di storia, tanti soldi versati per le sorti del club per un personaggio ormai indelebilmente inserito nelle pieghe della storia del calcio biancocerchiato.

Nei giorni scorsi è apparso al Pedroli uno striscione che ha voluto ringraziare Luigi Pedretti, presidente onorario del club che ha deciso di uscire dalla società al termine della stagione. Lo ha fatto nelle scorse settimane in occasione di una puntata di Dilettanti per Dire. "Dopo la retrocessione mi ero ripromesso di riconquistare la serie D e di avere una società forte. Due punti raggiunti: ecco perchè il mio impegno finisce qui. La decisione è irrevocabile: sanerò il pregresso della gestione D'Onofrio, con un ultimo sforzo pari a circa 40mila euro. Ma da oggi sono un semplice tifoso". Queste le sue parole. Vale la pena ripercorrerla brevemente la storia di Luigi Pedretti a Verbania perché è stata intensa e duratura. Diciamo di più: prendiamo per buona la decisione di dire basta (ma l’amico Luigi ci perdonerà se pensiamo che magari, un giorno ci sarà l’occasione per tornare) e pensiamo ad un qualcosa del tipo ‘Pedretti sta al Verbania un po’ come oggi, per esempio, Massimo Moratti sta all’Inter, Berlusconi sta al Milan, Boniperti sta alla Juve’. Come succede per questi tre personaggi che abbiamo citato e che spesso intervengono per parlare dei loro ex club le sue parole saranno sempre ascoltate, considerate e magari anche temute, visto che negli anni il buon Luigi non ha mai avuto paura di polemizzare. Lasciando stare le esperienze degli anni 70 con il Toro Verbania di Pedretti con i colori biancocerchiati si inizia a parlare nel 1994, quando accetta di entrare in un club che pur di proprietà di Pierangelo Colombo era gestito dal presidente Giuliano Ponchio, dal vice Sergio Ceglie, con un ruolo dirigenziale di alto lignaggio. Pareva dover essere una stagione trionfale ma naufragò con le dimissioni dello stesso Pedretti, del Ds Cesare Butti e del mister Adelmo Paris dovute a questioni di differenti vedute societarie. Nell’estate del 1995 il grande passo: il Verbania è praticamente in un’aula di tribunale e Luigi Pedretti ne diviene il proprietario, lo risana ma soprattutto gli ridà dignità sportiva e di immagine. Sono anni che rivisti oggi vanno applauditi. Una promozione thrilling dall’eccellenza nel 1996, un piazzamento di grande livello nel 1997 ed un terzo posto in Serie D nel 1998 che non si più replicato. Tanta passione, stadi spesso pieno ma davvero pieno, belle domeniche davvero. Un problema di salute lo ha poi portato a scegliere di dimettersi a fine stagione; inizierà una serie di malintesi, di ripicche, di carte bollate; Pedretti polemizza con il Ds Butti, con il segretario Bertolasi, col nuovo presidente Pippo Resta. Negli anni della reggenza Marzano-Bruno si farà spesso sentire con possibili cordate pronte e rilevare il club: pensiamo ad Antonio Boiardi della Logos TV, a vari imprenditori varesini. Non se ne farà nulla. Tra alti e bassi, tra fallimenti ed effimere resurrezioni (con i successi dell’era Montani, quando se fuori dal campo c’erano problemi evidenti in campo si vinceva eccome, una Coppa di Promozione, una eccellenza). Si arriva agli anni recenti, al 2012/2013 quando il Verbania di Nisticò sta facendo bene in Serie D dopo la promozione dell’anno precedente ma la squadra lamenta il mancato pagamento dei rimborsi, Pedretti torna in scena in prima persona, cercherà di tamponare la situazione senza riuscire ad evitare il celebre e triste ammutinamento di un pomeriggio nevoso; l’immagine dei giocatori che lasciano lo spogliatoio con le borse in mano resta celebre e triste nello stesso tempo. Gli anni della Virtus Verbania, i sacrosanti litigi con D’Onofrio, la nascita dell’Asdc Verbania, la retrocessione e la risalita di questa stagione sono storia di oggi che parrebbe aver messo fine all’esperienza del Pedretti quale dirigente del Verbania. Comunque sia in questi 20 e più anni le cose positive fatte da ‘Luigino’ sono state tante così come tanti ma davvero tanti sono stati i soldini ‘tirati fuori’. Tutti quelli che hanno a cuore il coloro biancocerchiato dovranno serbare per lui la giusta gratitudine.

GT

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