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Filippo Ganna domenica alla Parigi Roubaix dei sogni…

ganna fiandreDomenica c’è la Parigi Roubaix, in corsa anche Filippo Ganna che vinse una edizione della prova dilettanti e che dopo le fughe alla Gand Wevelgem ed al Giro delle Fiandre (foto Ghilardi) esordisce nella classica delle pietre dei prof per ‘conoscere’ la corsa. I favoriti però non sono gli italiani…

Non sono passate inosservate le prestazioni del vignonese Filippo Ganna tra Gand Wevelgem e Ronde Van Vlaanderen. Alle prime pedalate serie nelle classiche fiamminghe, fatte di pavè e muri il talento della UAE Team Emirates ha centrato due volte una bella fuga, rimasta ‘fuori’ per molto. Non ci si tragga di inganno: ogni gara ha la sua fuga iniziale, in queste corse però, soprattutto nella seconda che ci piace definire una sorta di religione pagana di quei luoghi, andare in fuga significa farsi notare ed imparare, imparare in quella gare che ad uno come Ganna di certo (e ce lo dice da sempre, lo conosciamo da quando era giovanissimo) fanno gola. E non importa se magari avrebbe potuto restare di più nel vivo della corsa come qualcuno ha scritto, potrebbe anche essere vero ma l’esperienza è stata di quelle forti e formative. Un domani la fuga non sarà quella iniziale ma quella decisiva. Insomma una grande scuola per il buon Ganna che peraltro è in testa all’alta classifica dei pezzi pregiati di mercato e se la UAE Team Emirates vuole assolutamente rinnovare il contratto in scadenza (Ganna piace e tanto sia a Beppe Saronni che ad Ernesto Colnago) è pressante la richiesta soprattutto della Quick Step Floors, ne parleremo a tempo debito. Adesso c’è soprattutto una nuova grande esperienza: domenica ecco la ‘Regina delle classiche’, la Parigi Roubaix, organizzata dalla ASO. La classica dei tratti di pavè, che Ganna già conosce. Miglior italiano della prova juniores qualche stagione fa, vincitore della prova dilettanti (e quello fu un colpo clamoroso) tre anni or sono quando vestiva la maglia del Team Colpack, una vittoria che ha fatto dire a molti “ecco il nuovo Ballerini, ecco il nuovo Moser”, cosa che chi vi scrive detesta ma sa bene che Ganna per le pietre di porfido è estremamente portato. Domenica il suo esordio nella prova dei professionisti. Un albo d’oro da paura che non serve nemmeno ricordarlo, una cosa massacrante: Da Compiegne (poco fuori Parigi) al Velodrome di Roubaix sono 257 km con 29 settori di pavè per un totale di oltre 54 km di pietre, dove servono gambe, testa ed anche fortuna perché forature e cadute sono cosa normale alla Roubaix. I nomi di questi settori sono leggenda per gli appassionati ed universalmente sono riconosciuti come i più duri il Trouée d'Arenberg (al km 162) la mitica ‘Foresta di Arenberg’, durissimo, mitico tratto, dove di solito la corsa si rompe, il tratto di Mons-en-Pévèle (al km 208,5) ed il Carrefour de l'Arbre (al km 240) dove Ganna transitò primo nella prova juniores che corse ai tempi. Come potrà essere la corsa di Filippo è difficile da dire, questa gara la sente ma un antico adagio dei ‘suiveurs’ dice che come una bella donna, maliziosa e fascinosa, la ‘Roubaix’ non si concede mai al primo appuntamento, non lo ha fatto nemmeno con ‘Monsieur Roubaix’ Roger De Wlaeminck o con Tornado Tom Boonen (4 successi a testa), nemmeno con Francesco Moser (3 successi consecutivi) o i vari Cancellara, Museeuw (ricordate il 1996, l’arrivo in parata della Mapei?). Di certo ce lo aspettiamo protagonista già in questo anno e poi soprattutto in futuro. Non la vinciamo dal 1999 (Tafi) e prima ancora la doppietta del compianto Franco Ballerini che se la prese nel 1995 e nel 1998 dopo tante beffe, arrivò 15 anni dopo il tris di Moser. I favoriti non parlano italiano: su tutti una Quick Step Floors che pare imbattibile coi vari Terpstra, Gilbert, Stybar o Lampaert, poi Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Greg Van Avermaet (Team BMC), occhio al re del ciclocross Wout Van Aert (Veranda) che sulle pietre sa andar forte, a Sepp Vanmarke (EF Drapac). Gli italiani? Possono far bene Gianni Moscon (Sky) e Matteo Trentin (Mitchelton Scott), insieme, ovvio, al nostro Filippo Ganna. Tornando alla gara gli organizzatori della Aso hanno catalogato i settori (in ordine decrescente) con un vario numero di stelline a seconda dalla difficoltà:

29 : Troisvilles (km 93,5 - 2,2 km) ***

28 : Briastre (km 100 - 3 km) ***

27 : Saint-Python (km 109 - 1,5 km) ***

26 : Quiévy (km 111,5 - 3,7 km) ****

25 : Saint-Vaast (km 119 - 1,5 km) ***

24 : Verchain-Maugré (km 130 - 1,2 km) **

23 : Quérénaing (km 134,5 - 1,6 km) ***

22 : Maing (km 137,5 - 2,5 km) ***

21 : Monchaux-sur-Ecaillon (km 140,5 - 1,6 km) ***

20 : Haveluy (km 153,5 - 2,5 km) ****

19 : Trouée d'Arenberg (km 162 - 2,4 km) *****

18 : Hélesmes (km 168 - 1,6 km) ***

17 : Wandignies (km 174,5 - 3,7 km) ****

16 : Brillon (km 182 - 2,4 km) ***

15 : Sars-et-Rosières (km 185,5 - 2,4 km) ****

14 : Beuvry-la-forêt (km 189 - 1,4 km) ***

13 : Orchies (km 197 - 1,7 km) ***

12 : Bersée (km 203 - 2,7 km) ****

11 : Mons-en-Pévèle (km 208,5 - 3 km) *****

10 : Avelin (km 214,5 - 0,7 km) **

9 : Ennevelin (km 218 - 1,4 km) ***

8 : Templeuve - L'Epinette (km 223,5 - 0,2 km) *

8 : Templeuve - Moulin-de-Vertain (km 224 - 0,5 km) **

7 : Cysoing (km 230,5 - 1,3 km) ***

6 : Bourghelles (km 233 - 1,1 km) ***

5 : Camphin-en-Pévèle (km 237,5 - 1,8 km) ****

4 : Carrefour de l'Arbre (km 240 - 2,1 km) *****

3 : Gruson (km 242,5 - 1,1 km) **

2 : Hem (km 249 - 1,4 km) ***

1 : Espace Croupeland (km 256 - 0,3 km) *

Foto: Fabiano Ghilardi

GT

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