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Glasgow 2018: il bilancio dei ‘nostri’ azzurri

Terminati gli impegni dei nostri pedalatori azzurri agli Europei di ciclismo inseriti nella manifestazione multi sport a Glasgow; bene l’oro del quartetto di Filippo Ganna che poi toppa, con qualche attenuante, l’individuale e non demerita a crono, cuore Longo Borghini, Calvetti presente.

ganna europei podio squadre

 

Con le cronometro di ieri sono terminati per i nostri pedalatori i Campionati Europei di Glasgow, in questa nuova edizione multisport concentrata in una sola città, piaciuta alla critica. Si potrebbe usare la classica frase di un noto tormentone estivo: bene ma non benissimo. Certamente è stata di alto livello la medaglia d’oro del quartetto azzurro in pista alla Emirates Arena Sir Chris Hoy Velodrome, il primo titolo di Ganna e soci che sono stati assolutamente i migliori, non tanto in una finale forse scontata contro la Svizzera ma soprattutto eliminando la Gran Bretagna di Clancy e Burke, iridata e campionessa mondiale in carica. Dunque un oro il vignonese se l’è portato a casa anche se nell’inseguimento individuale è andata poi obiettivamente meno bene con un sesto posto non da Ganna, che dal 2016 non era mai uscito dai primi tre tra europei e mondiali. Nulla di grave, con l’attenuante del poco allenamento specifico dovuto alla chiusura del Velodromo di Montichiari, unico anello italiano al coperto e con la distanza olimpica di 250 metri, inagibile per qualche infiltrazione al tetto che non si sa chi debba riparare; una storiaccia all’italiana che ha portato gli azzurri ad allenarsi in ritardo al Vigorelli di Milano, mitico ma ormai desueto coi suoi quasi 400 metri di pista. Nella crono su strada tutto sommato Ganna non ha fatto male anche se un piazzamento nei dieci lo si poteva attendere: il dodicesimo tempo a 1’45’’ dal vincitore belga Victor Campenaerts non è cosa malvagia per un giovane che combatteva contro i top della specialità, così come è nella norma il settimo posto di Elisa Longo Borghini nella crono donne dominata dalle inarrivabili olandesi. La grandezza dell’ornavassese, che nel 2019 correrà ufficialmente alla nuova Trek Segafredo donne, si è vista nella gara in linea quando in fuga con Anna Van der Breggen ha favorito il rientro del gruppo per la volata che ha poi visto l’oro di Marta Bastianelli. Ai mondiali di Innsbruck, su un percorso molto duro sarà una storia differente. La prova di Serena Calvetti nella MTB, che ha chiuso a 10 minuti da Jolanda Neff, è lo specchio del livello della MTB azzurra, Lechner a parte, e nulla deve togliere alla serietà della domese.

GT  

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