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Innsbruck 2018: per noi un mondiale sfortunato…

elisa innsbruck partenzaIl successo di Alejandro Valverde nella gara dei professionisti ha chiuso i durissimi mondiali di Innsbruck, per noi una edizione non così positiva iniziata con la non convocazione di Ganna e proseguita con la caduta di Rubino ed una Longo Borghini che ha definito sotto tono la sua gara. Nel 2019 tutti nello Yorkshire..

Con la vittoria di Alejandro Valverde nella gara dei professionisti (un successo che corona la carriera dello spagnolo che si veste con l’iride a 38 anni dopo sei podi ai mondiali) cala il sipario sui mondiali di Innsbruck. Una bella edizione quella tirolese, intanto con un circuito credibile e molto duro in tutte le gara (lo strappo finale fatto solo dai professionisti davvero da paura) e poi una buona organizzazione. Questi devono essere i mondiali, magari non sempre così estremi ma sicuramente corsi su tracciati tecnicamente belli. Assente Ganna per noi gli occhi erano puntati su Elisa Longo Borghini e su Samuele Rubino, lo juniores del Team LVF è stato obiettivamente sfortunato cadendo a molto dall’arrivo senza più riuscire a rientrare. Un mondiale andato male anche se difficilmente Rubino, che di condizione stava davvero bene, il novarese poco sarebbe potuto contro il rush finale di Remko Evenepoel che ha staccato tutti. Si rifarà di sicuro e da Under 23 con la maglia del Team Polartec Kometa di Basso e Contador potrà crescere di molto. Elisa Longo Borghini dopo una discreta crono ha chiuso al 13° posto la gara in linea, anche in questo caso una proga tostissima. La sua corsa è stata molto buona sulla salita di Gnadenwald, affrontato nella parte in linea del tracciato, ha tenuto molto bene le ruote delle favorite sul primo passaggio sull’erta di Igls ed ha anche saputo prendere le ruote della massima favorita Annemiek Van Vleuten (che, caduta in corsa, ha terminato nei 10 pur con una fattura a un ginocchio) ma quando, una volta riprese da altre atlete, è partita prima l’australiana Amanda Spratt e successivamente Anna Van Der Breggen Elisa non ha avuto modo di prendere le ruote. Tatiana Guderzo ha poi centrato il terzo posto. La Longo Borghini partiva coi grandi di capitano e la squadra era imperniata su di lei, parole confermate anche dal CT Dino Salvoldi. Si sa che i contorni delle corse sono sempre spesso misteriosi; non sappiamo se durante la gara ci sono stati cambiamenti di ruolo o se le due si sono parlate o se forse c’è stato altro fatto sta che la medagliere l’è portata a casa (e bene, con una grande azione), l’iridata del 2009 a Mendrisio. Il gruppo ha poi lasciato fare. La Van der Breggen ha dunque vinto anche il mondiale dopo gli europei e le olimpiadi ed anche due volte il Giro Rosa. Insomma una fuoriclasse. Per Elisa dunque un mondiale che lei stessa ha definito sotto tono, in una stagione molto complicata. L’oro ai Giochi del Mediterraneo e una tappa del Giro delle Marche sono gli unici colpi sino ad ora della stagione che adesso finirà con la cronometro tricolore giovedì e poi con le gare emiliane. Dopo di che inizierà una pagina nuova alla altrettanto nuova Trek Segafredo (ufficiale la sponsorizzazione della marca di caffè anche alla formazione femminile). Il flirt tra Elisa Longo Borghini ed i mondiali di ciclismo non è finito anche se lo Yorkshire nel 2019 non offrirà un mondiale selettivo però ci sarà la novità della cronosquadre a staffetta mista per nazionali che manda in soffitta le cronosquadre dei team. Come Funziona? Partono tre uomini che ad un certo punto danno il cambio a tre donne. Suggestivo…

GT

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