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Giro d'Italia 2019: tanto Piemonte, niente Vco...

logo giro101Nel 2019 niente Giro d’Italia nel Vco, le indiscrezioni parlano di arrivi a Novi Ligure, della storica Cuneo Pinerolo, di un arrivo a Lago Carrù, sopra Ceresole Reale e di una partenza da Ivrea verso Courmayeur. Possibile passaggio nel novarese verso Como o Bergamo, più probabilità nel 2020…

Il Giro 2019 sarà presentato a Milano, negli studi Rai di Via Mecenate, mercoledì 31 ottobre ma già si sa molto di una edizione che si annuncia davvero tosta e dura. Una edizione che non toccherà i nostri territori perlomeno con partenze o arrivi di tappa. Scartabellando siti, siterelli, forum e non solo già molto si sa del percorso. Ufficializzata la grande partenza dell’11 maggio da Bologna con una suggestiva cronometro in salita dal centro città a San Luca, si sa che da li la orsa scenderà a sud toccando la Toscana (si parla di Fucecchio, di una partenza da Vinci ed un successivo arrivo a Orbetello), il Lazio (con Frascati, Sabaudia ed una partenza da Cassino) e la Puglia (verso San Giovanni Rotondo, luoghi di Padre Pio, per il punto più basso nello stivale). La risalita dovrebbe riportare il Giro a L’Aquila e poi nelle Marche prima della già presentata cronometro del 19 maggio da Riccione a San Marino (che dovrebbe essere ribattezzata ‘Sangiovese stage’). Dopo la frazione da Ravenna a Modena del giorno dopo si riparte da Carpi per le frazioni piemontesi che saranno ben tre. Il 22 maggio ecco la Carpi – Novi Ligure, si toccano le terre di Coppi a 100 anni dalla sua nascita, una frazione che si attende comunque per ruote veloci. Il 23 maggio ecco la leggendaria Cuneo-Pinerolo. Qui non si sa ancora se si tratterà (probabile) della riproposizione della frazione che nel 1949 vide una delle imprese storiche dello stesso Coppi (quindi con Colle della Maddalena, Col de Vars, Col d’Izoard, Monginevro e Sestriere prima della picchiata su Pinerolo) o se si farà una versione moderna con Sestriere e Colle delle Finestre). Il giorno dopo si andrà da Pinerolo a Ceresole Reale che finalmente riesce ad avere una tappa del Giro d’Italia (doveva succedere già nel 2014, ricordate la tappa con partenza da Santa Maria Maggiore poi cancellata?). Non si arriverà in paese bensì più in alto, di fronte alla diga del Lago Carrù, davvero traguardo suggestivo. Da Ivrea si andrà poi in Valle d’Aosta con la Ivrea-Courmayeur che nel finale affronterà il durissimo Colle San Carlo. Potrebbe esserci una spolverata di novarese nella tapa successiva, da S.Vincent a Como (o Bergamo). Più o meno noto anche il finale, una ultima settimana molto dura: da Lovere a Ponte di Legno ci saranno da scalate il Passo di Gavia ed il Mortirolo, si andrà poi ad Anterselva, con arrivo di fronte allo stadio del Biathlon e dopo una frazione per velocisti a Santa Maria La Sala, un arrivo a San Martino di Castrozza ed un tappone finale da Feltre al Passo di Croce d’Aune con arrivo sullo sterrato del Monte Avena. Domenica 2 giugno il gran finale, una mini cronometro tutta in Verona con arrivo all’interno dell’Arena. Dunque per noi sarà tempo di guardare al 2020, anche perché appare molto difficile che anche il Giro Rosa possa toccare il Vco nel 2019. Riguardo il futuro sul tavolo del valente Mauro Vegni si sussurra potrebbero arrivare (ci riferiamo a voce sentire negli ambienti) richieste dal novarese, da Borgomanero (che non accoglie il Giro dal 97), da Omegna (manca dal 75 quando si fece una partenza dallo stabilimento Alessi, mai il centro cusiano è stato arrivo di tappa) ed anche da Verbania (indimenticabili il 92 con la scalata alla Segletta ed il 2015 con il Monte Ologno) . Ovviamente sono solo ‘spifferi’, staremo a vedere. Intanto trovano conferme le possibilità che il Tour de France del 2019 faccia tappa nel Vallese, nello specifico a Crans Montana (il sindaco è stato invitato a Parigi, alla presentazione). Se ne saprà di più mercoledì25, giorno del vernissage.

GT

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