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Filippo Ganna, il record mondiale ed un’ora nel destino…

ganna record tvDove può arrivare Filippo Ganna dopo il fantastico record mondiale dell’inseguimento? In tanti sono intervenuti sulla questione, Mark Cavendish invita Ineos a ‘tentare il 3:59’ sullo stile del record della maratona di Kipchoge e sul possibile tentativo sull’ora Francesco Moser dice che….

Alla vigilia della sua ultima gara stagionale in quel di Glasgow per la seconda prova di Coppa del Mondo l’ambiente del ciclismo è ancora estasiato dalla clamorosa prestazione di Filippo Ganna a Minsk con due record mondiali dell’inseguimento, portato a 4:02, 647. Una prestazione davvero di grande livello se si pensa che il precedente miglior crono mondiale era dello statunitense Ashton Lambie in 4.05,423, peraltro ottenuto in Bolivia, in altura, dove le condizioni climatiche sono decisamente migliori per prove del genere. Dove può arrivare questo ragazzone ancora giovanissimo che già si porta a spasso tre titoli mondiali conquistati in 4 anni nei quali quando non ha vinto è arrivato secondo (ed oggi batterebbe anche quel Jordan Kirby che lo freddò nel 2017)? In tanti sono intervenuti, su tutti si è fatto notare l’endorsment di Mark Cavendish che dopo essersi detto esterrefatto nel vedere il vecchio record dell’inseguimento a squadre diventato record individuale lancia una provocazione. “Dopo aver sostenuto il record di Eliud Kipchoge che qualche settimana fa è stato il primo al mondo a correre una maratona sotto le due ore – ha detto il britannico - perché la Ineos non ripete la sfida lanciando la "3:59" rifacendosi a quel progetto chiamato "1:59"? Si, perché tutti ed anche noi siamo convinti che prima o poi Filippo Ganna possa essere l’atleta che abbatterà il muro dei quattro minuti in questa prova, interessante l’idea di Cavendish anche se il record sulla maratona di Kipcchoge non ha rilevanza per la Iaaf poiché ottenuto a Vienna in una corsa non ufficiale, seppur incredibile in 1 ora 59 minuti, 40 secondi e 2 decimi. Ganna può andare sotto i quattro minuti ma addirittura in gara ufficiale (e secondo noi un altura già adesso). Un sogno prima ed un progetto adesso Ganna e la Ineos (la squadra perfetta per questo genere di ambizioni) ce l’hanno, anche se nel 2020 quel che conterà saranno le olimpiadi (pista e perché no strada). Si tratta del record dell’ora, che, di certo, prima o poi Ganna proverà. Per il 2020 si parla (ma ovvio è presto) di esordire in una grande corsa a tappe (Il Giro in chiave olimpica come vorrebbe lui o la Vuelta a settembre?), di puntare a fare bene a Tokyo, magari anche nella crono in strada e poi appunto di iniziare a mettere in cascina il progetto ora. Ne ha parlato oggi alla Gazzetta Francesco Moser, uno che di ‘ore’ se ne intende: “Certo che può farlo – ha detto – ma se fossi in lui non subito, aspetterei ancora un po’, il Giro prima? Mettere chilometri nella gambe serve per fare resistenza ma di certo è qualcosa di faticoso”. Intanto una vittoria va già annoverata: in Italia dove c’è un solo velodromo coperto funzionante; quello di Montichiari che è stato riaperto dopo troppo tempo per un banale guasto, con il velodromo che sorgerà a Treviso che è in costruzione tra mille difficoltà e che dal 1985, quando crollò il Palasport di Milano, ha dovuto aspettare il 2009 con l’apertura proprio di Montichiari per avere una pista coperta di lunghezza olimpica, ha il recordman mondiale dell’inseguimento.

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