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Il ‘Record dell’Ora’, una storia che aspetta Pippo…

WCGAZ2 0IJVVHRM MGzoomBreve storia del ‘Record dell’Ora’, specialità storica del ciclismo su pista e non solo un sogno per Pippo Ganna; dagli albori a Coppi, da Anquetil e Merckx sino a Moser, Indurain, Rominger, Boardman ed al ritorno al passato ripartendo dal tempo di Merckx del 1972 che oggi premia Campenaerts…

La leggenda del Record dell’Ora, il sogno progetto di Pippo Ganna e della Ineos, quella speciale prova che consiste nel girare per un’ora in un velodromo cercando di farlo più veloce possibile, che negli anni è stata ad appannaggio di corridori leggendari come Henry Desgrange (il primo in 35,325 km, a Parigi, Velodrome Buffalo l’11 maggio 1893), Petit Breton, Giuseppe Olmo, Maurice Archambaud, Fausto Coppi (nel 1942 in piena guerra con 45,798 km al Vigorelli di Milano) Jacques Anquetil, Ercole Baldini, Roger Riviere, Eddie Merckx (49,431 km del 1972 all’Olimpico di Città del Messico). Da qui la storia del record prese una strada verso la modernità, a partire dai tentativi di Francesco Moser, sostenuto dalla equipe Evervit con le novità della bicicletta prototipo con le ruote lenticolari e il manubrio a corna di bue e l’aiuto della scienza con nuove metodologie di lavoro ed allenamento (50.808 e 51.151 nel 1984). Anni in cui il record era diversificato in tre settori: record in altura, record sul livello del mare e record indoor e fu lo stesso Moser a detenerli tutti prima dell’unificazione; vale la pena fermarsi un attimo su Moser, perché il trentino è stato l’uomo che maggiormente ha interpretato e reinventato il record. In Messico nel gennaio 84 due tentativi, il primo peraltro casuale, perchè Moser quel giorno avrebbe dovuto fermarsi ai 10 km (famoso l’urlo dello speaker messicano: “Va por la hora, va por la hora”) trattandosi di un test, il secondo fu il tentativo ufficiale nel quale battè se stesso. Nel settembre 1986 il doppio tentativo in pianura al Vigorelli di Milano (il primo sofferto in 48.543 km, il secondo netto in 49.801) e nel 1988, ultimo anno da professionista, peraltro limitato alla pista, quello indoor ottenuto a Stoccarda dopo due tentativi andati a vuoto nel 1987 tra Mosca e Vienna, in 49,802 km: il record della bici con il ruotone posteriore di 103 km di diametro. Il record assoluto di Moser resisterà sino al 1993 quando un curioso britannico squattrinato di nome Greame Obree con una bicicletta costruita artigianalmente  con parti di una lavatrice e con la poco naturale posizione rannicchiata sul manubrio fece 51,596 km. Nel 1994 ci riprovò Moser ormai ex atleta, nelle stesse condizioni di Obree; battè il suo record, battè lo stesso Obree (51,840 km) ma non Chris Boardman che fda poche settimane deteneva il record con 52,270 km che venne poi ribattuto da Obree in 52,713 km. In quei primi anni 90 scesero in pista i grandi con biciclette stratosferiche e progettate per l’occasione. Sempre nel 1994 toccò a Miguel Indurain con la mitica ‘Espada Pinarello’ (53,040 km) e poi due volte a Tony Rominger che su una bici Colnago arrivò a 55,291 km. Nel 1996 Chris Boardman fece 56,375 km dopo che nel 95, ad ottobre, Indurain ci riprovò senza battere il record (e li forse ci fu la svolta, l’inizio della parabola discendente, di una carriera che terminò a fine 96). L’Uci però osteggiava questa ricerca della prestazione dovuta molto anche al mezzo meccanico o alla posizione; decise di classificare i record da quello di Moser a quello di Boardman come ‘migliori prestazioni sull’ora’, facendo ripartire la storia ufficiale del record da quello di Merckx, e obbligando in primis di utilizzare una bicicletta normale da pista e successivamente una bici simile a quelle utilizzate nell’inseguimento. Fu proprio Boardman a riprendersi il record nel 2000 (49,441 km), seguito da tentativi di atleti anche non di primissimo piano; Sosenka, Voight, Brandle, lo stesso Rohan Dennis ma anche Alex Dowsett sino a Bradley Wiggins (54,526 km) e Victor Campenaerts che ne è detentore con il 55,089 km ottenuto ad aprile in Aguascalientes). Un risultato che è nelle corde di Filippo ma che va preparato nel migliore dei modi, perché il record dell’ora non si può improvvisare mai. Noi nel nostro piccolo siamo convinti che questa prova non solo sia nelle corde di Ganna, magari non subito, magari non già nel 2020, ma sicuramente se c’è uno indiziato per entrare in questo storico club di campioni è proprio Ganna.

Foto Graham Watson - 1984, Cittò del Messico, Francesco Moser nel primo dei due tentativi.

GT

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