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Domenica il Giro delle Fiandre, casa di Elisa Longo Borghini

elisa muroElisa Longo Borghini in gara domenica al Giro delle Fiandre, prova WWT che anticipa la classica maschile. Ben 12 i muri con il ritorno dello storico Muur-Kapelmuur, conosciuto come Muro di Grammont. L’ornavassese vinse nel 2015 con una azione da ‘Flandrien’ involandosi da lontano.

E’ semplicemente casa sua, la si può tranquillamente definire una ‘Flandrien’. Parliamo di Elisa Longo Borghini che domenica prenderà il via alla quinta prova dell’UCI Women World Tour e che prova. Si corre la ‘Ronde Van Vlaanderen Vor Wrouven’ o più semplicemente il Giro delle Fiandre, nella sua versione per le ragazze che anticipa la conclusione della prova maschile, una gara mitica e storica del ciclismo mondiale che ora si corre anche nel mondo in rosa che merita vetrine di così ampio respiro. Elisa la ‘Leuwin Van Ornavasso” (leonessa di Ornavasso) ha tutta una serie di nomignoli nati in quelle zone ed il motivo è molto semplice: ama quelle strade, ama i ‘muri’ fiamminghi; quei strappi benedetti e maledetti con pendenze proibitive di poco più di un chilometri lastricati delle classiche pietre del pavè tipico del nord Europa. Il popolo degli appassionati belgi e soprattutto fiamminghi non sono insensibili a corridori del genere ed a certe dichiarazioni di affetto per le ‘loro’ gare, hanno una memoria di ferro e se poi una delle ‘loro’ corse viene vinta da qualcuno come Elisa fece nel 2015 proprio al Fiandre, con una lunga fuga, allora questo qualcuno diventa una leggenda per quella gente, diventa un o in questo caso una ‘Flandrien’ e quei tifosi non dimenticheranno mai. In quelle terre il ciclismo è quasi una religione ed il Giro delle Fiandre è la più grande ed importante delle ‘messe pedalate’. Il Fiandre che Elisa correrà in maglia ciclamino (Purple jersey) di leader del World Tour si disputerà su un percorso di 153.3 Km con partenza ed arrivo a Oudenaarde comprendente 5 tratti di pavè e 12 muri: Acterberg, Eikenberg, Holleing, Leberg, Berendries, Tenbosse (detto anche il ‘Muro di Museeuw’ perché da quello strappo il campione di Gistel si involò nei suoi tre successi alla Ronde) ), il ritorno del Muur Kapelmuur, altrimenti detto Muur Van Geraardsbergen o Mur de Grammont (ma non chiamatelo così da quelle parti), punto epico della corsa che mancava da quale edizione, Potterberg, Kanerieberg, Kruisberg, Oude Kwaremont (chi passa per primo riceve uno speciale trofeo a forma di boccale di birra, ovviamente pieno della bevanda che porta il nome del muro) ed infine il Paterberg. Qualcosa davvero di durissimo. Tra uomini e donne pochi italiani hanno vinto il Fiandre: Fiorenzo Magni per tre volte (1949, 50 e 51), Dino Zandegù (1967), Moreno Argentin (1990), Gianni Bugno (1994), Michele Bartoli (1996), Gianluca Bortolami (2001), Andrea Tafi (2002), Alessandro Ballan (2007) ed ovviamente Elisa Longo Borghini, unica italiana ad aver vinto a gara femminile.

Foto: Elisa Longo Borghini affronta il Paterberg nella Oomlop Het Nieuwsblaad di febbraio.

Gianluca Trentini

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