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Mondiali pista: oro a Kerby, per Ganna un argento che lo conferma grande

ganna mondiali insegumentoGanna chiude il mondiale su pista di Hong Kpong con un argento nell’inseguimento individuale. Il titolo va con merito all’australiano Kerby in una finale con qualche attimo farsesco. Attenzione; non è una delusione ma una conferma del valore del vignonese

Jordan Kerby, giovane australiano, è il nuovo campione del mondo dell’inseguimento individuale. Il velodromo Tzeung Kwah O sobborgo di Hong Kong, dove si stanno correndo i mondiali su pista, ha visto Filippo Ganna salire comunque sul podio con una medaglia d’argento che va a sommarsi al bronzo di ieri con il quartetto. Titolo meritato, va detto, per l’australiano che già in mattinata, nelle qualificazioni aveva fatto vedere cose importanti staccando un importante 4’12’’172, tempone davvero di livello. Ganna è comunque riuscito ad ottenere il secondo miglior tempo di giornata con un 4’14’’647 che gli ha permesso di battere il francese Correntin Ermenault e di centrare comunque una medaglia entrando all’atto decisivo. La finale, che peraltro ha vissuto in momento particolare con la gara fermata dopo meno di un chilometro probabilmente per un problema tecnologico all’impianto di cronometraggio ma qualcuno dice che sia partito un colpo di pistola per sbaglio al giudice addetto agli start, dopo la ripartenza francamente non è mai stata in discussione. Ganna che dopo aver corso la prova del mattino con un rapporto differente dal solito è tornato alla classica corona che gli ha permesso di vincere il titolo del 2016, si è dovuto inchinare a Kerby che non ha girato sui tempi del mattino ed è risultato molto più lento. Ganna però dopo la classica partenza soft non ha avuto modo di cambiare ritmo, forse risentendo della grande fatica del mattino. Dunque oro a Kerby in 4’17’’068 e argento al vignonese che ha pagato di oltre tre secondi. Termina così l’avventura in pista per Ganna. Non si tratta di delusione; Ganna a soli 20 anni si conferma tra i grandi di questa specialità e mantiene l’Italia sul podio in una specialità nella quale per troppi anni è stata lontana dai vertici, c’è insomma spazio per essere contenti, con l’ovvio dispiacere che, d’acchito, porta una finale persa. Bronzo all’altro australiano Kennet O Brian, quarto il francese Ermenault. 

GT

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