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Giro 2017? Niente Vco: tappe a Tortona e Oropa

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Come era prevedibile le nostre zone non saranno toccate dal Giro d’Italia 2017, centesima edizione della corsa rosa. Mancano poche settimane alla presentazione del prossimo Giro che nascerà martedì 25 ottobre al PalaGhiaccio di Milano, ma a grandi linee si conoscono i contorni di un percorso celebrativo, con passaggi che rammentano questi cento anni favolosi di storia a due ruote.

Della partenza si sa già tutto, il via avverrà dalla Sardegna, quasi un omaggio a Fabio Aru, con le già presentate Alghero-Olbia, Olbia-Tortolì e Tortolì - Cagliari. Da qui subito in Sicilia (il Giro non toccava le due isole insieme dal 1961, Giro del centenario dell’Unità d’Italia) con un arrivo a Messina per celebrare Vincenzo Nibali. Da qui la risalita tornando ‘nel continente’ con frazioni che toccherebbero Terme Luigiane, Alberobello, Peschici, il primo arrivo in salita al Terminillo (prima storica cronoscalata al Giro nel 1936), una crono in Umbria, tappe a Bagno di Romagna e Reggio Emilia prima della due giorni piemontese. Dall’Emilia infatti primo traguardo piemontese di tappa a Tortona per poi ripartire il giorno dopo da Castellania, paese natio di Fausto Coppi. La frazione partirà dalle terre coppiane per chiudersi al Santuario di Oropa, quasi per tributare l’omaggio alla scalata pazzesca di Pantani nel 1999 che dopo una foratura li riprese tutti. Dopo Oropa la partenza probabilmente avverrà da Andorno per andare a Bergamo, tappa bella mossa, magari sfiorando il novarese, in vista dell’ultima settimana che andrà a toccare le vette mitiche del Giro. Il finale per la verità è ancora abbastanza ignoto anche se dal web fioccano varie ipotesi: Bormio, Canazei, Tirano ecc ecc. Le salite? Queste sono abbastanza note: lo Stelvio ed il Mortirolo, il Pordoi, Il Falzarego, il Valparola, la salita del Piancavallo, sopra la base Nato di Aviano (forse con un arrivo come nel 1998) ed ultima suggestiva salita al Monte Grappa, nella frazione che dovrebbe chiudersi ad Asiago. Ultima tappa? L’idea suggestiva di farla un pochino come i francesi che dalle Api si trasferiscono con il TGV verso l’hinterland parigino c’era. Dal nord tutti sul treno e via verso Roma per una bella crono finale in mezzo alle vestigia della capitale. Come non detto, no Olimpiadi e non anche al Giro. Dunque le ipotesi sono due: una breve cronometro che termini a Venezia in Piazza San Marco (con tutto un complicato costruire di ponti e pontini artificiali) oppure Milano, che essendo la località dove il Giro è nato sarebbe anche qualcosa di doveroso. E se Milano sarà perché non chiudere questa mini cronometro all’interno del velodromo Vigorelli che ha visto terminare al proprio interno tante e tante edizioni della corsa e che ha da poco riaperto i battenti? Insomma niente Vco. Se ne riparlerà molto probabilmente nel 2018.

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