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Hotel e museo: un possibile futuro per l'ex Collegio De Filippi di Arona

Dopo la chiusura dell'istituto in tanti si sono interrogati sulla sorte della struttura ultracentenaria a cui la città è particolarmente affezionata. La risposta arriva da Liviano Papa, critico d'arte e dalla sua collaboratrice Mirka Gregianin

de filippi

 

Il Collegio De Filippi quest'anno ha chiuso definitivamente i battenti ma già si pensa a come salvare l'edificio ultracentenario dal degrado e a come regalare alla struttura una nuova vita: l'ex collegio De Filippi, infatti, potrebbe essere trasformato in un hotel di lusso e in un museo. Questa è l'idea di Liviano Papa, critico d'arte e di Mirka Gregianin, entrambi aronesi. Si tratta di un progetto che, in realtà, è nato già qualche anno fa: << Da sempre conosciamo la storia della nostra città, quella di San Carlo Borromeo e la vicenda del Collegio De Filippi - ha raccontato Papa – in passato abbiamo organizzato, in collaborazione con il Comune, una mostra dedicata proprio a San Carlo Borromeo e da qui è nato in noi un interesse particolare per il personaggio. Siamo venuti a sapere dell'imminente chiusura del Collegio e allora, abbiamo iniziato a pensare a cosa sarebbe potuto diventare l'edificio dopo la chiusura della scuola>>. La strada suggerita da Papa e da Gregianin è quindi la creazione di un hotel di lusso che contenga al suo interno un museo dedicato a San Carlo. Grazie alla vicinanza con Milano e alla sua posizione panoramica, l'hotel potrebbe rivelarsi un successo. Non solo, si tratterebbe di un hotel stellato con servizi di qualità come la piscina o il campo da golf: gli spazi ci sono. E vista la presenza del Colosso di San Carlo, d'obbligo sarebbe quindi la creazione di un museo a lui dedicato: << Il museo diventerebbe un forte richiamo turistico a livello internazionale – ha spiegato ancora Papa – in più si tratta di raccontare una storia tutta aronese. E' un'idea che piace: siamo già stati contattati da alcuni enti e agenzie immobiliari interessate>>. La struttura infatti è di proprietà della Curia Vescovile di Novara a cui la proposta è già stata comunicata e pare che agli uffici vescovili l'idea piaccia. Il consenso arriva anche dalla Diocesi di Milano e dal Comune di Arona. Si tratta di un progetto che deve ancora essere steso e che esige una sinergia da parte del potere civile e di quello religioso. I fondi potrebbero essere quelli europei, ma ancora niente è sicuro. Un progetto che quindi richiede tempo e ambizione e che vuole salvare un edificio che è testimone di più di un secolo di storia aronese.

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