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Lo scudetto della Igor: un atto di ‘giustizia’ per gli affezionati novaresi

 

scudetto igor premiazoiniBreve storia della Igor Gorgonzola Novara che dopo cinque finali scudetto perse da quella che fu l’Asystel Volley ha portato il tricolore sotto la cupola di San Gaudenzio. Un piccolo atto di giustizia sportiva per una città appassionata che meritava questa soddisfazione.

Di Igor Gorgonzola Novara si inizia a parlare nella stagione 2012 quando a Novara, orfana della pallavolo dopo l’inopinata fusione tra MC Carnaghi Villacortese e Asystel Novara (durata sei mesi) portò per una sola stagione il volley lontano dalla cupola di San Gaudenzio. Con la squadra promossa dalla B2 alla B1 Agil Trecate con lo sponsor Igor Gorgonzola e con il sostegno dell’amministrazione comunale andò a rilevare il titolo sportivo di A2 da Busnago dando vita alla Igor Gorgonzola Novara. Il primo anno in A2 vide una bellissima lotta a quattro nello specifico con Siamo Energia Ornavasso (poi promossa dai play off), Pomì Casalmaggiore e IHF Frosinone poi ripescate. La Novara di Stefano Colombo vinse il campionato riportando la A1 sotto la cupola. Il primo anno nella massima categoria vide a metà stagione il cambio di panchina tra Stefano Colombo e Luciano Pedullà e l’eliminazione alla semifinale play off. Nella stagione 2014-2015 i primi successi, Pedullà può guidare giocatrici come Chirichella, Guiggi, Sansonna, Signorile, Hill, Barun e Klineman. In Coppa Italia è un trionfo col la vittoria in finale contro Modena mentre in campionato una Igor imbattibile sino ai play off perde la finale contro Pomì Casalmaggiore. L’annata successiva non è gloriosa. Pedullà viene esonerato ad inizio 2016, arriva Fenoglio ma la compagine non appare così competitiva. La stagione finita in tricolore è storia di oggi. Non vanno però dimenticati gli anni di Asystel Volley, gli anni di Caserta e De Stefano nati con lo stesso sodalizio, con l’Agil Trecate di Pedullà promossa in A1 nel 2001 e con le tre finali scudetto perse nel 2002, 2003 e 2004, due con Bergamo ed una Perugia. Grandi allenatori (su tutti la leggendaria Jenny Lang Ping), giocatrici come De Carne, Glinka, le cinesi He Qi e Sun Yue, Paola Cardullo e Sara Anzanello ma scudetto solo sfiorato con i 5 punti tricolore sprecati nelle finali del 2004. Arriveranno Coppa Cev, final four di Champions League, Supercoppe di Lega, Coppe Italia ma lo scudetto mai, nemmeno con coach Chiappini Skowronska, Aguero e Osmokrovic. E quando l’Asystel torna a giocare l’atto finale come nel 2009 con Feng, Kozuch e la vecchia guardia c’è la Pesaro di Ze Roberto che è superiore. Se vogliamo dare alla Igor una sorta di continuità di quella Asystel possiamo dire che si è fatta un pochino di giustizia sportiva e dopo cinque finali scudetto perse era giusto che anche Novara ed il suo popolo potesse festeggiare. Piccinini non era nel campo avversario non c’era Phipps, non c’era Mello o Aguero, non c’era la Grun e nemmeno la Poljak oppure Costagrande e Jacqueline, per citare alcune giocatrici che hanno fatto piangere Novara. No l’unica cosa vera è lo scudetto, finalmente atterrato a Novara.

GT

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