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Vogogna dà l'ultimatum al Ciss Ossola

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Ciss Ossola : consiglio comunale Vogogna approva convenzione 

Colpo di scena a 24 ore dall'assemblea del Ciss Ossola, convocata per avallare la progoga del Consorzio servizi sociali. La delibera approvata ieri sera all'unanimità dal consiglio comunale di Vogogna rischia di segnare il ''de profundis'' per il consorzio.

Una delibera che boccia la gestione del Ciss, attacca direttore e consiglio di amministrazione e dà l'ultimatum al Ciss dopo che assemblea ha deciso di progogarlo per altri due anni. Una presa di posizione dal doppio valore perché è noto che il sindaco di Vogogna Enrico Borghi è anche il parlamentare del territorio: quindi la decisione assume un alto valore politico.

Il consiglio vogognese conferma l' adesione al Ciss, ne approva la convenzione ma boccia l'articolo con cui lo si terrà in vita per due anni. Inoltre dice chiaramente che la gestione del socio assistenziale va fatta a livello provinciale, con un Ciss unico. In poche parole un chiaro avviso ai naviganti: o si cambia rotta o si chiude e si confluisce nel Ciss unico.

Anche perché la delibera boccia in toto la gestione e mette sotto accusa il consiglio di amministrazione e il direttore del Consorzio, prendendo spunto dal recente studio di fattibilità. Studio che mette a nudo la gestione amministrativa. Tanto che Vogogna passa al setaccio le criticità del bilancio del Ciss. Un esempio? Dice che il Ciss Ossola costa ad ogni abitante della valle 109,57 euro a testa, mentre i Ciss di Verbano e Cusio 88,93 e 70,03 euro per abitante. Poi esprime critiche sulla gestione economico finanziaria e spara anche sulla gestione politica per l'atteggiamento, ritenuto compiacente, di Cda e direttore nei confronti del sindaco domese Pizzi sulla questione migranti, senza aver fatto alcun confronto con gli altri amministratori.

Pare che la stessa presa di posizione arriverà anche da altri comuni ossolani come quelli dell'Anzasca, Pieve Vergonte e Druogno.

Ma non è la sola bufera. In una lettera fotocopia i Comuni di Ornavasso, Premosello e Macugnaga dicono che decideranno a gennaio sulla convenzione col Ciss ma diffidano l'ente consortile dal far mancare l'assistenza ai loro cittadini. Tutti ultimatum che mettono in difficoltà il nuovo cda appena eletto.

Renato Balducci

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