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Presentato a Cossogno il patto di fusione con Verbania

E' stata l'occasione per fare i conti: a Cossogno 500 mila euro all'anno per un decennio per opere pubbliche e 100 mila per la manutenzione ordinaria

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In una partecipata assemblea – vi hanno preso parte circa 150 persone – ieri sera a Cossogno è stato presentato il patto di fusione per incorporazione con Verbania. E’ stata l’occasione per fare i conti: la fusione significa 1 milione e mezzo di euro di trasferimenti dal governo centrale all’anno per un decennio, più 130 mila euro annui dalla Regione per 5 anni. Per 10 anni a Cossogno 500 mila euro da investire in opere pubbliche e 100 mila per la manutenzione ordinaria. L’accordo prevede la creazione di un comitato di garanzia, il mantenimento del municipio a Cossogno e delle tariffe comunali tali e quali per un quinquennio.

Il primo cittadino verbanese ha pero’ precisato: ‘Nessuna imposizione e nessuna volontà annessionistica da parte di Verbania’, ha sottolineato che non c’è nessuna fretta e che tutto andrà ben spiegato; Marchionini ha già avuto un incontro con le categorie produttive cittadine che hanno espresso pareri favorevoli, ci saranno altri momenti d’informazione e confronto. Con la fusione Verbania diventerebbe un comune montano dal punto di vista istituzionale, l’entrata nel parco della Valgrande e quindi nell’ambito del turismo montano potrebbe essere una risorsa per gli albergatori. Incorporare Cossogno porterebbe anche ad un rafforzamento delle aree periferiche vicine come Trobaso.

Ma entrambi i sindaci coinvolti hanno precisato: se in occasione del referendum anche per un solo voto dovesse vincere il no, non si continuerà l’iter, anche se la legge lo permetterebbe. L’ultima parola spetta insomma ai cittadini.

Nel corso dell’assemblea sono emersi alcuni pareri contrari, uno ha evidenziato le potenzialità di un piccolo comune come Cossogno, un altro ha espresso timori rispetto alla puntuale manutenzione ordinaria dopo l’ingresso in una realtà molto più grande. Osservazioni che sono state definite pretestuose dal sindaco cossognese Doriano Camossi, il quale ha invece evidenziato l’impossibilità di reperire fondi per una piccola realtà come il suo comune in un sistema di bandi dove sempre più sono richieste reti e aree di una certa dimensione. Camossi ha assicurato che non cresceranno i disservizi per i piccoli interventi visto che l’attuale personale resterà a Cossogno.

La richiesta per la fusione in Regione dovrebbe partire entro la fine del mese da Cossogno, a maggio/giugno da Verbania. Il referendum potrebbe tenersi in autunno. 

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