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Miasino, un paese spaccato in due

Il problema è la pericolante Casa Papa Giovanni 23°, la questione è approdata anche in Prefettura a Novara

 

miasino

Un paese spaccato in due da un edificio pericolante che pure per due secoli è stato uno dei simboli di Miasino. Casa papa Giovanni XXIII, un tempo seminario, scuola e casa di riposo, e prima ancora originariamente Palazzo Guidetti, dimora sorta ad inizio dell'800, è ormai un rudere e, per dirla con le stesse parole usate dal sindaco Giorgio Cadei in un accorato appello, sta cadendo a pezzi. Per la verità una parte è già caduta, crollata nel suo interno: la cappella dell'edificio è collassata su stessa. recentemente poi è caduto un pezzo di tetto con relativo cornicione su una strada. Da qui l'ordinanza del sindaco di chiudere la strada dal momento che le perizie effettuate dimostrano la pericolosità dell'immobile. Una vicenda complessa. L'edificio era stato acquistato anni fa da una società immobiliare bresciana poi fallita. Tutto è nella mani del curatore fallimentare che l'ha messo in vendita, ma dopo quattro aste nessuno si è presentato. Comprensibile considerato che sistemare e rendere lo stabile nuovamente utilizzabile è un'operazione così costosa che deve aver scoraggiato qualsiasi potenziale acquirente. Per metterlo in sicurezza, da conti fatti per difetto, ci vorrebbe almeno un milione di euro. Così resta la situazione di pericolo e nei giorni scorsi il problema, di questo si tratta, di Casa Papa Giovanni è approdato in Prefettura a Novara. All'incontro erano presenti insieme al sindaco i Vigli del fuoco, la Sovrintendenza e un avvocato in rappresentanza del curatore fallimentare. <Il Prefetto ci ha garantito il suo interessamento facendo notare che dovrà essere il curatore a provvedere per trovare una soluzione – dice il sindaco Cadei – e mettere l'edifico in sicurezza. Nell'attesa che succeda qualcosa e per evitare che qualcosa succede agli abitanti di Miasino, a noi non rimane che chiudere completamente la strada>. Con il paese spaccato in due.

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