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Borgo Ticino ha ricordato l'Eccidio dell'agosto 1944

Cerimonai ieri mattina a Borgo Tcino per ricordare l'Eccidio dell'agosto 1944.  Toccanti le testimonianze 

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Un eccidio efferato, disumano. Così è stato definito il massacro di dodici abitanti di Borgo Ticino, avvenuto domenica 13 agosto del 1944. Settantatre anni dopo la cittadina ha voluto ricordare il fatto con una solenne cerimonia. Prima le deposizione delle corone ai cippi e al monumento ai caduti, poi la messa nella chiesa di Maria Vergine officiata dal parroco, don Alberto Franzosi. Quindi il corteo, accompagnato dalle note della “Filarmonica Bogognese” è sfilato sino a piazza Martiri davanti alla lapide con i nomi delle dodici vittime fucilate dalla X Mas. Per la precisione era un reparto della Marina tedesca che era di stanza a Sesto Calende che ha messo a ferro e fuoco il paese. Rastrellati al circolo dove giocavano a bocce o a carte tredici abitanti del paese. Li hanno messi al muro e fucilati. Uno di loro svenne dalla paura e finì sotto il corpo dei caduti. Si finse morto pure lui. Solo quando i tedeschi consentirono ai familiari il recupero delle salme, ci si accorse che uno era ancora vivo. Maddalena Gazzetta, oggi 81 anni, ricorda molto bene quel giorno:<Ero lì con mia nonna. Avevo otto anni. I fascisti hanno avuto una crudele ferocia. Hanno ubbidito agli ordini di chi li comandava. Tra di loro sono cadute persone che conoscevo molto bene>. A commentare l’eccidio il giornalista dell’Espresso Pier Vittorio Buffa:<Bene fa il comune a proseguire nella causa contro chi ha commesso questo crimine. E’ giusto non dimenticare, oggi che assistiamo a numerose violenze di ogni tipo, e sussistono guerre in diversi angoli della Terra dobbiamo combattere l’odio e inneggiare alla pace>. Un’anziana staffetta partigiana ha seminato davanti alle lapidi il grano:<Un gesto di pace. Dobbiamo essere seminatori di pace> ha detto. Il sindaco, Alessandro Marchese, ha annunciato:<Abbiamo dato mandato all’avvocato Andrea Speranzoni di proseguire nella causa contro le Ss naziste. Così hanno fatto altri comuni e così facciamo pure noi>. Alfredo Caldiron un artista del paese ha disegnato un bozzetto per una lapide che ricorderà tutti i caduti per la Patria.

 

<A settembre – ha aggiunto il Sindaco – poseremo una lapide con il bozzetto di Caldiron per non dimenticare tutti coloro che sono caduti in difesa della Pace e della nostra Libertà>. Alla manifestazione era presente il prefetto di Novara Francesco Castaldo e numerose associazioni combattentistiche con i loro labari. Una decina i sindaci, o loro rappresentanti, intervenuti con la fascia tricolore alla commemorazione. 

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