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Vendemmia 2017 tra le più scarse del dopoguerra

Quantità ridotte a causa delle condizioni climatiche anomale. Nel Vco - 10/12% e la raccolta inizierà con una quindicina di giorni di anticipo

uva fragola

 

E' di oggi l'allarme di Coldiretti: la vendemmia del 2017 si preannuncia fra le più scarse del dopoguerra con cali che a livello nazionale vanno dal 10 al 40%, a causa delle condizioni climatiche anomale, - 15% per il Piemonte. E nel Vco? La nostra zona conferma il calo ma con perdite contenute, in media attorno al 10-12%. Lo riferisce Pierfranco Midali, presidente dell'Associazione Produttori Agricoli Ossolani. Midali parla di una contrazione nella produzione legata a due fattori: le gelate tardive di aprile, che hanno compromesso una parte di rami- alcune gemme bruciate dal freddo sono andate perse, in altri casi invece è poi spuntata quella che viene chiama 'gemma di controcchio' , dalla quale origina il grappolo. In particolare il gelo nelle zone di Beura e Cosasca lungo la Piana del Toce ha portato ad una perdita fino al 40% della produzione.

Alcuni vitigni poi sono stati falcidiati dalla tempesta nelle zone di Trontano e Crosiggia soprattutto. In questo caso il calo è del 20%.

Sarà anche una vendemmia anticipata quella 2017, di una quindicina di giorni. <Le uve stanno maturando bene, in più è attesa una nuova ondata di caldo> spiega Midali. Questo porterà ad un anticipo per i vini bianchi anche di 20 giorni, la raccolta inizierà verosimilmente già nella prima settimana di settembre. Si proseguirà non oltre il 20 settembre con i rossi precoci come il pinot nero, nell'ultima decade del mese con barbera e merlot e si chiuderà a ottobre con prunent e nebbioli.

La qualità? E' ancora presto per una risposta definitiva, molto dipenderà anche dal lavoro dei singoli viticoltori, comunque le uve che si sono salvate dalle intemperie sono sane e belle, potrebbe prospettarsi una buona annata simile a quella del 2003 con uve ad alto tasso zuccherino e gradazione alcolica medio-alta.

Tornando ai dati nazionali Coldiretti, nonostante il calo di produzione, vola la domanda del vino italiano all'estero: con un aumento del 6,3% in valore, fa registrare il record storico rispetto allo scorso anno. L'Italia mantiene comunque il primato produttivo mondiale davanti alla Francia e alla Spagna, anch'esse colpite dal calo di quantità. 

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