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Capi sbranati da un predatore, la rabbia di un pastore del Mottarone

 
Dalla Polizia Provinciale VCO spiegano che con ogni probabilità il responsabile è un cane randagio che nei primi giorni di agosto ha attaccato anche una persona
 
 
 
mottarone pastore
Siamo saliti al Mottarone per raccogliere l'appello di Giglio Ceresa, pastore che da 30 anni porta i suoi animali sulla vetta cusiana. Ora però un predatore sta facendo razzia delle sue bestie, <Non so più cosa fare>  dice Ceresa, che non nasconde rabbia e costernazione di fronte a questa situazione. Ha circa 550 capi, più di una decina negli ultimi mesi sono stati vittima di un predatore. <Non mi è mai successo> spiega.
 Su quanto accaduto indaga la Polizia Provinciale del VCO. Il comandante Riccardo Maccagno riferisce che si tratta di attacchi con ogni probabilità riconducibili alla presenza di un cane randagio in zona che per altro nei primi giorni di agosto ha aggredito anche una persona. Facile pensare che si tratti dello stesso soggetto. L'uomo aggredito ha riferito di essersi trovato addosso l'animale, che somiglia a un cane da pastore. Si sta cercando di verificare di chi può essere questo animale, se è riconducibile o meno ad un padrone: non si tratta semplicemente di un cane vagante ma di una bestia diventata randagia. 
Altri animali verosimilmente attaccati da predatori sono stati recentemente trovati in Valle Anzasca ma erano oramai in decomposizione e non è stato quindi possibile stabilire da parte della Polizia Provinciale con precisione cosa sia accaduto.
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