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#fuoriporta: Basquiat al MUDEC di Milano

basquiat

140 opere in mostra fino al 26 febbraio. Sei le sezioni, esposti anche i lavori realizzati a quattro mani con Andy Warhol. Curatori Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio

 

Jean-Michel Basquiat fino al 26 febbraio 2017 al MUDEC, il Museo delle Culture di Milano. L’esposizione presenta 140 lavori realizzati tra il 1980 e il 1987 in un percorso dalla duplice chiave di lettura: quella legata ai luoghi che hanno segnato il percorso artistico di Basquiat e quella cronologica.

Si parte dai graffiti firmati SAMO che iniziarono ad apparire nelle strade di Soho e del Lower East Side di New York. La seconda sezione è dedicata alla sua prima esposizione (in Italia, a Modena nel 1981), si prosegue con i lavori nello studio newyorkese di Prince Street dove vennero realizzati alcuni dei suoi più iconici dipinti, con le opere nate nel loft di Crosby Street e con quelle concepite nell’antica rimessa per carrozze di Great Jones Street che gli era stata affittata da Andy Warhol. Nella sesta ed ultima sezione proprio i dipinti realizzati a quattro mani da Basquiat e Warhol, opere di grandi dimensioni che rappresentano una delle più notevoli collaborazioni della storia dell’arte moderna e contemporanea. Completano la mostra fotografie, disegni, una serie di piatti in ceramica nei quali con ironia l’artista ritrae personaggi di ogni epoca.

Basquiat, insieme a Keith Haring, è stato tra i protagonisti del graffitismo americano e mondiale; prematuramente scomparso nel 1988 all’età di 28 anni, è uno degli artisti più noti dei nostri tempi. Ci racconta la profonda contraddizione degli anni in cui ha vissuto e l’estrema fragilità della condizione umana. La mostra narra la vita, le gioie e le insicurezze di un giovane pieno di talento, perso nelle proprie fragilità e in una società che lo acclamava come artista ma lo rifiutava per il colore della pelle. Temi ricorrenti la musica, i fumetti, l’anatomia, la poesia e la scrittura che diventano il fil rouge che guida il visitatore tra differenze sociali e razziali, emarginazione e diffidenza verso il diverso.

L’esposizione è curata da Jeffrey Deitch, amico di Basquiat, critico ed ex direttore del MOCA di Los Angeles, e da Gianni Mercurio, curatore e saggista. E’ promossa dal Comune di Milano-Cultura e da 24 ORE Cultura.

 

di Laura Fabbri 

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