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#fuoriporta: la magia di Keith Haring a Palazzo Reale

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A Milano un graffitaro colto e consapevole. 110 opere dialogano con le fonti d'ispirazione di uno dei più grandi autori del Novecento. Il padre degli 'omini' racconta i temi del suo e nostro tempo con un linguaggio personalissimo ed universale

 

'Il mio contributo al mondo è la mia abilità nel disegnare. Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che ai tempi della preistoria. Riunisce l'uomo e il mondo. Vive nella magia.' Lo diceva Keith Haring. 110 opere del geniale pittore e writer statunitense sono esposte a Palazzo Reale a Milano fino al 18 giugno in Keith Haring. About Art, una mostra curata da Gianni Mercurio che, per la prima volta, rende il senso profondo e la complessità della sua ricerca, mettendo in luce il rapporto di uno dei più importanti autori della seconda metà del Novecento con la storia dell'arte.

Il 'graffittaro' è un uomo colto e consapevole. La magia di Haring a Milano in un percorso artistico che acccompagna il visitatore con molte opere di grandi dimensioni, alcune inedite o mai esposte in Italia, provenienti da collezioni private e pubbliche americane, europee, asiatiche.

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Nelle diverse sale i lavori dell'artista dialogano con le sue fondi d'ispirazione: l'archeologia classica, le arti precolombiane, le figure archetipe delle religioni, le maschere del Pacifico e le creazioni dei nativi americani fino ad arrivare ai grandi maestri del Novecento come Picasso, Pollock, Dubuffet, Klee. Questo partendo da un nuovo assunto critico, ovvero che la lettura retrospettiva dell'opera di Haring non è corretta se non è vista anche alla luce della storia delle arti che egli ha compreso e collocato al centro del suo lavoro, assimilandola fino ad integrarla esplicitamente nei suoi dipinti e costruendo in questo modo la parte più significativa della sua ricerca estetica.

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La produzione artistica di Keith Haring è percepita come espressione di una controcultura socialmente e politicamente impegnata su temi propri del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione delle minoranze, arroganza del potere. Il creatore dei famosissimi 'omini' ha partecipato ad un sentire collettivo diventando l'icona di artista-attivista globale. Il suo progetto fu di ricomporre i linguaggi dell'arte in un unico immaginario simbolico, al tempo stesso personalissimo ed universale, per riscoprire l'arte come testimonianza di una verità interiore che pone al centro l'uomo e la sua condizione sociale ed individuale. 'Non penso che l'arte sia propaganda; dovrebbe invece essere qualcosa che libera l'anima, favorisce l'immaginazione ed incoraggia la gente ad andare avanti' sosteneva Haring.

La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, Giunti Arte mostre musei e 24 ORE Cultura, con la collaborazione scientifica di Madeinart e il contributo della Keith Haring Foundation.

 

di Laura Fabbri

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