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Ultimo mese per l'Arco di Palmira ad Arona

Aperto però il dialogo per una futura e costruttiva collaborazione con l'Institute for Digital Archaeology di Oxford
 
 
arona arco palmira
 
 
 
Chi non lo avesse ancora visto ha tempo sino a fine settembre per ammirare la copia in 3D dell’Arco di Palmira in piazza San Graziano ad Arona.  La proroga si è resa possibile in quanto l’opera artistica,  lasciato il lago Maggiore, ad ottobre sarà a Parigi. Dopo essere stata esposta a Londra, New York e Firenze, in occasione del G7 Culturale, la riproduzione dell’opera siriana si ferma così nella città del Sancarlone per un periodo più lungo che in altre.  La struttura originale, situata nel sito archeologico di Palmira e dedicata all’imperatore romano Settimio Severo quasi 2 mila anni fa, è stata distrutta nell’ottobre 2015 da un gruppo jihadista ed è stata ricostruita in scala utilizzando la stampa in 3D dall’IDA, Institute for Digital Archaeology di Oxford e realizzata materialmente dalla Torart, un’azienda specializzata di Carrara.   Rappresenta una riproduzione storica, fedele, in scal; oltre all’arte trionfa anche la tecnologia italiana che ha usato una roccia egiziana per realizzarla.  Arona oltre ad ospitare la copia dell’Arco, ha voluto intitolare all’archeologo Khaled al – Asaad, custode dei reperti di Palmira barbaramente ucciso dall’Isis, il museo di piazza San Graziano. Nella sua giornata aronese Vittorio Sgarbi aveva detto:<Questo è l’esempio provato che si possono ricostruire opere andate distrutte con il sistema 3D. Merito ad Arona che ha voluto esporre ed esaltare questa riproduzione dell’Arco che aveva resistito ai millenni ma non alla furia sconsiderata dell’Isis>.   Si calcola che oltre 50 mila persone, dal 29 aprile, giorno dell’inaugurazione, siano accorse nella piazza aronese per ammirare il reperto alto cinque metri. Arona con questa esposizione si è inserita nell’elenco di città importanti come Londra, New York, Firenze e, successivamente, Parigi; ne hanno beneficiato gli aronesi, turisti e villeggianti che frequentano il lago Maggiore.  Roger Michel, executive director dell’<Institute for Digital Archaeology> (Ida), ente che ha commissionato alla ditta di Carrara la riproduzione, ha dato questa possibilità, ma ha aperto il dialogo anche per una futura e costruttiva collaborazione con la Porta del Verbano.
 
di Franco Filipetto
 
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