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Grandi emozioni con i fuochi d'artificio ad Omegna

La serata è stata dedicata alle 16 vittime e al centinaio di feriti dell'attentato di Barcellona
 
 
roberto motta
 
 
Il lago si colora di rosso, il pubblico si emoziona. In sottofondo “Barcelona” dei Queen, nel cuore il terribile ricordo del vile attentato terroristico che ha colpito la capitale della Catalogna giovedì 17 agosto. È stata una serata di forti emozioni ad Omegna. La tappa conclusiva della rassegna “Festival di fuochi d’artificio 2017” è stata dedicata alle 16 vittime e ai circa 100 feriti di Barcellona. Come da tradizione, la penultima giornata della patronale di San Vito ha fatto registrare il tutto esaurito. L’anfiteatro naturale del golfo di Omegna è stato preso d’assolto da migliaia di persone. Le aspettative non sono state deluse. Apertura con un grande successo dell’estate scorsa: “Sofia” di Alvaro Soler. Poi, omaggio alla musica nostrana: il pubblico ha ballato a ritmo di note e fuochi “Occidentali’s karma” di Francesco Gabbani, brano che ha vinto l’ultima edizione del Festival di Sanremo. Rapidamente tra un botto e l’altro si è arrivati al momento clou, quello che ha unito con un filo rosso Omegna con Barcellona, il Cusio con la Catalogna. I colori e le sfumature riprodotte nel cielo e a pelo d’acqua dalle ditte Martarello e Graziani hanno ricordato i temi di Antoni Gaudi, massimo esponente del modernismo spagnolo e meraviglioso arredatore di Barcellona con le sue splendide opere, 7 delle quali inserite nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Sparato l’ultimo colpo, spazio agli applausi e ai clacson delle numerose barche attraccate al largo di Omegna. Poi, solita corsa verso il banco di beneficenza per accaparrarsi il premio migliore. Il traffico è stato ben gestito dalle forze dell’ordine e dai volontari della protezione civile, seppur ci fossero macchine e moto parcheggiate in ogni dove. 
Altro momento molto sentito della patronale di San Vito è la processione. Un mare di gente ha preso parte al corteo tra le vie del centro storico sabato sera. “È stato fatto camminare nelle strade moderne un testimone quasi invisibile ma efficace di una vita spesa in favore di Gesù” ha detto il parroco don Gianmario Lanfranchini. “San Vito è riuscito nuovamente a trasformare un semplice sabato sera in un profondo momento di fede” ha continuato il sacerdote. Le reliquie del santo sono giunte nel 1611 ad Omegna dalle catacombe romane e da quel momento la città è in festa nel ricordo di San Vito. Ha celebrato la santa messa di sabato il cardinale novarese Giovanni Lajolo. Il clima solenne e suggestivo si è propagato in tutta la città. La preghiera ha stimolato il pensiero e anche in quel caso la mente è andata a Barcellona, come 24 ore dopo grazie ai Queen, ai fuochi d’artificio e al fascino del golfo di Omegna. 
 
(foto di Roberto Motta da FB  'Sei di Omegna se...')
 
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