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'Varini non imparziale, si dimetta'

Mirella Cristina attacca il presidente del consiglio comunale Varini sull'incontro convocato per parlare di fusione tra Verbania e Cossogno, ne chiede le dimissioni perché non super partes

 
 

cristina mirella

Varini non è super partes, si deve dimettere: la capogruppo di Forza Italia Mirella Cristina all’attacco dopo l’annuncio dell’iniziativa del presidente del consiglio comunale Pier Giorgio Varini di convocare una conferenza istituzionale sulla proposta di fusione per incorporazione con Cossogno. L’incontro è stato convocato per il 20 luglio al Centro eventi Il Maggiore, dalle 20,45, con la partecipazione di  Ermanno Masserano, sindaco del Comune di Pettinengo (uno dei primi enti piemontesi a fruire della fusione per incorporazione) e Aldo Reschigna, vice presidente della regione Piemonte. «Parlare di ‘conferenza istituzionale’ - secondo Cristina - è fuori luogo. Il presidente ha in realtà convocato una conferenza dei capigruppo, invitando dei relatori senza alcun titolo per partecipare ad essa. Nella conferenza del 28 giugno era stato chiesto da alcuni gruppi della minoranza un tavolo tecnico di discussione ma non era stato autorizzato il presidente ad uscire dalle proprie funzioni di garante del consiglio comunale e di tutti i gruppi che lo compongono”. Secondo Cristina, Varini non ha organizzato un incontro di reale confronto: “Sarà invece di certo un appuntamento non super partes - dice -, ma un momento per cantare le lodi della fusione, visti anche i relatori”.
La capogruppo di Forza Italia chiede che il presidente del consiglio comunale si dimetta: “Varini, così facendo, viene pesantemente meno al suo ruolo di garanzia e ai suoi doveri istituzionali. Se è così che intende la presidenza del consiglio ne tragga le conseguenze: annulli la conferenza e ne programmi una veramente super partes con un programma e dei relatori condivisi dalla capigruppo, altrimenti fin da ora Forza Italia ne chiede le dimissioni”.
Forza Italia si esprime già al riguardo dei referendum per la fusione per incorporazione, invitando i propri elettori a disertare le urne e a far mancare il quorum: “Una manovra di questo genere non merita voto ma solo astensione”.  
 
di Maria Elisa Gualandris
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