logo1

Non si vota la mozione, caos all'assemblea dei sindaci

Manca il numero legale al momento del voto, la mozione delle minoranze non passa. Scontro netto tra amministratori di Centrodestra e Centrosinistra. Bilancio provinciale che non verrà approvato: disavanzo di 3 milioni e mezzo

 

assemblea dei sindaci

 

Salta il numero legale nel momento della votazione, scoppia il caos all’assemblea dei sindaci. Non si è potuta votare la mozione presentata dalle minoranze provinciali che richiedeva al presidente Stefano Costa di contattare i presidenti delle altre province in difficoltà economica per organizzare delle dimissioni di massa. 52 i comuni rappresentati all’inizio dell’assemblea, 37 al momento del voto contro i 39 richiesti dal numero legale. Motivo del contendere l’aggiunta o meno di un emendamento al documento proposto dai gruppi “Lago e Monti” e “La Provincia per il Territorio”. Il presidente Stefano Costa ha spiegato: “Siamo in attesa della legge di stabilità del governo Gentiloni, nella quale dovrebbe comparire la voce dedicata al riequilibrio delle province in pre dissesto o in dissesto economico. Per questo la mozione delle minoranze doveva essere integrata da un emendamento che specificasse un’eventuale azione di dimissioni solo dopo il 15 dicembre, quando dovrebbe essere approvata la legge di stabilità. Inutile fare una forzatura politica a pochi mesi da un cambio radicale, dopo 3 anni di sofferenza e di grande sacrificio”. L’uscita dall’aula di molti amministratori di Centrosinistra ha provocato la dura reazione delle minoranze provinciali e dei sindaci di Centrodestra. “Il Centrosinistra sapeva di perdere e ha preferito abbandonare l’assemblea – ha chiosato Luigi Spadone, capogruppo de “La Provincia per il Territorio” –. È stata una mera azione politica”. “La via delle dimissioni di massa poteva essere tranquillamente gestita in modo parallelo rispetto alle altre azioni amministrative” ha aggiunto Giandomenico Albertella del gruppo “Lago e Monti”. Durissimo anche l’attacco del sindaco di Pallanzeno Gianpaolo Blardone durante le ultime fasi dell’assemblea: “È meglio dimettersi ed avere un commissario, piuttosto che un presidente come Costa”. Ma a parte queste scaramucce politiche, ci sono altri due dati piuttosto preoccupanti che emergono dall’assemblea dei sindaci. La provincia del Vco non approverà il bilancio del 2017, avendo un disavanzo di 3 milioni e mezzo. Inoltre, per il piano neve si tenterà la via di un atto di indirizzo da parte del consiglio provinciale entro la fine d’ottobre. “Dialoghiamo costantemente col Ministero – ha affermato Costa –. Rivedendo il piano di riequilibrio verrà pareggiato anche il bilancio, quindi non approvarlo non è un dramma”.

Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa