logo1

Baveno. Giunta Gnocchi respinge annullamento consiglio del 28 settembre

Continua lo scontro a distanza fra maggioranza e opposizioni a Baveno. Governo Gnocchi dice no all'annullamento del consiglio del 28 settembre. Minoranza : " Se necessario ricorreremo al Tar "

baveno cons com

L’amministrazione di Baveno spedisce al mittente la richiesta di annullamento dell’ultimo consiglio comunale. I gruppi di minoranza avevano disertato l’assemblea lo scorso 28 settembre, considerando errate le modalità di convocazione. A quel punto i capigruppo Marco Marchioni di “Obiettivo Comune” e Camilla Cordero di “Baveno Futura” avevano inoltrato al sindaco Gnocchi un’istanza ufficiale di annullamento. Motivo del contendere la tipologia del consiglio: per le minoranze si trattava di una seduta ordinaria, dovendo essere approvato il Documento Unico di Programmazione, mentre per l’amministrazione di una seduta straordinaria. “Non dovevamo trattare né linee programmatiche di mandato né bilanci di previsione né tanto meno rendiconti di gestione – spiega Gnocchi –. Il Dup non è nulla di tutto questo, quindi la sessione era straordinaria e il consiglio poteva essere convocato anche con 3 giorni d’anticipo e non con 5, come, invece, deve accadere nel caso di seduta ordinaria”. Nel corso delle ultime settimane, attraverso il segretario comunale, l’amministrazione ha verificato il regolamento e ha ribadito la propria posizione. “Non ci sono i presupposti per annullare quanto abbiamo approvato nel corso dell’assemblea – sottolinea il primo cittadino –. Tra l’altro i consigli comunali per essere annullati non devono avere ricadute sul pubblico. In questo caso ci sarebbero, invece, dei problemi visto che verrebbe annullata la modifica della convocazione approvata tra comune e Baveno Calcio”. E poi Gnocchi aggiunge: “Il Dup è stato inviato regolarmente a tutti i consiglieri entro il 31 luglio, quindi se le minoranze avevano da fare delle osservazioni avevano tutto il tempo”. Rispetto a questo punto arriva la risposta di Marco Marchioni. “È vero che abbiamo ricevuto il documento nei termini, ma l’amministrazione ha voluto escluderci dalla discussione politica, portando a termine un consiglio in cui le minoranze hanno deciso di non partecipare. Non ci arrendiamo: adesso, io e Cordero, solleciteremo il prefetto al fine di analizzare la correttezza del comportamento del sindaco. Poi, se il sindaco non dovesse rivedere la propria posizione, valuteremo un ricorso al Tar o al Presidente della Repubblica”. E concludendo il proprio ragionamento Marchioni dice: “Ma se il bilancio deve essere approvato in un consiglio comunale ordinario solo dopo aver dato l’ok al Dup, mi sembra chiaro che anche quest’ultimo deve essere discusso in un consiglio ordinario”.

 

Pin It

 

Questo sito consente l'invio di cookie di terze parti.
Se acconsenti all'uso dei cookie fai click su OK, se vuoi saperne di piú o negare il consenso fai click su leggi informativa