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Frana Cannobio, Procura chiede atti relativi agli interventi messa in sicurezza dal 2014 ad oggi

 

Frana Cannobio, prosegue indagine della Magistratura volta ad accertare eventuali responsabilità. Acquisita documentazione inerente interventi di messa  in sicurezza del versante

 
 
cannobio frana fb
 
Proseguono le indagini della Procura sulla frana di Cannobio, nella quale lo scorso 18 marzo perse la vita Roberto Ripamonti, 68 anni, motociclista di Bellinzona, travolto da uno dei massi precipitati dal versante. I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, che conducono le indagini, e della Stazione di Cannobio hanno notificato ai sindaci, ai segretari comunali, e ai geometri comunali  di Cannobio, Cannero Riviera, Oggebbio e Ghiffa la richiesta di acquisire tutta la documentazione, dal 2014 a marzo 2017, che riguarda gli interventi di messa in sicurezza e di pulizia della vegetazione, della manutenzione dei versanti, del taglio di alberi e radici anche sui terreni privati. Richiesti anche tutti i documenti che riguardano il monitoraggio del rischio idrogeologico. 
Al momento in Procura è aperto come atto dovuto dal momento che c'è stata una vittima un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Sveva De Liguoro, per omicidio colposo contro ignoti. La Procura intende innanzitutto stabilire se ci siano responsabilità nell'accaduto e se la frana avrebbe potuto essere evitata.
Grazie a un sistema di Gps sono stati identificati i proprietari del terreno sul versante dal quale si è staccata la frana, si tratta di una famiglia di Milano.
 
Maria Elisa Gualandris
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