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Pizzi: ''No all'invasione programmata di clandestini''

Sprar. Il sindaco di Domodossola ritorna sull'argomento a pochi giorni dal consiglio comunale

lucio pizzi

Il sindaco domese Lucio Pizzi torna alla carica sul problema dei migranti. Lo fa pochi giorni dopo la discussione sullo Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo) tenutasi nell'ultimo consiglio comunale.

 

Sin dal suo insediamento Pizzi ha portato avanti una campagna tesa a ridurre il numero di richiedenti asilo in città, anche accusando più volte la precedente amministrazione di centrosinistra di aver ''riempito Domodossola di profughi''.

Ora Pizzi spiega il perché del suo ''no'' ad uno Sprar in città, come invece hanno fatto le amministrazioni di Villadossola e Vogogna.

''Lo Sprar - dice Pizzi - garantisce interventi di “accoglienza integrata” che vanno ben oltre la distribuzione di vitto e alloggio. Ai migranti si garantisce assistenza sociale, attività multiculturali, inserimento scolastico, mediazione linguistica e interculturale, supporto legale, servizi per l’alloggio, servizi per l’inserimento lavorativo, servizi per la formazione. A tutto ciò si aggiunge l'assistenza sanitaria con esenzione dal pagamento del ticket: l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale è gratuita. Ci dicono che il servizio sanitario è in crisi, ci tagliano i servizi, vogliono chiuderci l'Ospedale San Biagio per risparmiare e poi... ''.

Ma il sindaco rimarca anche ''come gli assistenti debbano soddisfare la richiesta di particolari tipi di cibo, curando la preparazione in modo da rispettare le tradizioni culturali e religiose delle persone accolte. Poi c'è il pocket money, che consiste in un contributo in denaro destinato alle piccole spese personali, ulteriori rispetto ai beni e ai servizi garantiti dal progetto di accoglienza''.

La denuncia non finisce qui. ''I comuni aderenti ai progetti Sprar - dice il sindaco - devono sborsare una quota di cofinanziamento del 5% del valore del progetto, cioè sostenere dei costi per avere i migranti''.

Intanto Domodossola vede calare gradualmente la presenza di richiedenti asilo. Al 31 dicembre ne ospitava 103, oggi sono 91. Sono stati trasferiti altrove quelli ospitati negli alloggi di piazza Matteotti. In Ossola, compresi quelli di Domodossola, ci sono in tutto 193 richiedenti asilo: 7 a Baceno, 42 a Craveggia, 25 a Villadossola, 24 a Vogogna e 4 a Masera.

 

Renato Balducci

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