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Disposta l'autopsia sul corpo di Erika Pioletti

Lutto a Beura per la morte di Erika. Questa sera il consiglio osserva un minuti di silenzio. Ancora da stabilire da data dei funerali che potrebbero tenersi a Domodossola

erika pioletti

 

La terribile notizia è arrivata nella notte. Il cuore di Erika Pioletti ( la 38enne vittima della calca di piazza San Carlo ) ha smesso di battere. La voce è rimbalzata di casa in casa nella calda notte beurese, lasciando attoniti il paese. Il sindaco Davide Carigi si è fatto interprete del sentimento comune dicendo: "E' una tragedia che ha colpito da vicino l'intera comunità ed ha raggelato l'intero paese. Per rispetto al dolore dei famigliari per questa tragica fatalità oggi scegliamo il silenzio". Questa sera il consiglio comunale, nella seduta d’insediamento, osserverà un minuto di silenzio. Così farà anche il consiglio comunale di Domodossola giovedì sera. Erika nata e cresciuta a Beura da pochi anni si era trasferita nel capoluogo ossolano.

 

Ancora da stabilire luogo e data dei funerali. Notizie di agenzia dicono che potrebbero tenersi a Domodossola. Quel che è certo è che nel pomeriggio di oggi la Procura di Torino ha disposto l’autopsia sul corpo della giovane ossolana. Intanto è cambiata anche l’ipotesi di reato che nel fascicolo d’inchiesta passa da lesioni colpose plurime gravissime a omicidio colposo. In segno di lutto, Torino ha disposto oggi le bandiere a mezz’asta sul Municipio e su tutti i palazzi comunali. In mattinata la sindaca Appendino ha incontrato la famiglia Pioletti.

Dalla tragica notte del 3 giugno i famigliari di Erika si sono avvicendati al suo capezzale. Nessuna dichiarazione in attesa di buone notizie che però nons ono mai arrivate. Da Torino – oggi- ha parlato Cristina, la sorella di Erika :“ E’ un momento difficile – ha detto-. Siamo molto scossi e tanto stanchi. “. La donna ai cronisti ha confermato l’intenzione della famiglia di voler vivere in modo riservato il proprio dolore.

Sulla morte di Erika in mattinata era intervenuto pure l’arcivescovo di Torino. Duro il giudizio di Monsignor Nosiglia : “ Prego perché il Signore l'accolga nel suo regno di pace. La ferita al cuore stesso della città resterà come un marchio che pesa sulla nostra coscienza di cittadini e su quanti sono stati la causa diretta o indiretta degli assurdi incidenti". 

 

 

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