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Rio Vasca, poco partecipata l'assemblea promossa dagli ambientalisti a Craveggia

In Valle Vigezzo proliferano le centraline idroelettriche ma i vigezzini disertano l'incontro pubblico con Salviamo il Paesaggio Valdossola

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Una terra di pittori, spazzacamini ma ora sempre più anche di centraline idroelettriche. Da qualche tempo si assiste in Valle Vigezzo ad una proliferazione di questi impianti, che hanno ormai interessato i principali corsi d’acqua valligiani. L’ultimo progetto, in ordine di tempo e di cui si sente parlare, è quello sul Rio Vasca, in territorio di Craveggia: gli elaborati sono stati depositati presso gli uffici provinciali lo scorso 23 marzo e attualmente sono in fase di verifica della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). E proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema così attuale e delicato, il “Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola” ha organizzato sabato a Craveggia una passeggiata sui luoghi interessati dal progetto e un incontro con la popolazione; incontro, questo organizzato a Villa Guglielmi, che ha visto la sala gremita di gente. Anche se, per dovere di cronaca è giusto evidenziarlo, i presenti erano quasi tutti turisti e vacanzieri: i vigezzini presenti si contavano sulle dita di una mano. Dopo aver proiettato un video sulla zona che verrebbe interessata dal progetto della centralina sul Rio Vasca, Filippo Pirazzi del Comitato Salviamo il Paesaggio Valdossola ha evidenziato: “Nel Verbano Cusio Ossola ci sono già più di 200 centraline fra quelle realizzate e quelle previste, servirebbe ora più che mai un piano energetico provinciale che tuteli e salvaguardi il territorio e le nostre acque, che sono una risorsa pubblica” . Nel parlare della Valle Vigezzo ha ricordato, fra le altre centrali già in funzione come quelle in Valle del Basso e a Malesco, le ultime – in ordine di tempo - che si stanno realizzando: una a Toceno, l’altra a Prestinone. All’incontro pubblico era presente anche il presidente della Provincia del VCO. Stefano Costa ha subito chiarito: “Premetto che non sono la controparte, la Provincia non ha potere decisionale e neppure
quello di fare le leggi – ha sottolineato Costa. Che poi ha aggiunto:  “I progetti passano nelle conferenze dei servizi e se non vi sono elementi ostativi, o gli stessi vengono poi rimossi in successivi adeguamenti degli elaborati, non si può fare più nulla e le centraline vengono realizzate”. Pochissimi, si diceva, i vigezzini presenti. I quali però hanno lanciato un monito sui danni irreparabili a livello ambientale e turistico che le centraline stanno provocando ai fiumi della Valle.

 

 

Marco De Ambrosis 

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