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L'Unione deve lasciare la sua sede, ma batte cassa a Domodossola

Dal primo gennaio l'Unione Montana Valli dell'Ossola è senza sede. Lo stabile di via Romita risulta di proprietà del comune di Domo

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Neppure il tempo di litigare sul trasloco dell’Agenzia delle Entrate che sulla scrivania degli amministratori ossolani arriva anche la storia della sede dell’Unione montana, il palazzone di via Romita che ospita anche centro sociale, bocciodromo e uffici delle Regione Piemonte.

Un problema reso pubblico nell’ultimo consiglio comunale di Vogogna. Che ha votato un ordine del giorno in autotutela, perché sulla sede di via Romita si è aperto un bel contenzioso, uno di quelli che solo in Italia possono mettere le radici.

Il sindaco di Vogogna, Enrico Borghi, ha informato il consiglio che ‘’l’Unione dovrà trovare una sede perché dal primo gennaio Domodossola sarà ufficialmente fuori dall’ente e da quella data non si potrà più contare sulla sede’’.  ‘’Credo che Domodossola – ha aggiunto Borghi -  non abbia capito le conseguenze, non solo politiche, ma anche amministrative, della sua uscita’’.

Cosa sta accadendo?  Domodossola, che ribadiamo ha detto addio all’Unione montana, risulta, al Catasto, proprietaria della sede sorta su terreni espropriati, aree che sono già costate diverse cause al Comune.  Ma era stata la vecchia Comunità montana  a progettare, costruire e pagare la realizzazione dello stabile. In pratica, i soldi sono stati  messi dalla Comunità che allora rappresentava 18 comuni dell’Ossola. Il commissario liquidatore della comunità aveva dato mandato di trasferirla all’Unione, ma la cosa non è stata possibile. Adesso, l’avvocatura della Regione Piemonte fa sapere che il recesso di Domodossola dall’Unione  impedisce anche l’uso dell’ edificio che è nel territorio di un comune che non ne fa parte.

I Comuni della defunta Comunità chiedono a Domodossola di liquidare il valore di quel patrimonio stimato in 2 milioni e 565mila euro, più altri 147 mila per l’area esterna. Altrimenti nei loro bilanci risulterebbe un ammanco, pari alla somma versata per realizzare, rendere operativa e mantenere la sede in questi anni.

Da qui la decisione di Vogogna di auto tutelarsi; decisione già presa anche dai consigli di Ceppo Morelli e Vanzone con San Carlo.

 

Renato Balducci

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