Il 7 gennaio 2026 la datrice di lavoro, Rita Cavallaro, è mancata e gli eredi (sorella, fratello e nipote) hanno rinunciato all’eredità e all’azienda. Se nessuno rileva un’azienda dopo il decesso del datore di lavoro i dipendenti non sono disoccupati, in mancanza dell’Unilav che certifica la perdita del lavoro, quindi non si può cercare un altro lavoro, né accedere alla Naspi. Dopo qualche settimana senza risposte, le 4 dipendenti si sono rivolte al sindacato UilTec che ha suggerito di presentare la domanda per la Naspi e inserire un’autocertificazione di disoccupazione involontaria causa decesso. Purtroppo la morte del datore di lavoro senza eredi non è contemplata come giusta causa. Passato qualche giorno l’INPS ha dato risposte tutte diverse. Ad una ragazza è stata accettata la domanda, pagato un giorno di Naspi e dopo 15 giorni l’hanno revocata, ad altre due è stata accettata, hanno pagato circa un mese poi è stata revocata anche a loro e a un’altra è stata rifiutata subito. Gli importi pagati sono stati richiesti indietro. Hanno fatto ricorso che è stato respinto con questa motivazione: “Il decesso del datore di lavoro comporta la cessazione del rapporto per causa di forza maggiore, configurando una disoccupazione involontaria che dà diritto alla NASPI. Il rapporto si interrompe, salvo subentro degli eredi. Il rappresentante legale o gli eredi devono comunicare la cessazione del rapporto al Centro per l'Impiego. Per questi motivi, la domanda di Naspi potrà essere riesaminata a seguito di procedura Unilav di risoluzione involontaria". Scrivono che sono in disoccupazione involontaria, ma non basta, vogliono comunque l’Unilav. Nel frattempo hanno presentato istanza, al Tribunale di Verbania per chiedere la “Liquidazione Giudiziale“ così il Curatore avrebbe potuto licenziarle e permettere loro di accedere al fondo di garanzia INPS. Purtroppo anche questa soluzione non è risultata percorribile. Dopo 30/40 anni di lavoro vengono trattate come un numero da burocrati. Un’operaia doveva andare in pensione a giugno, anche lì ci sono problemi in quanto mancano dei contributi. Insieme alla sindacalista è stata preparata causa contro l’INPS sperando di portare alla luce le mancanze del sistema, perché cose come queste non accadano. Anche questa via sarà lunga, le 4 donne non riescono a vedere un futuro. Sono ferme, non possono andare al lavoro, nemmeno cercare un altro posto e fare progetti! Per loro tutto si è fermato il 7 gennaio 2026. Un caso che dovrebbe fare Giurisdizione.
Dormelletto, la titolare dell'azienda muore e le dipendenti non possono essere licenziate perchè gli eredi hanno rinunciato all'eredità
Non possono neanche accedere alla Naspi