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Estinta la causa civile tra Ferrovie del Mottarone e Comune di Stresa. La società ha rinunciato al ricorso in Cassazione

Estinta la causa civile tra Ferrovie del Mottarone e Comune di Stresa. La società ha rinunciato al ricorso in Cassazione

Le richieste della società oggi in liquidazione erano state già respinte dal Tribunale di Verbania e in Appello

Estinta la causa civile tra la società Ferrovie del Mottarone e il Comune di Stresa. La società, attualmente in liquidazione da parte di Luigi Nerini, l'ex titolare della concessionaria della funivia che ha patteggiato 3 anni e 10 mesi per il tragico incidente in cui persero la vita 14 persone, ha rinunciato al ricorso dinanzi alla Cassazione.

Secondo quanto riportato nel decreto della seconda sezione civile della Cassazione, pubblicato il 6 luglio, la parte ricorrente non ha richiesto la decisione del ricorso entro il termine prescritto di 40 giorni dalla proposta di definizione in giudizio comunicata dalla stessa Corte. Di conseguenza, il ricorso "deve intendersi rinunciato" e il giudizio risulta ufficialmente "estinto"

La società Ferrovie del Mottarone dovrà inoltre versare 6.950 euro al Comune di Stresa per la copertura delle spese legali.

La società Ferrovie del Mottarone aveva chiamato in causa il Comune di Stresa che dopo la tragedia aveva sospeso il canone annuale di 143.000 euro riconosciuto alla società, ritenuta inadempiente rispetto agli obblighi contrattuali legati alla manutenzione e alla sicurezza. La decisione era stata impugnata dai legali di Nerini, i quali hanno sempre sostenuto che tale canone non costituisse il corrispettivo dell'attività svolta, bensì la restituzione rateale di un prestito concesso al Comune nel 2015 per la ristrutturazione dell'impianto.

Una tesi tuttavia respinta già nel novembre 2022 dal Tribunale civile di Verbania con la sentenza del giudice Vittoria Mingione. Successivamente, gli avvocati di Nerini per il ramo civile (lo studio Bucchi di Reggio Emilia) avevano promosso appello, ma nel gennaio di quest'anno la Corte d'Appello di Torino aveva confermato la piena correttezza dell'operato del Comune. Il sindaco di Stresa Luca Gemelli tiene a precisare che il passo indietro dei legali di Nerini in Cassazione non deriva "da alcun accordo con il Comune".

In alcune dichiarazioni al quotidiano La Repubblica vengono riportate dichiarazioni dei legali di Nerini che avrebbero espresso l’intenzione di intraprendere altre procedure.