L’arrivo di due nuovi medici di medicina generale in Valle Vigezzo, annunciato oggi dall’ASL VCO, è una buona notizia per tutta la comunità. A partire dalla metà di ottobre, i dottori Aria Hajir e Chiara Musso prenderanno il posto dei medici Salvatore Signorino e Mauro Macedone, entrambi pensionati dal 1° ottobre. I circa 3.500 pazienti interessati verranno assegnati automaticamente ai nuovi professionisti, senza la necessità di presentare una nuova scelta.
È una soluzione che accogliamo con soddisfazione, ma che non arriva dal nulla. Nelle scorse settimane la situazione della Valle Vigezzo era stata portata con forza all’attenzione pubblica e istituzionale. Il pensionamento contemporaneo di due medici avrebbe lasciato l’intera valle, con circa 6 mila residenti, con appena due medici di medicina generale. Una prospettiva particolarmente preoccupante per un territorio montano caratterizzato dalla presenza di molti piccoli centri, dalla dispersione abitativa e da una significativa componente anziana della popolazione.
Il Tavolo Sanità Provinciale di coalizione ha scelto di non rimanere in silenzio. Già nei mesi scorsi avevamo denunciato pubblicamente una situazione più generale di difficoltà della medicina territoriale nel VCO, sottolineando come il diritto ad avere un medico di famiglia non potesse essere sostituito da iniziative occasionali o dalla buona volontà degli operatori. La nostra posizione era chiara: servono programmazione, personale e servizi sanitari continuativi, soprattutto nei territori più fragili.
Quando il problema della Valle Vigezzo è diventato concreto, il Tavolo di coalizione ha nuovamente acceso i riflettori sulla questione, chiedendo pubblicamente una risposta all’ASL e alla Regione e sostenendo la necessità di garantire un presidio di medicina generale adeguato alla realtà della valle. Parallelamente, i sindaci della Valle Vigezzo e l’Unione Montana hanno portato la questione direttamente all’attenzione dell’ASL VCO, chiedendo un intervento urgente e una soluzione stabile. Anche la mobilitazione dei cittadini, attraverso una petizione, ha contribuito a rendere evidente la preoccupazione della comunità.
Oggi quella pressione ha prodotto una risposta.
Non sarebbe corretto attribuire al nostro Tavolo la scelta dei due professionisti, che spetta all’ASL VCO. È però altrettanto importante riconoscere il ruolo che la pressione politica e pubblica ha avuto nel rendere la questione una priorità e nel chiedere che non si arrivasse al 1° ottobre senza una soluzione. Per questo oggi rivendichiamo il lavoro fatto dal Tavolo Sanità Provinciale di coalizione, insieme a chi sul territorio si è mobilitato per chiedere una soluzione: abbiamo sollevato il problema, lo abbiamo portato nel dibattito pubblico e abbiamo chiesto con forza che l’ASL intervenisse prima che migliaia di cittadini rimanessero senza un riferimento stabile. Il risultato dimostra che quando il territorio, gli amministratori, i cittadini e le forze politiche fanno sentire con chiarezza la propria voce, le istituzioni sono chiamate a dare risposte.
È un primo risultato importante. Ma non è il momento di fermarsi. La vicenda della Valle Vigezzo dimostra ancora una volta che la carenza dei medici di medicina generale non può essere affrontata esclusivamente quando l’emergenza è ormai alle porte. Occorre una programmazione strutturale per le aree montane, strumenti per rendere attrattiva la medicina territoriale e una presenza sanitaria capillare, capace di garantire continuità soprattutto alle persone anziane e fragili.
I due nuovi medici rappresentano una risposta concreta all’emergenza di queste settimane. Il nostro impegno sarà fare in modo che la sanità territoriale del VCO non torni a essere considerata soltanto quando scoppia un’emergenza. Perché la salute dei cittadini non può vivere di eventi, di emergenze o di soluzioni dell’ultimo minuto: deve essere garantita ogni giorno, in pianura come nelle nostre valli.
Tavolo Sanità Provinciale di coalizione del VCO Partito Democratico – Movimento 5 Stelle – Alleanza Verdi e Sinistra