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Ramelli, nessun passo indietro. La maggioranza: "Una scelta ponderata che condanna violenza politica"

Ramelli, nessun passo indietro. La maggioranza: "Una scelta ponderata che condanna violenza politica"

"Parole come "provocazione" e "oltraggio" hanno spostato il confronto altrove: non più sul ricordo di una vittima, ma sulla pretesa di stabilire chi abbia titolo a custodire la memoria della città e quale memoria sia ammessa".

“La decisione della Giunta, approvata all'unanimità il 3 agosto, nasce da una convinzione semplice: la violenza politica va condannata senza distinzioni, da qualunque parte arrivi. Sergio Ramelli aveva

diciotto anni quando fu aggredito sotto casa, a Milano, e morì dopo settimane di agonia. Era uno studente. Ricordarlo non significa riabilitare un'ideologia né sminuire il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà. Significa dire ai ragazzi di oggi che nessuna idea vale la vita di un ragazzo” . Così i gruppi della maggioranza verbanese Verbania Futura e Leali con Verbania rispondono all’Anpi dopo la manifestazione di domenica. “Nessuno in questa maggioranza ha mai messo in discussione il valore della Resistenza né la memoria dei Martiri di Fondotoce. È patrimonio di tutta Verbania e continueremo a onorarla come abbiamo sempre fatto. Una comunità matura sa tenere insieme le proprie memorie, senza metterle in competizione. Ed è qui che la giornata di ieri ci preoccupa. Parole come "provocazione" e "oltraggio" hanno spostato il confronto altrove: non più sul ricordo di una vittima, ma sulla pretesa di stabilire chi abbia titolo a custodire la memoria della città e quale memoria sia ammessa. È un modo di intendere il dibattito pubblico che non riguarda solo Verbania, ma che qui oggi si fa sentire con particolare forza. Chi custodisce la memoria ha il dovere di non trasformarla in terreno di scontro politico.”

Ribadiscono quindi che la posizione non cambia: “L'intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli è una scelta ponderata, condivisa da tutta la maggioranza e fondata su un principio che non intendiamo mettere in discussione: la condanna di ogni violenza politica, senza eccezioni. Una scelta che non toglie nulla a nessuno: il monumento ai Marinai d'Italia resta dov'è, e nessuno ha mai pensato di toccarlo. Non revocheremo la delibera sotto la pressione della piazza, perché farlo significherebbe ammettere che esistono vittime da ricordare e vittime da dimenticare. Fermezza, però, non vuol dire chiusura. Siamo pronti a un confronto sereno con tutte le realtà cittadine, associazioni comprese, per costruire insieme momenti di memoria che uniscano anziché dividere. Verbania merita questo, non una contesa senza fine sul proprio passato”.