“Oltre all’impegno a livello nazionale e regionale – dichiara Massimiliano Caligara, Presidente del Circolo Legambiente “Gli Amici del Lago” di Arona - come circolo territoriale abbiamo ben chiaro che anche le nostre aree periferiche del nord est piemontese non sono immuni dalle infiltrazioni di criminalità ambientale. Lo scorso novembre abbiamo partecipato alla presentazione del dossier ECOMAFIA 2025 a Torino, moderato dal responsabile osservatorio ambiente e legalità di Legambiente Enrico Fontana , alla presenza di autorevoli relatori e importanti esponenti della Magistratura, della Direzione Investigativa Antimafia e Forze dell’Ordine. Da tempo lavoriamo sul tema dei reati ambientali, in particolare i Carabinieri Forestali con i quali abbiamo attiva sul territorio una collaborazione, condividendo l’impegno comune per la tutela e salvaguardia dell’ambiente”.
Traffico illecito di rifiuti a Verbania Legambiente: “Reati ambientali pericolosi per ecosistemi e salute. A disposizione delle autorità”
Le indagini evidenziano legami con cosche di 'ndrangheta
Giovedì 23 luglio i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania e
del Gruppo Forestale di Verbania, nell’ambito dell’indagine “Terre
pulite”, hanno arrestato 8 persone attive nelle province del VCO e di
Novara, e gravemente indiziate di diversi reati fra
i quali traffico illecito di rifiuti nel settore del movimento terra.
Durante le indagini sono emersi collegamenti con la cosca di ‘ndrangheta
“MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI” e con soggetti vicini alla cosca
“IAMONTE”. L’attività illecita ha riguardato principalmente,
ma non solo, una discarica abusiva in Paruzzaro (NO), ove, erano da
tempo smaltiti illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti provenienti
da numerosi cantieri edili delle province di Verbania e Novara.
Complessivamente sarebbero stati smaltiti illecitamente
circa 12mila tonnellate di rifiuti inerti e più di 500 tonnellate di
terre da scavo contaminate da idrocarburi e IPA (Idrocarburi Policiclici
Aromatici), sostanze potenzialmente tossiche e cancerogene. Inoltre
l'accusa ipotizza che la terra venisse rivenduta
a terzi pur essendo formalmente classificata come rifiuto e in totale
assenza di analisi chimiche.
“I reati ambientali sono sempre più presenti sul territorio piemontese – dichiara
Alice De Marco, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta
- come dimostrano i dati presentati nel Dossier Ecomafia che tutti gli
anni Legambiente pubblica. Dei 1659 reati ambientali riscontrati nel
2024, il 37% (615) sono legati al traffico
illecito di rifiuti, a dimostrare come questo sia un settore che meriti
attenzioni e desti allarme. La distribuzione di materiale
potenzialmente contaminato da inquinanti pericolosi ci preoccupa
fortemente, mette a rischio ambiente, ecosistemi e salute pubblica.
Il Protocollo d’Intesa firmato nello scorso giugno da Regione e
Piemonte e Prefettura trova in questo caso completa applicazione:
Legambiente si mette a disposizione delle autorità”.