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Verbania, si allarga il dibattito sull'intitolazione di parte del lungolago a Sergio Ramelli

Verbania, si allarga il dibattito sull'intitolazione di parte del lungolago a Sergio Ramelli

Intervengono i partiti e anche ANPI

Non si placano le polemiche sulla decisione della giunta Albertella di intitolare parte del lungolago di Intra a Sergio Ramelli. Dopo gli interventi di Pd e Volt, il dibattito si amplia.

L'Anpi verbanese si dice perplessa, ricorda la Medaglia d'Oro al Merito Civile a Verbania nell'ambito delle vicende per la lotta di liberazione, "Una storia che rappresenta un elemento fondamentale della sua identià" precisano. Spiegano che l'intitolazione di uno spazio pubblico dovrebbe nascere da un legame significativo con il territorio o da una scelta ampiamente condivisa. Si chiedono quanti verbanesi conoscano Sergio Ramelli. "Per questo fatichiamo a non pensare che si tratti di una decisione soprattutto simbolica e politica" afferma Anpi. La preoccupazione anche che Verbania possa diventare un luogo di richiamo per manifestazioni a forte connotazione ideologica.

Netta la contrarietà del Movimento 5 stelle del Vco, parla non di un semplice atto amministrativo ma di "Una scelta che parla alle generazioni presenti e future, definendo il volto civile della città e il significato della sua identità collettiva. Un simile spazio deve continuare a essere espressione dei valori di libertà, democrazia, solidarietà e pace" .

C'è poi chi difende questa scelta. Noi Moderati Vco si rivolge al Pd, dicendo:"Si conferma prigioniero dell'ideologia: la memoria non è una proprietà di partito". "Sergio Ramelli era un ragazzo di 18 anni, ucciso da un'aggressione politica” aggiunge, proseguendo: “In una democrazia matura si onorano tutte le vittime della violenza politica, senza discriminazioni e senza calcoli ideologici”.

Fratelli d’Italia parla di una “Scelta giusta e un’occasione per la città”, aggiunge: “Negli ultimi anni la memoria di Sergio Ramelli è diventata sempre più un patrimonio comune a tutti gli schieramenti politici. Poco comprensibile, per questo, è la chiusura che una parte della politica verbanese continua a manifestare”

Favorevole all'intitolazine il leghista Enrico Montani: “Perché i morti sono tutti uguali e per quanto riguarda me posso commemorare, e lo faccio consapevolmente, quelli del piroscafo affondato nei pressi della curva dell’Eden, così come partecipare al 25 Aprile. Il mondo è andati, avanti comprendo che possano esserci anche posizioni forti e il dialogo è sempre ben accetto, pur tuttavia trovo che la contrapposizione su questo genere di iniziative sia davvero segnale di un’epoca triste”.

Da segnalare la nota del sindaco Albertella che afferma: “A Verbania la Resistenza ha lasciato i segni di sé, del suo coraggio, qui più che in molti altri posti sparsi sulla Penisola. Il fatto che io debba premettere un’ovvietà che i cittadini conoscono perfettamente, è offensivo e racconta di un clima preoccupante in cui versa il Paese”. Sulla scelta di Ramelli dice: “E’ morto per le sue idee. I cadaveri e le ferite dettati da quel clima ideologico e violento non hanno colore politico e il loro sangue, il dolore delle loro famiglie, la sconfitta per lo Stato, tutto ha lo stesso peso”.

"Chi si aspetta flotte di saluti romani sul nostro lungolago sbaglia, o mente sapendo fin da oggi che questo non avverrà mai".