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Sanità. Sos Ossola : " Una giornata di confronto con le associazioni che operano sul territorio"

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Comunicato stampa a firma di Sos Ossola su situazione sanità nel Vco 

 

Sulla questione DEA, questione sulla quale avevo diffuso un comunicato del 9 marzo 2016 che denunciava problematiche molto gravi, vi sono state due esternazioni da parte dell'ASL vco; la prima sulla controllo dei NAS che ha trovato tutto a norma e il secondo una risposta a un utente che si era lamentato del DEA a Domodossola anche per il trattamento.

 

Su quest'ultimo mi pare che si sia entrato anche troppo nei dettagli personali omettendo di ammettere che l'ingolfamento è notevole con tempi di attesa che spesso raggiungono anche le 6 o 8 ore.

Sulla verifica effettuata dai NAS, come del resto in altre realtà del Piemonte su disposizione del ministero competente, siamo stati informati che tutto è risultato in regola, tralasciando di dire che i controlli erano strettamente circoscritti a materie di competenza da parte di tale organo e non riguardavano, attese, ingolfamenti, eccessivi carichi di lavoro del personale con gran parte che sono super stressati e che, nel tempo, alcuni si sono ammalati, sono stati esentati da lavori notturni o destinati ad altri incarichi.

Non ho niente da aggiungere al precedente comunicato che riguardava sia il DEA di Verbania che quello di Domodossola, sul quale mai è stata data risposta dalla dirigenza ASL vco e, a quanto di mia conoscenza, nemmeno alle organizzazioni sindacali, come la UIL e altri di categoria, che da molto tempo hanno sollevato tali gravi carenze e problematiche. Riporto di seguito il testo del precedente comunicato:

 

"COMUNICATO stampa 9 marzo 2016 - Da parecchio tempo le condizioni di lavoro nei due DEA sia al Castelli che al San Biagio sono molto problematiche sia perché sono sotto organico, (carenti di personale) e di recente anche mancanti di supporti come presenza di medici nella struttura chiamata OBI e non solo in questa. Il risultato è che, da molto tempo, almeno la metà degli operatori manifesta segni di insofferenza, "esaurimenti", con alti tassi di assenze per malattia, esoneri da servizi notturni, trasferimenti ad altri servizi, sintomatici di un notevole disagio. Non eravamo bene informati, anche se qualche idea l'avevamo e, in un paio di occasioni, ci era capitato di aver ricevute lamentele da parte di utenti sul servizio e sul comportamento burbero o sbrigativo degli operatori e avevamo spiegato che medici e infermieri erano soggetti a un servizio molto pesante, anche se non avevamo la conoscenza esatta della dotazione organica e della possibile confusione organizzativa. Informatici seppur sommariamente pensiamo che in tale situazione di carenze parrebbe non mancare la disorganizzazione interna ed anche esterna con il 118 di Novara. Non vi sono protocolli raccordati a quelli dei DEA della nostra ASL questione condivisa con le altre. Problematica di particolare importanza nella nostra realtà tripolare con tre presidi, (2 DEA e un pronto soccorso) e con la distanza notevole, rispetto ad altre realtà, tra i primi livelli e il secondo di riferimento che è Novara. Il risultato è che troppo spesso i tempi per trasferire o portare il paziente in una struttura che sia in grado di curarlo, sono molto dilatati e superiori a quelli indicati per essere efficaci anche con gravi conseguenze. Per il personale medico che dovrebbe accompagnare in ambulanza l'utente non si fanno corsi di aggiornamento tant'è che molti, per fare un esempio, non sono in grado di "intubare" il paziente, pratica indispensabile per le emergenze che accadono inevitabilmente nella casistica. Parrebbe inoltre che da oltre un anno e mezzo, su sollecitazione sindacale, sia stato anche costituito il "gruppo aziendale valutazione" che avrebbe dovuto valutare le cause di questo disagio e indicare i correttivi. Sino a questo momento il gruppo non ha pubblicato alcunché. 
Noi pensiamo che comunque, in attesa delle risultanze della commissione Gruppo Aziendale Valutazione, i cui tempi giudichiamo eccessivi e deprecabili in quanto alcuni provvedimenti urgenti potevano e dovevano essere adottati a partire dalla copertura degli organici che è causa principale della difficile situazione di disagio. Infatti con la carenza di personale e i supporti di cui sopra mancanti, i turni di lavoro sono più pesanti con le ovvie conseguenze sopra esposte.  Altro provvedimento che ci viene in mente è valutare i carichi di lavoro e decidere, ad esempio, se mantenere in piedi, in questo periodo di emergenza, il turno notturno al pronto soccorso di Omegna che ha pochi accessi di notte e mai di casi non urgenti; questi ultimi nemmeno dovrebbero transitarvi se 118 funziona e ben informato. Sicuramente il gruppo dirigente responsabile sarà in grado di adottare provvedimenti urgenti per risolvere gran parte dei problemi senza attendere le conclusioni della commissione che certamente comprenderanno tali provvedimenti e andranno oltre.
Con questa nostra nota invitiamo la dirigenza ASL vco ad attivarsi, ma visti i precedenti che non ci consentono di sperare che ci si corrisponda in quanto da tempo se la cantano e se la suonano solo tra addetti ai lavori e con rappresentanza dei sindaci proni agli ordini di partito e istituzionali, invitiamo gli organi di stampa a informarsi e pretendere anche loro risposte esaurienti su tale questione che riteniamo di fondamentale urgenza e importanza.

Riteniamo che occorra una per un confronto democratico aperto a tutti, non solo sul tema dei due DEA, ma anche sulla complessiva risposta sanitaria che abbiamo indicato con lo slogan di volare alto; naturalmente anch'esso senza risposta. Chiediamo una giornata di confronto anche con le associazioni e che, se non organizzata dalle istituzioni, la faremo con i soggetti che sono interessati.    

Bernardino Gallo  Sos Ossola

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