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L’alpe Veglia nel futuro dell’alpinismo

alpe veglia

E’ stato tracciato nei giorni scorsi un nuovo itinerario di scalata al Pizzo delle Piodelle (3080 m) nel parco naturale dell’alpe Veglia. Autori sono la guida alpina Alberto Giovanola e Morena Spagnoli

La via (dislivello 250 m, sviluppo 300 m, difficoltà tecniche elevate) si sviluppa sulla parete sud ovest e si chiama Tensegrità. “Il Pizzo delle Piodelle è un luogo così magico e sacro, regno di cacciatori preistorici accolti da stambecchi, marmotte, gracchi. Tensegrità (movimenti magici)  è dedicata a Carlos Castaneda e a tutti gli esseri visibili e invisibili di questa terra e di altri mondi e perché no all'amore”. Dicono gli scalatori.

Dopo l’apertura di una prima via nel 1997, questo è il terzo itinerario (autore sempre la guida alpina Alberto Giovanola) sulla montagna che si sta delineando come una nuova Yosemite per i climber contemporanei.

Il Pizzo delle Piodelle si alza tra il Passo di Boccareccio e l’Helsenhorn e protende verso sud uno sperone ai cui lati si aprono due pareti di ottima roccia ancora tutte da esplorare. L’ambiente è quello severo e grandioso dell’alta montagna ossolana: i pascoli di Veglia si stendono lontani circondati dai lariceti; ai piedi della parete, la conca desolata e brulla delle Caldaie. Luoghi raramente percorsi. Arrampicare lontano dal mondo.

“Il prossimo anno posizioneremo il nuovo bivacco “Farello” nella Conca delle Caldaie e il moderno ricovero permetterà la futura esplorazione alpinistica di pareti di roccia inesplorate. L’alpe Veglia, grazie alle intuizioni degli alpinisti ossolani, si sta delineando come uno degli ultimi luoghi vergini delle Alpi per quanto riguarda l’arrampicata moderna.” Dice Paolo Crosa Lenz, presidente del Parco Naturale Veglia Devero.

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